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La mia vita da musicista – Intermedio #32

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Ciao a tutti e benvenuti su podcast italiano. Per chi fosse nuovo, Podcast Italiano è un podcast, ma anche canale YouTube, dove potete ascoltare contenuti in italiano naturale, attraverso materiali autentici, contenuti autentici, interessanti e spero anche coinvolgenti, cioè che vi coinvolgono e che vi fanno venire voglia di ascoltare per molto tempo. Questo è un episodio di livello intermedio, il che significa che non è troppo difficile, non è avanzato come l’ultimo episodio e come potete sentire non ho un testo preparato. Io di solito preparo un testo per questi episodi di livello intermedio ma oggi voglio provare una cosa diversa, voglio provare a parlare a ruota libera, senza avere nessun copione, un po’ come faccio per le riflessioni senza trascrizioni, ma per questo episodio fornirò una trascrizione.
E perché ho deciso di fare così ho deciso di fare così perché… per due motivi un motivo perché il problema del… degli episodi con un copione, gli episodi completamente scritti che leggo è che quando leggo voi lo capite che sto leggendo e mi sembra che ci sia sempre questa sensazione di documentario in TV oppure qualcosa del genere, qualcosa di un po’ finto, artificioso. Il che può anche essere interessante perché sicuramente a livello linguistico un episodio preparato del genere è più eloquente, perché non sono Cicerone non posso improvvisare e fare un discorso fantastico a livello linguistico, quindi sono due cose abbastanza diverse, secondo me. voglio provare anche questa cosa, voglio anche provare a parlare senza avere un copione, l’ho fatto anche in passato ma per breve tempo, lo faccio sempre nelle riflessioni senza trascrizioni ma voglio provare a farlo oggi in questo episodio di livello intermedio, e mi interessa anche sapere che cosa vuoi ne pensate.

coinvolgente = compelling
parlare a ruota libera = to speak off the cuff
fornire = to provide
copione = script
finto = fake
artificioso = artificial, that looks fake
eloquente = che si esprime bene


[2:21]
Quindi essendo un episodio di livello intermedio potete leggere la trascrizione integrale su Podcast Ialiano e trovare anche la traduzione in inglese delle parole più complicate, o almeno che io reputo più complicate una cosa divertente è andata ben poco divertente di questo episodio che io l’avevo già registrato. Avevo registrato 40 minuti di episodio ma mi sono accorto che l’ho registrato con un audio non molto buono, ovvero era distorto, l’audio era distorto e ho pensato… ho pensato un po’ se lasciare l’audio in quella maniera, se pubblicare quell’episodio però non mi piace avere l’audio distorto, preferisco riregistrare e quindi questo è il secondo tentativo. Magari registrando e ridicendo le stesse cose avrò le idee un po’ più chiare, speriamo. Il secondo motivo, tra l’altro, per cui ho deciso di provare questo format è perché recentemente ho iniziato ad ascoltare un podcast simile al mio, in un certo senso, per l’apprendimento del francese, che si chiama Inner French. E la cosa interessante di Inner French è che il suo creatore Hugo fa degli episodi molto lunghi, episodi di mezz’ora completamente trascritti su argomenti abbastanza complicati, argomenti tipo, non lo so… l’islamofobia, essere omosessuale in Francia, la minaccia del dell’uso eccessivo della plastica o… cose comunque abbastanza controverse e complicate e a me questa cosa piace perché sono temi che trovo profondamente interessanti e permettono davvero di immergersi nella lingua francese per mezz’ora. Ora io non ho un reale bisogno di ascoltare francese intermedio perché il mio… la mia comprensione superiore al suo livello e capisco il 100% di quello che dice, però devo dire che effettivamente è comunque interessante ed è anche una soddisfazione capire il 100% di quello che dice. E poi comunque gli argomenti che tratta sono davvero interessanti, sono così interessanti che io ho voglia… mi viene voglia di ascoltare il suo podcast, e io praticamente non facevo francese da molto tempo, davvero non ascoltavo nulla in francese, per molto tempo non l’ho fatto. Il suo podcast è talmente ben fatto che mi è venuta… mi è tornata la voglia. Quindi questo mi fa molto piacere, spero che podcast italiano possa, diciamo, essere la stessa cosa per voi. Il mio obiettivo numero uno adesso è davvero di rendere questo progetto, i contenuti che faccio interessanti. Usare l’italiano per parlare di cose, non per insegnarvi la lingua italiana, almeno non solamente. Questa è anche la mia strategia, la mia vision per il futuro di questo progetto e per distinguermi anche un po’ da quello che fanno le altre persone che hanno progetti su YouTube, altri Podcast per l’apprendimento dell’italiano. Io trovo che molto spesso o parlano della lingua italiana, parlano di espressioni italiane, di parole italiane cose di questo tipo, oppure parlano, non lo so di quanto è bello e buono il cibo italiano, di quanto sono belle le città italiane. Io… sicuramente è interessante, sono interessanti tutte queste cose, ma io voglio fare una cosa diversa e spero che possa anche interessarvi proprio perché è un po’ diverso da quello che già c’è, Io voglio fare… mi piacerebbe in futuro fare più contenuti anche un po’… controversi o meglio, trattare temi controversi oppure anche più personali, cose di questo tipo.

Reputare = considerare / to deem
Immergersi = to immerse oneself
Mi viene voglia di = I sometimes feel like
Trattare un tema = to tackle a topic

[6:10]
La parola chiave è che sia interessante, questo è davvero… il nodo centrale… il nodo centrale significa… un nodo è un “knot” in inglese, quando annodi, per esempio, le scarpe – o diciamo anche allacciare le scarpe, perché quelle corde… le corde delle scarpe si chiamano lacci e noi praticamente allacciamo le scarpe o annodiamo le scarpe, facciamo un nodo. In italiano si dice il nodo della questione che significa il punto centrale della questione, il nodo centrale della questione è questo, ovvero che i contenuti devono essere interessanti. Ultimamente mi sono convinto ulteriormente – già lo sapevo ma mi sono nuovamente convinto di questa cosa – che i contenuti sono la cosa più importante e forse l’unica cosa importante secondo me nell’apprendimento delle lingue. Devono essere contenuti interessanti, coinvolgenti, addirittura, come dice Stephen krashen, e in questo modo gli ostacoli non sono davvero ostacoli, soprattutto se… quando l’input che riceviamo, i contenuti che leggiamo o guardiamo (intendevo: ascoltiamo) sono a un  livello magari un pochino più difficile del nostro o a un livello che corrisponde al nostro, anche inferiore ma l’importante è che siano interessanti. Per esempio io ascolto Inner French, che è più facile del mio livello, no? È un livello inferiore, ma comunque interessante e questo mi permette di ascoltare il francese e avere dell’input quasi tutti i giorni. 

nodo centrale = main point
allacciare = to tie (your shoes) OR to fasten your seatbelt (allacciare la cintura)
annodare = same as “allacciare”, “to tie your shoes”
ulteriormente = further, even more
inferiore = peggiore

