Intermedio, Podcast

Dal dottore in Italia – Intermedio #17


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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, in un nuovo episodio di livello intermedio. Oggi non sarò io a leggervi l’episodio ma Erika, che ci parlerà di un luogo da cui tutti in Italia (e nel mondo) dobbiamo passare prima o poi, ovvero il dottore. Niente panico, non vi vogliamo propinare (=offrirvi qualcosa di poco piacevole, noioso, ecc.)  il classico dialogo “dal dottore”, ma raccontarvi le peculiarità (peculiarities)  italiane legate a questo luogo. Come al solito potete trovare la trascrizione e le parole ed espressioni più complicate tradotte in inglese su podcastitaliano.com. Incominciamo!


 

Con la primavera e il cambio di stagione, può capitare a tutti di prendersi un malanno (=ammalarsi, get sick). Che fare allora?

Beh, se siete in Italia la cosa più semplice da fare è rivolgersi (consult) al proprio medico di base.

In ogni città sono a disposizione numerosi medici di base (general practitioners): dottori che non sono specializzati in un campo particolare, ad esempio la chirurgia (surgery), l’ortopedia (orthopaedics), l’odontoiatria (dentistry), ma a cui ci si può rivolgere per questioni generali e piccoli problemi di salute. Prima di rivolgersi a uno specialista (specialist), quindi, andiamo dal medico di base, che ci consiglia quali medicinali prendere, ci dice quanto è grave il problema e ci suggerisce (suggest)  quali ulteriori (further) visite o esami fare, nel caso in cui sia necessario.
Ogni persona sceglie (o viene assegnato) a un certo medico della sua città e deve rivolgersi esclusivamente a lui in caso di bisogno: non può andare dagli altri medici di base, perché non è nella loro lista di pazienti. I membri di una famiglia di solito hanno tutti lo stesso medico di base, anche se possono esserci eccezioni.
Si va dal medico di base per farsi visitare, farsi fare le ricette (prescriptions) per dei medicinali o per degli esami, o per richiedere la “mutua(sick leave), ovvero giorni di assenza dal lavoro pagati in caso di malattia.
Andare dal medico di base è gratis: non si paga nulla per essere visitati.
Tuttavia, recarsi (going to, more formal than “andare”) dal dottore è spesso un’operazione noiosa, per via delle (=a causa delle) lunghe attese.
Infatti, in molti studi medici si viene visitati per ordine di numero, cioè si prende un bigliettino con un numero che determina l’ordine di passaggio, o comunque si segue l’ordine di arrivo.
Passare per primi è quasi impossibile: per quanto presto si cerchi di arrivare (no matter how soon (you may try to get there), ci sarà sempre un anziano (di solito più di uno) già lì ad aspettare. Come questo sia possibile, rimane ancora un mistero.
La cosa certa è che molti anziani vanno dal medico di base per diverse questioni, e sono anche molto mattinieri (morning people, early birds).
Alcune persone arrivano anche prima dell’orario di apertura per aggiudicarsi (win, grab) un posto ad un orario non troppo tardo.
Quindi, si attende il proprio turno nella sala d’aspetto (waiting room), dove di solito ci sono alcune sedie, un tavolino con delle riviste, dei quadri e musica soffusa (soft music). Gli anziani spesso chiacchierano tra di loro e a volte cercano di attaccare bottone (strike up a conversation) con i più giovani, che di solito guardano il cellulare. È anche molto comune trovare donne incinta (corretto: incintE – pregnant women) e magari qualche bambino con la tosse (coughing) accompagnato dai genitori o dai nonni.
L’attesa può durare anche alcune ore ed è quindi molto più lunga del tempo della visita in sé: le visite degli altri sembrano sempre eterne, mentre la propria sembra durare pochissimo.
Quindi, se dovete fare una visita dal medico di base, ricordatevi di portare con voi qualcosa per ingannare l’attesa (pass the time, literally “cheat the time”) il libro che state leggendo, il pc, un paio di cuffiette (earphones) per ascoltare il vostro podcast preferito. Non vi sto nemmeno a dire quale (I don’t even need to tell you which one).
E soprattutto, armatevi di tanta pazienza (arm yourself with a lot of patience)!
E voi? Siete mai stati dal dottore in Italia? Raccontateci come funziona nel vostro paese, se anche voi avete un medico di base e se anche a voi capita di aspettare ore ed ore prima di essere visitati.

