Interviste, Podcast

Stefano Suigo: il mestiere del traduttore, essere italiano all’estero e molto altro – Intervista #21

 

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Ascolta la PRIMA PARTE dell’intervista!

Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, il podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti autentici e interessanti. Questa è la seconda parte dell’intervista a Stefano sugo. Vi consiglio di andare a sentire la prima parte, se non lo avete ancora fatto, perché è importante per dare un contesto a quello che diremo, ma probabilmente non è necessario, in realtà, potete anche ascoltare questa per prima.
Nella prima parte avevamo parlato nello specifico delle lingue, delle lingue che sa Stefano, di quelle che hai imparato, dei suoi metodi, in questa parte invece parliamo del suo lavoro – o dei suoi lavori – collegati alle lingue, ovvero la traduzione e il tutoraggio online. Inoltre gli faccio alcune domande sulla cultura italiana all’estero com’è vista… com’è visto, diciamo, l’essere italiani all’estero, l’italianità, le differenze tra Italia ed estero, ciò che c’è di meglio all’estero rispetto all’Italia, invece ciò che è peggio e altre cose, diciamo, su questa linea.
Beh, ora mi taccio, smetto di parlare, vi auguro un buon ascolto, spero che vi piaccia anche questa seconda parte.

 

[1:20]
D: Volevo fare qualche altra domanda, più, magari, culturale… in realtà non solamente culturale, ma di vario tipo.

S: Sì.

D: E volevo farti qualche domanda sulla tua carriera da traduttore, perché tu hai… diciamo, è una parte importante della tua vita, se non sbaglio, no?

S: Sì, assolutamente, sono traduttore free-lance da 18 anni, quindi sì… e per 16 anni non ho fatto altro.

D: E poi ha iniziato anche a fare il tutor?

S: Esatto! Da due anni.

D: E da quali lingue traduci?

S: Le mie lingue di lavoro sono, a parte l’italiano naturalmente, tedesco, inglese, portoghese, finlandese, e ultimamente, dopo aver imparato il francese, ho anche fatto alcuni lavori dal francese, ma non tante cose. Tutte le altre lingue sono solo per interesse personale.

D: E traduci quindi verso l’italiano o anche verso queste lingue?

S: Allora, in teoria si traduce sempre solo verso la lingua… la lingua materna. Lingua madre. Si dice anche materna?

D: Anche materna, sì. Credo di sì.

S: Adesso ho avuto uno di questi dubbi che ti viene quando sei 15 anni via dall’Italia [ride].

D: Direi che si dice anche materna.

S: Sì, quindi normalmente verso la lingua madre o materna, però mi è successo di tradurre anche verso lingue straniere, in particolare tedesco e portoghese.

D: E puoi parlarci un po’ delle gratificazioni maggiori o anche delle difficoltà maggiori di questa professione?

S: Certo, con molto piacere, perché la traduzione alla fine, come hai detto tu, è stata, è ancora una parte fondamentale della mia vita. Allora, partirei dalle gratificazioni, che è più bello, di cui è più bello parlare. Nella traduzione… ci sono due grossi filoni di traduzione, c’è quella tecnico-scientifica – manualistica, articoli, cose così – e quella saggistico-letteraria, e sono due mondi a parte. La saggistico-letteraria sono quindi… sono i libri – no? – i romanzi, i saggi, quelli che ti fanno lavorare con l’editoria. Nella tecnico-scientifica le gratificazioni non sono molte, devo dire la verità.

D: Certo.

S: Diciamo, se traduci un manuale non è che c’è da essere così…

D: Non c’è spazio di manovra.

S: Sì, esatto, non ci deve essere, è giusto che non ci sia, è giusto che non ci sia.

D: Sì, non puoi dare sfogo al tuo estro quando magari parli…

S: Cambiando il nome del cavo o della presa.

D: Anche perché poi esplode qualcosa e ti denunciano.

S: Esatto! Nella (traduzione) tecnico-scientifica le gratificazioni vengono per esempio da un’email di feedback del cliente che ti dice : “Oh, finalmente una traduzione fatta come si deve“, cose così. Quindi viene dal cliente che è molto soddisfatto e che ti richiama la volta dopo, o che dà il tuo nome a un altro cliente ancora e quindi in questo modo con il passaparola lavori sempre.
Invece nella saggistico-letteraria lì la gratificazione è molto più grande, direi è proporzionata allo sforzo, che è molto maggiore. Quando hai in mano – o vedi in libreria, o anche in biblioteca – un volume che hai tradotto, con il tuo nome con, diciamo, tra virgolette “il tuo sudore su ogni pagina”… fortunatamente non in senso concreto. [ride]

 

Un immagine che chiaramente simboleggia un traduttore generico (non Stefano in particolare)

Non letteralmente [ride].

S: C’è comunque il tuo sudore su ogni pagina e rileggi e guardi, e devo dire che è una una grandissima gratificazione. Io ho tradotto una ventina di libri e quindi… e la più grande in assoluto è stata l’unico romanzo che ho tradotto dal finlandese, nel 2012-13. Quello è stato il momento più bello della mia carriera come traduttore.

D: Ma l’hai proposto tu stesso a una casa editrice o come…?

S: Mi hanno telefonato perché uno che lavorava lì sapeva, mi conosceva per vie traverse, sapendo che parlavo anche finlandese, e questi si sono trovati nella necessità di trovare qualcuno che traducesse dal finlandese, non conoscevano nessuno e hanno detto: “Chi sa, chi conosce qualcuno?”. Questa mia conoscenza ha detto: “conosco uno” e bom.

D: Ho capito. E invece le difficoltà… vabè, mi hai detto forse… diciamo, relativamente alla traduzione tecnico-scientifica un po’ la difficoltà è…

S: La difficoltà direi che è… no, se conosci il mestiere la tecnico-scientifica è più facile della letteraria.

D: Ah, è più facile. Sì, ci sono meno possibilità di traduzione, diciamo.

S: Sì, devi tradurre così e vai. Le difficoltà sono piuttosto a livello di auto-organizzazione. Quindi organizzazione del proprio tempo, essendo freelance devi far quadrare tutto, devi far quadrare famiglia, lavoro, eccetera, ma il problema è che lavori da casa e A) puoi avere distrazioni, puoi avere, devi davvero… ecco, autodisciplina, questa è la parola che stavo cercando. Quindi la prima difficoltà è avere sufficiente autodisciplina per effettivamente rispettare i tempi e i volumi di quello che devi fare, della traduzione. La seconda è a livello… può essere a livello sociale, perché è un lavoro che ti porta comunque a una buona dose di sedentarietà, e soprattutto stare da solo, no? E quindi solitudine e… diciamo, serve tanta pazienza e devi essere capace di stare con te stesso.

D: Certo. Beh direi che è il problema di tante professioni, diciamo, da libero professionista.

S: vero, assolutamente, esatto.

D: A meno che – e la transizione, adesso… – tu non faccia il tutor.

S: Ah, bravo! [ride]

D: Ti è piaciuta questa [ride].

S: Mi è piaciuta molto. Sì.

D: Era pensata. Fai il tutor da due anni, hai detto. Parla un po’… parlaci un po’, diciamo, di questo, anche delle qualità, secondo te, che un buon tutor deve possedere. Perché adesso anch’io… cioè, faccio anch’io in realtà il tutor su Italki e anche tu hai usato questo sito.

S: Sì, sì, assolutamente. Sì, innanzitutto il momento in cui ho deciso di provare questa strada è stato proprio dopo così tanti anni – più di 15 anni – come traduttore, appunto un lavoro che ti porta a stare con te stesso, pure troppo, provare qualcosa di nuovo, e ho sentito anche il bisogno di condividere con gli altri studenti di lingue non solo le mie conoscenze ma anche proprio la mia passione, no? E mi è sembrato il lavoro ideale per fare questo. E secondo me un buon tutor innanzitutto deve sapere ascoltare, sembra contraddittorio invece non esiste che comincia la lezione e mi metto a parlare io e lo studente ascolta. La prima cosa assolutamente è ascoltare lo studente, capire, capirne le esigenze, il livello attuale, i metodi affrontati fino a quel momento, già dall’inizio cercare di capire che cosa gli piace e cosa non gli piace, cosa funziona e cosa non funziona nel suo modo di studiare. E poi adattare, adattarsi allo studente, quindi capacità di adattamento assolutamente, oltre alla pazienza che è ovvio, tutti i professori e tutor devono essere pazienti, ma… perché non c’è uno studente che sia uguale all’altro. Altro motivo per cui la lezione frontale fine a se stessa non funziona, perché hai 20-30 persone completamente diverse e lo stesso metodo non può funzionare allo stesso modo per tutti.

D: Certo, con interessi diversi, approcci diversi. Ti richiede più pazienza fare il tutor o fare il traduttore?

S: Oh, bella domanda, questa. Secondo me il traduttore, comunque. Sì. Almeno, per come la vedo io, perché per me il tutoraggio è anche uno scambio umano e quindi è quasi un appuntamento con un amico. Quando ho uno studente io ho un appuntamento con un amico che voglio aiutare più che “ah, un appuntamento di lavoro, devo fare questo, devo fare quest’altro”. Quindi la componente la componente umana maschera abbastanza il resto, quindi la componente della pazienza per… non so, perché la persona X non ha capito la stessa spiegazione, la spiegazione tre volte, devi spiegare la quarta volta… quasi la spieghi volentieri, perché stai cercando di aiutare un amico.