[7:49]
Un altro modo in cui mi sono convinto dell’importanza dei contenuti è il caso della lingua tedesca. Forse sapete, se avete visto il mio video sul… che si chiama “Failing to learn languages” in inglese, è un video in cui spiego praticamente perché ho, diciamo, ho fallito, non ho avuto molto successo nell’apprendimento di alcune lingue tra cui il tedesco. Il tedesco è l’ultima lingua che (meglio: in cui) in un certo senso pensavo di aver fallito. Ebbene, ho ripreso a imparare il tedesco e l’ho fatto per due motivi. Uno perché ho trovato un canale davvero molto interessante che si chiama MrWissen2go, è un canale di un ragazzo tedesco che parla di temi socio-culturali, politici che io trovo davvero molto interessanti per me. E questa è una cosa importante, è che sono interessanti per me, perché se per me non sono interessanti, se io non li trovo interessanti è inutile. E voi siete persone diverse, io spero che quello di cui parlo possa essere interessante, però se non vi interessa quello di cui parlo non ascoltate perché non è utile per l’apprendimento dell’italiano. Deve essere interessante, se no smetterete di ascoltare. Se faccio un episodio su un argomento che non vi interessa non lo ascoltate, lo dico contro i miei interessi ma non ascoltatelo perché non serve ed è una cosa frustrante. Io in tedesco ho ascoltato forse per troppo tempo cose che non mi interessavano, che erano troppo complicate per me e questo non mi aiutato molto. Ma adesso avendo trovato questo canale sono davvero pieno di energia e di voglia di imparare il tedesco tutti i giorni.

contro i miei interessi = against my own interests
non serve = è inutile

[9:34]
E un’altra cosa che faccio – e qui entra in gioco lo sponsor di oggi che è LingQ – è, appunto… ho ripreso, ho ricominciato ad utilizzare wink.com è una piattaforma creata dal Poliglotta straordinario Steve Kaufman (o “Kaufman” in tedesco) che ho intervistato di recente.
È una piattaforma che permette di leggere e ascoltare in una maniera semplificata… anzi, direi ascoltare e leggere in maniera semplificata. Loro hanno Innanzitutto una biblioteca di materiali davvero molto vasta in ogni lingua, chiaramente più vasta nelle lingue principali. Materiali che si compongono di testo e audio, quindi potete leggere e ascoltare. Leggere in maniera semplificata perché voi potete evidenziare le parole che non sapete, oppure blocchi di parole, frasi intere anche che non sapete, e praticamente ricevete una traduzione – in realtà loro la chiamano “hint”, o diverse “hints”, suggerimenti li chiamerei in italiano – che, allora, se si tratta di una parola abbastanza comune o di una frase abbastanza comune, cioè tre o quattro parole che, diciamo, occorrono spesso, che tornano spesso, spesso questi suggerimenti sono fatti dagli utenti. Se è una frase molto particolare che c’è in un testo ma non è comune nella lingua allora il sistema usa Google Translate, che comunque è utile e in questo modo, davvero, si semplifica e si velocizza l’apprendimento o la lettura davvero moltissimo. Non so quanto ci metterei a leggere gli stessi testi se dovessi cercare sul dizionario anche online – ma comunque lento anche il dizionario online – tutte le parole che non so. E come uso i video di Mr. Wissen 2 Go? Praticamente LingQ ha un’estensione per il browser. Voi potete importare con questa estensione i sottotitoli dei video di YouTube e studiarli su LingQ, che è una cosa davvero eccezionale perché io importo i video in maniera totalmente automatica di Mr. Wissen2Go e studio il testo in questa maniera, potete farlo con i miei video, con i video di altri youtuber che hanno magari i sottotitoli sotto i loro video. Ci sono anche i sottotitoli automatici fatti da YouTube e a volte funzionano piuttosto bene devo dire se l’audio è buono e se l’articola-… il modo in cui parla lo speaker, diciamo, è abbastanza buono. Non sempre sono perfetti e soprattutto non c’è una divisione molto corretta in frasi, quindi è meglio forse sei trovato i video con i sottotitoli. Però sì, questa è davvero un’ottima cosa, potete farlo anche con Netflix – non potete vedere Netflix sul LingQ perché non c’è l’embedding, non c’è l’incorporazione su LingQ – però sì, date un’occhiata a LingQ. Se volete iscrivervi potete fare un abbonamento annuale, avete un 5% di sconto se utilizzate il link che metterò nelle shownotes, nelle note di questo episodio, che si aggiunge al già presente 30% di sconto se fate un abbonamento annuale, cioè 30% sconto rispetto a pagare ogni mese. Quindi vi consiglio di dare un’occhiata e io sono molto contento di utilizzare LingQ adesso tutti i giorni per il mio tedesco.

smettere = to stop
riprendere (a fare qualcosa) = start again
comporsi di = to consist of
evidenziare = to highlight
velocizzarsi = to get faster
quanto (tempo) ci metterei = how long it would take me to…
abbonamento = subscription

Risultati immagini per lingq
LingQ, lo sponsor di questo episodio

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[13.12]
Passiamo all’argomento di oggi, appunto, per offrirvi un po’ di contenuti spero interessanti. Volevo raccontarvi la storia di come sono diventato musicista e un po’ della mia esperienza come musicista. Partiamo dalle origini: io non ascolto la musica che ascoltano le altre persone. So che questa frase mi può far sembrare un po’ uno snob. Si da il caso che quando avevo 12 o 13 anni mi sono interessato a un gruppo musicale chiamato Dream Theater e questa è successo a causa di mio fratello perché a quell’età, avendo un fratello più grande, un fratello maggiore, si fa e si copia e si imita tutto quello che fa il proprio fratello. E mio fratello, che era interessato soprattutto alla musica rock e Metal – e io lo copiavo, ascoltavo le stesse cose che ascoltava lui – aveva trovato un gruppo musicale che faceva questo genere molto particolare che si chiama Progressive Metal, metal progressivo possiamo dire. Magari non ascoltate Metal non avete idea di che cosa sia questo strano genere. Per spiegarvi che cos’è questo genere vi posso dire che è la fusione tra metal, magari avete più o meno un’idea di cosa sia il metal, qualcosa così.

[Pantera – Walk]

[14:57]
E il cosiddetto genere del progressive Rock, o rock progressivo, che è un genere nato negli anni 70 che praticamente fondeva il rock con altri generi musicali come il jazz, la musica classica. Un genere che era molto eclettico, che aveva molte influenze. Se avete mai sentito parlare di gruppi come i Genesis, gli Yes, oppure che ne so… in Italia abbiamo anche tanti gruppi come la PFM. PFM è un acronimo di Premiata Forneria Marconi, oppure Le Orme, oppure il Balletto di Bronzo. In Italia la scena progressive Rock negli anni 70 era davvero molto molto florida e questi gruppi italiani venivano ascoltati all’estero, che è una cosa che secondo me oggi non esiste più. Cioè, forse all’epoca, negli anni 70, ascoltavano più i nostri gruppi italiani rispetto ad adesso. Sicuramente più di quanto adesso all’estero si ascoltino le nostre band ma forse anche i nostri cantanti pop, non lo so a dire il vero. Però sì, era un periodo molto florido per l’Italia ma soprattutto anche in Inghilterra, devo dire l’Inghilterra era il paese dove questo genere di fatto è nato. Anche i Pink Floyd avevano alcune influenze progressive possiamo dire.
Ebbene questo gruppo di cui vi dicevo, che in realtà è un gruppo degli anni 90 e 2000 – che è ancora in attività, appunto si chiamano Dream Theater – fa un genere che unisce metal e progressive rock,  che è una strana fusione. Vi faccio un esempio di un loro pezzo per farvi capire più o meno di che cosa si tratta.