A presto!


 

Ringrazio Erika per aver scritto e letto questo episodio e vi ricordo di riascoltarlo 3, 4, 5 volte per acquisire familiarità con tutte queste nuove parole ed espressioni. Vi consiglio anche di scrivervele da qualche parte oppure inserirle in un mazzo (deck) di flashcards. Poi quando ne avete la possibilità potete cercare di utilizzarle attivamente in una conversazione. In questo modo acquisirete padronanza attiva (active mastery) e non solo passiva di queste parole.
Io vi ringrazio ancora per l’ascolto e ci vediamo nel prossimo episodio. Ciao!

 

Episodi senza trascrizioni, Podcast

Analisi della canzone “Soldi” di Mahmood – RST #57


Scarica questo episodio!

[Strofa 1]
In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla, sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore ma era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla TV danno Jackie Chan
Fuma narghilè, mi chiede come va

[Pre-Ritornello]
Mi chiede come va, come va, come va
Sai già come va, come va, come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se

[Ritornello 1]
Pensavi solo ai soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti, fotti
Mi chiedevi come va, come va, come va
Adesso come va, come va, come va

[Strofa 2]
Ciò che devi dire non l’hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà

[Pre-Ritornello]
Mi chiede come va, come va, come va
Sai già come va, come va, come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo
Che tu da me

[Ritornello 2]
Volevi solo soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Prima mi parlavi fino a tardi, tardi
Mi chiedevi come va, come va, come va
Adesso come va, come va, come va

[Bridge]
Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando, giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi, sembrava vera
La voglia, la voglia di tornare come prima

[Pre-Ritornello]
Io da te non ho voluto soldi
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se

[Ritornello 3]
Volevi solo soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua, ora dove sei papà?
Mi chiedi come va, come va, come va
Sai già come va, come va, come va

Il video di “Soldi”

Generare polemiche – generate controversy
”[…] questo cantante per metà egiziano, e questo ha generato anche diverse polemiche perché… perché in Italia diciamo che abbiamo alcuni politici che amano capitalizzare […] sull’immigrazione” – 0:50
Si da il caso che  – it just so happens that
”Questo ragazzo è un ragazzo al 100% italiano, perché è nato a Milano, ha una madre sarda e si da il caso che abbia il padre egiziano”  – 1:14
Giuria  – jury
”A Sanremo funziona così: c’è il voto della giuria […] e c’è anche il voto da casa” – 1:32
Tirare (slang) – be popular
”Io odio la musica pop italiana, so che ad alcune persone piace, per esempio in Russia tira molto […] la musica italiana cantautorale” – 2:46
Padre modello – perfect father
“L’argomento della canzone, di Soldi, è praticamente questo padre, il padre egiziano che […] non era una persona molto buona, non un padre modello. – 4:00
Prendersela – to take offence, to get angry
”Te la prenderai per un bugiardo” – 4:26
Narghilè – hookah, shisha
”Fuma narghilè, mi chiede come va” – 6:12
Fregare qualcuno – to play someone
”Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai” – 8:28
Chiarire – to talk it out
”Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei” – 8:32
Stare al mondo – to live
”… è difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio” – 8:37
Ritornello – chorus, hook
”… e qui siamo arrivati al ritornello, ma prima del ritornello […] volevo farvi sentire alcune caratteristiche della pronuncia di Mahmood” – 12:24
Mancare  – to be missed
”Dimmi se ti manco o te ne fotti” – 14:56
Fottersene/fregarsene/sbattersene – don’t give a ****
”Dimmi se ti manco o te ne fotti” – 14:57
Strofa – verse (attenzione! “strofa” significa “verse” e “verso” significa “line”)
”Ok, procediamo con la strofa numero 2, quindi ai prossimi cinque versi, perché ci sono cinque versi, la strofa numero 2 dura solo cinque versi e non sette come la prima” – 17:43
Pallottola nel petto – bullet in the chest
”Tradire è una pallottola nel petto” – 17:48
Carità – sympathy
”Prendi tutta la tua carità, menti a casa ma lo sai che lo sa” – 17:56
Fino a tardi – till late
”Prima mi parlavi fino a tardi significa mi parlavi fino alle ore tarde” – 18:48
Con aria fiera – proudly
”Waladi waladi habibi ta’aleena, mi dicevi giocando con aria fiera” – 22:49