D: Perché dopo che non vedi una persona da due settimane e rimani chiuso in casa ti fa piacere vedere un altro essere umano.

S: Esatto! Il contatto umano.

D: No, però devo dire, questo è vero, perché anch’io facendo lezione, diciamo, a volte magari sono a casa, non esco di casa tutto il giorno, poi faccio lezione ed è quasi un… come dire, quasi terapeutico.

S: È quasi terapeutico.

D: Anche se è certo, non è la stessa cosa fare lezione attraverso uno schermo, diciamo, non è la stessa cosa di fare una conversazione dal vivo, diciamo, faccia a faccia, però comunque è utile, in un certo senso.

S: Sì, e ci sono poi studenti con cui si crea davvero un legame, che diventa di amicizia, cioè dopo 40-50 lezioni con la stessa persona ti interessa sapere come sta, ti interessa sapere davvero… come se fosse… anzi, diventa quasi a tutti gli effetti un amico.

D: Volevo chiederti del tuo rapporto con l’Italia, dato che tu vivi all’estero da tanto tempo e con la lingua italiana, anche. Dato che ci piace imparare tante lingue però che cosa fai con la tua prima lingua?

S: Beh, allora, innanzitutto mi serve mantenere un livello più che alto nella mia lingua perché per lavoro il traduttore… ma sai, al traduttore non si chiede di saper parlare benissimo le lingue straniere, si chiede di saperle capire e poi di riuscire a esprimere qualsiasi cosa nella propria lingua, no? Quindi è molto più importante avere un buon italiano come… se sei un traduttore italiano, che non avere un buon tedesco, un buon inglese, qualsiasi cosa.

Siccome per me lingua è identità mantenere l’italiano e un forte rapporto con italiano per me è fondamentale per trasmettere queste identità ai miei figli. Quindi io per esempio con i miei figli parlo solo e soltanto italiano.

D: Sì?

S: E per me è fondamentale che loro lo apprendano e lo sviluppino come lingua madre, come una delle lingue madri, perché è veicolo di identità. Per sentirsi davvero italiano non dico che bisogna per forza parlare l’italiano, ma diciamo che è una componente estremamente fondamentale.

D: Ok, interessante, interessante.

S: Se dovessi… ti dico un’altra cosa, se dovessi pian piano perdere il mio rapporto forte con l’italiano, forse la mia italianità andrebbe piano piano scemando.

D: Sì, in un certo senso è quello che succede, diciamo, agli immigrati di seconda generazione, ai figli di immigrati che perdono la lingua e che se non fanno nulla magari perdono questa parte della loro identità, perché cosa ti rimane di italiano? Magari ti rimane qualche abitudine, non so, culinaria o qualche tradizione, però si la lingua è forse proprio il nucleo della cultura e dell’identità.

S: E se ci guardi, tutti quelli che hanno perso, proprio come hai descritto tu adesso, una lingua non sono mai contenti di averla persa. Vorrebbero che… per esempio vorrebbero che i loro genitori avesse(ro) parlato loro di più in una determinata lingua, vorrebbero aver mantenuto di più il contatto con la lingua. È sempre una cosa che si perde, è sempre una cosa negativa.

D: Sì, poi a volte il problema è che i genitori erano siciliani e non parlavano italiano e quindi gli parlavano in dialetto, poi avevano un’idea dell’italiano che era completamente diverso da…

S: Sì, questo succede, sì.

D: Quindi tu hai vissuto…- in quanti paesi hai vissuto? Fuori dall’Italia?

S: Ah, giusto, ho vissuto in Italia, in Germania e in Belgio, solo in tre Paesi.

D: Ok, ma in Finlandia quindi non hai mai vissuto, (ci) sei stato…

S: (Ci) sono stato tantissime volte, ci andiamo almeno una volta all’anno, però non ho mai vissuto stabilmente.

D: Potresti… – so che è una domanda ampia, magari, non rimane più molto tempo, però – fare un raffronto tra l’Italia e l’estero. Che cosa ti dà l’Italia che non ti l’estero e viceversa? Che poi l’estero, vabè, dipende dal paese, sì, certo…

S: Sì, certo, dipende molto dal paese. Beh, in ogni paese si trovano aspetti positivi e aspetti negativi, su questo penso che siamo tutti d’accordo. Il paese perfetto ancora non si è trovato. Ma guarda, per esempio, in Germania io ho apprezzato tantissimo la schiettezza, la franchezza delle persone e l’affidabilità. Sembra un cliché e invece è vero. Se qualcuno mi diceva “ci vediamo fra un’ora là a bere qualcosa” era là, dopo un’ora era là. Ok?

D: Sì. E questo magari ti responsabilizza, perché dici “se non sono lì tra un ora mi prendo un cazziatone“.

S: [ride] Sì, ti responsabilizza, ma se ti piace che le cose funzionino così ti dà fiducia, non so come posso dirti, ti dà fiducia nel prossimo, direi. Con alcuni italiani spesso succede che si dice “ci vediamo quel giorno lì a quell’ora lì” e poi dopo ti danno buca. Dare buca.

D: Sì, oppure o si prende accordo di vedersi, non so, 9/9:15, che già lì c’è una certa indeterminatezza, poi arrivi alle 9:45 (nove e tre quarti).

S: “Eh, scusa, sai, perché avevo… – non so -dovevo bere il caffè”. Va bene.

D: Però alla fine non ci arrabbiamo neanche troppo, dipende dalle persone, però siamo molto tolleranti.

S: Vero.

D: E secondo me questo… un po’, diciamo, non ci fa cambiare su alcune cose.

S: Sì sì, esatto, ci dà inerzia. No, è vero che in Germania c’è un attenzione alle regole che è notevole. Io con i miei amici avevo un motto, diciamo così, un modo di prendere in giro la Germania dicendo “in Germania non si può”. Cioè, praticamente in tedesco sarebbe “man darft nicht”. In Germania non si può, perché c’è sempre qualcosa che non si può fare, che non deve, che non si dovrebbe fare. C’è sempre un qualche divieto vigente, dovunque dovunque tu vada. Però alla fine questa attenzione alle regole ti dà anche la possibilità di far funzionare bene le cose, bisogna essere, insomma, sinceri e ammettere che ti permette di far funzionare le cose meglio che altrove. Ci sono anche delle cose dell’Italia che…

D: Sì, volevo chiederti questo, se c’è qualcosa che ti manca dell’Italia.

S: Sì, oltre agli affetti, diciamo, più vicini, come la famiglia, gli amici, direi la focaccia [ride].

D: La focaccia! [ride]

S. La focaccia, ragazzi, non si trova da nessuna parte, non si trova da nessuna parte. La cerco disperatamente ma non riesco a trovarla.

D: Come i grissini per un torinese.

S: Bravo, bravo, esatto i grissini.

D: Neanche sanno cosa sono (meglio: siano), figuriamoci trovarli.

 

Focaccia e grissini

S: Quelli buoni, davvero. No, a parte gli scherzi sì, alcuni alcune cose, appunto, del mondo culinario, anche se io sono molto eclettico da questo punto di vista, mangio veramente di tutto e… non sono tra gli italiani che, insomma, si fanno mandare la pasta da casa.

D: La caciotta per posta aerea.

S: [ride] Esatto, esatto. No.

D: Sì, sì, è vero, ho conosciuto persone di questo tipo.

S: Sì, sì, ma anche tipo le arance se le fanno mandare qui. Io ne conosco anche qui, arance mandate dalla Sicilia, o… così. Non sono a quei livelli, però ci sono determinate cose come il caffè espresso del bar macchiato caldo. Quello, ragazzi, è difficile da trovare. Anche nei posti italiani.

D: Soprattutto a un prezzo, diciamo, italiano.

S: Bravo, bravissimo!

D: Perché da noi al nord €1, al sud anche €0,50, – S: Magari! – vai all’estero, sempre €2, €2,50, €3 a volte, l’espresso o il macchiato, e a volte c’è una differenza anche tra macchiato ed espresso che da noi non c’è.

S: Che da noi non c’è! Questa cosa è incomprensibile per un…

D: E noi pensiamo “infami! Per un po’ di latte mi fai pagare €0,50 (cinquanta centesimi) in più, ma cos’è?! C’è l’oro in quel (caffè)…

S: [ride] Esatto, verissimo!

D: Come diresti, secondo te, che veniamo visti noi italiani all’estero, almeno nei paesi dove hai vissuto tu, positivamente e negativamente.

S: Sì, c’è un misto, c’è un misto. Gli aspetti positivi sono quelli del sapersi godere la vita, dell’essere aperti, del saper ridere e scherzare, un’apertura che è anche fisica quasi, no? Quindi contatto fisico sin dall’inizio, con i famosi bacini… qui in Belgio devo dire…-

D: Che poi dipende anche sinceramente dalla regione italiana, eh, perché noi… non so tu, noi del Nord non siamo così, non siamo forse tipi da baci, abbracci e pacche sulle spalle, “come vado dottò”… cioè, siamo più..

