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Che cosa succede nella politica italiana? – Edizione 2019 Avanzato #20 – VIDEO

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Ciao! Questo episodio super lungo sulla politica italiana è uscito anche in formato video sul mio canale YouTube. Se preferisci vedere il video al posto di ascoltare l’audio beh, puoi farlo. Il vantaggio del video è che mi permette di utilizzare alcune grafiche, alcune immagini che aiutano a capire meglio ciò di cui sto parlando. Il vantaggio dell’audio è che non devistare davanti a uno schermo, ma puoi andare a farti una passeggiata e respirare dell’aria pulita. In ogni caso trovate la trascrizione dell’episodio su Podcast Italiano, il link si trova nella descrizione di questo episodio. Buon ascolto!

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Mi sa che è arrivato il momento… di parlare di politica italiana. Non sarà facile. Ho scritto ben sette pagine di copione, quindi sarà un video piuttosto lungo.

[solo nel video]
Ho bisogno di energia, ho bisogno di energia, scusate! Spero che questo caffè mi darà le energie per affrontare questo tema così difficile.

Siete confusi dalla politica italiana? Sentite notizie provenienti dall’Italia, tipo di governi che cadono, che vi lasciano confusi? Guardate questo video e capirete tutto, o magari non capirete nulla. Proverò comunque a parlarvene nella maniera più chiara possibile.

Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano! Prima di tutto grazie mille per i 5000 iscritti! È un grande traguardo per me, e mi fa piacere che questo piccolo canale pian piano cresca. Grazie davvero e se non sapete chi sono… io mi chiamo Davide e questo è un podcast e canale youtube per imparare l’italiano attraverso contenuti autentici e interessanti. Se siete italiani e avete iniziato a seguirmi… beh, mi fa piacere che vi interessi ciò di cui parlo, anche se si tratta in realtà di contenuti per stranieri.
So che facendo un video sulla politica arriveranno persone a cui non piace quello che dico. So che tanti preferiscono non parlare di politica, soprattutto su questi canali per imparare l’italiano, un po’ per non sporcarsi le mani, un po’ perché la politica è un argomento altamente polarizzante. La mia intenzione è di rimanere generalmente neutrale, ma inevitabilmente in alcuni momenti lascerò trasparire le mie opinioni personali. Se non siete d’accordo con quello che dico – e parlo sia agli stranieri che mi seguono, sia agli italiani che magari hanno trovato questo canale o questo video grazie all’algoritmo di YouTube che ve lo ha consigliato – vi invito a discutere pacificamente qua sotto, nei commenti. Potete ovviamente non essere d’accordo con alcune cose che dico, ma non sarà tollerato alcun tipo di insulto o di attacco, ve lo dico subito. “Uomo avvisato, mezzo salvato“, diciamo in italiano.

copione = script
traguardo = achievement
non sporcarsi le mani = to get one’s hands dirty
uomo avvisato, mezzo salvato = forewarned is forearmed

Un anno e mezzo fa pubblicai un video in cui spiegavo la situazione politica italiana di allora. Molte cose sono successe in un anno e mezzo, ed è arrivato il momento di fare il punto della situazione adesso, ottobre 2019. Vi consiglio di riguardare il primo episodio perché davo diverse informazioni non solo sulla situazione di allora, ma anche sul sistema politico in generale. Ma per chi ha fretta, vi farò un breve riassunto. Vi ricordo che se state guardando questo video su youtube potete attivare i sottotitoli per seguire con più facilità quello che sto dicendo. Se invece state ascoltando questo episodio sotto forma di podcast potete rileggere la trascrizione dell’episodio sul sito podcastitaliano.com.
Il 4 marzo 2018 abbiamo votato alle elezioni parlamentari. Vi ricordo che in Italia non eleggiamo il Primo Ministro come in altri paesi, ma eleggiamo i parlamentari, la composizione del Parlamento, che a sua volta si divide in due Camere: la Camera dei Deputati e il Senato. I parlamentari da noi eletti formano a loro volta un governo con a capo un Primo Ministro, che noi in realtà più spesso chiamiamo Presidente del Consiglio (ovvero il Consiglio dei Ministri), o anche Premier. Il risultato che si era delineato un anno e mezzo fa, che era emerso dopo le elezioni, era questo: il Movimento 5 stelle, partito anti-establishment, contrario alla politica tradizionale, ideologicamente trasversale, quindi né di sinistra né di destra, era il primo partito d’Italia, con il 32% dei voti. Al secondo posto c’era il Partito Democratico, anche chiamato PD, che aveva governato per cinque anni, dal 2013 al 2018, e aveva subito un tracollo, ovvero una grande sconfitta, passando dal 30% nel 2013 al 18 nel 2018. Infine era emersa la Lega di Matteo Salvini, con il 13%, un partito di destra, a volte anche ammiccante all’estrema destra – “ammiccare” in italiano significa questo, fare l’occhiolino – che faceva parlare di sé e fa ancora parlare di sé per le sue posizioni fortemente conservatrici, anti-migratorie, euroscettiche, populiste e in fin dei conti sovraniste. Il sovranismo è una tendenza adesso molto diffusa in Europa e in altri Paesi del mondo, che accomuna Salvini a leader come Trump, Orban, Bolsonaro… e altri leader in Europa e nel mondo. La lega si era presentata alle elezioni in una coalizione, una coalizione con Forza Italia di Berlusconi – sì, perché Berlusconi fa ancora il politico, alla sua età, un po’ addormentato, ma fa ancora il politico – e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che è un altro partito di destra – non centrodestra, ma vera destra – per molti aspetti e per molte posizioni simile alla Lega di Salvini. Questi tre partiti insieme avevano raggiunto il 37% dei voti, un ottimo risultato, ma non sufficiente per governare.

fare il punto della situazione = take stock of the situation
parlamentari = members of parliament
si era delineato = became apparent
traversale = across the spectrum
tracollo = caduta / downfall
ammiccare = to wink
fare parlare di sé = essere discusso in maniera controversa

Quindi né il PD e la sua coalizione, la coalizione di sinistra, né la coalizione di destra con la Lega al centro, né il Movimento 5 stelle avevano la maggioranza sufficiente per governare. Si era quindi entrati in una fase di stallo, una crisi di governo durata 88 giorni, quasi tre mesi senza un governo! Potete immaginare che era una situazione abbastanza complicata, e se vi ricordate alla fine del precedente video avevo detto che la situazione sembrava… diciamo, sembrava quasi essersi risolta, perché Lega e Movimento 5 stelle avevano trovato un accordo. Fin dall’inizio c’erano tanti dubbi perché Lega e Movimento 5 stelle si erano scambiati tante tante critiche in passato. Inoltre il Movimento 5 stelle aveva sempre dichiarato di voler governare da solo, senza scendere a compromessi con nessun’altra forza politica. Nonostante i dubbi, Lega e Movimento 5 stelle sembravano comunque le due forze politiche più compatibili. E visto che altre soluzioni che non fossero ritorno alle urne, ovvero ritorno a votare, non ce n’erano, i due partiti si sono messi d’accordo e hanno redatto un “Contratto di Governo”, come lo chiamavano loro, un accordo con alcuni punti che i due partiti si impegnavano a seguire. E a guidare questo governo, a fare il Presidente del Consiglio, avevano trovato una persona esterna al mondo della politica, ovvero l’avvocato e professore di giurisprudenza Giuseppe Conte. E Giuseppe Conte è una figura che in realtà è rimasta abbastanza in ombra in questi 14 mesi di governo, rispetto almeno ai suoi due “vice”, i due Vicepremier, ovvero Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ma soprattutto di Matteo Salvini, che ha fatto molto parlare di sé. Matteo Salvini, leader della lega e Ministro dell’Interno.
Il Governo Conte, chiamato anche dai giornalisti il “governo giallo-verde” perché il Movimento 5 stelle ha le stelle gialle nel suo simbolo e la Lega in passato aveva il colore verde, ha quindi governato sì e no 14 mesi. “E com’è andata?” vi chiederete voi. Beh, si tratta di politica, quindi ognuno vi darà una risposta diversa. Una cosa è certa: le due forze politiche alleate spesso si sono scontrate su tanti argomenti e hanno assunto posizioni diverse su diverse questioni. Questi scontri alla fine hanno portato il governo a cadere lo scorso agosto, come vedremo dopo. Vediamo però su cosa si sono scontrate le due forze politiche.

fase di stallo = standstill, deadlock
urne = ballot boxes
giurisprudenza = legge / law
sì e no = più o meno, all’incirca
si sono scontrate su tanti argomenti = clashed on many matters


