Episodi senza trascrizioni, Podcast

Tesi di laurea, monopattini elettrici e molto altro! – RST #65

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Nuovo episodio di riflessioni senza trascrizioni, la rubrica in cui blatero stupidaggini per mezz’ora o più senza alcun testo o copione! Oggi vi parlo (da solo, purtroppo) della mia vita e di che cosa faccio di questi tempi. Buon ascolto!
Ecco alcune parole difficili:

Risultare = essere / prove to be, turn out to be
È anche un esercizio per me, perché non è facile parlare e risultare interessante per mezz’ora o quaranta minuti
[00:50]

Demoralizzante = disheartening
È stato un po’ demoralizzante, scoraggiante vedere alcuni commenti
[03:48]

Sulle orme di = following / on the footsteps of
Sulle orme della parola inglese “divisive”, anche noi in italiano diciamo “divisivo”
[05:00]

Cavarsela = to handle it, to manage
È riuscito a cavarsela, se l’è cavata.
[06:35]

Mettersi l’anima in pace = accettare qualcosa di negativo
Mi sono messo l’anima in pace e ho iniziato a scrivere.
[12:00]

Vertere = be about
Su che cosa verte la mia tesi?
[13:22]

Relatore/relatrice (di una tesi) = supervisor, mentor
Dovrò pensare a quali domande fare, anche con l’aiuto della mia relatrice.
[15:00]

Figata = a cool thing
È una figata questo monopattino!
[17:46]

Patate bollente = un problema
Il ministero passa la patata bollente

Piste ciclabili = Bicycle paths
Le piste ciclabili sono poche in Italia
[19:30]

Vuoto legislativo = quando non c’è una legge che regolamente qualcosa
C’è una sorta di vuoto legislativo
[20:27]

Ridere a crepapelle = ridere molto fortemente
Magari se vivete in Germania o in Olanda state ridendo a crepapelle.
[22:00]

Superare = go beyond, exceed
Spero di superare la qualità di questo video
[23:50]

Blaterare = blabber
Grazie per avermi sentito blaterare stupidaggini per 28 o 29 minuti
[24:30]

Podcast, Principiante

Lettera alla fine dell’estate – Principiante #25

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Lettera alla fine dell’estate
Letter at the end of summer

Caro ascoltatore o ascoltatrice,
l’estate è praticamente finita. Scrivo questa lettera il 20 settembre e quest’anno l’estate finirà il 23 settembre. L’estate in Italia finisce sempre il 22 o il 23 settembre. Non tutti sanno perché la fine dell’estate cade in uno di questi due giorni.

Dear listener (male or female),
summer is almost over. I’m writing this letter on the 20th of september and this year summer is going to end 23rd of September. Summer in Italy always ends on the 22nd or 23rd of September. Not everybody knows why the end of the summer falls on one of these two days.

In Australia o in Russia, per esempio, l’estate inizia il 1 giugno e finisce il 31 agosto. Questa si chiama “estate meteorologica”. In Italia però abbiamo la cosiddetta “estate astronomica”, che significa che per capire quando finisce l’estate dobbiamo guardare quand’è l’equinozio di settembre.

In Australia or Russia, for example, summer starts on June 1st and ends on August 31st. This is called “meteorological summer”. But (here) in Italy we have the so-called “astronomical summer”, which means that in order to know (lit: to understand) when summer ends we have to look at when the equinox is.

Sai che cos’è l’equinozio? L’equinozio è quel giorno dell’anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. C’è un equinozio all’inizio della primavera, il 20 o 21 marzo, e un equinozio a settembre, il 22 o il 23 settembre. Nel tuo paese quando inizia l’estate? All’equinozio o il 1 settembre?

Do you know what the equinox is? The equinox is that day of the year when the day and the night have the same length. There’s an equinox at the start of the spring, on March 20th or 21st and an equinox in September, on September 22nd or 23rd. When does summer beining in your country? On the equinox or on the 1st of September?

Tra tre giorni arriverà  anche qui in Italia l’autunno, una stagione che a molte persone piace. Di solito chi ama questa stagione ama il colore arancione della foglie che cadono, è contento che faccia un po più fresco dopo l’estate, che di solito in Italia è caldissima.

In three days the fall/autumn is coming here well in Italy, too. (it is) a season that many people like. Usually (those) who like this season love the orange color of falling leaves and they are happy that (the weather) gets a little chillier after summer, which is usually very hot in Italy.