 

 

I baci all’italiana

S: [ride] Beh, beh, insomma lombardi e piemontesi visti da… non so, visti dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania, da quelle regioni… siamo degli austriaci – D: dei polentoni. – Freddissimi, polentoni, sì.

D: Però penso che si faccia un po’ di tutta l’erba un fascio fuori dall’Italia, no? Quindi se sei milanese è come essere pugliese o siciliano, no?

S: Esatto, esatto! Non c’è questa capacità di discernere la provenienza, nord, sud, centro, ma anche stando nella stessa zona, diciamo Nord, ci sono differenze abissali tra Veneto e Piemonte, ecc. Ma, comunque sia, invece dal punto di vista… sotto un aspetto più negativo, invece, forse l’inaffidabilità che a volte, insomma, si si inserisce, ecco, nei pensieri probabilmente degli stranieri, sul fatto che “ah, sei italiano, allora devo stare magari attento a quello che dici, perché non è detto che tu faccia esattamente quello che dici”. Ecco, questo un pochino dà fastidio.

D: O magari arrivi un quarto d’ora in ritardo…

S: “Eh, l’italiano!”.

D: E pensano, “ah, perché è italiano”, magari a te era esplosa una gomma, o…

S: Magari eri partito due ore prima ma hai avuto un contrattempo. Ho risposto?

D: Sì, direi di sì. Ah, mi stavo dimenticando la domanda più importante, che faccio sempre: pasta o pizza?

S: Ah già… ehm questa… questa è la più difficile di tutte. [ride] Non si può avere tutte e due?

D: No, perché io faccio questa domanda sia a italiani che agli stranieri. Gli stranieri mi sembra che abbiano una risposta sempre pronta, mentre io da italiano dico “no, com’è possibile, vi vedo un po’ [troppo sicuri]…

S: Ah, ok! Bene! Siamo d’accordo, allora, bene.

D: No infatti, non è possibile scegliere, la risposta giusta è “entrambe” oppure “non posso scegliere”.

S: Sai? Esatto, sai qual è la risposta migliore per me? Dipende dal momento.

D: Sì, è vero.

S: …perché c’è secondo me c’è il “momento pizza”, c’è il momento della vita di un italiano – o anche di altri, eh, non sto dicendo (che ce l’abbiano solo gli italiani)… però secondo me noi ancora di più -, cioè, il momento in cui hai proprio voglia – quasi bisogno – di mangiare una pizza, senti proprio il bisogno di una pizza.

D: Ma questo bisogno all’estero riesci a soddisfarlo?

S: Sì, riesci a soddisfarlo, devi conoscere i posti giusti. Se conosci i posti giusti riesci a soddisfarlo al top, se invece non conosci posti giusti lo soddisfi ma, insomma ti rimane quel quel sentimento che qualcosa è mancato, ecco.

D: Beh, quindi se qualcuno dei miei prossimi ospiti ci sta sentendo sa che la risposta giusta è “dipende”, anche perché poi la pizza non puoi mangiarlo tutti i giorni, se no inizieresti ad avere qualche problema (di salute)…

S: E poi parliamo anche del fatto che se uno dice “pasta”, sì, ma con quale sugo? E quale pasta? Ci sono tante paste diverse, i sughi sono diversi.

D: Sì, infatti, infatti, ognuno poi ha i suoi momenti forse, non lo so.

S: E poi dipende anche da dove sei, quando sono in Toscana sugo di cinghiale, subito. A Roma non si può dire di no all’amatriciana.

 

Una pizza per farvi venire fame

D: Va bene, su queste note possiamo concludere la nostra chiacchierata. Grazie per aver preso parte.

S: Grazie a te, è stato davvero un piacere.

D: Beh, dove possiamo trovarti? O dove possono trovarti i nostri ascoltatori?

S: Ah sì, io ho un canale YouTube che si chiama “lingua e passione, tutto attaccato, volendo può essere anche “lingua è passione”, c’è un gioco di parole.

D: Ahh! Infatti mi chiedevo se (ci fosse)…

S: Sostanzialmente lì, sono anche su Instagram con lo stesso nome ma faccio… lì faccio post un po’ diversi, non solo riguardo alle lingue, ma riguardo ai posti che mi piacciono di più o che mi ispirano in qualche, mentre nel mio canale YouTube parlo di lingue in lingue.

D: Sì, e anche questo è interessante perché ogni video ha sempre 3-4 (lingue), è anche sottotitolato…

S: Mi piace usarle, anche quelle che non parlo ancora bene, mi piace comunque usarle perché secondo me è importante anche che chi studia le lingue e segue qualcuno su YouTube perché è Poliglotta deve… capisca che anche chi parla così tante lingue ha una fase in cui è principiante, ha una fase in cui ha delle difficoltà e fa degli errori, questo è importante da capire, altrimenti sembra che sia… sembra che ci sia una perfezione che invece non esiste.

D: Perfetto, mi sembra un’ottima riflessione finale. Grazie ancora, allora ci vediamo magari al prossimo Polyglot Gathering, o qualcosa del genere.

S: Con piacere! Ciao.

D: Ciao ciao!


Siamo arrivati alla fine anche di questo episodio, della seconda parte di questa intervista, che spero vi sia piaciuta e sia risultata interessante e vi abbia dato qualche spunto di riflessione, non lo so. Questo potete dirmelo voi, potete dirmelo per esempio sul sito -sapevate che potete lasciare commenti sul sito? Non so se tutti lo sanno e non ricevo così tanti commenti, però se volete scrivermi potete farlo lì – oppure farlo per email se volete, diciamo, scrivermi in maniera un po’ più diretta o personale, diciamo così. È da un po’ che non parlo delle recensioni, vi ricordo che podcast italiano ha delle recensioni come lasciare le recensioni? Si lasciano su iTunes oppure Apple Podcasts, che io sappia non si possono lasciare recensione su Spotify o su altre applicazioni, però se avete degli iPhone oppure dei dispositivi Apple e volete lasciare delle recensioni a Podcast Italiano potete farlo e sarebbe molto utile. In realtà non ho mai capito se è davvero utile oppure no, Io spero che sia utile e che serva a qualcosa, sicuramente, diciamo, fa piacere vedere voti positivi e le belle parole che spendete su questo podcast. Quindi se volete potete farlo, senza impegno, come diciamo noi, ovvero non non dovete farlo per forza, solo se vi va, solo se volete però se volete farlo sicuramente mi farebbe molto piacere. E niente noi ci vediamo la prossima volta, non so quando sarà, ma ci vedremo prima o poi. Andate anche a dare un’occhiata al canale YouTube perché sto pubblicando abbastanza regolarmente su YouTube e il canale sta crescendo molto quindi se non sapevate che ho un canale YouTube andate a dargli un’occhiata. Ora è veramente tutto. Alla prossima. Ciao!

Se sei arrivato/a fin qui potresti considerare di farmi una donazione su PayPal per supportare il mio lavoro. Senza impegno :) A proposito, grazie a chi mi ha già donato qualsiasi somma. Vi abbraccio!

  

























traduzione: translation

tutoraggio: tutoring

l’italianità: italianness / l’essere italiani

su questa linea: along this line, in this vein / di questo tipo

mi taccio: I’ll shut up / starò zitto





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


un dubbio che ti viene: a doubt that you get, lit. “that comes to you” / un dubbio che “sorge”

 

gratificazioni: soddisfazioni





filone: branch, sector / ramo, settore
manualistica: la traduzione dei manuali
due mondi a parte: due mondi separati
editoria: il mondo delle case editrici


spazio di manovra = operating space, wiggle room / non si può avere molta libertà


dare sfogo : give vent, unleash
estro: insipiration / creatività, fantasia
cavo: cable
presa: power outlet
denunciare: to sue (alla polizia)

come si deve: properly, as it should be / fatta bene, fatta in maniera egregia
passaparola: word of mouth
sudore: sweat






























casa editrice
publishing house

per vie traverse 
by the back door / tramite conoscenze, di conoscenze, di conoscenze…
conoscenza
acquaintance / conoscente (QUI)
bom
 espressione tipica del nord-Italia, è un po’ come “ed ecco”, “e basta”, “that’s it”
mestiere
 professione

far quadrare: to balance / mantenere in equilibrio, far funzionare efficacemente

sedentarietà: sedentary lifestyle / uno stile di vita sedentario, di chi sta a casa spesso

libero professionista: freelancer















pure troppo: persino troppo


non esiste che: non è accettabile, non è ammissibile (colloquiale)




(essere) fine a se stesso: for its own sake / and end in itself




per come la vedo io: the way I see it / secondo me
 
maschera: it masks / dal verbo mascherare (nascondere)
volentieri: gladly, happily / con felicità















legame: bond / una relazione stretta
a tutti gli effetti = fully-fleged, for all intents and purposes / in tutto e per tutto














veicolo (di qualcosa):qualcosa che trasmette, che veicola qualcos’altro / veicolo di infezione, ecc.