[Dream Theater – Breaking All Illusions]

si dà il caso che = it just so happens that
eclettico = che ha molte influenze
florido = thriving / in piena attività
rispetto a = compared to
in attività = active, in business

I Dream Theater

[17:32]
Ebbene ascoltare questo gruppo ha molto cambiato la mia vita per due motivi, e un motivo è che io a 12 anni iniziai ad andare su internet, andare sui forum per leggere cosa dicevano in fan sul gruppo, per vedere le discussioni che facevano, tutte queste cose che io trovavo molto interessanti. E queste discussioni avvenivano naturalmente in inglese, era tutto in inglese e era un inglese che io capivo con molta difficoltà, a fatica, capiva fatica perché il mio inglese in inglese delle scuole medie, quindi non era affatto facile per me capire. Ma per me era molto interessante e questo mi ha permesso di espormi, non so, di avere un input in lingua inglese davvero molto molto grande. Sì, questo è il mio primo modo, in cui mi ha cambiato la vita, diciamo, ascoltare questo gruppo. A livello linguistico.
Seconda influenza è che questo gruppo aveva – e ha ancora – un tastierista. Cioè, un tastierista… forse sapete cos’è una tastiera, una tastiera è [suoni di tasti]. Questa è una tastiera, una tastiera per computer. Una tastiera come strumento musicale è uno strumento che sembra un po’ un pianoforte, di fatto la tastiera sono i tasti bianco e neri o bianchi e neri. Bianconeri bianchi e neri. Ok, potete dire in entrambi i modi. Il pianoforte ha una tastiera.
Però ci sono tanti strumenti che hanno una tastiera, l’organo di chiesa ha una tastiera. L’organo elettrico, l’organo Hammond, Hammond Organ ha una tastiera. Ci sono tanti strumenti, la fisarmonica ha una tastiera. La tastiera può essere anche elettronica, che è lo strumento di cui stiamo parlando in questo caso. Ebbene questo gruppo aveva,  ha, un tastierista davvero molto bravo, molto virtuoso, non avevo mai visto una cosa del genere. Questo tastierista si chiama Joan rudens e potete cercare su YouTube, magari vi metto uno spezzone, un piccolo spezzone di come suona. È davvero un tastierista ottimo, un pianista anche, davvero, fenomenale virtuosissimo, con una tecnica incredibile.

[Assolo Jordan Rudess]

Iniziai = passato remoto di “iniziare”, prima persona singolare
a fatica = barely, with difficulty
tastierista = keyboard player
tastiera = keyboard
pianoforte = piano
fisarmonica = accordion
spezzone = clip / un estratto

[20:45]
E la cosa che mi affascinava è che con questo strumento puoi fare davvero qualsiasi cosa, puoi fare qualsiasi suono, puoi farel’orchestra, puoi fare il piano, puoi fare un sintetizzatore, puoi fare, non so, un violino puoi fare un… non lo so, delle campane, puoi fare, puoi essere tutto. puoi fare, emulare qualsiasi suono. E questa cosa mi aveva davvero colpito e poi vedere come suonava lui mi aveva a maggior ragione, cioè ancora di più, mi aveva colpito moltissimo.
A differenza di tanti ragazzini che magari ascoltano rock vogliono fare i chitarristi o i cantanti o i batteristi io ero un po’ un’eccezione perché volevo fare il tastierista e ci sono pochi tastieristi in circolazione, devo dire la verità, perché ci sono c’è un’inflazione di chitarristi, ci sono tantissimi chitarristi, tantissimi cantanti, ma tastieristi ce ne sono pochissimi, non se ne vede nemmeno l’ombra, che significa che siamo pochissimi.

[21:51]
E allora come si fa a diventare tastierista? C’è una scuola di tastieristi? C’è un corso? Ci sono degli insegnanti? Non sapevo come diventare tastierista e allora quello che abbiamo fatto – e avevo 12 anni 13 anni, quindi con i miei genitori – siamo andati a una scuola di musica, un istituto musicale qui vicino e abbiamo scoperto che facevano corsi di tastiera. Quindi si poteva almeno teoricamente imparare la tastiera, e io ho detto: “Mmm, ma perché no? Mi piace molto questo strumento, magari posso imparare a suonare in questa maniera, come Jordan rudess. Sarebbe interessante, sarebbe molto divertente”. In realtà poi devo dire che io mi sono iscritto a questa scuola di musica, ho iniziato a frequentare i corsi di musica, ma il professore in realtà non ne sapeva così tanto di tastiere, non era un esperto di tastiere, era un pianista eccezionale, davvero un pianista fantastico. E quello che ha fatto è… lui mi ha promesso di insegnarmi a suonare la tastiera, in un certo senso mi ha un po’ ingannato, perché io non ho mai imparato a suonare la tastiera, perché di fatto fin da subito ho iniziato imparare pianoforte, pianoforte classico, quindi a imparare, non so i sonetti, gli studi… con il passare degli anni [ho iniziato] a suonare Bach… (“bac”, diciamo noi), Mozart o, non lo so… piano classico, quindi musica classica. E non era davvero il mio interesse iniziale, poi devo dire che con il tempo mi ha iniziato a piacere molto anche questo genere musicale, che sicuramente è un genere musicale vastissimo. Però io non sono mai stato un fan totale della musica classica, cioè a me è sempre piaciuto il rock e il metal e il progressive rock e il progressive metal, ed è ciò che ascolto ancora oggi con piacere. Poi devo dire che adesso ascolto cose diverse, mi piace ascoltare generi diversi e devo dire che anche grazie al fatto che ho iniziato a ascoltare questo gruppo, i Dream Theater, che di per sé hanno tante influenze musicali, che ha aperto molto la mia… i miei orizzonti e i miei gusti musicali e ho iniziato ad ascoltare tanti generi diversi. Penso che senza di loro magari ascolterai musica pop, e non c’è nulla di male nell’ascoltare musica pop, se vi piace il pop ascoltate il pop, a me non piace il pop, quasi per nulla, il pop contemporaneo non mi attira per nulla, non fa per me, lo trovo l’altro generalmente abbastanza banale, con qualche eccezione, ma musicalmente non interessante. Ed è una cosa di cui mi lamento sempre e  Erika lo sa molto bene, mi lamento molto della banalità della musica pop, a maggior ragione la musica pop italiana, ma anche quella internazionale musicalmente è molto molto ripetitiva. E quindi non l’ascolto di fatto, ed è anche per questo che quando mi chiedono di consigliare musica pop [italiana] io sono sempre un po’, diciamo, in difficoltà perché non so mai… non ascolto musica pop, di fatto, quindi non so mai che cosa consigliare.

campane = bells
a maggior ragione = even more so
non se ne vede l’ombra = qualcosa non esiste/esistono affatto
saperne tanto/poco di qualcosa = be knowledgeable about a topic / es. ne sa molto di cinema
ingannare = to deceive, to trick
fin da subito = right from the start
non mi attira = it doesn’t appeal to me
non fa per me = it’s not for me
essere in difficoltà = to be in trouble