Intermedio, Podcast

Sei errori che gli stranieri spesso commettono – Intermedio #16


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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano! Il video che voglio fare oggi riguarda alcuni degli errori più comuni, errori che sento più spesso quando faccio lezioni di italiano. Io nelle ultime lezioni ho cercato di segnarmi (make a note of, write down) su un documento tutti gli errori che gli stranieri fanno più spesso e oggi ve ne parlerò. Ho già fatto in passato un episodio solamente audio, senza video, che vi lascio in descrizione. Vi lascio il link in descrizione e potete andare a sentirlo. Oggi vi parlo di altri errori comuni.

 

1) Errori con la preposizione “per”

Il primo errore, in realtà una serie di errori che mi sono segnato, riguardano l’utilizzo della preposizione “per”. Molte persone per l’influenza dell’inglese dicono per esempio:

 “studio le lingue due ore per giorno” oppure “due ore per settimana”, “una volta per mese”, “una volta per anno”, cose di questo tipo.

Non si dice “per” in italiano, ma si dice “a” oppure “al”. Per esempio:

“faccio esercizio tre volte alla settimana”, “vado al mare 10 volte all’anno”, cose di questo tipo.

Quindi “per” (in inglese) si traduce “a”. Molte persone invece dicono un’altra cosa, ovvero:
“studio l’italiano per 5 mesi”, traducendo “I’ve been studying/learning Italian for 5 months”, ma in italiano “per 5 mesi” non ha questo significato. Dovremmo dire:

“studio l’italiano da 5 mesi” oppure “sono 5 mesi che studio l’italiano”, “registro/sto registrando un video da 5 minuti” oppure “sono 5 minuti che registro un video”,
ma non
“registro un video per 5 minuti”.
“Per” significa che qualcosa è finito, quindi “in passato ho imparato l’italiano per 5 mesi”, oppure “di solito imparo una lingua per due anni e poi inizio una nuova lingua”. Ricordatevi che noi in realtà possiamo anche omettere (omit) questo “per”, non è obbligatorio, quindi possiamo dire “ho studiato l’italiano da giovane 3 anni/per 3 anni”, “imparo una lingua 2 anni e poi passo a quella successiva”… non è obbligatorio il “per”. Tornando al primo errore, quello di “due ore per giorno, due ore per settimana”, in realtà se parliamo di ore e diciamo “due ore per giorno”, così non va bene, ma se diciamo “per due ore al giorno” in realtà diventa una frase giusta – quindi basta spostare (it’s enough to move) il “per” – che significa “for two hours a day” oppure “two hours a day”: “faccio esercizio per due ore al giorno”… che non è vero.


2) Viaggiare A un paese

Il secondo errore riguarda invece il verbo “viaggiare”. Molte persone dicono “viaggiare a Italia/viaggiare a un paese”, ma in italiano non diciamo “viaggiare” come “travel to a country”. Per noi viaggiare – innanzitutto è in un paese, “viaggiare in Italia” – ma noi intendiamo, con questo verbo, che viaggiamo all’interno dell’Italia, oppure viaggiamo per tutta l’Italia. “Ho viaggiato per il sud-est asiatico”. Non “viaggiamo a” nel senso “travel to”, perché diremmo semplicemente “andare in Italia”, oppure “voglio andare in Italia”,  “voglio andare in Spagna quest’estate”. Se diciamo “voglio viaggiare in Italia” si intende all’interno dell’Italia. Questa è la differenza: in spagnolo per esempio si dice “viajar a Italia”, in inglese “travel to”… Ricordatevi questa differenza!