scemare: diminish, taper / diminuire







se ci guardi: if you notice / se ci fai caso // NOTA: non credo si usi normalmente, ma così è come l’ho interpretata io)

















raffronto: comparison / confronto (ma un po’ più “elegante”)




schiettezza: frankness, candor / franchezza, sincerità

cazziatone/cazziata: reproach, reprimand / rimprovero (ma MOLTO colloquiale)
il prossimo: neighbor (in the biblical sense) / le altre persone
dare buca: stand s.o. up, to cancel on s.o. / dire che vai da qualche parte insieme a qualcuno e poi non andarci







motto: a quip, a joke / NON un motto nel senso inglese, almeno qui
divieto: prohibition
vigente:attivo, valido (nel linguaggio giuridico)
altrove: somewhere else / da altre parti, da qualche altra parte







































a parte gli scherzi: jokes aside 



posta aerea: airmail




se le fanno mandare: they have them shipped 





bravo: hai ragione (qui)







infami: bastards / bastardi








bacini: i classici baci “all’italiana” che ci si da quanto ci si incontra

pacche sulle spalle: pats on the back





















polentoni: l’epiteto utilizzato dagli italiani del sud nei confronti degli italiani del nord, da loro chiamate (scherzosamente) persone che mangiano soltanto polenta / polenta-eaters
fare di tutta l’erba un fascio: generalizzare eccessivamente
discernere: discern / distinguere
abissale: enorme, profondissimo / NOTA: non come “abysmal” in inglese, che significa terribile, pessime
inaffidabilità: untrustworthiness



era esplosa una gomma: a tire had exploded
contrattempo: hiccup, an unforeseeen circumstance / imprevisto, inconveniente




































sugo di cinghiale = boar sauce
























































spunto di riflessione = food for thought / un’idea che ti fa riflettere









senza impegno = without obligation / non dovete farlo se non volete


Interviste, Podcast

Stefano Suigo: perché imparare finlandese, islandese e georgiano (e altre 9 lingue)? – Prima parte – Intervista #20

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano, il podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti interessanti e autentici. Almeno quello è il mio obiettivo. E oggi ritorna la rubrica delle interviste, perché qualche tempo fa ho parlato con il poliglotta Stefano Suigo, originario di Milano, ma che oggi vive a Bruxelles e che sa tutta una serie di lingue. L’italiano, chiaramente, poi il tedesco, il portoghese, il francese, l’inglese,  il finlandese, il rumeno, lo spagnolo, il giapponese, l’islandese, il cinese, il georgiano e il norvegese. Quindi tante lingue, come potete vedere, e soprattutto tante lingue in un certo senso esotiche, come il georgiano, l’islandese, il norvegese. Abbiamo parlato anche di questo nella nostra intervista: perché imparare lingue… così, diciamo, che la maggior parte delle persone magari non imparano. E nella seconda parte, che uscirà probabilmente o tra una settimana o tra due settimane, abbiamo anche parlato del suo… della sua occupazione principale, ovvero quella del traduttore. Ma ho preferito anche questa volta dividere l’intervista in due parti, se no il lavoro di trascrizione è davvero troppo lungo. Perché come sempre potete trovare la trascrizione integrale seguendo il link che trovate nella descrizione o nelle “show notes” di questo episodio. Così se qualcosa non vi è chiaro potete andare a vedere esattamente che cosa abbiamo detto.

Stefano Suigo


Vi consiglio anche di andare a dare un’occhiata al canale YouTube di Stefano che si chiama lingueepassione oppure lingueèpassione, è un gioco di parole tra il verbo e la congiunzione. Lascerò un link anche al suo canale. Detto questo incominciamo, buon ascolto.

tutta una serie di lingue = tante lingue / all kinds of languages

[02:10]
D: Ciao Stefano!

S: Ciao, ciao Davide e ciao a tutti quelli che stanno ascoltando. Grazie per l’invito.

D: È un piacere rivederti, ci siamo visti una volta al Polyglot Gathering credo 2017 a Bratislava.

S: Credo 2018, sai? 2018.

D: 18? Ah, 18. Ah, sì sì, hai ragione, 2018. E… niente, io ti seguo su YouTube, su internet.

S: Anche io ti seguo su YouTube! [ride]

D:  Ho visto che hai lasciato qualche commento. Voglio partire subito dalla domanda classica. Ah… Innanzitutto ci saranno due sezioni, una sezione sulle lingue che è d’obbligo e poi una sezione su altre domande per non parlare solamente di lingue sennò poi ci annoiamo anche noi.

d’obbligo = obbligatoria / obligatory

S: Va bene!

D: E la prima domanda è: perché così tante lingue? Perché imparare così tante lingue e non fermarsi a una o due?

S: È una bellissima domanda però non penso che sia sotto il mio controllo. [ride] Diciamo che è una questione soprattutto di curiosità, di interesse, di passione. È come avere davanti una ciotola piena di caramelle, ognuna con la carta di un colore diverso, e tu sai che ognuna di queste caramelle ha un gusto diverso, e né provi una ed è buonissima, ne provi un’altra de è ancora più buona di quella prima, poi provi la terza ed è fantastica…non ti vuoi fermare più, ogni caramella è diversa, e allo stesso modo ogni lingua ti dà qualcosa di nuovo, ti dà qualcosa di che non avevi mai provato prima. E quindi questa questa passione ti porta a imparare cercare di imparare tutte le lingue che hanno un gusto che ti interessa, ecco.In questo caso per me è soprattutto il suono di una lingua è la cosa che più mi spinge a impararla.

ciotola piena di caramelle = a bowl full of candy / sweets

La visione delle lingue di Stefano


D: Però tu comunque tu sei nato in un ambiente monolingue.

S: Sì. completamente. Esatto, a Milano, sono nato a Milano, in una famiglia… sono cresciuto in una famiglia completamente monolingue.

D: Quindi nemmeno il dialetto milanese?

S: Quello passivamente l’ho… l’ho imparato ma, appunto, solo passivamente. Vuoi parlare subito del milanese? [ride]

D: Sì magari possiamo mettere questa domanda qua.

S: Ok. Allora praticamente io sono un parlante passivo del dialetto milanese. Cioè, parlante passivo nel senso che… è un po’ strano, in realtà non lo parlo, lo capisco soltanto e l’ho imparato da bambino sempre solo passivamente perché i grandi intorno a me lo parlavano. Magari più volte a settimana veniva a trovarci un vicino di casa che parlava con i miei in milanese, e i miei sapevano il milanese e rispondevano quindi in milanese e io magari stavo lì a giocare nella stessa stanza o fare qualsiasi altra cosa e praticamente l’ho assorbito così, ascoltandolo. Quindi io… appunto, sono in grado di capire la maggior parte delle cose, però trovandomi a doverlo parlare non saprei da che parte cominciare, a parte due o tre espressioni, insomma.

D: Certo certo. Ma pensi che… pensi che questo sia dovuto al fatto che sei nato e cresciuto a Milano città? Che magari se fossi nato in campagna sarebbe stato diverso?

i grandi = gli adulti
i miei = i miei genitori (clicca QUI per chiarimenti)
trovandomi a doverlo parlare = se mi trovassi in una situazione in cui dovessi parlarlo
da che parte incominciare = where to start
dovuto al fatto che = due to the fact that

S: Ah, tu vuoi dire nascendo in campagna…

D: Perché qua in Piemonte, diciamo,  c’è una grande differenza tra Torino, in cui nessuno della mia età, ma anche di… non so, più anziano, quasi nessuno ormai parla il dialetto, se non persone di una certa età, e la campagna dove se uno è nato e cresciuto lì è più probabile che parli il dialetto.

S: Mah, non lo so con precisione. Secondo me almeno a Milano è più una questione di più una questione generazionale secondo me a Milano. Io ho come l’impressione che la mia generazione sia stata proprio quella di passaggio tra parlanti attivi e passivi parlanti solo passivi e dopo di me praticamente più niente o quasi.

D: Perché sì… perché non so se è il caso, se è la stessa cosa anche a Milano,  ma qua se mi mettessi a parlare in dialetto sarebbe una cosa diverte te quasi un po’ così, per effetto comico.

S: Certo. Ma tu sei… tu lo parli?

D: In realtà, in realtà io non lo parlo, però la mia situazione è diversa, la mia situazione è che i miei genitori sono come te, perché loro sono parlanti… cioè, lo sanno passivamente.

S: Sì. Sì sì.

D: E io lo so ancora meno passivamente, cioè di fatto capisco qualcosa, più che altro per le somiglianze con l’italiano e so dire giusto due o tre frasi, motti.

S: Quindi sei la “next generation”. [ride].

D: Sì, diciamo di sì, poi qua c’è anche la situazione che ci sono tanti discendenti di meridionali, no? Qua è un “melting pot”. Penso anche Milano, non lo so però.

questione generazionale = generational thing
di passaggio = transitoria, di transizione / transitional
se mi mettessi a parlare = se iniziassi a parlare
motti = in questo caso non “motto” come in inglese ma proverbi, frasi fatte, ecc.
meridionali = persone provenienti dal sud / southerners

Stefano in Sardegna, a riprova del fatto che ami anche la sua patria!

S: Sì, su questo punto mi viene da raccontarti un aneddoto abbastanza interessante, cioè che mia nonna veniva da Caltagirone, Sicilia, quindi sono… per un quarto sono siciliano, no? Però ha vissuto talmente tanto a lungo a Milano che lei parlava Milanese praticamente. [ride] Quindi mio nonno… anche, ecco un’altra fonte del mio milanese è stato sicuramente mio nonno, sono stati sicuramente mio nonno e mia nonna, perché passando le estati insieme a loro… insomma, fra di loro a volte parlavano in milanese, ed era era abbastanza buffo vedere o sentire una siciliana parlare milanese correntemente.