Risultati immagini per lingq
LingQ, lo sponsor di questo episodio

Ma prima volevo fare una piccola pausa e ringraziare lo sponsor di questo video. Sono molto contento di poter essere sponsorizzato da… LingQ! Lingq.com è una compagnia, un’azienda che forse avete già sentito nominare, magari dall’intervista che ho fatto con Steve Kauffman, e lingQ uno dei miei modi preferiti per imparare una lingua in maniera naturale tramite esposizione a contenuti audio e testuali. LingQ praticamente è una piattaforma che vi permette di leggere e ascoltare tantissimi contenuti. Loro hanno tantissimi contenuti già caricati, più di 1000 ore di contenuti per più di venti lingue. Potete ascoltare questi materiali, questi corsi che hanno e leggere in maniera semplificata, perché vi permettono di salvare le parole e le espressioni, senza dover aprire un’altra finestra e andare a cercare le parole in un dizionario. Io ritengo di aver imparato il russo grazie a LingQ, in buona parte grazie a LingQ, perché ci sono davvero ottimi contenuti, ma anche per la lingua italiana ci sono tantissimi contenuti e potete utilizzare anche i miei contenuti per imparare l’italiano. So che qualcuno già utilizzava i miei contenuti che qualcuno aveva caricato sul sito, però dato che non ero io… diciamo, non erano sotto il mio controllo, ho preferito, diciamo prendere il controllo della situazione e adesso ricomincerò io a caricare alcuni contenuti su LingQ. Farò dei corsi separati e caricherò una selezione dei miei episodi, ma potete anche voi caricare gli episodi se preferite, se volete fare questo lavoro per voi stessi, oppure potete caricare qualsiasi altra cosa: audiolibri, potete anche importare i sottotitoli dei video di YouTube, quindi guardare video di YouTube e lavorare sul testo con LingQ. Potete fare la stessa cosa con i sottotitoli presi da Netflix, che è davvero una cosa ottima!
Se seguite il link in descrizione avrete uno sconto del 5% sul piano annuale, e considerando che pagare il piano annuale costa il 30% in meno di pagare ogni mese… 30+5, 35% di sconto… e penso che ne valga davvero la pena se state imparando l’italiano, ma anche se state iniziando a imparare una nuova lingua, perché è davvero un metodo davvero efficace che vi permette di risparmiare un sacco di tempo, un sacco di ore, non dovete andare a cercare sul vocabolario ogni parola. Quindi, ne vale la pena!

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Lo scontro sul tema del reddito di cittadinanza

E ora, torniamo alla politica! Il primo scontro riguarda una norma previdenziale, fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. Quando parliamo di “previdenza sociale” intendiamo tutte quelle leggi che offrono una protezione economica ai cittadini, per esempio nei casi di disoccupazione o di povertà. Infatti il reddito di cittadinanza è proprio questo: è un provvedimento che assiste chi è disoccupato, oppure chi si trova in condizioni di povertà. Con diverse restrizioni, perché non è facilissimo ottenere questo reddito. Apro una parentesi: la denominazione, il nome “reddito di cittadinanza” è abbastanza fuorviante, non è molto corretto, perché in realtà non si tratta di un reddito tipo Universal Basic Income, ovvero una somma di denaro che viene data a tutti i cittadini indiscriminatamente. La norma del Movimento 5 stelle è molto più simile a un semplice sussidio di disoccupazione, dei soldi che vengono dati a chi non ha un lavoro. Sull’efficacia del reddito di cittadinanza si potrebbe discutere. Sta di fatto che è stato molto criticato da Matteo Salvini, che lo ha firmato e lo ha votato anche lui, però… qualche mese dopo diciamo ha mosso alcune critiche. Per esempio si è detto preoccupato che il reddito di cittadinanza possa promuovere il lavoro in nero, il lavoro irregolare. Ossia: una persona potrebbe dichiararsi disoccupata, ricevere teoricamente fino a 780 euro al mese, e poi in realtà lavorare in nero e ricevere altri soldi in quel modo.

previdenza sociale = social security
reddito di cittadinanza = basic income
fuorviante = misleading

Lo scontro sul rapporto deficit/PIL

Un altro punto di disaccordo è il cosiddetto rapporto tra deficit e PIL. Se non siete cittadini europei, ma forse anche se lo siete, non sapete bene di che cosa sto parlando. Questo rapporto è stato determinato praticamente da un patto, il Patto di Stabilità e Crescita, che è un accordo tra gli Stati Membri dell’Unione Europea firmato nel 1997. E una delle cose che dice questo patto è che gli Stati Membri si devono impegnare a non superare un rapporto del 3% tra deficit pubblico e PIL. Che cosa vuol dire? Il deficit pubblico è – detta semplicemente – ciò che lo Stato paga in più rispetto a ciò che guadagna in un anno. E il PIL – credo lo sappiate – è il Prodotto Interno Lordo, cioè la somma del valore dei beni e servizi prodotti da uno Stato, dai cittadini di uno Stato, durante un anno. Ora, Salvini come ho detto non ama l’Europa e non ama le regole che a sua detta impone o CI impone l’Europa. In realtà, questa come tante altre, sono regole che abbiamo firmato, abbiamo firmato noi volontariamente, quindi non ce le impone l’Europa, siamo noi che le abbiamo accettate. E Salvini riteneva che questo tetto, questo numero del 3% fosse assolutamente… che fosse assolutamente legittimo sforarlo. Quindi, andare oltre, “sforare” significa andare oltre una certa quantità massima. E Di Maio ha criticato apertamente il suo collega Salvini affermando che questa sarebbe stata una una mossa assolutamente irresponsabile che avrebbe mandato in fibrillazione i mercati finanziari, che avrebbe… dato un sacco di problemi all’Italia, per farla semplice.

sforare = go over, exceed
in fibrillazione = in a frenzy, in a state of anxiety

La questione dei migranti

Un altro tema di cui si è parlato in questo anno e mezzo fino alla nausea, cioè decisamente troppo, è la questione dei migranti. Come forse saprete, avrete sentito, questo è un tema abbastanza complesso, che l’Italia sta affrontando dal 2013, da quando è iniziata la cosiddetta “crisi europea dei migranti”. Le cause di questa crisi migratoria sono tante, sono molteplici e accertare i motivi, le cause per cui i migranti migrano dal proprio Paese non è affatto facile. Molti di loro sono veri e propri rifugiati che scappano dai propri Paesi di origine, altri scappano dalla povertà e sarebbero dunque migranti economici, che non avrebbero diritto all’asilo politico e dovrebbero essere rimpatriati, ovvero rimandati in patria, rimpatriati. Chiaramente – perché siamo in Italia – la situazione migratoria non è stata gestita nella maniera più ottimale in questi anni, anche se probabilmente l’Europa avrebbe potuto… gli altri Stati europei avrebbero potuto dare una mano maggiore a Paesi come l’Italia e anche la Grecia, che hanno dovuto sorbirsi la maggiore quantità di migranti. Anche se poi per esempio la Germania ha accolto un grande numero di migranti per decisione di Angela Merkel. In ogni caso Salvini ha sempre criticato apertamente l’Europa per il fatto che non ci aiuti in alcun modo in questa crisi migratoria, salvo poi non presentarsi quasi mai durante le riunioni a livello europeo in cui si si discutevano soluzioni a questo problema. Salvini non si presentava, non ci andava. È importante sottolineare però che l’entità della crisi migratoria è comunque molto minore rispetto ad anni fa, rispetto anche solo al 2017. Nel 2017 gli sbarchi erano stati 100.000, nel 2018 20.000 circa, nel 2019 finora 7.000, quindi è chiaramente una tendenza a diminuire.

fino alla nausea = ad nauseam
molteplici = several
rimpatriare = repatriate / rimandare qualcuno nel paese di origine
sorbirsi = put put with

La riduzione però non è tanto da attribuire a Salvini, che ha sì contrastato apertamente la migrazione, ma in realtà non è l’artefice del calo vero e proprio del numero di arrivi, di migranti.
La persona che davvero ha causato questa drastica riduzione è l’ex ministro Marco Minniti, ministro del precedente governo, quindi del Partito Democratico. Marco Minniti era riuscito, facendo accordi con la milizia libica e con la guardia costiera libica, sostanzialmente a ridurre di molto il numero dei migranti che partivano dalla Libia, appunto percorrendo la rotta libica – dalla Libia all’Italia – che purtroppo ha causato molti morti nel mediterraneo negli scorsi anni. E questo ex ministro Marco Minniti è stato criticato molto molto duramente, perché i migranti che vengono rispediti in Libia poi finiscono imprigionati, in centri di detenzione. E in questi centri di detenzione, a quanto pare, i migranti – che in realtà vengono non solo dalla Libia, da tanti paesi africani – vengono duramente torturati. Chiaramente questo non rispetta il Diritto Internazionale perché a un migrante che è a rischio di torture, di prigionia, bisognerebbe dare asilo politico, dovrebbe essergli concesso lo status di rifugiato politico. Comunque questo è successo durante il precedente governo. Con il governo attuale la situazione dei migranti è stata dominata – almeno mediaticamente – da Matteo Salvini, di nuovo, strenuo oppositore degli sbarchi. Che cosa significa “sbarcare”? “Sbarcare” significa “scendere da una barca”, ovvero arrivare in un porto e scendere da una nave. Salvini ha combattuto duramente contro gli sbarchi di migranti, dalle cosiddette navi delle ONG, le organizzazioni non governative, che si occupano di girare nel Mediterraneo, trasbordare i migranti dalle imbarcazioni pessime, precarie, sulle quali stanno navigando, portarli sulle loro imbarcazioni e portarli fino in Italia dove potrebbero sbarcare e chiedere asilo politico. La loro missione è quindi quella di un soccorso umanitario perché queste imbarcazioni rischiano davvero di affondare in mare e molte persone, molti migranti sono morti, affondati nel Mediterraneo, perché viaggiano su imbarcazioni davvero precarie. Salvini ha intrapreso una dura lotta contro le ONG, accusandole di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ovvero di favorire, di promuovere in un certo senso l’immigrazione clandestina. Inoltre secondo lui questa cosa dell’immigrazione è un business in mano a delle persone chiamate da lui “scafisti” – non solo da lui, dalla stampa – ovvero persone libiche che ricevono da questi migranti un sacco di soldi per ottenere, diciamo, un biglietto per l’Italia a bordo di queste imbarcazioni davvero da buttare via, da rottamare.
Quindi Salvini, da un lato dicendo che lui era contro il business dell’immigrazione clandestina, da un lato dicendo che voleva proteggere il Paese da tutti questi migranti considerati una minaccia incredibile, ha chiuso il porto a ben undici navi, trattenendo più di una volta – 11 volte – le persone che erano a bordo su queste navi delle ONG, senza cure mediche, senza dargli l’accesso alla terraferma. Questo è successo per esempio nel caso della nave Diciotti, una nave a bordo della quale viaggiavano – se non sbaglio – 177 migranti, una nave che è stata in mare – trattenuta in alto mare – 10 giorni, perché né l’Italia né Malta volevano questi migranti, volevano accogliere questi migranti. Per questo caso specifico della nave Diciotti Salvini ha rischiato di essere processato!