3) Vado a imparare l’italiano!

Un altro errore che sento spessissimo, soprattutto dai parlanti di inglese, francese, spagnolo e portoghese è dire “vado a fare qualcosa”, nel senso “adesso vado a studiare” oppure “adesso vado… vado a uscire” o “vado a fare qualcosa”, nel senso “I’m going to study”, nel senso “studio tra poco”. “I’m going to go out tonight”, in italiano diremmo “stasera esco”, semplicemente. Non diciamo “stasera vado a uscire”. Quindi, per i piani che abbiamo tra qualche giorno, (come) “I’m going to go to the mountains”, noi non diciamo “vado ad andare in montagna”, ma diciamo “vado in montagna”. “Vado” in italiano quindi ha solo il significato di movimento, cioè ci spostiamo fisicamente. Quindi posso dire “vado a studiare” per esempio, se intendo che vado fisicamente, non so, in un caffè, oppure in un parco, oppure vado da qualche parte, mi sposto per studiare. Ma non significa che tra poco inizio.

4) Classe o lezione?

Un errore che sento spesso è utilizzare la parola “classe” per dire “class”. Allora, in italiano è un pochino diverso il significato di “classe”, rispetto all’inglese “class”, oppure in spagnolo “clase”. Molte persone dicono che fanno classi di italiano con me, ma io non direi mai “classi di italiano”, io direi “lezioni di italiano”, oppure “lezioni all’università/a scuola”, eccetera. Noi parliamo di “lezioni”. Ma che cos’è allora una classe? Beh, in Italia abbiamo un sistema scolastico in cui praticamente abbiamo le scuole elementari, le scuole medie, le scuole superiori: 3 gradi. In ognuno di questi gradi, noi siamo sempre con lo stesso gruppo di persone, quindi non è che abbiamo le lezioni di matematica con un certo gruppo, le lezioni di italiano con un altro gruppo, eccetera. Sono sempre le stesse persone, e questo è diverso in altri paesi. In italiano questo gruppo di persone si chiama “la classe”, quindi questo collettivo (group) è la classe. Quindi… se fate lezione con me state facendo lezione e non una classe.

5) Practice = praticare?

Un altro errore, che non è un errore brutto, un semi-errore, diciamo così, è l’utilizzo della parola “praticare” come “practice” in inglese… forse anche in spagnolo si dice, o in francese, ma in italiano noi non diciamo tanto “praticare” per dire “praticare una lingua”. Noi diciamo spesso “esercitarsi”, quindi questo è un po’ più difficile perché è un verbo riflessivo. Però, possiamo dire per esempio “quando si imparano le lingue bisogna esercitarsi”, oppure non so, “fare esercizio” anche si può dire: “bisogna fare molto molto esercizio”, oppure “fare pratica”. Quindi avete questi tre modi: “esercitarsi”, “fare esercizio”, “fare pratica”. “Fare esercizio” può essere anche esercizio fisico – è un’altra cosa – come “workout” o “exercise”, ma io non direi tanto “praticare”. “Praticare” si usa per altre cose, in altri contesti, come non so, “praticare la meditazione”, che si intende “svolgere una certa pratica”, no? Ma non significa “allenarsi, esercitarsi per migliorare”, sono due cose diverse. In inglese “practice” può essere sia praticare come “pratico la meditazione tutti i giorni”, ma può essere “practice” nel senso “lavoro duramente per diventare più bravo”. Quindi in italiano no, non si pratica la chitarra, ma ci si esercita a suonare la chitarra, oppure si fa pratica a suonare la chitarra, qualcosa del genere.