Altre persone associano invece l’autunno al ritorno al lavoro dopo le vacanze o al ritorno a scuola o all’università. Quando io andavo a scuola non mi piaceva mai l’idea di tornare sui banchi dopo mesi di pacchia. Però il mio compleanno è proprio il primo settembre, quindi per questo ho dei bei ricordi legati a questo mese.

Other people associate the fall with going back to work after (being on) vacation or going back to school or university. When I used to go to school I never liked the idea of going back to school (literally: to the [school] desks) after months of fun/gravy train/not having to do anything. But my birthdays is on September 1st, so I do have nice memories connected to this month.

E tu, come hai passato l’estate? E qual è la tua stagione preferita? Scrivimi le risposte a queste domande nei commenti di questo episodio su podcastitaliano.com

What about you, how did you spend the summer? And what’s your favorite season? Write the answers to these questions in the comments to this episode on podcastitaliano.com

A presto,
Davide

Interviste, Podcast

Intervista con il poliglotta, imprenditore e Youtuber Steve Kaufmann – Interviste #19

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In questo intervista converso con il poliglotta, imprenditore (fondatore del sito LingQ.com per imparare le lingue) e YouTuber Steve Kaufmann.

Questa intervista è stata registrata anche in versione video

La nostra chiacchierata è stata per me molto interessante, spero possiate trovare qualche consiglio utile per voi e applicabile al vostro apprendimento dell’italiano o di altre lingue. Ho deciso di non trascrivere questo episodio, in quanto è un lavoro enorme e, inoltre, Steve, per quanto parli benissimo, usa spesso parole spagnole (o “spagnoleggianti”), il che avrebbe richiesto una montagna di lavoro da parte mia. Credo che la conversazione sia comunque comprensibile, soprattutto se avete già ascoltato le precedenti interviste e avete familiarità con il lessico relativo all’apprendimento delle lingue.

Clicca qui per ascoltare altre interviste

Intermedio, Podcast

Una storiella per capire i verbi potere, sapere, riuscire, essere capace, essere in grado – Intermedio #31

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Il podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti naturali e autentici. Io mi chiamo Davide e questo episodio di livello intermedio è un pochino diverso dagli altri, perché si tratta di una storia, scritta dall’abile penna (o meglio, tastiera) di Erika, in cui sono contenuti alcuni verbi che molti stranieri spesso confondono: potere, sapere, riuscire e anche “essere capace” e “essere in grado”. Vi ricordo che potete rileggere la trascrizione di questo episodio sul sito, podcastitaliano.com, trovate un link nella descrizione dell’episodio nell’applicazione che probabilmente state usando per ascoltarmi. 
Riassumiamo ora brevemente come si usano questi verbi e poi ascoltiamo la storia.

– potere si usa quando la possibilità di fare qualcosa dipende da noi o da altre persone o circostanze esterne. 
Posso guidare la macchina perché ho la patente. 
Non si può fumare nei ristoranti.

– sapere si usa per una capacità, un’abilità, come andare in bici, parlare una lingua, disegnare, ecc. “essere capace” è sostanzialmente un sinonimo ma si usa meno frequentemente e con una sfumatura un pochino diversa, un po’ come in inglese “can” e “be able to”.
So guidare la macchina, ho imparato. 
Sono capace di guidare la macchina.

– riuscire indica il risultato: magari possiamo fare qualcosa e sappiamo fare qualcosa, ma riusciamo a farla? Abbiamo successo o no?  
So guidare la macchina ma non riesco perché ho un braccio rotto.
So parlare inglese ma non riesco a farlo di fronte a tante persone.

– essere in grado di fare qualcosa è a metà tra “essere capace” e “riuscire”. A volte indica una capacità, a volte indica una condizione che ci permette di fare o non fare qualcosa.
Si è rotta la lampadina del salotto. Sei in grado di ripararla? = sei capace?
Piove a dirotto fuori, sei in grado di guidare con questo tempo? = riesci?

Non preoccupatevi di queste spiegazioni, non è importante impararle a memoria. Sentite la storia e cercate di capire come si usa ogni verbo in contesto. Se volete, potete tornare alla spiegazione dei verbi e anche ascoltare la storia tante volte per interiorizzare l’uso dei verbi. Pronti?