calo = decrease
strenuo oppositore = staunch opponent
trasbordare = trasportare da una nave a un’altra
soccorso umanitario = humanitary rescue
affondare = to sink
favoreggiamento = aiding and abetting
accogliere = to welcome, to accept

Il mancato processo a Salvini

Tenete conto che Salvini è un Ministro e per processare un Ministro deve esserci l’approvazione della Camera, quindi Camera dei Deputati o Senato, dove lavora diciamo il Ministro. Nel caso di Salvini, il Senato.
Il Senato ha dovuto votare l’autorizzazione da parte della giustizia – diciamo – di processare Salvini. E cosa ha fatto il Senato? Ha detto “No, non potete processare Salvini per il caso della nave Diciotti!” E quindi niente, Salvini è stato salvato, è stato salvato dai suoi stessi compagni del Movimento 5 stelle.
Questo ha creato molte polemiche, tra le altre cose, anche all’interno del Movimento 5 stelle che, diciamo che si è sempre battuto per la giustizia e per l’onestà e per il fatto che politici non dovessero godere di immunità parlamentare, immunità dalla giustizia, che i politici dovessero essere processati come tutti i normali cittadini. In ogni caso la questione dei migranti ha polarizzato e ha monopolizzato il discorso politico di questo anno e mezzo, con Salvini che era la figura centrale contro i migranti.
Le azioni di Salvini, efficaci o non efficaci che fossero, gli hanno fatto guadagnare molti consensi tra gli italiani. La Lega adesso è a più del 30% dei consensi secondo i sondaggi più recenti. Come ho detto però non ha fatto nulla all’atto pratico per risolvere il problema alla radice perché ha saltato – ovvero non si è presentato – a quasi tutti gli incontri a livello europeo dove si sarebbe discusso del problema, lui non andava. In questo modo la minaccia esterna dei migranti continuava ad esistere e si sa che da quando esiste la propaganda è fondamentale avere un nemico esterno, una minaccia esterna reale, o di solito immaginaria in realtà, per incutere paura nella tua popolazione e in questo modo guadagnare consensi. Ed è quello che ha fatto Salvini, che ha fatto abilmente Salvini sui social: su Facebook, su Twitter, su Instagram. Salvini ha creato una efficacissima ed anche costosissima macchina di propaganda sui social, che è stata addirittura definita dalla stampa come “la Bestia”. E la Bestia, seguendo questa strategia appunto di selezione, di condivisione su Facebook, su Twitter, di notizie di un certo tipo, ovvero notizie diciamo che mostrano che i migranti sono delle bestie, dei criminali, ha fatto leva sui timori, perché alla fine la migrazione è sempre qualcosa che mette un po’ di paura, è naturale. Ha fatto leva sui bias psicologici delle persone, ed è una strategia che ha avuto successo, perché adesso la Lega ha più del 30%.
E di fatto l’Italia in questi anni è diventato un paese molto più razzista e molto più intollerante di quanto era anche solo 5 o 10 anni fa. Tornando al discorso dei migranti, anche questo è stato un terreno di scontro tra Lega e Movimento 5 stelle, perché se da un lato il Movimento 5 stelle ha firmato i provvedimenti di Salvini che impedivano lo sbarco alle navi delle ONG, non tutti all’interno del Movimento 5 stelle erano apertamente contro i migranti. Anzi, ci sono altre opinioni all’interno del Movimento che non provavano questa diciamo… ossessione da parte di Salvini, ossessione nei confronti dei migranti.

immunità parlamentare = parliamentary immunity / privilege
incutere paura = strike fear
fare leva su qualcosa = to leverage / utilizzare a proprio vantaggio
terreno di scontro = battlefield

[Solo nel video]
Mi si è scaricata la macchina fotografica da quanto sto parlando e non avevo più spazio! E inoltre è diventata notte, quindi non so se si vede qualcosa… Dicevo, in alcuni casi si è arrivati addirittura allo scontro tra Ministero dell’Interno, ovvero Salvini stesso, e altri Ministeri, come il Ministero della Difesa o Ministero dell’Economia, controllati dal Movimento 5 stelle. Quindi molti disaccordi interni anche su questa questione.

Lo scontro sulla TAV

Ma passiamo all’ultimo scontro, che è quello che ha portato alla crisi politica vera e propria: sto parlando dello scontro sul tema della TAV. Che cos’è la TAV? TAV è un acronimo che sta per “treno ad alta velocità ” ed è un progetto di una costruzione di una linea ferroviaria tra Torino – dove abito io – e Lione, in Francia. È un progetto che è nato in realtà negli anni 90, quindi se ne parla da tanto tempo, quasi 30 anni, ed è stata fin da subito un tema, un motivo di dibattito politico e quasi fin da subito è nato un movimento contro la TAV, il movimento “No TAV”, che dalle mie parti, soprattutto nella valle cosiddetta “Valle di Susa” è abbastanza forte.
Ci sono opinioni diverse sulla TAV: c’è chi pensa che si tratti di un’opera molto utile e importante per lo sviluppo dell’economia e del commercio e c’è chi è contrario alla TAV e afferma che c’è già una linea ferroviaria sottoutilizzata e che dunque la TAV è uno spreco di soldi e non va fatta. Il Movimento 5 stelle storicamente è contrario alla TAV, ed è al fianco del movimento No TAV. Al contrario la Lega è favorevole alla TAV e dunque anche questo è stato un nodo cruciale nello scontro tra Movimento 5 stelle e Lega.

linea ferroviaria = railway line
spreco = waste
nodo cruciale = crucial issue

La crisi di governo

Ed è proprio da qui che è nata la crisi di governo perché il Movimento 5 stelle ha presentato una mozione, cioè – anche questo è un procedimento parlamentare – sostanzialmente voleva bloccare quest’opera. La Lega invece era favorevole a continuare i lavori che sono in realtà già iniziati, anche se non è stato fatto molto. La mozione non ha avuto effetto e l’opera non è stata bloccata, almeno per il momento. Salvini ha proprio usato questo pretesto, diciamo questo disaccordo, questo ennesimo punto di scontro tra i due partiti per staccare la spina, che significa, diciamo, togliere il suo sostegno, il suo appoggio al governo. A sua detta non aveva senso andare avanti con questo governo dato che 5 stelle e Lega si facevano battaglia praticamente quotidianamente. E il piano di Salvini, ammesso da lui stesso, era di tornare al voto, tornare il prima possibile alle elezioni per capitalizzare il consenso politico che ha guadagnato in questo anno e mezzo. Perché se a marzo 2018 Salvini aveva il 13%, adesso, come abbiamo detto, il suo consenso, il consenso della Lega è superiore al 30%!
Questa grande crescita è avvenuta a scapito del Movimento 5 stelle, che è passato dal 30% addirittura a meno del 20%! Questo è davvero un disastro politico per il Movimento 5 stelle, probabilmente causato dal fatto che si sono alleati con un politico furbo e abile come Salvini, abile per lo meno nel senso della propaganda e abile nel senso che è in grado di fare campagna elettorale costantemente e in maniera molto efficace. Ha portato la Lega da percentuali bassissime del 4% al 30% in qualche anno.