6) Preposizioni con sperare, volere e provare

E un altro errore che riguarda le preposizioni… in realtà non è un errore ma (sono) tre errori che riguardano i verbi “sperare”, “volere” e – qual è il terzo?? – “provare”. Quindi vi consiglio di memorizzar(li) e ditevi come un mantra “spero di, provo a, voglio (senza nulla)”. “Spero di vincere, provo a vincere, voglio vincere”. “Spero di mangiare, provo a mangiare – non so cosa voglia dire, ma… – voglio mangiare”. “Spero di arrivare in tempo, provo ad arrivare in tempo, voglio arrivare in tempo”. Prendete tanti verbi e dite, oppure scrivetevi magari da qualche parte, perché questo è un errore davvero che sento sempre… ed è normale, perché “hope to”, “want to”, eccetera, eccetera. Le lingue causano molta confusione per quanto riguarda le preposizioni. Ricordatevi queste tre preposizioni, esercitatevi con queste preposizioni… e noi ci vediamo nel prossimo video!



Ma prima di concludere questo, volevo dirvi che innanzitutto potete ascoltare quest’episodio come audio nel mio podcast, come sempre. Inoltre di recente ho pubblicato il mio podcast su Spotify, quindi se siete una persona che ascolta i podcast su Spotify, potete andare, cercare Podcast Italiano e lo troverete. Lasciate anche una recensione su Apple Podcast, cosìcché altre persone possano trovare questo podcast. Ah, vi ricordo che Podcast Italiano ha anche Instagram… è da un po’ che non parlo di Instagram, magari alcuni di voi non lo sanno, quindi podcast trattino basso (underscore in inglese) italiano (podcast_italiano) potete trovare alcuni video, brevi video che faccio, che magari vi possono piacere. Questo è davvero tutto per oggi, ci vediamo nel prossimo video! Ciao!

 

Avanzato, Podcast

Lo sci (con mia madre) – Avanzato #13


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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, in un nuovo episodio di livello avanzato. Anche oggi, come nell’ultimo episodio, ho come ospite mia madre, che viracconterà la sua esperienza con uno sport, ovvero lo sci. Come al solito su podcastitaliano.com troverete la trascrizione dell’episodio con anche la traduzione in inglese delle parole più difficili, e vi assicuro che in questo episodio ce ne saranno un po’! Il testo è abbastanza tecnico e sono inoltre presentimolte parole che descrivono movimenti fisici, che per mia esperienza sono un aspetto della lingua non così facile da apprendere.
Ora lascio la parola a mia madre. Buon ascolto!



In questo episodio vorrei parlarvi di un’attività sportiva invernale che
accomuna me e mio marito (my husband and I have in common), e in cui abbiamo trascinato (we dragged), quando erano ancora piccoli e finché ne hanno avuto voglia, i nostri due figli Marco e Davide: lo sci di fondo (cross-country skiing).

Alcune premesse. La regione in cui abitiamo, il Piemonte, dispone di (has/ has available) vaste zone montuose, le Alpi occidentali, e pertanto nel periodo invernale, neve permettendo (snow permitting), si possono praticare svariate attività sportive, quali ad esempio lo sci alpino (alpine skiing) (o da discesa), lo sci alpinismo (ski mountaineering), lo sci di fondo o nordico appunto, ecc.

Da ragazza mi sono cimentata (I tried my hand) un po’ nello sci da discesa, ovvero la varietà a cui immediatamente viene da pensare (that immediately comes to mind) sentendo parlare di sci. Tuttavia non sono mai diventata esperta: non andavo oltre la classica tecnica da principianti, lo spazzaneve (snowplough), per scendere, curvare e frenare, e oltretutto avevo appreso solamente i rudimenti (rudiments, basics) di base da qualche amica molto brava, che mi aveva fatto da maestra (had been my coach, had taught me); non avevo preso pertanto delle vere e proprie lezioni. Perciò ero molto insicura, cauta e soprattutto timorosa (afraid) di farmi male.

Lo sci di fondo, meno praticato rispetto a quello da discesa, l’ho conosciuto frequentando il mio futuro marito, che,a differenza mia (unlike me), non aveva mai praticato discesa. Anche lui era un autodidatta (self-taught). Perciò, non appena si è presentata l’occasione (as soon as the opportunity came up), abbiamo iniziato a frequentare dei corsi, per correggere l’impostazione (ovvero come stare sugli sci), imparare il passo base (quello alternato che prevede l’utilizzo di apposite tracce (tracks) sulla neve), imparare a curvare (turn, steer), a  frenare (slow down) a spazzaneve, ecc. Insomma grazie a questi corsi, pur rimanendo sempre a livello amatoriale, abbiamo acquisito una tecnica che utilizziamo ancora adesso, dopo oltre 35 anni.