D: Ma lo parlava con un accento siciliano oppure aveva anche un accento credibile?

S: Questo non lo so perché sono passati troppi anni [ride].

D: Cerco di immaginarmi il milanese con un accento siciliano. [ride]

S: No, all’orecchio di un bambino era milanese puro.

D: Ho capito, ho capito. Quindi sì, tu sei cresciuto in questo ambiente monolingue con un po’ di dialetto che però non hai mai imparato, e quando è nato il tuo interesse per le lingue?

S: È nato molto semplicemente a scuola quando… diciamo, al primo contatto con la lingua straniera che in questo caso è stato in terza elementare, quindi avevo 8 anni circa, 8-9 anni. È stata lei la prima volta che ho spiccicato qualche parola in inglese. Mi ricordo era “red car”, “a red car”. Anzi, scusa. “A red car” (con accento italiano). Perché…

per un quarto sono siciliano = un nonno su quattro è siciliano / I’m a quarter Sicialian
buffo = divertente / funny
spiccicare qualche parola = dire con fatica qualche parola / to utter a few rods

D: Certo, certo.

S: La maestra era italiana, d’altronde. Eugenia, scusami se stai sentendo, grazie di tutt

D:  Parlava in questa maniera lei stessa e quindi tu dovevi…

[9:40]
S: Esatto, si imparava così. Però sembra niente e invece il solo fatto di scoprire che si può dire la stessa cosa in in modi diversi, o almeno in un modo diverso, in qualche modo ha fatto nascere la scintilla in me, ok? Quindi secondo me già lì l’interesse era nato, poi alle medie, quindi fra gli 11  e i 14 anni, così, si è sviluppato tantissimo, perché l’inglese era la mia lingua… non la mia lingua preferita, la mia unica lingua straniera, ma la mia materia preferita in assoluto. E la stessa cosa è stata poi confermata alle superiori, quindi continuando l’inglese e soprattutto incontrando per la prima volta il tedesco, che si è rivelata è arrivato un amore spropositato. E quindi è lì che… poi tra l’altro mi è piaciuto così tanto che ho deciso già allora di intraprendere poi una carriera con le lingue, quindi traduzione, interpretazione queste cose. Quindi è stato è stata proprio la scuola che mi ha fatto conoscere soprattutto… all’inizio l’inglese e poi soprattutto alle superiori in tedesco, e è nato questo amore infinito che poi mi sono portato indietro, insomma.

la scintilla = the spark
le medie = le scuole medie – Episodio sulla scuola in Italia
spropositato = enorme / huge
le superiori = le scuole superiori

[11:00]
D: Quindi possiamo dire che in un certo senso sei grato alla scuola per averti fatto conoscere (il mondo delle lingue straniere).

S: Ah, sicuramente!

D: Perché sai, nella comunità dei poliglotti la scuola ha sempre una certa reputazione negativa.

S: Sì, lo so.

D: E… penso anche a merito (corretto: meritatamente), però nel tuo caso possiamo dire che diciamo, questo contatto, questo incontro con le lingue è avvenuto grazie alla scuola. Anche per il tedesco, hai detto, l’hai iniziato a imparare a scuola.

S: Certo, certo! Tutto con la lezione classica, frontale,  quella tanto, diciamo, vituperata, anche a ragione, sono d’accordo, sono d’accordo, anche a ragione. Però con me ha funzionato. Forse perché la mia passione era all’epoca già talmente tanto forte che mi ha permesso di andare al di là della semplice lezione frontale, andare al di là del…

D: Facevi cose per conto tuo.

grato = chi prova gratitudine / grateful
lezione frontale = lezione in cui il professore parla e gli studenti ascoltano / lecture
vituperata = insultata, offesa
a ragione = giustamente / rightly so

S: Certo, andavo avanti a studiare nel libro e cercavo, insomma, di imparare al meglio anche con i miei mezzi e non solo… non mi fermavo alla pagina, ma andavo oltre.

D: E quali erano i mezzi che usavi tu? Io ero già la generazione di YouTube, i primi anni di YouTube, e quindi c’era già quell’esplosione di contenuti per quanto riguarda l’inglese. Però nel tuo caso non c’era YouTube.

S: Non, c’era era ancora YouTube, però c’erano già i computer, per fortuna, e quindi… e quindi i comandi, per esempio, che si davano nei computer degli anni 80 e anche inizio 90… bisognava dare i comandi, quelli erano tutti in inglese. Perciò io già da bambino… a parte che ho un fratello, avendo un fratello di 5-6 anni più grande ho sempre avuto accesso a tecnologie, diciamo, che venivano usate da persone un pochino… avanzate, che venivano usate da persone un pochino più grandicelle, diciamo. E quindi già a 8-9 anni conoscevo le prime parole, load, run, save, eccetera, e anche quello sembra poco ma sono comunque input che ti stuzzicano. Invece per quanto riguarda il tedesco c’erano i famosi “easy readers”, questi libretti con le storie accattivanti, divertenti o di detective così, in lingua straniera, quindi in tedesco. Io mi leggevo quelli ed era bellissimo.

D: Che poi come concetto è ancora rimasto.

S: Esatto, è ancora rimasto. Se ne sente parlare di meno ma all’epoca erano l’unica fonte di lettura o di accesso a contenuti semplificati, non essendoci internet ancora, o un YouTube così sviluppato come adesso.

[13:50]
D: Puoi illustrarci il tuo processo di apprendimento di una lingua dall’inizio fino alle fasi avanzate, diciamo, (perché poi non ha mai fine)? Cioè, come si è sviluppato negli anni?  Immagino che sia diverso adesso rispetto al liceo.

persone più grandicelle (colloquiale): persone un pochino più grandi, più anziane
stuzzicare = stimolano la curiosità / arouse curiosity
se ne sente parlare di meno = sentiamo parlare meno spesso di questa cosa
illustrare = spiegare (qui)

S:  In realtà la risposta a “puoi illustrarci il processo di apprendimento” la risposta è: no. Perché… [ride] aspetta aspetta.

D: No? È sempre diverso?

S: Esatto, cioè ogni lingua per me – almeno nella mia esperienza ogni lingua è una storia a sé. Lo dico sempre ma è veramente così, ci sono lingue che ho imparato, appunto, come abbiamo appena detto, a scuola o all’università con una lezione frontale classica. Ci sono lingue che ho imparato completamente da autodidatta senza mai prendere neanche una lezione e partendo dalla grammatica, come ad esempio con il finlandese. Ci sono lingue che ho preso, lasciato 5-10 volte e ogni volta ho affrontato in modi diversi per cercare di… come posso dire… di arrivare finalmente al metodo più adatto.

D: Di trovare la quadra!

S: Esatto, trovare la quadra, bravissimo! Come per esempio per il giapponese e poi c’è l’esempio del francese che forse è quello che mi ha più sconvolto, a me personalmente. Perché, appunto, venendo da… dopo aver studiato il tedesco, che come forse sai se lo stai studiando, ha una grammatica abbastanza, insomma…

D: Tosta.

S: Non dico complicata, ma ecco può essere abbastanza tosta. Venendo come amante della grammatica, dopo aver studiato il finlandese partendo dalla grammatica e avendo approcciato tutte quante le lingue fino a quel momento proprio dal punto di vista grammaticale, come a scuola d’altronde, mi sono trovato – per il francese sto parlando adesso –  mi sono ritrovato in una città francofona, Bruxelles…

una storia a sé = una storia diversa dalle altre / its own story
da autodidatta = self-taught
trovare la quadra = trovare la soluzione a un problema complicato (sarebbe “la quadratura del cerchio)
tosto = difficile, complicato / tough
d’altronde = dopo tutto, comunque / after all

D: Dove ti trovi adesso.

S: Dove mi trovo adesso, esatto – senza spiccicare una parola. Non mi piaceva neanche il francese, non mi piaceva per niente.

Le 12 lingue straniere (più l’italiano) che parla Stefano


D: Sì, nemmeno a me a dire il vero. Ho un ricordo del Francese alle elementari… non mi piaceva il suono proprio. Mi piaceva l’inglese perché era la lingua delle canzoni, della musica che ascoltavo. Mi piaceva l’inglese ma alle elementari dovevo imparare il francese.