Salvini quindi lo scorso agosto sembrava intenzionato ad avanzare una mozione di sfiducia contro il Premier Conte. Cos’è una mozione di sfiducia? La mozione di sfiducia è un procedimento politico, parlamentare, per cui una forza politica dice “Io non appoggio il governo, non ho fiducia in questo governo” E quindi il Parlamento deve votare se dà la fiducia in generale, come Parlamento, oppure no a una determinata forza politica. E questo doveva accadere il 20 agosto scorso. E aspettandosi che sarebbe successo proprio questo, il Premier Conte – tra l’altro, vi ricordate di Conte? perché ho sempre parlato di Salvini e Di Maio al massimo in questo video, Conte non l’ho mai menzionato, perché a dire il vero è rimasto molto in ombra in questo governo, si parlava quasi sempre di Salvini che come ho detto ha monopolizzato l’attenzione mediatica del Paese. Ebbene, Conte si era preparato e si è rivolto alle camere per rassegnare le dimissioni. “Rassegnare le dimissioni” è un’espressione che significa dimettersi, licenziarsi da Presidente del Consiglio. Quando un Premier, un Presidente del Consiglio si dimette, il governo cade, ovvero finisce la sua esperienza. Ma stranamente la Lega ha deciso di non presentare una mozione di sfiducia e quindi di fatto Conte si è dimesso, ma poi la Lega non l’ha sfiduciato, non si è capito bene il perché di questa azione della Lega. Fatto sta che il dado era tratto, Conte non poteva più cambiare idea, aveva annunciato di dimettersi, ed è proprio quello che ha fatto.
E allora cosa si deve fare quando cade un governo? Si fa la stessa cosa che si fa dopo le elezioni, ovvero bisogna creare un nuovo governo oppure andare nuovamente alle elezioni. Il Presidente della Repubblica deve parlare alle varie forze politiche per capire se si può creare un nuovo governo con il sostegno del Parlamento, della maggioranza.

staccare la spina = pull the plug
furbo = sly
intenzionato = willing, determined
mozione di sfiducia = vote of no confidence
rassegnare le dimissioni = to resign
il dado è tratto = the die is cast

Il nuovo governo

E ciò che è successo ha dell’incredibile perché Partito Democratico e Movimento 5 stelle hanno trovato un accordo. Perché dico che ha dell’incredibile, cioè è davvero stata una svolta inaspettata? Perché PD (Partito Democratico) e Movimento 5 stelle sono stati per anni acerrimi nemici, soprattutto il PD nei confronti del Movimento. Il movimento ha sempre criticato molto molto duramente il PD e anche insultato in diversi casi. Il PD ha anche ricambiato, forse non con la stessa forza, ma diciamo che si sono scambiati molte critiche pesanti negli anni passati.
Solamente un mese prima di raggiungere questo accordo Di Maio e Renzi – che è l’ex Presidente del Consiglio, diciamo uno dei Presidenti del Consiglio del precedente governo del PD – si sono insultati, si sono criticati pesantemente su Facebook. Quindi un mese prima di allearsi, vi rendete conto? Ed è proprio Renzi che si è inventato questa nuova alleanza, si è inventato questa alleanza – ovviamente “nel nome del bene del Paese” come tutti dicono da quando esiste la politica, penso.
Ma uno dei motivi che ha giustificato questo accordo è anche che c’è una certa urgenza, l’urgenza di fare una norma che scongiuri – ovvero che eviti – l’aumento dell’IVA, l’imposta sul valore aggiunto, che per motivi che non vi sto a spiegare perché se no parlo ancora per troppo tempo, rischia di aumentare per un meccanismo automatico e dunque il governo deve trovare i soldi per evitare che questo accada.
Se l’IVA aumentasse ci sarebbe una crisi dei consumi e questa non sarebbe una notizia positiva dato che l’economia italiana non cresce! È una delle economie che crescono più lentamente in Europa, praticamente non cresce, c’è una vera e propria stagnazione.
Ma la cosa divertente è che Renzi, che ha sempre fatto parte del Partito Democratico da quando esiste, ha abbandonato il Partito Democratico! Si è staccato, si è separato, e ha creato un suo nuovo partito chiamato “Italia Viva”. Questo partito comunque sostiene il nuovo governo: sarebbe stato strano se avesse rinnegato questa sua idea politica, questa macchinazione politica. Ma comunque ha abbandonato il Partito Democratico dopo di fatto averli portati a un accordo con i loro acerrimi nemici. È una cosa davvero… un piano quasi diabolico in un certo senso! E il nuovo governo è il governo non più giallo-verde, ma giallo-rosso: giallo è sempre il Movimento, rosso la Sinistra. Rosso… avete capito!
Ovviamente Salvini non è rimasto a guardare, non è rimasto con le mani in mano come diciamo noi, ma si è subito fiondato all’attacco di Conte. Conte che tra l’altro ha assunto un nuovo ruolo importante: lui è di nuovo il Presidente del Consiglio, anche di questo nuovo governo. E Conte ha pesantemente criticato Salvini nel suo discorso finale: l’ha accusato di essere ossessionato dai migranti, l’ha accusato di essersi comportato in maniera poco professionale in varie situazioni. Dunque non ha risparmiato nemmeno un colpo nei confronti di Salvini. È sembrato davvero un politico, prima sembrava una figura che doveva di fatto fare da mediazione ed è stato anche definito da qualcuno un “burattino” nelle mani di Salvini e Di Maio. Adesso è diventato un vero e proprio politico e ovviamente Salvini ha creato una teoria del complotto nei confronti di Conte e ha anche accusato i suoi ex alleati di essere rimasti attaccati alla poltrona. Cosa significa “la poltrona”? “Essere attaccati alla poltrona” è un’espressione che si usa per criticare i politici che non abbandonano mai la propria carica politica, che viene definita in maniera metaforicamente “poltrona”. E su questo non posso dargli torto, dato che una alleanza del genere sembrava davvero improponibile poco tempo prima.

ha dell’incredibile = è qualcosa di incredibile / is incredibile
scongiurare = prevent, to avoid / evitare
crisi dei consumi = consumer crisis
rimanere a guardare = to stand by / non fare nulla
rimanere con le mani in mano = sit on one’s hands
fiondarsi = to rush (to do something)
burattino = puppet
poltrona = armchair / intesa come “posizione di potere”
improponibile = out of the question, impossible

Come detto, il Movimento 5 stelle prima di allearsi con la Lega non era mai sceso a compromessi, aveva sempre detto di voler governare da solo e soprattutto non avrebbe mai accettato di governare col PD, che hanno attaccato pesantemente durante i cinque anni di governo del PD, hanno attaccato il PD e Renzi – Matteo Renzi – in particolare… con cui adesso sono alleati!? Questa alleanza dunque secondo me può essere un po’ pericolosa, perché secondo me porterà ulteriori voti a Salvini, inevitabilmente. Un elettore del Movimento 5 stelle che ha sempre visto il PD come l’acerrimo nemico del Movimento e adesso vede che il Movimento si allea con il PD probabilmente rimane un po’ confuso, no? Per usare un eufemismo… perché in realtà probabilmente si sente tradito e deluso. Ma l’alternativa forse sarebbe stata addirittura peggiore, perché sarebbero state le elezioni e se ci fossero nuove elezioni adesso il Movimento prenderebbe una batosta, davvero una sconfitta clamorosa! E molti parlamentari del Movimento chiaramente non vogliono smettere di fare i parlamentari, e quindi anche loro, in un certo senso, quando hanno assaporato quanto è bello il potere hanno deciso di rimanere, in un certo senso, “attaccati alla poltrona” come alla fine fanno tutti i politici, ed è normale. Quindi questa è la situazione: abbiamo un nuovo governo, il “governo giallorosso” e vedremo come si svilupperà la situazione!

scendere a compromessi = to make compromises
batosta = beating, pounding / una brutta sconfitta o risultato
assaporare = to savor

Spero di avervi dato le chiavi per capire meglio il futuro della politica italiana. Non so se e quando tornerò a parlare di politica, magari lo farò tra un anno/un anno e mezzo e vedremo che cosa sarà successo… Però vi consiglio di informarvi e di leggere, se vi interessa questo argomento. Vi consiglio caldamente di guardare i video di questo ragazzo che ha un canale su YouTube che si chiama “Breaking Italy“, dove parla di notizie e molto spesso anche di politica. Io trovo che fa davvero un ottimo lavoro. Chiaro, è un po’ più difficile come livello rispetto al mio, ma se capite tutto quello che ho detto potete provare a seguire anche lui e sì, magari vi può piacere!

Grazie per aver visto questo episodio fino alla fine, mi ha richiesto molto lavoro come avete visto, e me ne richiederà altro per editare tutto questo. Se vi piace ciò che faccio mi aiutereste molto se faceste una donazione su Paypal, se vi piace questo progetto, vi piacciono questi contenuti che spero siano interessanti per voi e vi aiutino ad apprendere l’italiano e imparare qualcosa sulla situazione politica, sociale, culturale italiana.
Vi ricordo che potete seguirmi sui social: su Facebook, su Instagram (podcast_italiano), su VK se siete russi, per rimanere al corrente di tutto ciò che faccio. Se vi piace quello che faccio vi consiglio anche di parlare di questo progetto ad altre persone che conoscete che stanno imparando l’italiano, di diffondere questi materiali ovunque, su Internet o anche parlarne a voce, perché questo mi aiuta molto e vedere che tante nuove persone arrivano mi incoraggia a continuare questo progetto. Siamo arrivati davvero alla fine, grazie per avermi seguito fino qua e… ci rivediamo presto, alla prossima!