Qualche precisazione tecnica. Nello sci di fondo si possono usare due differenti tipi di passi, che richiedono anche un’attrezzatura (equipment) differente: il passo alternato, ovvero la tecnica classica, e il passo pattinato.  Noi abbiamo imparato il passo alternato, il quale richiede, oltre a bastoncini (ski poles) e scarpette, sci stretti, lunghi (più di quelli da discesa) e soprattutto sprovvisti di lamine (metal edges), il che li rende molto instabili e più difficili da controllare in discesa. Il passo alternato si pratica, grazie alla spinta dei bastoncini, scivolando a passi alterni su apposite tracce sulla neve, dette anche binari. A volte si può uscire dai binari per affrontare discese a spazzaneve, ossia con le code degli  sci aperte dietro, le punte ravvicinate (the tips close to each other) e gli sci leggermente inclinati (tilted) verso l’interno per fare maggiormente attrito (for better grip) con la neve.

Il passo pattinato, invece, richiede sci più corti, scarpette che arrivano alle caviglie e bastoncini più lunghi.  Si pratica su pista battuta (smooth trail) senza tracce: tipicamente si pattina (you ski) a passi alterni sempre spingendosi con i bastoncini. In entrambi i casi le scarpette sono agganciate agli sci tramite gli attacchi (bindings) solo nella parte anteriore: il tacco (heel) è libero.

Tutte le piste prevedono i binari su uno o due lati per chi pratica il passo alternato e l’area compresa fra coppie di binari è riservata alla tecnica del passo pattinato: in questo modo le piste sono percorribili (possono essere percorse) da entrambe le tipologie di sciatori.

I percorsi variano e la difficoltà è indicata da colori diversi. Si va dalle piste facili, blu-verdi con pochissimi dislivelli, a quelle più difficili, rosse-nere che prevedono salite e discese più impegnative (demanding). Eh già, se ancora non fosse chiaro, lo sci di fondo non utilizza impianti di risalita (ski lifts): pertanto le salite si affrontano a forza di gambe e braccia (slopes are dealt with using the strength of your arms and legs)! A seconda di come lo si pratica, lo sci di fondo può essere dunque uno sport molto dispendioso per il fisico (demanding for the body); però con le dovute cautele (with all due caution) si può affrontare anche ad età più avanzata, moderando la velocità a vantaggio di un maggior apprezzamento del paesaggio in cui le piste si snodano (wind): pinete, lariceti (larch forests) e fondovalli (valley bottoms) attraversati da ruscelli e circondati da alte vette (peaks).

Infine, qualche parola va spesa (it’s worth saying a few words) sui costi. Lo sci di fondo è molto più economico di quello da discesa: attrezzatura a parte (peraltro poco dispendiosa), i costi si abbattono anche di un ordine di grandezza (costs get cut by an order of magnitude),  poiché non ci sono impianti (facilities) e l’unico onere (burden) è dovuto alla manutenzione delle piste. Purtroppo però la stagione del fondo è più breve rispetto a quella della discesa, poiché le piste sono collocate a quote (=altezze, heights) più basse dove la neve si scioglie più in fretta.

Detto questo, indipendentemente dalle vostre preferenze sportive invernali, venite a visitare le Alpi piemontesi: troverete paesaggi meravigliosi,  natura incontaminata e buon cibo!


Vi ringrazio nuovamente per aver ascoltato l’episodio. Come sempre vi chiedo di lasciare una recensione su Apple Podcasts se questo episodio vi è piaciuto, in tal modo altre persone scopriranno Podcast Italiano. Se avete idee per episodi di questo tipo (anche argomenti di cui potrebbe parlare mia madre, perché no) scrivetemi qui sotto nei commenti a questo episodio. Inoltre – è da un po’ che non lo dico – vi ricordo di seguirci su Instagram, dove ogni tanto carichiamo mini-video con spiegazioni sull’italiano. Ora è davvero tutto, grazie per l’ascolto e alla prossima! Ciao!