Almerino era un giovane inventore: era l’uomo più intelligente della città, un vero e proprio genio! Poteva inventare qualsiasi cosa e sapeva trovare la soluzione ad ogni problema. Aveva però un difetto: era molto distratto, completamente sbadato, sempre con la testa fra le nuvole. Si racconta che, un giorno, mentre era occupato a fantasticare, la testa rimase proprio lì, in mezzo alle nuvole.
La testa era in cielo mentre lui era rimasto con i piedi per terra. La testa, tra le nuvole, gridava: “Aiuto, aiuto! Non riesco a scendere!”
Almerino, che era un inventore, era in grado di risolvere qualsiasi problema, lo abbiamo detto. Ma come poteva fare, ora che la sua testa era lontana da tutto il resto? I pensieri erano da una parte e le mani da un’altra e così non riusciva a inventare nulla. Era disperato, non sapeva proprio dove sbattere la testa… perché non poteva, non ce l’aveva! 
In città si era diffusa la notizia: “Ha perso la testa, ha perso la testa!” e così tutti pensavano che il genio fosse impazzito, ma no! Aveva davvero perso la testa tra le nuvole. “Cosa possiamo fare per aiutarlo?” si chiedevano tutti, ma nessuno sapeva risolvere i problemi meglio di Almerino. In cielo, la testa faceva l’unica cosa che poteva fare, continuava a gridare in cerca di aiuto: “Aiuto, aiuto! Non riesco a scendere!” 
Passava di lì un uccellino. “Uccellino, uccellino! Aiuto, Aiutami tu! Non riesco a scendere! Sei l’unico che può aiutarmi!”L’uccellino era molto sveglio: sapeva trasportare grandi pesi e trovare la strada tra le nuvole e gli alberi. Era l’unico in grado di fare qualcosa.
“Ti aiuto io, amico! Ora ti prendo con il mio becco e ti riporto sulla terra con le mie ali!”
Che aiuto prezioso quello dell’uccellino!
Solo grazie a lui la testa poté ritornare sulla terra insieme al suo corpo. Almerino era felicissimo: finalmente aveva di nuovo la sua testa! Il corpo non era stato capace di trovare una soluzione, ma la testa aveva saputo come fare. Una cosa però era importantissima: doveva riuscire subito a legarla al corpo, per non perderla mai più!
Da quel giorno Almerino esce sempre con la testa legata al corpo e, quando gli chiedono il perché, racconta questa storia. 
Ma tutti si chiedono: è vera? O è solo una delle sue numerose invenzioni? 
Una cosa è certa: solo un inventore poteva inventare una storia così assurda!

Speriamo che vi sia piaciuta questa storia e vi sia servita per capire in maniera pratica come si usano questi verbi. Vi consiglio, come ho già detto di riascoltarla più di una volta. Per tutte le persone che hanno iniziato ad ascoltare Podcast Italiano di recente, beh, prima di tutto benvenuti e, seconda cosa, se non lo sapevate già ho anche un canale su YouTube dove posto video di vario genere, che spero possano piacervi. Andate a dargli un’occhiata e noi ci vediamo nel prossimo episodio. Alla prossima! Ciao!

scritto dall’abile penna: “by the pen of

tastiera
keyboard

riassumere: to sum up

imparare a memoria: to learn by heart 

interiorizzare: internalize.

Sbadato: careless, absent-minded

Con la testa fra le nuvole: avere la testa tra le nuvole significa essere distratto, sbadato, ecc. in questo caso la testa di Almerino rimane letteralmente tra le nuvole

Non sapere dove sbattere la testa: non sapere cosa fare per risolvere un problema 

Perdere la testa: impazzire / to lose one’s mind, to freak out

Uccellino: little bird (uccello)

Becco: beak

Legare: to tie

Avanzato, Podcast

Le autostrade italiane – Avanzato #19

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, in un nuovo episodio di livello avanzato. Questo episodio è stato scritto da Erika e ha come argomento le autostrade in Italia. Potrebbe sembrare un argomento non molto interessante mi vi assicuro che lo è. Credo che qualcuno in passato abbia consigliato questo tema, quindi ringrazio chiunque fosse stato. Scusami se non mi ricordo il tuo nome. Vi ricordo di andare sul sito, podcastitaliano.com, a leggere la trascrizione dell’episodio con la traduzione in inglese delle parole più difficili, perché ci sono tante parole che probabilmente non conoscerete. Dunque non disperate se non capite tutte le parole, cercate di capirle dal contesto la prima volta e poi andate sul sito a leggere la trascrizione per ulteriori chiarimenti. Incominciamo.

autostrade = highways, freeways, etc.
non disperate = don’t despair
ulteriori chiarimenti = for more explanations