Una volta avevo i capelli lunghi…

[25:04]
Quindi ho iniziato a imparare il pianoforte classico, ho fatto anche alcune esibizioni, che noi chiamiamo i “saggi”. Un saggio è… sapete la parola “assaggiare”? Beh, saggio è simile perché “saggiare”, o “un saggio” significa una sorta di prova, un saggio delle abilità di una persona. Quando uno fa una scuola di musica, ma anche una scuola di danza o di altre discipline artistiche a fine anno di solito c’è un saggio, ovvero un’esibizione di tutti gli allievi che di fronte ai genitori di tutti gli allievi devono suonare questo saggio. Era sempre un momento molto… diciamo, per me di nervosismo e di ansia, perché sì, io ho sempre avuto paura di esibirmi e anche di parlare in pubblico e non mi è mai piaciuto farlo molto, devo dire. Però sì, l’ho fatto per diversi anni. Parallelamente ai miei studi di pianoforte classico però io ho indipendentemente – dato che il mio professore, il mio maestro non mi aiutava – sviluppato il mio lato di tastierista, che in fin dei conti era quello che volevo fare fin dall’inizio. Quindi ho iniziato a imparare da solo cercando su internet, guardando video su YouTube, tutorial, lezioni, [su] come si diventa tastieristi- come si sviluppano, come si creano questi suoni. C’è tutto un mondo che ruota attorno alle tastiere, un mondo molto interessante di creazione di suoni, diciamo, ci sono tanti aspetti molto interessanti e purtroppo i tastieristi sono sempre… hanno sempre un ruolo abbastanza minore, almeno nella musica pop, hanno sempre un ruolo abbastanza minore. Ma in realtà le tastiere sono uno strumento che ha potenzialità infinite, perché come ho detto la tastiera può fare qualsiasi suono. In realtà al giorno d’oggi sempre più spesso… non sono nemmeno le tastiere che creano i suoni, ma sono i computer alle quali le tastiere sono collegate. Quindi praticamente tu suoni delle note sulla tastiera ma il segnale va praticamente a un computer con un software. È il software che di fatto crea i suoni e questo si fa perché… beh, i computer sono più potenti, abbiamo computer come i Mac, MacBook Pro che sono molto utilizzati perché sono più potenti di quanto possa essere una tastiera e per questo motivo, se fate attenzione, potrete vedere che molti musicisti, molti tastieristi usano proprio i computer per suonare dal vivo.i I computer sono ovunque nel nostro mondo, anche nei concerti dal vivo. Quindi ho sviluppato quel lato lì, il lato del tastierista e ho anche fatto parte di alcuni gruppi musicali di vario genere, adesso non so quanti esattamente, penso quattro… tre o quattro gruppi musicali e ho fatto alcuni concerti. Devo dire, non ho fatto parte di tantissimi gruppi, non ho mai suonato molto, forse anche un po’ per la mia personalità un po’ introversa e non ho neanche fatto così tanti concerti penso, non so esattamente, forse 10 o 15 nella mia vita in totale, non lo so. Però devo dire che è molto bello fare concerti, è una cosa che un po’ mi manca, perché era davvero divertente. Fare concerti è sicuramente meglio, almeno per me, di fare esibizioni da solo, da solista, come nei saggi di cui vi parlavo prima, perché quando sei in gruppo la pressione si scarica su tutti, si divide tra tutti e in questo modo sì, è un po’ un po’ più facile, ci si sente meno sotto pressione, individualmente parlando, e ci si diverte molto poi perché c’è anche questa questa “chemistry”, questa come dire… non so neanche come dire in italiano, ci si diverte molto in gruppo per il fatto che, appunto si è in gruppo e si sta facendo qualcosa di molto adrenalinico, ed è una cosa molto molto divertente che un po’ mi manca, come ho detto.

saggio = recital
parallelamente = (qui) at the same time
in fin dei conti = after all / alla fin fine
ruotare attorno qc = to center around sth
dal vivo = live
di vario genere = of various kinds
solista = solo artist
la pressione si scarica su tutti = the pressure is discharghed on everybody

[29:19]
In ogni caso sì, ho fatto un po’ di concerti, ci sono anche dei video. Un’esperienza interessante che ho fatto una volta, e questo non è un concerto con un gruppo, ma da solo in realtà. Una volta ho suonato in un contest per artisti, diciamo, emergenti, un contest che esiste, diciamo, dalle mie parti, non lontano dalla mia città, nella cui giuria -“giuria” è praticamente come “jury” in inglese, le persone che giudicano gli artisti e che decidono chi premiare alla fine della serata.  I vincitori riceveranno un premio, credo dei soldi, proprio. Iin questa giuria c’era Mogol. Se non sapete chi è Mogol, è un cantautore italiano, uno che ha scritto molte canzoni famose di cantanti famosi degli anni 70-80 italiani, che ormai è una persona anziana, e lui faceva parte della giuria e giudicava le esibizioni degli artisti. Io praticamente avevo fatto domanda di partecipazione a questo concorso con un pezzo strumentale di sole tastiere, potete immaginare che era una cosa abbastanza particolare, fuori dal comune, tra l’altro potete ancora ascoltare la mia musica su SoundCloud vi mando un link, vi lascio un link magari nella descrizione, se vi interessa. E questo pezzo si chiamava “Lithe Fluctuation”, un nome molto strano come è normale che sia per un pezzo progressive, il genere che come vi ho detto, piace a me. Ed è un pezzo di 10 minuti, quindi potete capire che 10 minuti è uno sproposito, uno sproposito significa che assolutamente troppo per un contest del genere, dove le persone che facevano pezzi di 3 minuti 4 minuti. E quindi l’organizzatore mi ha detto: “Ok, ho ascoltato il tuo pezzo che mi hai mandato, è davvero interessante, è davvero particolare, ci interessa molto, hai molto talento puoi partecipare ma devi accorciare questo pezzo, perché non puoi suonare per 10 minuti se le altre persone persone suonano 4 minuti”. E quindi quello che ho fatto, effettivamente è stato accorciare questo pezzo da 10 minuti a 4 minuti e suonarlo davanti a centinaia di persone, ma purtroppo non di fronte al maestro Mogol perché era malato, o forse aveva avuto un imprevisto –Un “imprevisto” significa un un problema imprevisto, che non si può prevedere – e non poteva essere lì, quindi non c’era Mogol. Non ho vinto, non ho vinto chiaramente, forse quello che ho fatto un po’ troppo strano, però è stata un’esperienza interessante suonare di fronte a così tante persone e sicuramente avevo un po’ di paura, posso dirvi questo.

dalle mie parti = where I come from
premiare = to award
cantautore = singer-songwriter
fare domanda = to apply / sign up for something
fuori dal comune = out of the ordinary
uno sproposito = an arm and a leg
accorciare = to shorten
centinaia = hundreds (compare with “migliaia”)
imprevisto = accident, unexpected event


[32:10]
Questa era la mia storia di musicista, non vi ho raccontato tutto ma non voglio parlare troppo. Questo è un esperimento, diciamo, voglio vedere quante persone ascoltano quest’episodio e quante persone lo ascoltano fino alla fine, perché io posso vedere le statistiche, quindi se vedo che tipo solo 15% di persone arriva alla fine forse vuol dire che dovrei fare come ho fatto finora. Se siete arrivati fin qui magari vi piace quello che faccio e se vi piace quello che faccio magari potete fare anche una donazione, ovviamente non siete obbligati ma sarei infinitamente grato. Recentemente ho ricevuto alcune donazioni dopo il mio video sulla politica e voglio ringraziare Steven, Bernadette, Nelson, Ronald… ah, e anche Zoltan, Marie-Laure, credo si dica, Barbara e Frerk, il fantastico Frerk, ascoltatore dalla Germania, e tanti altri diciamo mi avete fatto diverse donazioni nel corso del… diciamo dei mesi e adesso non voglio tornare troppo indietro nel tempo, nella cronologia, però penso che sia anche giusto dire i vostri nomi e… per ringraziarvi pubblicamente. Davvero mi aiutate a mandare avanti questo progetto e davvero vi ringrazio di cuore, siete persone fantastiche, e se qualcun’altro volesse fare la stessa cosa vi lascio il link al mio PayPal, per… diciamo… se volete supportare il mio lavoro.
Grazie ancora per avermi ascoltato e speriamo che questa volta l’audio sia venuto bene, perché non ho voglia di parlare altri 40 minuti. Grazie per l’ascolto, e… ah, fatemi sapere che cosa ne pensate, cosa vi è parso di questo episodio, perché mi interessa sapere davvero la vostra opinione, se no non so se ha senso fare episodi così lunghi, oppure [dovrei] tornare a un formato un po’ più breve. Smetto di parlare.
Grazie per l’ascolto e alla prossima!

sarei infinitamente grato = to be immensely grateful
spero che sia venuto bene = I hope it came out well

Intermedio, Podcast

Una storiella per capire i verbi potere, sapere, riuscire, essere capace, essere in grado – Intermedio #31