Podcast, Principiante

Cartolina dal lago – Principiante #18 (absolute beginners)


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Ciao, sono Erika. Oggi vi leggerò un breve testo per principianti. Lo leggerò prima lentamente e poi a velocità naturale. Cominciamo!
Hey! I’m Erika. Today I’m going to read a short text for beginners. First, I’m going to read it slowly, then at normal (natural) speed. Let’s start.

Cartolina dal lago
Postcard from the lake

Caro Podcast Italiano,
Dear Podcast Italiano

Sono in vacanza al lago. È primavera, la temperatura è perfetta.
I’m on vacation at the lake. It’s spring, the temperature is perfect.

Di giorno il lago è azzurro come il cielo e intorno ci sono tanti alberi e piante con i loro fiori colorati.
By day the lake is (light) blue like the sky and there are many trees and plants with their colorful flowers all around .

Il paesaggio è fantastico. Spesso ci sono delle barche in mezzo al lago, alcune grandi, altre più piccole.
The landscape is beautiful. Oftentimes there are boats in the middle of the lake, some big, some smaller.

Mi piace molto guardare il lago al tramonto. Il cielo diventa di colore rosa e arancione mentre il sole scende lentamente.
I like it a lot to watch the lake at sunset. The sky turns pink and orange while the sun slowly goes down.

Ora è sera e piove, l’acqua sembra nera come la notte.
Now it’s nightfall (evening) and it’s raining, the water looks (seems) black as the night.

A presto!
Talk to you soon!

Erika

Podcast, Principiante

Cartolina dal mare – Principiante #17 (absolute beginners)


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Ciao, sono Erika. Oggi vi leggerò un breve testo per principianti. Lo leggerò prima lentamente e poi a velocità naturale. Cominciamo!
Hey! I’m Erika. Today I’m going to read a short text for beginners. First, I’m going to read it slowly, then at normal (natural) speed. Let’s start.

Postcard from the beach (sea)
Cartolina dal mare

Caro Podcast Italiano,
Dear Podcast Italiano,

Oggi sono al mare. Fa molto caldo. Il cielo è azzurro* e la spiaggia è bianca e bellissima.
I am at the beach (lit. the sea). It’s very hot. The sky is blue and the beach is white and beautiful.

L’acqua del mare è blu e salata. Ci sono molte famiglie. I bambini giocano con la sabbia.
The seawater is blue and salty. There are lots of families. The kids are playing with the sand.

Gli adulti parlano, ridono o dormono. Io leggo un libro e ascolto il suono delle onde, che è molto rilassante.
The grownups (the adults) are talking, laughing or sleeping. I am reading a book and listening to the sound of waves, which is very relaxing.

Non voglio tornare in città!
I don’t want to go back to the city!

Un abbraccio,
Hugs and kisses (lit. a hug)

Erika

 

Note:


– Notice how the present continuous (“are talking”, “are sleeping”, etc.) is rendered with the present tense in Italian.

*We have two words for blue in Italian. Blu, which is dark blue, and azzurro, which is light blue.

Verbo essere (irregolare) = to be (io sono, tu sei, lui/lei è, noi siamo, voi siete, loro sono)

Verbo fare (I irregolare) = to do (io faccio, tu fai, lui/lei fa, noi facciamo, voi fate, loro fanno) -> Fa caldo = It’s hot

C’è/ Ci sono = there is/there are

Verbo giocare (I) = to play (io gioco, tu giochi, lui/lei gioca, noi giochiamo, voi giocate, loro giocano)

Verbo parlare (I) = to speak, to talk (io parlo, tu parli, lui/lei parla, noi parliamo, voi parlate, loro parlano)

Verbo ridere (II) = to laugh (io rido, tu ridi, lui/lei ride, noi ridiamo, voi ridete, loro ridono)

Verbo dormire (I) = to sleep (io dormo, tu dormi, lui/lei dorme, noi dormiamo, voi dormite, loro dormono)

Verbo leggere (II) = to read (io leggo, to leggi, lui/lei legge, noi leggiamo, voi leggete, loro leggono)