[16:32]
S. Ah, ok, no, io non l’ho mai avuto a scuola, però comunque il suono non mi piaceva quindi eravamo d’accordo su questo. Per un paio d’anni, due o tre, mi sono addirittura rifiutato di studiarlo, nonostante vivessi qui. Poi a un certo punto ho sentito una canzone e il mio sentimento verso questa lingua è cambiato radicalmente. Da un giorno con l’altro. E quindi ho cominciato a impararla. Ma come? Senza studiarla. Ho cominciato impararla solamente attraverso l’ascolto, l’imitazione, e il fatto semplicemente di vivere in un posto dove la si parla e quindi affrontando sfide come, per esempio… fare le telefonate, insomma, di servizio – quelle che devi fare, insomma, perché vivi in un posto – in francese. Prima le facevo fare tutte a mia moglie e da quel momento lì ho detto “no, le faccio io”. E ho imparato così. Perché ti dico che mi ha stupito, mi ha sorpreso? Perché io ero convinto di sapere imparare le lingue solo attraverso il metodo, diciamo, standard, dell’approccio grammaticale, se vuoi, o… insomma, classico, e invece… ok, il fatto che il francese è nella stessa famiglia linguistica dell’Italia sicuramente ha aiutato tantissimo, però davvero è stato un fenomeno fondamentale per farmi capire che è vero che ogni lingua ha una sua… la sua storia, e non esiste IL metodo. Secondo me non esiste IL metodo. Detto questo se ne ho devo affrontare una nuova lingua ho una serie di passi, insomma, da seguire più o meno per scoprire com’è fatta la lingua e come posso affrontarla meglio, e quindi vado a rispondere finalmente alla tua domanda.  Che… per me è importante avere un libro di testo come struttura, come se vogliamo… come scheletro da seguire durante lo studio, ma che non può essere l’unica fonte di informazioni o di contenuti. Quindi io ho… adesso per il giorgiano, che è la lingua che sto studiando adesso, ho il mio bel libro di testo, ma già dall’inizio scannerizzo l’ambiente intorno a me per avere… per trovare altre fonti che possano darmi quello che il mio testo non mi dà, senza andare a imparare troppo presto cose difficili, ma già al livello base è abbastanza sorprendente quanto da due fonti diverse già puoi arricchire il tuo vocabolario basico, appunto, attraverso due o più testi. Per esempio, nel tipico dialogo della prima unità di solito hai i saluti, “come stai?”, “bene”, ecc., però non tutti stanno sempre bene, quindi magari vorresti sapere come si dice…

affrontare = approcciarsi a un compito (qui) / to tackle a task
scheletro = le ossa (lett.), la struttura di base / skeleton
scannerizzare = anglicismo, “to scan”

D: Un libro ottimista e uno pessimista.

S: Esatto, esatto! Guarda che ci sono.

D: C’ho l’ernia che mi fa male, va tutto male.

S: [ride] quindi “mah, così così”, sai, è importante poter dire anche “così così”, oppure “non tanto bene”. E io queste cose le vado a trovare, le vado a pescare in altri testi, magari online, senza stare a comprare dieci libri diversi, però online, su YouTube si trova tantissimo. Tantissimo sempre al livello base, livello intermedio è già più difficile trovare le cose. E quindi faccio questo lavoro di seguire sicuramente  un libro di testo come struttura principale ma tenendo gli occhi e le orecchie bene aperte per cercare perle, a destra e a manca, capisci?
E già relativamente presto comincio, per finire la risposta alla tua domanda, relativamente presto cominicio con il tutoraggio online, tipo due o tre mesi, due o tre mesi e poi si parla.

D: Ah ok, quindi tu sei una di quelle persone che vogliono parlare relativamente da… (subito).

S: Sì, ma anche perché ottieni il feedback necessario per capire se ti stai muovendo nella direzione giusta o se stai sbagliando completamente. Se non riesci neanche a capire che cosa dice il tutor, a livelli proprio: “Ciao, come stai? Cosa hai fatto? Cosa fai? Cosa ti piace? Cosa non ti piace?” allora è un campanello d’allarme che ti deve far capire che stai sbagliando qualcosa. Quindi anche come check, come controllo, come momento di controllo e momento di utilizzo delle poche cose che hai già imparato.

ernia = hernia, slipped disc
perle = gemme / pearls
a destra e manca = a destra e a sinistra, ovunque / left and right
campanello d’allarme = un avviso di pericolo (metaforicamente) / a wake-up call, a red flag

[21:50]
D: Questo è interessante perché alla fine i poliglotti, tutti gli amanti delle lingue hanno dei metodi leggermente diversi e mi sembra che il tuo in realtà è diverso da alcuni metodi è più simile ad altri, però alla fine il risultato è lo stesso, diciamo, alla fine si arriva a tutti a imparare le lingue in un modo o nell’altro.

S: Sì, anche perché, vedi mi confermi il fatto che non esiste IL metodo, non esiste un metodo vero e proprio, ma bisogna trovare diciamola la strada più efficace per te, in quel momento, per quella lingua.

D: Però mi sembra che in generale tu dia un’importanza maggiore rispetto ad altri alla grammatica, no? Perché a me sembra che molti dicano “sì, la grammatica non è la cosa più importante, diciamo, può essere utile per correggere alcune cose qua e là, però non deve essere il focus centrale”.  Mentre mi sembra che tu parti, vuoi creare delle fondamenta solide a partire dalla grammatica.

S Esatto, ma questo mi è possibile perché a me piace la grammatica, io dico sempre, tu devi fare le cose che ti piacciono. Se ti piace la grammatica assolutamente studia la grammatica, se non ti piace la grammatica lascia perdere. Capisci?

D: Sì, sono assolutamente d’accordo.

S: Ok. Perché secondo me è il divertimento che ti porta a imparare le cose, io riesco a imparare e a fare bene soltanto le cose che che mi piacciono tantissimo, per cui sono davvero appassionato. Molte altre cose non mi riescono, ma è semplicemente perché non mi piacciono e quindi non dedico altrettanto tempo, energie, eccetera, a che sia possibile.

D: Sì, sì, sono d’accordo, secondo me quella è la regola, diciamo, definitiva, no? Fai le cose che ti piacciono e sono diverse per ogni persona.

fondamenta solide (plurale irregolare!) = basi solide / a solid foundation
lascia perdere = lascia stare / don’t bother
la regola definitiva = the ultimate rule


Volevo fare una piccola pausa per parlare di LingQ, lo sponsor di oggi. Se non sapete cos’è LingQ dovete assolutamente rimediare. LingQ è un sito, una piattaforma per imparare le lingue attraverso contenuti autentici, un po’ quello che facciamo qui su Podcast Italiano, in un certo senso. LingQ vi permette di leggere ed ascoltare un sacco di contenuti che hanno in una libreria, ma vi permette anche di importare i vostri contenuti, sia testuali, sia con l’audio, se avete anche l’audio, e di imparare semplicemente attraverso la lettura e l’ascolto, salvando le parole e le frasi che non sapete, perché LingQ vi permette di creare i cosiddetti LingQs, che sono come delle carte, quasi come delle flaschards con una sorta di traduzione, che loro chiamano “hint”, o “suggerimento”, e vi serve un’idea del significato di una parola o di una frase che avete salvato. Anche se non è una traduzione perfetta di solito vi aiuta a capire il significato di una parola in un determinato contesto. Io ho usato LingQ per il russo qualche anno fa, lo sto usando adesso per il tedesco e secondo me è un ottimo servizio che non posso che consigliarvi se avete intenzione di immergervi in una lingua, sia che voi stiate iniziando una lingua – perché hanno ottimi materiali per i principianti, hanno un sacco di mini-storie, come le chiamano loro, per iniziare qualsiasi lingua e superare, diciamo, l’ostacolo iniziale del… appunto dell’inizio, quando volete immergervi nella lingua ma non sapete tante parole, quindi dovete accumulare un vocabolario. Ma poi anche per altri livelli, per il livello intermedio, per il livello avanzato, e poi potete importare i vostri contenuti. Questa è l’idea principale, vi aiuta a lavorare con testi che hanno tante parole a voi sconosciute in una maniera molto più semplice rispetto a dover cercare ogni parola sul dizionario. Se seguite il LingQ a link nella descrizione di questo episodio avrete diritto a uno sconto del 5% sul piano attuale che è già scontato di per sé del 30%, quindi avrete uno sconto del 35% sul piano annuale. Ve lo dico, ne vale la pena, ve ne ho parlato prima che mi sponsorizzassero, quindi sì, posso davvero consigliarvelo, perché secondo me se seguite questo metodo d’apprendimento di tipo naturale, basato sulle teorie di Stephen Krashen, dell’esposizione a contenuti interessanti questo è il modo migliore per realizzare questo tipo di apprendimento. Torniamo all’intervista.

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[27:10]
D: Un’altra cosa interessante che ho sentito nei tuoi video è che per alcune lingue tu hai frequentato dei corsi di lingua, se non sbaglio.

S: Giusto.

D: Adesso non mi ricordo quali. Anche questa è una cosa interessante perché di solito i poliglotti sono tipi solitari, perché imparano da soli e preferiscono avere un approccio da autodidatta. Puoi spiegarci questa tua… (decisione)?

S: Sì, anche qui dipende molto dalla lingua e dal momento, a conferma di quello che ho appena detto. In quel momento per quella lingua, in questo caso il rumeno, il cinese e in un certo senso anche il giapponese l’aspetto sociale mi era più importante. Quindi il fatto di trovare qualcuno con cui chiacchierare o che condividesse lo stesso interesse per una certa lingua o per una certa cultura. Anche come opportunità di fare pratica di quella lingua, ma anche di altre, perchè qui a Bruxelles, è  una città…

D: Posso immaginare, posso immaginare, vivi nel paradiso (dei poliglotti)..