Avanzato, Podcast

Le autostrade italiane – Avanzato #19

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, in un nuovo episodio di livello avanzato. Questo episodio è stato scritto da Erika e ha come argomento le autostrade in Italia. Potrebbe sembrare un argomento non molto interessante mi vi assicuro che lo è. Credo che qualcuno in passato abbia consigliato questo tema, quindi ringrazio chiunque fosse stato. Scusami se non mi ricordo il tuo nome. Vi ricordo di andare sul sito, podcastitaliano.com, a leggere la trascrizione dell’episodio con la traduzione in inglese delle parole più difficili, perché ci sono tante parole che probabilmente non conoscerete. Dunque non disperate se non capite tutte le parole, cercate di capirle dal contesto la prima volta e poi andate sul sito a leggere la trascrizione per ulteriori chiarimenti. Incominciamo.

autostrade = highways, freeways, etc.
non disperate = don’t despair
ulteriori chiarimenti = for more explanations

Le autostrade! Come faremmo senza queste strade lunghe e rettilinee, che ci permettono di viaggiare velocemente da una città all’altra con la nostra automobile? Ogni paese ha il proprio sistema autostradale, più o meno sviluppato e con le proprie peculiarità.
In Italia la prima autostrada venne inaugurata il 21 settembre 1924: collegava Milano a Varese, un’altra città della Lombardia non molto lontana da Milano.
Da quel giorno di settembre molte cose sono cambiate, il traffico è aumentato e la rete autostradale si è espansa per collegare sempre più efficientemente tutte le zone della Penisola.
Oggi in Italia ci sono 36 autostrade, per un totale di quasi 7000 km. Ognuna, oltre ad essere caratterizzata da un numero, ha anche un proprio nome: alcuni nomi sono più noti di altri e sono molto evocativi e romantici, per esempio l’Autostrada del Sole (Milano – Napoli), l’Autostrada dei Fiori (Genova – Ventimiglia), l’Autostrada Serenissima (Torino – Trieste).
La rete è più fitta al Nord che al Sud, come si può vedere dall’immagine che vi linkerò nelle note di questo episodio. 

strade rettilinee = straight roads
il traffico è aumentato = traffic increased
fitto = dense, thick, busy

La rete autostradale in Italia

In Italia, a differenza di altri paesi come la Germania, non esiste il sistema delle vignette o bollini autostradali, per cui si paga una somma fissa che permette di viaggiare su tutta la rete autostradale senza limitazioni. Per poter percorrere le nostre autostrade è necessario pagare di volta in volta una tassa, il pedaggio, fermandosi a delle stazioni chiamate “caselli” che si incontrano durante il percorso. Nella maggior parte delle autostrade si preleva un biglietto al casello d’ingresso che si presenta poi al casello di uscita, in modo da pagare il pedaggio in base al chilometraggio percorso. Più raramente capita di pagare invece una quota fissa, che dipende dal tipo di veicolo con cui si viaggia. 
Fermarsi ai caselli è abbastanza fastidioso, sia perché a nessuno piace pagare sia perché spesso si formano code lunghissime. Per ovviare a questo problema è stato creato il sistema Telepass: acquistando un piccolo dispositivo da inserire in auto, si può passare al casello senza fermarsi, perché la sbarra si apre automaticamente. Il dispositivo registra i dati del viaggio e addebita i costi direttamente sul conto corrente del proprietario. Questo permette ai veicoli di fluire molto più velocemente e ridurre i tempi di attesa quando il traffico è molto intenso, in quelli che i telegiornali chiamano “weekend da bollino rosso”, quando tanti italiani rientrano in città per esempio dalle vacanze o da una giornata al mare.

vignetta autostradale / bollino autostradale = una tassa (clicca QUI per ulteriori informazioni)
pedaggio = toll, road tax
casello = toll gate
quota fissa = somma fissa
sbarra = bar (quella che si apre e si chiude)
addebitare i costi = it charges the expense

Un casello in un’autostrada italiana

Può capitare naturalmente durante il viaggio di avere un certo languorino o di dover fare rifornimento di benzina… nessun problema! Le autostrade italiane sono disseminate di numerose stazioni di servizio… ma dimenticate questa espressione, perché gli italiani non si fermano alla stazione di servizio, no… gli italiani si fermano all’Autogrill! Autogrill è l’azienda leader nel settore della ristorazione autostradale in Italia e nel mondo. In pratica quasi tutte le stazioni di servizio in Italia sono segnate da una grande scritta rossa “Autogrill” e per questo il nome commerciale dell’azienda è diventato per noi sinonimo di stazione di servizio, anche quando siamo all’estero o la stazione è gestita da un’altra azienda (per lo stesso fenomeno per cui chiamiamo “Jeep” qualsiasi SUV o “Coca-cola” qualsiasi “Cola”). All’Autogrill si può fare benzina, rifocillarsi e comprare oggetti di vario genere, dai libri all’olio per il motore, il tutto a prezzi esorbitanti. Iconico il panino Camogli, un grande classico e esempio dei prezzi eccessivi degli Autogrill. Provatelo se passate da un autogrill italiano. L’unica cosa economica sono i servizi igienici, che solitamente sono sempre gratuiti.
Per quanto riguarda i limiti di velocità, in Italia il limite consentito sulle autostrade è di 130 km/h ed è bene rispettarlo, in quanto sul percorso si trovano spesso Autovelox (sistemi che rilevano la velocità in un dato punto) e Tutor (sistemi che calcolano la velocità media mantenuta su un determinato tratto di strada, quindi tra un punto A e un punto B) e si rischia, oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza, anche di incorrere in multe salate
Per tutte le informazioni sul traffico, gli eventuali incidenti, code e lavori sul percorso si può ascoltare Isoradio, un canale radiofonico Rai che offre tutte queste informazioni 24 ore al giorno.

Avere un certo languorino = feeling a bit peckish, a little hungry
Fare rifornimento di benzina = fare benzina = get gas
Disseminate = scattered with, dotted with
Rifocillarsi = mangiare qualcosa
Prezzi esorbitanti = prezzi esagerati, eccessivi (exorbitant prices)
Servizi igienici = bagno = toilet
Mettere a repentaglio la propria sicurezza = endanger your own security
Incorrere in multe salate = ricevere multe (fines) molto costose (“salate” ha questo significato solo nella collocazione “multa salata”)

Un tipico “autogrill”

Infine, se si parla di autostrade non si può non fare almeno un accenno alla Salerno-Reggio Calabria, il tratto autostradale che è diventato l’emblema delle grandi opere eterne all’italiana, iniziate e mai finite, e delle contraddizioni del Bel Paese. Considerate che la pianificazione di questa linea autostradale  risale a prima della Seconda Guerra Mondiale. Era infatti il 1934 quando si pensò di costruire un’autostrada tirrenica Livorno-Civitavecchia-Salerno-Reggio Calabria. I lavori però iniziarono (finalmente) solo nel gennaio 1962 (quasi vent’anni dopo!!!) e tra 1968 e 1969 vennero aperti alcuni tratti, ma con delle deviazioni e varie difficoltà dovute alle caratteristiche del territorio. Negli anni a venire una frana sul percorso obbligherà ad una deviazione che durerà 40 anni, verranno stanziati miliardi su miliardi e approvati programmi di ammodernamento, il tutto con una lentezza esasperante. Tra scandali, ritardi, studi e dibattiti, ma anche soluzioni architettoniche innovative e fortemente all’avanguardia, i lavori si concludono il 22 dicembre 2016: ad 82 anni dal primo progetto e a 55 dall’inizio dei lavori, la A3 Salerno-Reggio Calabria, l’opera eterna per eccellenza, è finalmente finita. 

fare un accenno = to mention
tratto autostradale = stretch of motorway/highway
l’emblema = the epitome, the symbol
grandi opere = large-scale public works
frana = landslide
stanziare fondi = to allocate funds
programmi di ammodernamento = modernization programs
lentezza esasperante = infuriating slowness
all’avanguardia = state-of-the-art

Ora che sapete tutte le informazioni necessarie per viaggiare sulle nostre autostrade e anche una breve storia sull’autostrada che è stato il cantiere più lungo e controverso d’Italia, non vi resta che venire e sperimentare tutto questo di persona, viaggiare sulle nostre autostrade per misurarne l’efficienza (o inefficienza, sarete voi a decidere), ammirarne i paesaggi e toccarne con mano le mille contraddizioni. Allacciate le cinture e… occhio ai weekend da bollino rosso!