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Il podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti naturali e autentici. Io mi chiamo Davide e questo episodio di livello intermedio è un pochino diverso dagli altri, perché si tratta di una storia, scritta dall’abile penna (o meglio, tastiera) di Erika, in cui sono contenuti alcuni verbi che molti stranieri spesso confondono: potere, sapere, riuscire e anche “essere capace” e “essere in grado”. Vi ricordo che potete rileggere la trascrizione di questo episodio sul sito, podcastitaliano.com, trovate un link nella descrizione dell’episodio nell’applicazione che probabilmente state usando per ascoltarmi. 
Riassumiamo ora brevemente come si usano questi verbi e poi ascoltiamo la storia.

potere si usa quando la possibilità di fare qualcosa dipende da noi o da altre persone o circostanze esterne.
Posso guidare la macchina perché ho la patente.
Non si può fumare nei ristoranti.

sapere si usa per una capacità, un’abilità, come andare in bici, parlare una lingua, disegnare, ecc. “essere capace” è sostanzialmente un sinonimo ma si usa meno frequentemente e con una sfumatura un pochino diversa, un po’ come in inglese “can” e “be able to”.
So guidare la macchina, ho imparato.
Sono capace di guidare la macchina.

riuscire indica il risultato: magari possiamo fare qualcosa e sappiamo fare qualcosa, ma riusciamo a farla? Abbiamo successo o no? 
So guidare la macchina ma non riesco perché ho un braccio rotto.
So parlare inglese ma non riesco a farlo di fronte a tante persone.

essere in grado di fare qualcosa è a metà tra “essere capace” e “riuscire”. A volte indica una capacità, a volte indica una condizione che ci permette di fare o non fare qualcosa.
Si è rotta la lampadina del salotto. Sei in grado di ripararla? = sei capace?
Piove a dirotto fuori, sei in grado di guidare con questo tempo? = riesci?

Non preoccupatevi di queste spiegazioni, non è importante impararle a memoria. Sentite la storia e cercate di capire come si usa ogni verbo in contesto. Se volete, potete tornare alla spiegazione dei verbi e anche ascoltare la storia tante volte per interiorizzare l’uso dei verbi. Pronti?

scritto dall’abile penna = “by the pen of”
tastiera = keyboard
riassumere = to sum up
imparare a memoria = to learn by heart
a metà tra = halfway between
interiorizzare
= internalize


Almerino era un giovane inventore: era l’uomo più intelligente della città, un vero e proprio genio! Poteva inventare qualsiasi cosa e sapeva trovare la soluzione ad ogni problema. 
Aveva però un difetto: era molto distratto, completamente sbadato, sempre con la testa fra le nuvole. Si racconta che, un giorno, mentre era occupato a fantasticare, la testa rimase proprio lì, in mezzo alle nuvole.
La testa era in cielo mentre lui era rimasto con i piedi per terra. La testa, tra le nuvole, gridava: “Aiuto, aiuto! Non riesco a scendere!”
Almerino, che era un inventore, era in grado di risolvere qualsiasi problema, lo abbiamo detto. Ma come poteva fare, ora che la sua testa era lontana da tutto il resto? I pensieri erano da una parte e le mani da un’altra e così non riusciva a inventare nulla. Era disperato, non sapeva proprio dove sbattere la testa… perché non poteva, non ce l’aveva! 
In città si era diffusa la notizia: “Ha perso la testa, ha perso la testa!” e così tutti pensavano che il genio fosse impazzito, ma no! Aveva davvero perso la testa tra le nuvole. “Cosa possiamo fare per aiutarlo?” si chiedevano tutti, ma nessuno sapeva risolvere i problemi meglio di Almerino. In cielo, la testa faceva l’unica cosa che poteva fare, continuava a gridare in cerca di aiuto: “Aiuto, aiuto! Non riesco a scendere!”

Sbadato = careless, absent-minded
Con la testa fra le nuvole = avere la testa tra le nuvole significa essere distratto, sbadato, ecc. in questo caso la testa di Almerino rimane letteralmente tra le nuvole
Non sapere dove sbattere la testa = non sapere cosa fare per risolvere un problema – to not know how to solve a problem
Perdere la testa = impazzire / to lose one’s mind, to freak out

Passava di lì un uccellino. “Uccellino, uccellino! Aiuto, Aiutami tu! Non riesco a scendere! Sei l’unico che può aiutarmi!”
L’uccellino era molto sveglio: sapeva trasportare grandi pesi e trovare la strada tra le nuvole e gli alberi. Era l’unico in grado di fare qualcosa.
“Ti aiuto io, amico! Ora ti prendo con il mio becco e ti riporto sulla terra con le mie ali!”
Che aiuto prezioso quello dell’uccellino!
Solo grazie a lui la testa poté ritornare sulla terra insieme al suo corpo. Almerino era felicissimo: finalmente aveva di nuovo la sua testa! Il corpo non era stato capace di trovare una soluzione, ma la testa aveva saputo come fare. Una cosa però era importantissima: doveva riuscire subito a legarla al corpo, per non perderla mai più!
Da quel giorno Almerino esce sempre con la testa legata al corpo e, quando gli chiedono il perché, racconta questa storia. 
Ma tutti si chiedono: è vera? O è solo una delle sue numerose invenzioni? 
Una cosa è certa: solo un inventore poteva inventare una storia così assurda!

Uccellino = little bird (uccello)
Becco = beak
Legare = to tie

Speriamo che vi sia piaciuta questa storia e vi sia servita per capire in maniera pratica come si usano questi verbi. Vi consiglio, come ho già detto di riascoltarla più di una volta. Per tutte le persone che hanno iniziato ad ascoltare Podcast Italiano di recente, beh, prima di tutto benvenuti e, seconda cosa, se non lo sapevate già ho anche un canale su YouTube dove posto video di vario genere, che spero possano piacervi. Andate a dargli un’occhiata e noi ci vediamo nel prossimo episodio. Alla prossima! Ciao!

Intermedio, Podcast

I trasporti in Italia (o meglio, a Torino) – Intermedio #30

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[Introduzione improvvisata senza trascrizione. Il testo inizia a 03:40]

Oggi vi parlerò dei trasporti pubblici in Italia, o perlomeno a Torino. Inizialmente volevo fare un episodio sullo “spostarsi” in Italia, includendo pure una parte sulla guida in Italia, ma poi ho pensato che sarebbe stato interessante dedicare un intero episodio a questo argomento, quindi oggi mi limiterò a parlare dei trasporti pubblici a Torino, la mia città.
Ad essere precisi, non vivo esattamente a Torino, ma un pochino fuori, nella cosiddetta provincia di Torino: questo è un elemento importante nella nostra narrazione che complica tutto.
Per andare a Torino dalla mia cittadina con i mezzi pubblici ci sono due opzioni: si può prendere il treno, che ci mette circa 20 minuti, oppure si può andare in metropolitana. Partiamo da quest’ultima, sulla quale ho meno cose da dire perché in realtà funziona generalmente bene. La metropolitana è stata costruita nel 2006 in occasione delle olimpiadi invernali di Torino e di conseguenza è abbastanza moderna, anche se è limitata perché esiste solamente una linea e non si sa se e quando verrà costruita una seconda linea.