S: Estremamente internazionale, no? Quindi tu sei sicuro, si può stare sicuri al 100% che se vai a un corso di cinese incontri persone da tutta Europa, ma anche dal mondo. E quindi è anche un’opportunità per far nascere magari legami che possono durare nel tempo, come per esempio mi è successo per il corso di conversazione giapponese. I miei… non unici, ma, insomma, rari amici belgi – devi sapere che qui a Bruxelles avere amici belgi è vista come una cosa rarissima, perché è talmente internazionale che… – ecco, quindi io sono orgoglioso di poter dire che ho degli amici belgi, dei buoni amici davvero, ci conosciamo da 7-8 anni e ci siamo conosciuti alla tavola di conversazione giapponese. Ok, quindi quello mi ha praticamente dato la possibilità di entrare anche in un contesto sociale che si è rivelato fondamentale, perché trovare amici belgi qui è difficile.

frequentare (una scuola, un corso, ecc.) = andare frequentemente a / to attend, to go to
tipo solitario = loners
a conferma di = e questo conferma… / as a proof of
legami = rapporti, relazioni / bonds

D: E continuate a parlare in giapponese adesso? [ride]

S [ride] No, no, parliamo francese però parliamo del Giapponese, del giapponese e di tante altre cose che ci piacciono.

D. M-hm, interessante questo. Sì, sai cosa, secondo me devi trovare persone che siano appassionate, cioè frequentare corsi dove ci sono persone che hanno intenzioni serie, diciamo, perché nella mia esperienza, diciamo, più di scuola, le altre persone non sono affatto motivate, quindi io per il semplice fatto che sono più motivato e faccio più lavoro in breve tempo miglioro e divento molto più bravo di loro, quindi vedo quasi le altre persone come un peso, tipo: “avrei accesso a questa informazione più velocemente e in maniera più efficiente se non ci fossi tu che rallenti il processo con la tua idiozia.

[30:24]
S: Certo, mi è successo. Mi è successo, mi è successo, ma per fortuna, diciamo, su tre corsi, tre lingue che ti ho nominato, mi è successo solo per una di trovarmi in un contesto che non avanzava abbastanza speditamente. E dove, tra l’altro, il libro di testo che veniva usato era completamente sbagliato, a mio modo di vedere per quanto riguarda il target, diciamo, il target effettivo. Eravamo una classe di adulti – mi riferisco al cinese adesso – di adulti che studiano il cinese per divertirmento e il testo era incentrato sulla vita universitaria in Cina! E quindi anche lì, una volta… lì una volta capito che non andava bene si può anche smettere, no? Questa è… la cosa buona è che non si è costretti a continuare se si vede che non va bene.

D: Tra le lingue che hai imparato ci sono lingue… figurano lingue molto particolari, diciamo, anche per gli standard dei poliglotti, che ogni tanto imparano qualche lingua un po’, diciamo, non della top 5 delle lingue europee. Però tu hai imparato il finlandese, l’islandese e il georgiano, e soprattutto il georgiano mi ha colpito molto perché… non so, quante persone parlano georgiano secondo te?

S: Sono circa 5 milioni o 6 milioni, credo, in Georgia, un po’ e poi sono sparsi in tutto il mondo.

rallentare = to slow down
speditamente = velocemente, in maniera spedita
incentrato su = basato su / centered around
figurare = essere presente (qui) / appear
sparsi = sparpagliati / scattered

D: Capito. E spiegami un po’ queste scelte, diciamo, esotiche.

S: Ma sì, guarda, io non ho mai preso in considerazione come fattore per la scelta di una lingua, davvero mai mai mai, il numero di parlanti. Pur rispettando la scelta di altri non ho mai capito perché si scegliesse(ro) delle lingue a seconda di quante persone la parlano, o le parlano. Per me è solo e soltano il suono. Se mi piace… torniamo al discorso di prima

D: Quindi prima ancora della cultura il suono.

S: Ti direi di sì.

D: Cioè, magari non sai nulla di una determinata cultura, però se ti piace il suono…

[32:50]
S: Sì sì, ti direi di sì. Certo, dietro c’è anche sempre il fascino. Per esempio per il finlandese il suono mi ha colpito tantissimo, la grammatica mi ha da subito… cioè, è stato evidente sin da subito che sarebbe stata una grande sfida che volevo assolutamente affrontare. 

D: Posso immaginare.

S: Ma sai, la Finlandia, la neve, Babbo Natale che abita là [ride]. Insomma, ci sono tante cose… questo paese lontano, no? Che adesso per me è invece molto molto conosciuto. C’è sempre dietro anche questa… anche l’Islanda. A me per esempio l’Islanda come paese forse mi ha interessato prima ancora della sua lingua. Poi ho sentito la lingua e ho detto “è troppo bella” e abbinata al paese stupendo e così unico era un “no-brainer”, cioè per forza dovevo studiarla. Si basa veramente tutto su quanto mi piacciano. E infatti io le lingue… sono arrivato circa, se non sbaglio, a 12, le lingue che ho studiato nella mia vita le ho studiate perché sono le lingue che mi piacciono di più. Sono le mie 12 lingue preferite.

pur rispettando = anche se rispetto / although I respect
a seconda di = sulla base di / based on, depending on
abbinato = paired, combined with

Il motivo per cui Stefano ama la Finlandia (o almeno è quello che mi immagino io)

D: Sì. E alla fine magari se avessi… se ti fossi messo a imparare, non lo so, una lingua, diciamo, un po’ più comune, ma che non ti interessava davvero, che non aveva questa presa su di te non saresti magari riuscito:

S: Non sono mai riuscito a cominciare una lingua slava, per esempio, perché ancora, il suono delle lingue slave, dico sempre ancora perché le cose sono cambiate nella mia vita. Il francese non mi piaceva e adesso lo adoro, il rumeno all’inizio non mi piaceva e adesso è una delle mie lingue preferite, il cinese non mi piaceva come suonava eppure ha un certo punto è nata la scintilla dell’interesse. Quindi ancora, e dico ancora, le lingue slave non mi sono ancora piaciute all’orecchio, ma un giorno succederà probabilmente.

D: Potrebbe cambiare. Beh, se impari il russo e vai in Georgia lì puoi prendere due piccioni come una fava, perché lì (parlano entrambe le lingue).

presa = grab, grasp
prendere due piccioni con una fava = kill two birds with one stone


S: Ma la cosa belle del fatto di non sapere il russo è andare in Georgia è che sono costretto a parlare georgiano.

D: Però l’inglese lo sanno in Georgia?

S: Poco, poco, solo le generazioni più giovani cominciano a sapere l’inglese, ma è… diciamo che è onnipresente il russo e qualcuno parla il tedesco, anche.

D: E parlami anche del georgiano. Se in Finlandia c’era Babbo Natale e la Neve, in Islanda, non so, i paesaggi, la Georgia perché ti ha attratto?

S: Allora io quasi vent’anni fo ho conosciuto delle persone georgiane con cui sono ancora legato da un rapporto di amicizia vera. All’epoca io li sentivo parlare fra di loro e c’erano questi suoni assurdi, questi suoni incredibili. [suono incredibile] è uno dei suoni, che c’ha solo il georgiano. [ripete suono] Incuriosito, ho chiesto, e quindi poi nel tempo mi hanno insegnato l’alfabeto, i numeri, a contare, e questa cosa mi è rimasta sempre. Poi ci siamo separati, le nostre vite sono continuate altrove, però siamo rimasti sempre in contatto. E questa cosa del georgiano – e poi questo alfabeto bellissimo, tutto fatto a curve, tutto…

D: Sì, è vero.

S: Insomma, mi è sempre rimasta questa consapevolezza

D: Ricordo?

S: Sì, questo ricordo ma anche questa consapevolezza che un giorno ho l’altro l’avrei preso seriamente in mano. E il giorno è arrivato, quest’anno ho cominciato e il progetto è quello di, forse fra due o tre anni andare con la mia famiglia a trovare questa mia amica e tutta la sua famiglia in Georgia e lì fare buon uso della lingua georgiana per parlare con i suoi amici, con la sua famiglia, i suoi figli, fratelli, nipoti. Ha una famiglia gigantesca, quindi ci sarà da parlare.

D: Posso immaginare, posso immaginare. No, pensavo che la ragione fosse la cucina georgiana, perché è molto buona devo dire, molto calorica… io l’ho provata in Russia essendo stata esportata in Russia, in tutta l’Unione Sovietica. No, il “khachapuri”, non so, io ho la pronuncia russa.

legato da un rapoprto di amicizia vera = bound by a true friendship
incuriosito = reso curioso da qualcosa / intrigued
consapevolezza = coscienza di qualcosa / awareness
calorico = che ha tante calorie / high in calories

Il khachapuri. Vi ho detto che era calorica la cucina georgiana…

S: [lo pronuncia in georgiano]

D: “Khinkali”. Non so in georgiano come si dice.

S:   “Khinkali” penso che sia “shinkali”, però non sono sicuro. Conosco bene il “khachapuri”, con queste implosive bellissime.

D: Sì, voglio chiederti se magari hai qualche consiglio fuori dal comune per chi impara l’italiano. Perché, diciamo, i consigli sono sempre i soliti, girano sempre gli stessi alla fine perché funzionano di fatto.

S: Certo.

D: Però c’è qualcosa che nessuno fa che secondo te sarebbe utile fare, o almeno provare?

S: Allora che nessuno fa non lo so, non so quanto sia…

D: Vabbè, nessuno, diciamo non (tutti)…

S: [ride] Non so quanto sia fuori dal comune questa, però io vi direi di non studiare il congiuntivo.

D: Sì?