L’autostrada “Salerno-Reggio Calabria”

Grazie ad Erika per aver scritto questo episodio e grazie a voi per averlo ascoltato. È da un po’ che non lo dico, ma vi ricordo che se vi piace Podcast Italiano potete lasciare una recensione su Apple Podcasts. Nella versione americana mancano 3 recensioni per arrivare alle 100 recensioni, quindi se qualcuno di voi vive negli Stati Uniti scrivete una recensione! Nella versione brasiliana ne mancano 7 per arrivare alle 50 recensioni. Nella versione tedesca due per arrivare alle venti. Insomma, avete capito. Lasciate delle recensioni affinché Podcast Italiano sia facilmente rintracciabile nella lista di podcast di Apple. In questo modo più persone ascolteranno i contenuti che produco, il che mi motiverebbe a produrne di più e di migliore qualità. Vedete, è un circolo virtuoso! Grazie a chi lascerà una recensione e ci sentiamo nel prossimo episodio. Alla prossima!

cantiere = construction site
toccare con mano = to experience first-hand
allacciate le cinture = fasten your seat-belt
occhio…! = look out for… be careful with…
rintracciabile = trovabile, traceable
circolo virtuoso = virtuous cycle

Avanzato, Podcast

Omaggio alle montagne – Avanzato #18

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Come va? Tutto bene? Non mi potete rispondere ma spero che stiate bene. Spero vi sia piaciuta la riflessione senza trascrizione che è uscita qualche giorno fa, ascoltatela se non l’avete ancora ascoltata, e spero che vi sia anche piaciuto l’ultimo video sul canale YouTube.
A proposito, se non lo sapevate – e può darsi che qualcuno che abbia scoperto di recente questo podcast non lo sappia – io ho anche un canale YouTube! Andate a dargli un’occhiata perché di recente ho pubblicato un video di ben 50 minuti, quasi un film potremmo dire, che documenta le vacanze in Croazia che abbiamo fatto di recente io ed Erika.
Il video è sottotitolato interamente, quindi vi consiglio davvero di dargli un’occhiata e di farmi sapere che ve ne pare, perché finora il video ha ricevuto un buon numero di visualizzazioni per la media del canale ma non molti commenti, quindi non so se vi è piaciuto e si vi piacerebbe vedere in futuro altri contenuti del genere, ovvero molto lunghi, oppure magari preferite video più corti. Non lo so, fatemi sapere. È molto importante per me avere un feedback da parte vostra per capire se i materiali che produco vi piacciono e vi sembrano utili.

dare un’occhiata = to check out
Che me/te/glie/ce/ve/glie ne pare = what I/you/etc. think about it

Detto questo passiamo all’episodio di oggi, che è dedicato alle montagne. Ma vi ricordo che potete rileggere la trascrizione di questo episodio su podcastitaliano.com. Potete trovare il link esatto tra le informazioni di questo episodio nell’applicazione attraverso la quale state ascoltando questo episodio.
Non voglio fare un episodio promozionale sulle montagne italiane, né tantomeno descrivervi la composizione territoriale dell’Italia come un manuale di geografia.  Per quello c’è Wikipedia. Voglio invece fare una riflessione.
Come forse sapete vivo vicino a Torino, all’imbocco di una valle, la val di Susa. Per questo motivo sono abituato alla vista delle Alpi sempre all’orizzonte, nonostante io viva nella parte più ad ovest della pianura Padana, la più grande pianura italiana, che abbraccia tutte le regioni del settentrione italiano.
Più di una volta quando ho mostrato ad altre persone il panorama che si vede da casa mia ho ricevuto commenti del tipo “sei fortunato, vivi proprio in una bella zona, vedi le montagne”, e questo mi ha portato a riflettere su quanto siano effettivamente maestose e spettacolari le montagne. Sì, perché vivere in una zona dove si possono ammirare questi giganti non è per nulla scontato. Restando in Europa basta andare in paesi come Francia, Germania, Olanda, Danimarca, Ungheria per incontrare paesaggi completamente diversi, quasi del tutto piatti, interrotti al massimo da qualche piccolo colle qua e là.

né tantomeno = let alone, and much less
manuale di geografia = geography textbook
imbocco di una valle = the entrance of a valley
pianura = plain
abbraccia tutte le regioni = embraces, covers all the regions

Io penso che le montagne e le colline siano uno degli elementi che rendono bella e interessante l’Italia e, in generale, qualsiasi paese. Rompono la monotonia della pianura e svettano all’orizzonte con una bellezza che chi vive in queste zone, come spesso accade, non riconosce, se non spostandosi in zone dalla geografia più piatta. Certo, forse l’economia e l’agricoltura ne risentono un po’: coltivare sulle colline o costruire infrastrutture sui rilievi è più laborioso, ma a livello di bellezza naturale a mio modo di vedere non ci sono paragoni. 
Sto facendo questa riflessione mentre mi trovo su un treno, il cui finestrino da sulle montagne della valle di Susa. Ed è proprio vedere questo spettacolo da vicino, essere circondato da entrambi i lati da pareti montuose, che mi ha spinto a scrivere questo episodio.

svettano all’orizzonte = stand out on the horizon
se non spostandosi in zone dalla geografia più piatta = unless they move (by moving) to places whith a flatter geography
ne risentono = are affected (negatively)
laborioso = labor-intensive
non ci sono paragoni = there’s no comparison
il finestrino da sulle montagne = the window (of a train, car, etc.) shows a view of the mountains

Io credo che chiunque sia nato e cresciuto circondato dalle montagne provi una sensazione di vuoto quando si trova in luoghi in cui queste sono assenti. Non voglio metterla su un piano troppo sentimentale o poetico, ma penso che dopotutto si tratti della stessa sensazione che provano coloro che si trasferiscono dal centro-Italia, dal sud, dalle isole, per venire a vivere in città del nord come Torino o Milano. La cosa che manca di più a questi emigranti spesso, dopo la famiglia, è il mare, che qua al nord è assente (e il lago, a loro detta, non ne è un valido sostituto). Ho sempre trovato un po’ divertente e esagerata la nostalgia che dicono di provare per il mare, una vera e propria saudade, come la definirebbero in Brasile. Pensavo: “Davvero non riuscite a farne a meno? Davvero per voi è così fondamentale il mare?” Che poi chi vive vicino al mare non va certo in spiaggia tutto il tempo
Pensandoci, però, anche io provo la stessa strana sensazione quando mi trovo in un luogo privo di montagne, quindi in un certo senso posso comprendere chi soffre di assenza di mare. Nemmeno io mi reco così spesso in montagna, se non ogni tanto per fare qualche gita o escursione. Avrò sciato una volta negli ultimi 8 anni, se va bene. È però la loro presenza sullo sfondo che mi manca, il loro svettare imponente all’orizzonte. 

pareti montuose = mountain walls
sensazione di vuoto = feeling of emptiness
non voglio metterla su un piano sentimentale = I don’t want to make it sound to sentimenta or poetic
Farne a meno = do without it
Che poi… = And, I mean,… / And also…
Privo di montagne = che non ha montagne
Mi reco (recarsi) = andare
gita = day-trip, outing

Mio nonno, anche lui nato e cresciuto qui, da giovane passò del tempo all’accademia militare di Lecce, in Puglia. Ricordo che anche lui, che non aveva mai vissuto da nessun’altra parte, raccontava di aveva provato questa sensazione di vuoto e disorientamento dovuta alla totale mancanza di montagne: si da il caso che Lecce sia uno di quei rari luoghi molto pianeggianti, non molto comuni in Italia. Perché a parte la pianura Padana al nord, l’Italia è perlopiù un saliscendi fatto di colline, colli, montagne, con la pianura che spesso occupa una piccola fetta di terra lungo la costa. L’Italia infatti ha solamente il 23 % di pianura ed è il paese più alto come altitudine media in Europa dopo Svizzera, Islanda e Spagna. Ebbene, anche mio nonno raccontava di questa sensazione di assenza che lo pervadeva
Penso che chi viva in una zona di montagna possa capirmi, ma forse anche chi vive al mare o nella natura. E dato che si dice che la sensazione di gratitudine faccia bene alla psiche, oggi ho voluto dimostrare la mia gratitudine alle montagne, compagne ferme e silenziose di chi, come me, vive al loro fianco.
E voi vivete vicino alle montagne? Oppure di montagne da voi non c’è traccia? C’è qualche elemento naturale della vostra terra che vi manca quando viaggiate? O magari vi manca l’architettura della vostra città. Magari siete di New York e vi manca vedere i grattacieli che svettano sulla skyline della vostra città. Fatemi saperi nei commenti di questo episodio, sono curioso di sapere se sono l’unico che prova questo tipo di sensazione, ma non credo di esserlo .
Riascoltate come sempre questo episodio più di una volta per assorbire, per così dire, tutte le parole e strutture difficili e leggete la trascrizione sul sito. Noi ci vediamo nel prossimo episodio.
Alla prossima!

Da nessun’altra parte = nowhere else
Dovuta a = causata a
Pianeggiante = flat – dove c’è pianura
Saliscendi = ups and downs – “sale e scende”
Fetta di terra = “slice” of land
Lo pervadeva = pervaded him
Sensazione di gratitudine = feeling of gratitude
Psiche = mind
Al loro fianco = by their side
Non c’è traccia = there’s no trace
Grattacieli = skyscrapers

Avanzato, Podcast

La lingua latina – Avanzato #17

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano!
Di recente ho ritrovato un file con il copione, quindi il testo, di un  episodio di livello avanzato che non ho mai registrato. Risale a quasi un anno fa, pensate! Dato che mi sembra un episodio interessante, ho deciso di registrarlo ora.
Il tema di questo episodio  è la lingua latina, più nello specifico il rapporto degli studenti italiani con il latino, ma anche il rapporto che ho io con la lingua di Cesare. Seguite il link nella descrizione dell’episodio per leggerne la trascrizione.