Guida = driving
Mi limiterò a parlare = I’m only going to talk about, lit. “I will limit myself to talk about”
Ci mette = ci impiega – it takes
In occasione delle olimpiadi invernali = on the occasion of the Winter Olympics

Per prendere la metro (o “il metrò”, come lo chiamano alcuni torinesi francofili) è necessario andare al capolinea della metropolitana, ovvero una delle due stazioni alle estremità della linea. Per arrivarci in macchina da casa mia ci vogliono una decina di minuti circa. “Ma Davide!”, esclamerete. Questo è un episodio sui mezzi pubblici! Se non ho la macchina come faccio? Beh, alla metro puoi arrivarci in pullman, ma devi accettare il fatto che ci impiegherai molto più tempo (almeno 30-40 minuti stando a Google Maps) e la sera probabilmente dovrai aspettare e sperare che passi un pullman. Avete notato che uso la parola “pullman”? Se non lo sapevate, “pullman” in italiano è un sinonimo di “autobus”.
Dalla mia città passa anche il treno, che in una ventina di minuti porta nel centro di Torino. E questo è un lusso, perché non tutte le città hanno una stazione ferroviaria. Il problema del treno è che negli orari di punta (la mattina e la sera, quando la gente va e torna dal lavoro) è decisamente sovraffollato e spesso è difficile trovare posti a sedere. In generale Trenitalia, la compagnia statale che si occupa del trasporto tranviario, è tradizionalmente molto criticata. Noi italiani amiamo lamentarci di Trenitalia e siamo anche creativi nel fare battute e nel lamentarci dell’inefficienza del servizio, sui ritardi, sulle cancellazioni, sull’aria condizionata a volte assente d’estate con 35 gradi fuori, ecc.

Capolinea = terminus – fine della linea
Decina = circa dieci (ventina, trentina, quarantina, ecc.)
Mezzi pubblici = trasporti pubblici
Ci impiegherai = ci metterai (vedi sopra)
Pullman = autobus
Stazione ferroviaria = stazione dei treni (ferrovia = railways)
Orario di punta = rush hour
Sovraffollato = overcrowded
Posti a sedere = seats
Tranviario = ferroviario
Fare battute su qualcosa = joke about

Per quanto riguarda l’azienda pubblica di trasporti della città, che a Torino si chiama GTT (Gruppo torinese trasporti), la situazione non è molto migliore. Come ho già detto in un episodio recente, a Torino abbiamo ancora diversi tram degli anni 70, che in realtà si compongono di vagoni a loro volta costruiti negli anni 30! Potete immaginare il casino, ovvero il forte rumore che fanno quando passano. Ci sono anche tram un po’ più moderni, ma comunque i più recenti risalgono ai primi anni 2000 e hanno ormai già una ventina di anni. Per quanto riguarda i pullman la situazione non è molto migliore, dato che molto spesso i veicoli sono abbastanza vecchiotti, ma, soprattutto, sono spesso pienissimi negli orari di punta e non sempre puntuali.
Non escludo però che la situazione a Torino sia migliore rispetto ad altre città, come Roma, in cui i trasporti pubblici sono tradizionalmente un settore in grandissima difficoltà.
Una caratteristica peculiare che non amo dei trasporti pubblici in Italia è che, al contrario di qualsiasi altro paese europeo che ho visitato, non ci sono macchinette per comprare i biglietti del pullman o del tram, né sui mezzi, né alle fermate! I biglietti di pullman e tram vanno comprati o in edicola, ovvero quei chioschi dove si comprano anche i giornali, o in tabaccheria, negozi che, come suggerisce il nome, vendono sigarette, ma anche tante altre cose (tra cui i biglietti). Questo è molto scomodo quando le edicole o le tabaccherie sono chiuse, perché non c’è modo di comprare i biglietti. In questi casi, se non si è abbonati, si è obbligati a fare quello che molti italiani purtroppo fanno, ovvero viaggiare senza biglietto. Oppure andare a piedi. Ora, forse in altre città italiane sono state adottate soluzioni più al passo coi tempi (a Firenze so per esempio si possono comprare i biglietti dal telefono) e inoltre se uno ha un abbonamento questo non è un problema. Mi metto però nei panni di un turista che, disorientato, cerca di capire come comprare un biglietto, magari la sera, e non capisce come diavolo farlo.

Si compongono di = sono composti di = are composed of
Casino = forte rumore (qui, in altri casi significa disordine, “mess”)
Risalire = to date back to
Macchinetta = ticket machine
Fermata = stop
Vanno comprati = si comprano = devono essere comprati
Edicola = newsstand
Tabaccheria = tobacco shop
Abbonato = che ha l’abbonamento (season ticket)
Al passo coi tempi = up to date, in step with the times – moderno
Disorientato = confuso
Come diavolo farlo = how the hell to do it


Nel mio caso specifico c’è anche un altro problema abbastanza grande: la mia città e Torino sono praticamente non collegate dopo la mezzanotte durante la settimana. Non c’è modo di tornare da Torino alla mia città: né in treno (non ci sono più treni), né in metropolitana (è chiusa), né con i mezzi (c’è solo un autobus ma parte da una zona di Torino non molto centrale). Quindi se uno esce e va a Torino la sera deve o tornare prestissimo (il che è molto triste), o prendere un taxi (e spendere un patrimonio) oppure andare in macchina (e affrontare l’incubo della ricerca del parcheggio, di cui parleremo però nel prossimo episodio). Ed è per questo che, secondo me, l’Italia è un paese per automobilisti: senza l’auto si è molto limitati, soprattutto fuori dalle grandi città (ma nemmeno COSì fuori, vivo a 15 km da Torino, non in una campagna sperduta). Ma di automobili e guida parlerò in un altro episodio, che sicuramente sarà frizzantino.
Per concludere, la cosa che mi manda in bestia, cioè che mi fa arrabbiare, è vedere l’efficienza e la modernità dei trasporti pubblici in altri paesi, anche tradizionalmente meno forti economicamente dell’Italia, come la Polonia. Non conosco a fondo la questione, però colpisce il fatto che in una delle 10 economie più forti al mondo i trasporti pubblici abbiano così tanti problemi e siano così inadeguati.
Ok, sono arrivato alla fine di questo episodio e mi rendo conto che dopo questo episodio e l’episodio “L’Italia fa schifo” (il cui titolo è provocatorio, ricordo) sembro un po’ brontolone che sa solo lamentarsi. Prometto che cercherò di fare episodi un pochino più positivi in futuro, però penso sia anche interessante parlare dei lati un po’ più negativi del nostro paese e non solamente di quanto sia buona la pizza, di quanto sia bello il mare, di quanto siano belle le nostre chiese e il nostro patrimonio culturale. Voi che ne pensate? Fatemi sapere se avete avuto esperienze con i trasporti pubblici in Italia e come sono se paragonati al vostro paese. Mi raccomando, siate onesti.

Collegate = connected
Patrimonio = tantissimo soldi
Incubo = nightmare
In una campagna sperduta = far away in the countryside (sperduto = remote, godforsaken)
Frizzantino = interessante, vivace (slag)
Mi manda in bestia = drives me crazy
Conoscere a fondo = I don’t fully understand
Colpisce = sorprende, stupisce – it’s surprising
Brontolone = grumpy, a curmudgeon – una persona che si lamenta sempre


[Outro improvvisata e non trascritta]

Intermedio, Podcast

Chi è un raccomandato? – Intermedio #28

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, in un nuovo episodio scritto da Erika, in cui parliamo dei cosiddetti “raccomandati”. Chi sono i raccomandati? Lo scoprirete presto, quindi rimanete in ascolto, come si dice alla radio.

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Qualunque italiano ha sentito o ha usato la parola “raccomandato” nella propria vita e più di qualcuno lo è anche stato, almeno una volta. Chi sono allora questi “raccomandati” di cui tutti parlano? Partiamo dal significato del verbo raccomandare, come descritto dal vocabolario Treccani: Affidare ad altri persona o cosa che sta molto a cuore, pregando o esortando […] di averne comunque la massima cura

In questo senso, raccomandare significa solo pregare qualcuno di trattare bene qualcun altro, in poche parole. In un senso simile a questo, si utilizza molto spesso l’espressione “mi raccomando!”, quindi con il verbo al riflessivo, nel senso di “ripongo in te la mia fiducia”, in contesti come “non fare tardi, mi raccomando!” oppure “ricordati di portarmi quello che ti ho chiesto, mi raccomando!”.
Inoltre è importante ricordare che “raccomandare” non si usa come in inglese il verbo “to recommend”. Questo è un errore che fanno in molti, ma noi non diremmo mai una frase come: “ti raccomando un film”, “ti raccomando un libro”. Diremmo invece “ti consiglio un film” o “un libro”.