Le autostrade! Come faremmo senza queste strade lunghe e rettilinee, che ci permettono di viaggiare velocemente da una città all’altra con la nostra automobile? Ogni paese ha il proprio sistema autostradale, più o meno sviluppato e con le proprie peculiarità.
In Italia la prima autostrada venne inaugurata il 21 settembre 1924: collegava Milano a Varese, un’altra città della Lombardia non molto lontana da Milano.
Da quel giorno di settembre molte cose sono cambiate, il traffico è aumentato e la rete autostradale si è espansa per collegare sempre più efficientemente tutte le zone della Penisola.
Oggi in Italia ci sono 36 autostrade, per un totale di quasi 7000 km. Ognuna, oltre ad essere caratterizzata da un numero, ha anche un proprio nome: alcuni nomi sono più noti di altri e sono molto evocativi e romantici, per esempio l’Autostrada del Sole (Milano – Napoli), l’Autostrada dei Fiori (Genova – Ventimiglia), l’Autostrada Serenissima (Torino – Trieste).
La rete è più fitta al Nord che al Sud, come si può vedere dall’immagine che vi linkerò nelle note di questo episodio. 

strade rettilinee = straight roads
il traffico è aumentato = traffic increased
fitto = dense, thick, busy

La rete autostradale in Italia

In Italia, a differenza di altri paesi come la Germania, non esiste il sistema delle vignette o bollini autostradali, per cui si paga una somma fissa che permette di viaggiare su tutta la rete autostradale senza limitazioni. Per poter percorrere le nostre autostrade è necessario pagare di volta in volta una tassa, il pedaggio, fermandosi a delle stazioni chiamate “caselli” che si incontrano durante il percorso. Nella maggior parte delle autostrade si preleva un biglietto al casello d’ingresso che si presenta poi al casello di uscita, in modo da pagare il pedaggio in base al chilometraggio percorso. Più raramente capita di pagare invece una quota fissa, che dipende dal tipo di veicolo con cui si viaggia. 
Fermarsi ai caselli è abbastanza fastidioso, sia perché a nessuno piace pagare sia perché spesso si formano code lunghissime. Per ovviare a questo problema è stato creato il sistema Telepass: acquistando un piccolo dispositivo da inserire in auto, si può passare al casello senza fermarsi, perché la sbarra si apre automaticamente. Il dispositivo registra i dati del viaggio e addebita i costi direttamente sul conto corrente del proprietario. Questo permette ai veicoli di fluire molto più velocemente e ridurre i tempi di attesa quando il traffico è molto intenso, in quelli che i telegiornali chiamano “weekend da bollino rosso”, quando tanti italiani rientrano in città per esempio dalle vacanze o da una giornata al mare.

vignetta autostradale / bollino autostradale = una tassa (clicca QUI per ulteriori informazioni)
pedaggio = toll, road tax
casello = toll gate
quota fissa = somma fissa
sbarra = bar (quella che si apre e si chiude)
addebitare i costi = it charges the expense

Un casello in un’autostrada italiana

Può capitare naturalmente durante il viaggio di avere un certo languorino o di dover fare rifornimento di benzina… nessun problema! Le autostrade italiane sono disseminate di numerose stazioni di servizio… ma dimenticate questa espressione, perché gli italiani non si fermano alla stazione di servizio, no… gli italiani si fermano all’Autogrill! Autogrill è l’azienda leader nel settore della ristorazione autostradale in Italia e nel mondo. In pratica quasi tutte le stazioni di servizio in Italia sono segnate da una grande scritta rossa “Autogrill” e per questo il nome commerciale dell’azienda è diventato per noi sinonimo di stazione di servizio, anche quando siamo all’estero o la stazione è gestita da un’altra azienda (per lo stesso fenomeno per cui chiamiamo “Jeep” qualsiasi SUV o “Coca-cola” qualsiasi “Cola”). All’Autogrill si può fare benzina, rifocillarsi e comprare oggetti di vario genere, dai libri all’olio per il motore, il tutto a prezzi esorbitanti. Iconico il panino Camogli, un grande classico e esempio dei prezzi eccessivi degli Autogrill. Provatelo se passate da un autogrill italiano. L’unica cosa economica sono i servizi igienici, che solitamente sono sempre gratuiti.
Per quanto riguarda i limiti di velocità, in Italia il limite consentito sulle autostrade è di 130 km/h ed è bene rispettarlo, in quanto sul percorso si trovano spesso Autovelox (sistemi che rilevano la velocità in un dato punto) e Tutor (sistemi che calcolano la velocità media mantenuta su un determinato tratto di strada, quindi tra un punto A e un punto B) e si rischia, oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza, anche di incorrere in multe salate
Per tutte le informazioni sul traffico, gli eventuali incidenti, code e lavori sul percorso si può ascoltare Isoradio, un canale radiofonico Rai che offre tutte queste informazioni 24 ore al giorno.