Il latino, come quasi tutti gli studenti che lo apprendono, l’ho studiato al liceo. Ho fatto il liceo scientifico (andate a risentirvi l’episodio sulla scuola in Italia se non sapete cos’è un liceo) e a liceo scientifico si è obbligati a imparare il latino.
Per chi non lo sapesse, il latino che si impara nella scuola italiana è il latino classico, che parlavano gli antichi romani ai tempi della repubblica e dell’impero romano. Con il passare dei secoli la lingua si è deteriorata – oppure, per non dare giudizi di merito, è cambiata – suddividendosi in tutte le lingue romanze che conosciamo noi. L’italiano, per ovvie ragioni geografiche e storiche, è la lingua più simile al latino. Effettivamente leggendo testi latini, pur non comprendendoli, magari a causa delle differenze nel sistema grammaticale, abbiamo tuttavia un grande senso di familiarità. Inoltre – e questo credo sia una peculiarità italiana – la pronuncia che apprendiamo è la cosiddetta “pronuncia ecclesiastica”. Che cosa significa? Beh, il latino dopo la caduta dell’impero romano è rimasto la lingua della chiesa e dello Stato della chiesa, del Vaticano. La pronuncia, però, è cambiata. Anche durante le celebrazioni ufficiali, la pronuncia, appunto ecclesiastica, era più simile alla pronuncia delle nuove lingue (o dialetti) che erano andati a formarsi. Quindi il latino ecclesiastico è una sorta di latino pronunciato all’italiana.

Copione = script
Per chi non lo sapesse = for those who don’t know
Con il passare dei secoli = with the passing of centuries
Giudizio di merito = value judgment
Pur non comprendendoli = anche non capendoli, anche non li capiamo
Ecclesiastico = relativo alla chiesa


Facciamo degli esempi:
– in latino si diceva “kentum”, non centum.
– in latino si diceva “winum”, non vinum.
– in latino si diceva “kaesar”, non cesar.
– in latino si diceva “Genua”, non Genua, per parlare della città che oggi conosciamo come Genova.
Potrei apportare molti altri esempi.
Il sistema vocalico era persino più complicato, dunque non ne parlerò. Che io sappia, tuttavia, in altri paesi si cerca di imparare una pronuncia più corretta dal punto di vista filologico, quindi più simile a quella originale. Va detto che, non essendoci registratori, non è possibile sapere con certezza come parlassero i romani, ma è possibile fare stime accurate.

Parliamo del rapporto degli studenti italiani con il latino. Innanzitutto è importante sottolineare che il latino ha la  reputazione di materia complicata e, per alcuni, persino del tutto inutile. La domanda classica che molti si pongono (ma non solo nel caso del latino) è “ma a che serve imparare una lingua morta, che non si parla da 2000 anni?”.
Vi dico subito che non sono qui per dire quanto sia bello imparare il latino, ma nemmeno per dire quanto sia noioso e inutile. Nel mio caso è stato entrambe le cose: a volte interessante, a volte assolutamente frustrante. Da un certo punto di vista sono contento di avere le conoscenze che ho oggi, perché mi aiutano a comprendere meglio l’influenza del latino sulla mia lingua, ma anche su tante altre lingue. Persino il russo è pieno zeppo di parole di origine latina che, come di solito accade (lo stesso accade in inglese), sono di un registro più alto e formale rispetto alle parole, per così dire, “autoctone“.
Dall’altro lato mi chiedo: non sarebbe stato forse più proficuo dedicare tutte queste ore umane allo studio di qualche altra materia, magari più utile al giorno d’oggi? Per fare un esempio, programmazione?
Non è una domanda retorica, me lo chiedo per davvero. Secondo me porsi questo interrogativo è lecito.

Non essendoci registratori = dato che non c’erano registratori (recorders)
Del tutto = completamente
Pieno zeppo = completamente pieno / chock-full
Autoctono = locale / native
Proficuo = profitable, beneficial

Un aspetto dello studio del latino a scuola che non mi piace affatto è la metodologia con cui viene insegnato. Questo non è molto diverso alla maniera in cui vengono insegnate altre lingue straniere ma, se vogliamo, nel caso del latino è persino peggio. Infatti l’apprendimento scolastico del latino non ha alcuna componente attiva: non si parla, non si ascolta. Si impara solamente la grammatica e si traduce, solitamente dal latino verso l’italiano, facendo una “versione”, ovvero uno “spostamento”, una traduzione. I test (verifiche) di Latino spesso consistevano in versioni, traduzioni. Mi ricordo scene di miei compagni che copiavano grazie all’ausilio dei già esistenti smartphone le versioni dal telefono, facendo traduzioni in italiano decisamente superiori alle loro capacità, a mio modo di vedere in maniera alquanto sospetta. In maniera inspiegabile però la facevano franca quasi sempre e non destavano dubbi nei professori!
Insomma, il latino piaceva e piace a pochi, questo è fuor di dubbio. C’è un aspetto che però a me ha sempre affascinato, ovvero l’etimologia del latino e il lascito del latino all’italiano. Successivamente, questo è stato utile anche nell’imparare altre lingue, romanze e non. Vi faccio alcuni esempi di etimologie interessanti. Il primo riguarda la parola “considerare”, composto di “cum” (“con”) e “sidus”, stella. Abbiamo altre parole che derivano da “sidus”, come “distanza siderale”, ovvero una grande distanza, un freddo siderale (molto freddo), facendo un allusione al freddo dello spazio. Ma che c’entrano le stelle con “considerare”? Beh, gli antichi guardavano le stelle per riflettere sul destino. In un certo senso, mettevano insieme le stelle e, un po’ come fanno gli astrologi, facevano predizioni sul futuro.

Copiare = (qui) copiare le risposte di qualcuno in un test a scuola / to cheat on a test by “copying” someone’s answers

Pensate anche a “desiderare”, in cui al posto di “cum” abbiamo “de”, che indica una direzione dall’alto verso il basso oppure un’assenza (come un caffè decaffeinato, senza caffeina). In questo caso, l’assenza di una stella (o di un astro) rappresentava una delusione, una mancanza. Quindi, “si desidera” qualcosa che non si ha.
Oppure all’inglese “despise”, che viene dal latino (tramite il passaggio in francese) “despicere”. “spicere” significa guardare. Pensate a “spettatore”, “aspettare”, “rispettare”, “ispettore”, ecc. In questo caso, “despicere” significava guardare (spicere) dall’alto verso il basso (de). Chi guarda dall’alto in basso.. beh, prova sdegno! In italiano diciamo “disprezzare“, che però deriva dalla parola prezzo, o in latino “pretium”, ovvero abbassare il valore di qualcosa (contrario di “apprezzare”).
Di esempi simili ce ne sono vagonate, dunque mi fermo qui prima che sia troppo tardi e che l’episodio diventi lunghissimo. Al giorno d’oggi però il latino mi aiuta a notare tante piccole cose di questo tipo. Per un nerd delle lingue come me è una fonte di una certa soddisfazione e sorpresa.
Al giorno d’oggi credo di essermi dimenticato molto di quanto sapevo del latino, com’è normale che sia dopo molto tempo che qualcosa viene abbandonato. Chissà, un giorno potrei ritоrnarci e riscoprirlo un po’.
E voi avete mai imparato il latino? Vi affascina come lingua o non vi interessa? Scrivetemi nei commenti sul sito.
Questo era tutto per oggi, se vi è piaciuto questo episodio riascoltatelo più di una volta per memorizzare le parole e le strutture. Inoltre io ed Erika abbiamo aperto una pagina Teespring di merchandise. Se trovate Podcast Italiano utile e volete aiutarci potete, oltre a fare una donazione su PayPal (che è sempre apprezzato), anche comprare una maglietta, una borsa, una tazza con su scritto “Podcast Italiano”. Perché no? è un modo di supportare noi e di ricevere qualcosa in cambio. Quindi andate a dare un’occhiata alla collezione, sempre seguendo il link nella descrizione. Ho fatto anche la rima!
Detto questo, grazie per l’ascolto. Ci sentiamo nel prossimo episodio!
Alla prossima.

Sdegno = indignation, disdain
Disprezzare = to despise
Ce ne sono vagonate = there are truckloads of them
Ho fatto la rima = I even made it rhyme

Avanzato, Podcast

“L’Italia fa schifo” – Avanzato #16 – VIDEO

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Benvenuti in un un nuovo episodio di livello avanzato. Se avete letto il titolo di questo episodio potreste aver pensato che sono uscito di testa. “L’Italia fa schifo”? Ma che stai dicendo, Davide! Sei fuori?
Premetto subito che non penso che l’Italia faccia schifo. Questa frase riassume però il punto di vista pessimistico di molti italiani, in particolar modo di noi giovani. Ho notato che c’è una enorme disparità tra come noi italiani vediamo il nostro paese e quello che pensano dell’Italia gli stranieri. Lo vedo nelle mie lezioni: quanti di voi mi dicono che imparano l’italiano per amore della cultura, del cibo, oltre che della lingua in sé.
Non dico che noi italiani non sappiamo apprezzare le bellezze del nostro paese e della nostra cultura; dico che noi ci concentriamo più facilmente sugli aspetti negativi, mentre voi stranieri solitamente su quelli positivi.