Affidare = to entrust
Stare a cuore
= to care for have at heart
Avere cura
= to take care of
Riporre la propria fiduce in qualcuno/qualcosa = to put one’s trust in something

Quindi, si direbbe che questo verbo di per sé non abbia alcuna connotazione negativa. Tuttavia le parole cambiano di significato e con il tempo questo verbo ha assunto anche un altro significato, legato in parte al primo ma leggermente diverso, ovvero, sempre citando Treccani: Segnalare una persona, intercedere a suo favore, affinché sia favorita in un esame, in un concorso, nell’assegnazione di un posto, ecc.” Il che può anche essere positivo, se si tratta di favorire una persona molto competente, quindi diciamo “consigliarla” a qualcun altro per i suoi meriti. Il problema nasce quando si tratta di persone che non sono affatto competenti o migliori degli altri concorrenti, per esempio per un posto di lavoro, ma ottengono comunque la precedenza perché qualcuno “li ha raccomandati”.

Un classico esempio: per ottenere un posto e lavorare per lo Stato, per esempio come impiegato in un ufficio, bisogna partecipare a dei concorsi, dove generalmente si è sottoposti a una serie di test da superare (per esempio domande a crocette, colloqui orali, ecc). In base ai risultati ottenuti viene stilata una graduatoria, quindi una lista in ordine di merito basata sui punteggi ottenuti nei test. Una persona che ha ottenuto un punteggio basso può tuttavia superare, sorpassare quelli davanti a lui se per esempio conosce qualcuno connesso a chi compila queste graduatorie, o qualcuno di importante nel settore. La più classica delle raccomandazioni è quella di essere figlio di qualcuno di importante ed influente in un dato settore. La “raccomandazione” è dunque un esempio di nepotismo, ovvero cercare di favorire i propri parenti e amici al fine di fargli ottenere una carica, un ufficio, un lavoro.

Segnalare = to recommend (someone)
intercedere = fare da mediatore aiutando qualcuno

Favorire = to support, to facilitate, to advance
Posto di lavoro
= workplace
La precedenza
= come first, get priority
concorso
= competitive exam to get a job for the state
si è sottoposti
= one undergoes
domande a crocette
= multiple choice questions
viene stilata una graduatoria
= a ranking is drawn up
superare / sorpassare = overtake, pass
compilare = to fill out

La raccomandazione è ovviamente una procedura illecita, ma non per questo poco diffusa. Il problema delle raccomandazioni in Italia è più che mai attuale, soprattutto nella sfera pubblica. Purtroppo, molto spesso in Italia si sentono frasi del tipo “senza raccomandazione non vai da nessuna parte”, soprattutto per quanto riguarda alcune professioni particolarmente prestigiose, e spesso si sentono frasi del tipo “in Italia non c’è meritocrazia”. Infatti, per colpa delle raccomandazioni, alcuni ruoli importanti e delicati sono troppo spesso occupati da persone poco competenti, che non ricoprono la posizione per i loro meriti, ma esclusivamente grazie alle loro conoscenze. Nel tempo in Italia sono state introdotte alcune misure per limitare e combattere questa pratica, che forse oggi è meno diffusa che in passato, ma non ancora scomparsa.

Insomma, dare a qualcuno del “raccomandato” non è un bel complimento: significa accusarlo di avere ottenuto qualcosa solo perché qualcuno ha “messo una buona parola” per lui. Proprio pochi giorni fa è esploso in Italia un grave caso riguardante i magistrati, che dovrebbero essere “i custodi della giustizia” e, si è invece scoperto, sono stati anche loro coinvolti in fatti legati alle raccomandazioni e alla corruzione.
Insomma, si tratta in Italia di un problema che talvolta blocca le persone davvero meritevoli ed è quindi particolarmente grave, ma allo stesso tempo molto difficile da risolvere, perché esiste da moltissimo tempo ed è quasi diventato parte della nostra cultura e della nostra mentalità. Fateci sapere se anche nel vostro paese esistono i raccomandati e le raccomandazioni e se sapevate che questa pratica è ancora così diffusa in Italia.

A presto!

Illecita = illegal
Attuale = present, current
Ricoprire una posizione = to hold a position
Conoscenza = in questo caso “connection”, una persona conosciuta
Dare a qualcuno del… = call someone …
Mettere una buona parola = put in a good word

Intermedio, Podcast

L’esame di maturità – Intermedio #27

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Avviso! Ho deciso di provare a mettere le parole difficile alla fine di ogni paragrafo. Ditemi come vi sembra.

Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Io sono Davide e in questo episodio parliamo di un argomento abbastanza interessante che è l’esame di maturità, ovvero un esame alla fine della scuola superiore che è, diciamo, motivo di ansia per tanti ragazzi italiani. E, a proposito, in questi giorni gli studenti italiani stanno affrontando questa terribile prova, o meglio prove, più di una. L’episodio si ricollega, ovvero è collegato all’episodio che abbiamo fatto sulla scuola italiana, quindi vi consiglio prima di sentire quell’episodio sulla scuola italiana e poi tornare qua e sentire questo. Penso che faremo anche un episodio di riflessioni senza trascrizioni in cui parleremo della nostra esperienza all’esame di maturità, quindi un trittico, una trilogia di episodi sulla scuola e questo è un testo scritto da Erika come al solito scritto ottima è un pochino difficile ho deciso di metterlo a livello intermedio, ma potrebbe essere quasi avanzato. Quindi a maggior ragione per questo episodio andate a vedere la trascrizione sul sito. Seguite il link che trovate nella descrizione di questo podcast e ascoltate l’episodio più di una volta per cercare di ricordarvi le strutture più difficili, che sono più di una in questo episodio. Inoltre voglio ringraziare Italki che sponsorizza questo episodio come sapete. Italki [è una] grandissima piattaforma per imparare le lingue. Sto insegnando molto di questi tempi su Italki. In molti di voi hanno, diciamo, deciso di iscriversi attraverso il link ,quindi si sono contento che 1) italki sponsorizzi Podcast Italiano e 2) di poter fare lezione con tanti di voi che mi dicono: “Davide, io ti seguo dal podcast”. Quindi sì, sono contento di riuscire ad aiutare tante persone e ricordatevi, come ho detto nell’ultimo video, che se se volete parlare bene dovete parlare tanto. Quindi voi mi conoscete, sapete più o meno chi sono, come sono, come parlo, quindi se avete paura di parlare con altre persone potete parlare con me, vi prometto che non mordo, diciamo in italiano. Quindi grazie ad Italki e ricordatevi avrete $10 in crediti da spendere per le lezioni se seguite il mio link.

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E ora sentiamoci questo magnifico episodio scritto da Erika.

motivo di ansia = source of anxiety
si ricollega = is linked, is connected
trittico = opera in tre parti
a maggior ragione = even more so, all the more reason
di questi tempi = these times
non mordo = I don’t bite


Con l’arrivo del mese di giugno si avvicina, in Italia, il momento più atteso, desiderato, sognato da tutti gli studenti: la fine della scuola. Ormai le giornate sono lunghe e calde, l’aria sa di primavera e la mente dei ragazzi vaga verso i lidi assolati, le serate fuori con gli amici, i giochi all’aria aperta, i gelati, gli amori estivi… i libri rimarranno, per qualche mese, a riposare sui loro scaffali , chiusi, e con loro tutte le preoccupazioni relative alle interrogazioni, alle verifiche, ai professori.