Verbo ascoltare (I) = to listen to (io ascolto, tu ascolti, lui/lei ascolta, noi ascoltiamo, voi ascoltate, loro ascoltano)

Verbo volere = to want (io voglio, tu vuoi, lui/lei vuole, noi vogliamo, voi volete, loro vogliono)

Verbo tornare = to come back (io torno, tu torni, lui/lei torna, noi torniamo, voi tornate, loro tornano)

Podcast

How to learn Italian effectively (and, frankly, any language) – Special episode in English


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I have made this super long episode in English for everybody who is starting or is planning to start learning Italian (but this applies to practically every language) and for those who have already started but might not be familiar with certain things I talked about in the video. Remember: everybody learns languages in different ways, so whats works for me might not necessarily work for you. I’ve tried, however, to present multiple strategies and points of view when it comes to certain aspects of language learning (like “speaking from day 1” or “speaking when you understand the language well”).

Follow the timestamps below to jumpt to the chapters you’re interested in:

0:00 – Intro
1:20 – Who am I?
3:54 – What distinguishes people who are successful at language learning and people who are not (i.e. people who learn languages in schools and do nothing on their own)? Spoiler: spending all your time learning the grammar
6:45 – Is it true that you can only learn a language if you live in the country where it’s spoken?
7:50 – Starting to learn many languages from scratch at the same time
9:20 – THE PASSIVE PHASE: some key ideas to learn languages effectively. The importance of passive exposure
12:00 – Words vs grammar. What’s more important?
13:33 – How to do the passive phase right: some resources
16:15 – Passive exposure: phase 2 (when you’re already familiar with the basic structures and vocabulary of the language)
17:15 – My favorite ways to read and listen in a foreign language. LingQ and ReadLang
21:35 – Tv shows and films
23:15 – YouTube and podcasts
25:40 – Using music to learn languages
27:00- THE ACTIVE PHASE: should you start speaking from day one?
29:00 – Speak A LOT to get better at speaking
30:20 – Do we need few words to be fluent? The 80/20 rule. Frequents words vs rare words.
31:55 – The ability to paraphrase: using the words you know to explain words you don’t know
32:45 – Should you avoid translating from your own language to the target language? Should you “think” directly in the target language?
34:45 – Don’t be afraid of mistakes!!!
36:25 – How to start speaking: monologues
37:45 – Speaking with other people
38:14 – Language exchanges
39:40 – How to take classes with tutors
40:30 – Language exchange events
41:30 – Talk to foreigners on the street :)
42:27 – The role of writing
43:30 – Is it important to have a good pronunciation
45:35 – Language learning and age
46:26 – Work on your pronunciation right from the start

Resources I’ve mentioned:

My project for learning Italian: http://www.podcastitaliano.com

Polyglots on YouTube with great tips on language learning:
Steve Kauffman – https://www.youtube.com/user/lingosteve
Luca Lampariello – https://www.youtube.com/user/poliglotta80
Vladimir Skultety – https://www.youtube.com/channel/UCa35MSdCh9gY28WZbBFLnNw
Richard Simcott – https://www.youtube.com/user/Torbyrne
Jan & Lucas – https://www.youtube.com/user/Dacud
Olly Richards – https://www.youtube.com/user/IWTYAL/videos
Benny Lewis – https://www.youtube.com/user/irishpolyglot
Suzanna Zaraisky – https://www.youtube.com/user/CreateYourWorldBooks

Resources to start learning a language:
Assimil, Teach Yourself, Colloquial
Glossika

La storia di Italo: 16:28 inserisci card

Alberto Arrighini (Italiano automatico)
https://www.youtube.com/user/ITALIANOAUTOMATICO/videos

Easy languages (Italian)

Websites for faster reading
http://www.lingq.com
http://www.readlang.com

Luca Lampariello on how to use translation to learn foreign languages

My profile on Italki:
https://www.italki.com/teacher/1419623

Apps for language exchanges:
Tandem, HelloTalk

Pronunciation websites:
https://forvo.com/
https://youglish.com/