Uscire di testa = go out of one’s mind
Disparità = differenza – disparity
Per amore = for the love of, for the sake of

Forse questo non è così sorprendente: si sa, alla fine “l’erba del vicino è sempre più verde”.
Voglio però spiegarvi perché secondo me esiste questa disparità di opinioni tra noi italiani e voi stranieri. Secondo me i motivi sono principalmente due:
Il primo è che noi italiani siamo in un certo senso abituati a ciò che voi apprezzate maggiormente dell’Italia. Sì, amiamo il nostro cibo, ma in fin dei conti per noi il cibo italiano non è cibo italiano, è cibo e basta. Ci piace molto e ci manca quando siamo all’estero, ma ci siamo abituati.
La stesso vale per l’architettura e per le bellezze storiche e culturali dell’Italia: siamo talmente abituati a chiese del 1200 che vederne una non ci fa un grande effetto, come se ne fossimo assuefatti.

Il secondo è che vivere in un paese non è come visitarlo. Se è vero che alcuni degli aspetti negativi dell’Italia possono anche interessare un turista (treni in ritardo, disorganizzazione, sporcizia in alcune città), un italiano che vive in Italia ha a che fare con gli stessi problemi e con molti altri che magari un turista o uno straniero che ama l’Italia non conosce e di cui vi parlerò oggi. Vediamo questi motivi che spingono alcuni di noi a dire che “l’Italia fa schifo”.

L’erba del vicino è sempre più verde = the grass is always greener on the other side / si pensa sempre che le cose negli altri paesi siano migliori

Fare effetto = to affect, to impress, to surprise, etc. – in questo caso = non ci impressiona
Assuefatto = abituato – di solito si dice di una medicina che non funziona più
Sporcizia = dirt, filth, in questo caso spazzatura (trash)
Spingere = to push letteralmente, in questo caso “ci portano a dire”, “ci fanno dire” (make us say)

– la disoccupazione giovanile. In Italia il livello di disoccupazione giovanile (calcolata tra giovani tra i 15 e i 24) anni è circa al 30%. Questo è un problema che persiste da anni e per il quale la politica non fa e non ha fatto pressoché nulla, perché si sa, alla politica i problemi di difficile soluzione, da affrontare con strategie a lungo termine non interessano.
Collegato a questo problema c’è quello della “fuga di cervelli”: ci sono tanti laureati, ragazzi qualificati che preferiscono abbandonare l’Italia perché non hanno grandi prospettive di lavoro qua in Italia. Tanti ricercatori per esempio si vedono costretti ad emigrare per andare dove avranno la possibilità di fare ricerca. Si sa che quando tutte le menti più intelligenti del tuo paese se ne vanno all’estero le prospettive di crescita del paese intero vanno in fumo.

– le tasse altissime. In Italia la pressione fiscale è estremamente alta se si considera la qualità dei servizi che riceviamo. La percentuale delle tasse rispetto al PIL italiano è del 43% circa. Cioè, le tasse che riceve lo stato ammontano al 43% del prodotto interno lordo. Ci sono sicuramente paesi in cui questo rapporto è simile, come la Germania. Nessuno però oserebbe dire che l’efficienza delle infrastrutture, dei trasporti e degli ospedali italiani sia allo stesso livello dei corrispettivi tedeschi.
Il problema è collegato all’altissima evasione fiscale. Tanti in Italia evadono, ovvero non pagano le tasse e quindi lo stato è costretto ad aumentarle. L’Italia è infatti il primo paese in Europa per evasione fiscale. Si è stimato che per ogni euro riscosso dal fisco, ovvero effettivamente pagati in tasse, 23 centesimi siano evasi. Questo crea un circolo vizioso: se tante persone non pagano le tasse, le persone che le pagano finiscono per pagarne ancora di più.

Persistere = durare, continuare (ma più formale)
Pressoché = quasi (ma più formale)
Fuga di cervelli = brain drain – quando persone qualificate fuggono (run, flee) dal proprio paese alla ricerca di lavoro
Andare in fumo = go up in smoke, go down the drain – finire male
PIL = prodotto interno lordo, GDP
Osare = to dare
Evasione fiscale = tax evasion – non pagare le tasse
Fisco = treasury – un nome usato per indicare il Tesoro dello stato
Circolo vizioso = vicious cycle

– l’istruzione inadeguata. Secondo vari studi statistici i ragazzi italiani hanno capacità di lettura e competenze in scienze e matematica inferiori a quelle dei coetanei in altri paesi. Meno di un italiano su tre tra i 25 e 34 anni ha una laurea (in Europa la media è del 44%). Meno di un italiano su sei in età lavorativa è laureato (peggio dell’Italia c’è solo la Romania). Noi italiani, in sostanza, siamo un popolo abbastanza ignorante. Un popolo ignorante è anche un popolo facilmente manipolabile dalla politica. Ogni riferimento alla situazione politica in Italia o al fatto che Berlusconi abbia governato 4 volte è puramente voluto.

– i trasporti e le infrastrutture inadeguate. In paesi che ho visitato come l’Ungheria e Polonia, che sicuramente hanno economie meno forti della nostra, i trasporti cittadini e le infrastrutture (almeno nelle grandi città) sono anni luce dai nostri. Va detto che forse questi paesi ricevono molti fondi europei, però è inaccettabile che Roma, una delle città più visitate al mondo, abbia un sistema di trasporti disastroso, strade piene di buche, sporcizia ad ogni angolo. O che Torino per esempio abbia ancora tram degli anni 80. Per non parlare delle scuole fatiscenti, degli ospedali inadeguati, dei ponti che crollano, del fatto che una nuova opera richieda anni ed anni di lavoro per essere ultimata, e più grande è più è possibile che ci sia il problema della…

– mafia. Sì, in Italia la mafia esiste, è un problema attuale e ancora irrisolto. Molti miei studenti mi chiedono, incuriositi, se questa cosa che sembra tanto stereotipata e quasi “da film” sia davvero vera. Lo è purtroppo, e non solo al sud. La mafia si infiltra negli appalti, nelle grandi opere, nella politica. Certo, l’estorsione mafiosa, ovvero il “pizzo”, quella somma di denaro che bisogna pagare alla mafia se si ha un negozio, un ristorante, un’impresa è un problema concentrato al sud-Italia, ma la mafia a grandi livelli è un problema in tutto il paese.

Coetanei = peers – persone della stessa età
Manipolabile = che si può manipolare, controllare (in senso negativo)
Anni luce da = light yefromars, in questo caso = molto peggio rispetto a  
Fatiscente = crumbling, run-down, in condizioni pessime
Appalti = tender, contract
Grandi opere = grandi costruzioni
Pizzo = protection money

È per questo (e a dire il vero, per tanti altri motivi) che l’Italia spesso ci fa incazzare. E forse, in un certo senso, rosichiamo (almeno io lo faccio), ovvero siamo frustrati: perché il nostro è un paese che ha potenzialità incredibili, un territorio bellissimo, un clima mite e soleggiato, mare, montagne, colline, forse la cucina migliore al mondo, una quantità di siti unesco che non può vantare nessun altro paese al mondo, e, non dimentichiamoci che è anche la nona economia più forte del pianeta. Però, come ho detto, quando in un paese ci vivi e quando hai a che fare con tutto il peggio che questo ha da offrire, quando non si ha un lavoro, quando il treno è cancellato per l’ennesima volta, quando senti che all’estero guadagnano molto più di quanto tu possa guadagnare facendo lo stesso lavoro, ecc., ecc.,  è facile dimenticarsi del sole, del mare, degli spaghetti allo scoglio e del Chianti.
Non sono però di certo una persona che ritiene che l’estero sia la terra promessa, che trasferirsi all’estero risolva tutti i tuoi problemi e migliori la tua vita nel 100% dei casi. Di questo magari parlerò in un altro episodio. In questo però volevo spiegarvi il punto di vista che abbiamo un po’ tutti qua in Italia e spero di essere riuscito a darvi una prospettiva più ampia di ciò che è il nostro paese: un paese che a volte ami, a volte odi, ma di certo non ti fa restare indifferente.
Grazie per essere arrivati fino alla fine. Vi consiglio di riascoltare l’episodio più di una volta per assorbire tutte le parole e le strutture difficili. Vi ricordo che potete leggere la trascrizione integrale dell’episodio sul sito, trovate un link nelle note dell’episodio. Se vi piace Podcast Italiano vi chiedo un favore: parlatene almeno ad un’altra persona che conoscete che sta imparando l’italiano. Ve ne sarei molto grato. Seguitemi anche su Instagram (podcast_italiano) Noi ci sentiamo nel prossimo episodio.

Fare incazzare = to piss someone off
Rosicare = essere frustrati, arrabbiati (slang)
Potenzialità = potential
Vantare = to boast
Avere a che fare con = (qui) deal with
Ennesima volta = the nth time
Terra promessa = promised land
Restare indifferente = remain indifferent