C’è solo una categoria di studenti che vorrebbe, invece, che questo mese non arrivasse mai. Sono i cosiddetti “maturandi”, i ragazzi all’ultimo anno delle scuole superiori, ormai diciottenni, ormai adulti, che si stanno pericolosamente avvicinando ad un evento che li aspetta da anni, a cui pensano con ansia e preoccupazione da settembre o chissà, forse addirittura da prima. Si tratta del cosiddetto “esame di maturità”, l’esame finale a cui tutti gli studenti italiani, al termine del quinto anno di scuola superiore  devono sottoporsi. È un esame temutissimo, un po’ perché è oggettivamente difficile, un po’ perché viene dipinto come una sorta di rito di passaggio dal periodo scanzonato dell’adolescenza alle responsabilità dell’età adulta, alle decisioni sul proprio futuro e il proprio destino.
È quindi un passaggio che segna la fine di un’epoca della vita, della scuola e dell’adolescenza.

(la mente dei ragazzi) vaga = wanders
lidi assolati
= spiagge assolate (ma più poetico)
scaffali = shelves
interrogazioni
= oral tests
verifiche
= written tests
cosiddetto = so-called
al termine =
alla fine
(un esame a cui gli studenti devono) sottoporsi
= undergo, go through
temutissimo
= molto temuto (feared)
un po’ perché
= partly because
viene dipinto (come un rito di passaggio)
= it’s depicted as a
Periodo scanzonato
= light-hearted, cheerful
segna la fine di un’epoca
=  marks the end of an era

Vi consiglio di ascoltare una famosissima canzone di Antonello Venditti, Notte prima degli esami, e di guardare il film che porta lo stesso titolo, per avere un’idea, seppur un po’ romanzata , di quello che rappresenta la maturità per i giovani italiani.
Ma in che cosa consiste, quindi, questo temutissimo esame?
Negli anni si sono succedute varie discussioni e varie riforme sulle sue modalità, ma il succo è che si tratta di una sorta di test sulle competenze acquisite e le nozioni imparate durante un percorso di studi durato cinque anni. L’esame è diviso in due parti: una parte scritta e una parte orale.
La parte scritta si divide a sua volta (dopo l’ultima riforma) in due prove. La prima prova consiste nel cosiddetto “tema”, ovvero la stesura di un testo in italiano, con il quale lo studente deve dimostrare di padroneggiare perfettamente la propria lingua e di saper organizzare le idee in modo logico. È possibile scegliere tra più “tracce”, cioè diversi tipi di testo: tema di attualità, tema argomentativo o analisi di un testo letterario.
La seconda prova invece dipende dal tipo di scuola frequentata, perché è legata alle “materie caratterizzanti”, cioè le materie tipiche dell’indirizzo scelto, per esempio le lingue per il liceo linguistico o la matematica per il liceo scientifico.
La difficoltà e la preoccupazione maggiore sta nel fatto che queste prove sono uguali per tutta Italia, poiché sono elaborate dal Ministero e non dai professori, come avviene invece per le verifiche svolte durante l’anno. Quindi non è possibile ottenere indizi di nessun tipo sulle prove: il loro contenuto è imprevedibile e viene scoperto solo il giorno dell’esame.
Fino all’anno scorso era prevista anche una terza prova (eliminata dall’ultima riforma) che faceva molta paura agli studenti, perché consisteva in uno scritto in cui bisognava rispondere a 12 domande aperte riguardanti gli argomenti svolti durante l’anno in tre o quattro materie diverse. Le domande per questa prova, però, erano scelte dai docenti.

seppur = anche se
romanzato
= fictionalized – reso simile a un romanzo per rendere il racconto più interessante
il succo è
= the central idea is (lit. “the juice”)
a sua volta
= in turn
stesura
= qui significa “scrittura”
padroneggiare
= master
(la difficoltà) sta nel fatto che
= lies in the fact that
indizi
= hints
uno scritto =
a written test
docenti
= insegnanti

Queste due prove come abbiamo visto non sono semplici, ma la prova più temuta è senza dubbio l’esame orale: lo studente deve essere preparato sul programma di tutte (o quasi) le materie studiate all’ultimo anno. Il giorno dell’esame orale il maturando si trova infatti davanti ad una commissione composta da alcuni dei professori che ha avuto durante l’anno (i cosiddetti “interni”), da alcuni professori sconosciuti (perché provenienti da altre scuole, i cosiddetti “esterni”) ed un presidente che controlla che tutto venga svolto secondo le regole.
Ogni professore pone allo studente una o più domande sulla materia di sua competenza, alle quali lo studente deve rispondere nella maniera più completa possibile. I professori “interni” sono professori conosciuti, quindi è più semplice rispondere alle loro domande che, se sono gentili, solitamente non sono troppo difficili. Non si può dire lo stesso per i professori esterni, le cui domande invece sono più imprevedibili.
Insomma, bisogna ricordarsi un sacco di informazioni, confrontarsi con professori mai visti prima e, naturalmente, tenere a bada (control) l’ansia: da questo esame dipende il voto finale con il quale termineremo la scuola superiore!

provenienti = che vengono da
secondo le regole

porre una domanda = fare una domanda
(materie) di sua competenza = in cui è competente, ovvero che insegna
tenere a bada = keep under control

È piuttosto raro, ma è possibile anche venire bocciati (fail) all’esame di maturità, se nelle tre prove non viene superato un certo punteggio (score). In quel caso, lo studente dovrà ripetere il quinto anno e rifare l’esame l’anno successivo. È raro ma può capitare, per questo l’ansia è a mille! Inoltre, dato che da questo esame dipende il voto finale, anche i più studiosi sono preoccupati, perché non vogliono rovinare in tre giorni tutti gli sforzi fatti in cinque anni. Insomma, è proprio una sfida per tutti!
Una volta superato (passed) l’esame, che solitamente ha luogo a fine giugno e in tre date diverse, una per ciascuna prova, si ottiene, o meglio, si consegue il cosiddetto “diploma di maturità”, il documento che attesta la fine dei nostri studi e il voto finale che abbiamo ottenuto, voto che viene stabilito dalla commissione in base ai voti ottenuti negli ultimi tre anni di scuola e ai punteggi delle prove d’esame.
Superare l’esame di maturità è sempre una grande gioia per gli studenti, perché significa non solo essersi liberati di un grande peso e di una grande paura, ma anche essere riusciti a superare con successo una prova molto difficile, che apre le porte agli studi successivi o al mondo del lavoro e, soprattutto, ad un futuro tutto da costruire.
E ora diteci: nei vostri paesi esistono prove di questo tipo? Raccontateci le vostre storie nei commenti all’episodio.

venire/essere bocciati = fail an exam, be flunked
punteggio = score
(l’ansia è) a mille = molto alta
superato = passed
ha luogo = takes place
attesta = attests, certifies


Bellissimo episodio. Grazie di nuovo Erika. Scrivetemi, scriveteci se volete più episodi scritti da Erika, perché io penso che lei sia più brava a scrivere di me i suoi episodi sono sempre i migliori, quindi scrivetemi. oppurere potete anche seguirla su Instagram (@erikaporreca), si chiama Erika con la k, mi raccomando, e scriverle un messaggio: “Erika fai più episodi, perché i tuoi episodi sono i migliori” , se pensate sia così (io penso sia così).
Lasciate una recensione su Apple Podcasts se vi è piaciuto questo episodio, se possibile positiva, se non è possibile non lasciatela perché… beh potete anche tenervi la vostra opinione negativa :D
Niente, ci vediamo, ci sentiamo, nel prossimo episodio. Statemi bene e alla prossima. Ciao!