Avere un certo languorino = feeling a bit peckish, a little hungry
Fare rifornimento di benzina = fare benzina = get gas
Disseminate = scattered with, dotted with
Rifocillarsi = mangiare qualcosa
Prezzi esorbitanti = prezzi esagerati, eccessivi (exorbitant prices)
Servizi igienici = bagno = toilet
Mettere a repentaglio la propria sicurezza = endanger your own security
Incorrere in multe salate = ricevere multe (fines) molto costose (“salate” ha questo significato solo nella collocazione “multa salata”)

Un tipico “autogrill”

Infine, se si parla di autostrade non si può non fare almeno un accenno alla Salerno-Reggio Calabria, il tratto autostradale che è diventato l’emblema delle grandi opere eterne all’italiana, iniziate e mai finite, e delle contraddizioni del Bel Paese. Considerate che la pianificazione di questa linea autostradale  risale a prima della Seconda Guerra Mondiale. Era infatti il 1934 quando si pensò di costruire un’autostrada tirrenica Livorno-Civitavecchia-Salerno-Reggio Calabria. I lavori però iniziarono (finalmente) solo nel gennaio 1962 (quasi vent’anni dopo!!!) e tra 1968 e 1969 vennero aperti alcuni tratti, ma con delle deviazioni e varie difficoltà dovute alle caratteristiche del territorio. Negli anni a venire una frana sul percorso obbligherà ad una deviazione che durerà 40 anni, verranno stanziati miliardi su miliardi e approvati programmi di ammodernamento, il tutto con una lentezza esasperante. Tra scandali, ritardi, studi e dibattiti, ma anche soluzioni architettoniche innovative e fortemente all’avanguardia, i lavori si concludono il 22 dicembre 2016: ad 82 anni dal primo progetto e a 55 dall’inizio dei lavori, la A3 Salerno-Reggio Calabria, l’opera eterna per eccellenza, è finalmente finita. 

fare un accenno = to mention
tratto autostradale = stretch of motorway/highway
l’emblema = the epitome, the symbol
grandi opere = large-scale public works
frana = landslide
stanziare fondi = to allocate funds
programmi di ammodernamento = modernization programs
lentezza esasperante = infuriating slowness
all’avanguardia = state-of-the-art

Ora che sapete tutte le informazioni necessarie per viaggiare sulle nostre autostrade e anche una breve storia sull’autostrada che è stato il cantiere più lungo e controverso d’Italia, non vi resta che venire e sperimentare tutto questo di persona, viaggiare sulle nostre autostrade per misurarne l’efficienza (o inefficienza, sarete voi a decidere), ammirarne i paesaggi e toccarne con mano le mille contraddizioni. Allacciate le cinture e… occhio ai weekend da bollino rosso!

L’autostrada “Salerno-Reggio Calabria”

Grazie ad Erika per aver scritto questo episodio e grazie a voi per averlo ascoltato. È da un po’ che non lo dico, ma vi ricordo che se vi piace Podcast Italiano potete lasciare una recensione su Apple Podcasts. Nella versione americana mancano 3 recensioni per arrivare alle 100 recensioni, quindi se qualcuno di voi vive negli Stati Uniti scrivete una recensione! Nella versione brasiliana ne mancano 7 per arrivare alle 50 recensioni. Nella versione tedesca due per arrivare alle venti. Insomma, avete capito. Lasciate delle recensioni affinché Podcast Italiano sia facilmente rintracciabile nella lista di podcast di Apple. In questo modo più persone ascolteranno i contenuti che produco, il che mi motiverebbe a produrne di più e di migliore qualità. Vedete, è un circolo virtuoso! Grazie a chi lascerà una recensione e ci sentiamo nel prossimo episodio. Alla prossima!

cantiere = construction site
toccare con mano = to experience first-hand
allacciate le cinture = fasten your seat-belt
occhio…! = look out for… be careful with…
rintracciabile = trovabile, traceable
circolo virtuoso = virtuous cycle