S: Sì, soprattutto non studiare il congiuntivo per un bel pezzo, per un bel periodo. Concentrarsi su quello che serve per comunicare e aggiungere invece il congiuntivo dopo averlo ascoltato, sentito, nel modo più naturale possibile. Secondo me si studia troppo presto finisce per diventare quasi un ostacolo, che ti costringe a stare troppo attento a quello che dici, quando sappiamo benissimo che ci sono tantissimi italiani che non lo usano proprio e comunque sono considerati nativi. Non sto dicendo che è giusto non usarlo, io sto dicendo che se si studia l’italiano studiare troppo presto – diciamo così – studiare troppo presto il congiuntivo e cercare di integrarlo troppo presto nella propria… nel proprio parlato potrebbe essere un ostacolo. Se invece ci si concentra sulla comunicazione e poi piano piano ascoltando i nativi si cerca di integrarlo, come posso dire, davvero passo dopo passo, gradualmente nel proprio parlato, secondo me funziona meglio.

D: Anche perchè se all’inizio si dice “spero che è” al posto di “spero che sia” non muore nessuno alla fine.

S: No, esatto, non muore eh ci sono, ahimè, tanti italiani che parlano così e sono comunque nativi.

fuori dal comune = inusuale / out of the ordinary
per un bel pezzo (colloquiale) = per molto tempo
finisce per = it ends up being
constrigere = obbligare / to force
ahimè! = purtroppo / alas!


Per oggi ci fermiamo qui, rimanete sintonizzati per la prossima parte che spero esca il prima possibile, non so esattamente quando, dove parleremo in realtà di tante cose, anche del lavoro di traduttore che è l’occupazione principale di Stefano, come ho detto,  ma gli farò anche alcune domande più di tipo culturale in un certo senso. Grazie per averci ascoltato fin qua e ricordatevi di seguire Podcast Italiano su tutti i social, su Instagram, su Facebook, su VK se siete russi. E se vi piace il lavoro che faccio potreste magari considerare l’idea di fare una donazione, trovate anche per quello il link nella descrizione. Non è assolutamente obbligatorio, ovviamente, ma è molto apprezzato. Noi ci sentiamo presto, statemi bene e alla prossima! Ciao.

stammi (statemi) bene = take care

Intermedio, Podcast

La mia vita da musicista – Intermedio #32

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Ciao a tutti e benvenuti su podcast italiano. Per chi fosse nuovo, Podcast Italiano è un podcast, ma anche canale YouTube, dove potete ascoltare contenuti in italiano naturale, attraverso materiali autentici, contenuti autentici, interessanti e spero anche coinvolgenti, cioè che vi coinvolgono e che vi fanno venire voglia di ascoltare per molto tempo. Questo è un episodio di livello intermedio, il che significa che non è troppo difficile, non è avanzato come l’ultimo episodio e come potete sentire non ho un testo preparato. Io di solito preparo un testo per questi episodi di livello intermedio ma oggi voglio provare una cosa diversa, voglio provare a parlare a ruota libera, senza avere nessun copione, un po’ come faccio per le riflessioni senza trascrizioni, ma per questo episodio fornirò una trascrizione.
E perché ho deciso di fare così ho deciso di fare così perché… per due motivi un motivo perché il problema del… degli episodi con un copione, gli episodi completamente scritti che leggo è che quando leggo voi lo capite che sto leggendo e mi sembra che ci sia sempre questa sensazione di documentario in TV oppure qualcosa del genere, qualcosa di un po’ finto, artificioso. Il che può anche essere interessante perché sicuramente a livello linguistico un episodio preparato del genere è più eloquente, perché non sono Cicerone non posso improvvisare e fare un discorso fantastico a livello linguistico, quindi sono due cose abbastanza diverse, secondo me. voglio provare anche questa cosa, voglio anche provare a parlare senza avere un copione, l’ho fatto anche in passato ma per breve tempo, lo faccio sempre nelle riflessioni senza trascrizioni ma voglio provare a farlo oggi in questo episodio di livello intermedio, e mi interessa anche sapere che cosa vuoi ne pensate.

coinvolgente = compelling
parlare a ruota libera = to speak off the cuff
fornire = to provide
copione = script
finto = fake
artificioso = artificial, that looks fake
eloquente = che si esprime bene


[2:21]
Quindi essendo un episodio di livello intermedio potete leggere la trascrizione integrale su Podcast Ialiano e trovare anche la traduzione in inglese delle parole più complicate, o almeno che io reputo più complicate una cosa divertente è andata ben poco divertente di questo episodio che io l’avevo già registrato. Avevo registrato 40 minuti di episodio ma mi sono accorto che l’ho registrato con un audio non molto buono, ovvero era distorto, l’audio era distorto e ho pensato… ho pensato un po’ se lasciare l’audio in quella maniera, se pubblicare quell’episodio però non mi piace avere l’audio distorto, preferisco riregistrare e quindi questo è il secondo tentativo. Magari registrando e ridicendo le stesse cose avrò le idee un po’ più chiare, speriamo. Il secondo motivo, tra l’altro, per cui ho deciso di provare questo format è perché recentemente ho iniziato ad ascoltare un podcast simile al mio, in un certo senso, per l’apprendimento del francese, che si chiama Inner French. E la cosa interessante di Inner French è che il suo creatore Hugo fa degli episodi molto lunghi, episodi di mezz’ora completamente trascritti su argomenti abbastanza complicati, argomenti tipo, non lo so… l’islamofobia, essere omosessuale in Francia, la minaccia del dell’uso eccessivo della plastica o… cose comunque abbastanza controverse e complicate e a me questa cosa piace perché sono temi che trovo profondamente interessanti e permettono davvero di immergersi nella lingua francese per mezz’ora. Ora io non ho un reale bisogno di ascoltare francese intermedio perché il mio… la mia comprensione superiore al suo livello e capisco il 100% di quello che dice, però devo dire che effettivamente è comunque interessante ed è anche una soddisfazione capire il 100% di quello che dice. E poi comunque gli argomenti che tratta sono davvero interessanti, sono così interessanti che io ho voglia… mi viene voglia di ascoltare il suo podcast, e io praticamente non facevo francese da molto tempo, davvero non ascoltavo nulla in francese, per molto tempo non l’ho fatto. Il suo podcast è talmente ben fatto che mi è venuta… mi è tornata la voglia. Quindi questo mi fa molto piacere, spero che podcast italiano possa, diciamo, essere la stessa cosa per voi. Il mio obiettivo numero uno adesso è davvero di rendere questo progetto, i contenuti che faccio interessanti. Usare l’italiano per parlare di cose, non per insegnarvi la lingua italiana, almeno non solamente. Questa è anche la mia strategia, la mia vision per il futuro di questo progetto e per distinguermi anche un po’ da quello che fanno le altre persone che hanno progetti su YouTube, altri Podcast per l’apprendimento dell’italiano. Io trovo che molto spesso o parlano della lingua italiana, parlano di espressioni italiane, di parole italiane cose di questo tipo, oppure parlano, non lo so di quanto è bello e buono il cibo italiano, di quanto sono belle le città italiane. Io… sicuramente è interessante, sono interessanti tutte queste cose, ma io voglio fare una cosa diversa e spero che possa anche interessarvi proprio perché è un po’ diverso da quello che già c’è, Io voglio fare… mi piacerebbe in futuro fare più contenuti anche un po’… controversi o meglio, trattare temi controversi oppure anche più personali, cose di questo tipo.

Reputare = considerare / to deem
Immergersi = to immerse oneself
Mi viene voglia di = I sometimes feel like
Trattare un tema = to tackle a topic

[6:10]
La parola chiave è che sia interessante, questo è davvero… il nodo centrale… il nodo centrale significa… un nodo è un “knot” in inglese, quando annodi, per esempio, le scarpe – o diciamo anche allacciare le scarpe, perché quelle corde… le corde delle scarpe si chiamano lacci e noi praticamente allacciamo le scarpe o annodiamo le scarpe, facciamo un nodo. In italiano si dice il nodo della questione che significa il punto centrale della questione, il nodo centrale della questione è questo, ovvero che i contenuti devono essere interessanti. Ultimamente mi sono convinto ulteriormente – già lo sapevo ma mi sono nuovamente convinto di questa cosa – che i contenuti sono la cosa più importante e forse l’unica cosa importante secondo me nell’apprendimento delle lingue. Devono essere contenuti interessanti, coinvolgenti, addirittura, come dice Stephen krashen, e in questo modo gli ostacoli non sono davvero ostacoli, soprattutto se… quando l’input che riceviamo, i contenuti che leggiamo o guardiamo (intendevo: ascoltiamo) sono a un  livello magari un pochino più difficile del nostro o a un livello che corrisponde al nostro, anche inferiore ma l’importante è che siano interessanti. Per esempio io ascolto Inner French, che è più facile del mio livello, no? È un livello inferiore, ma comunque interessante e questo mi permette di ascoltare il francese e avere dell’input quasi tutti i giorni. 

nodo centrale = main point
allacciare = to tie (your shoes) OR to fasten your seatbelt (allacciare la cintura)
annodare = same as “allacciare”, “to tie your shoes”
ulteriormente = further, even more
inferiore = peggiore

[7:49]
Un altro modo in cui mi sono convinto dell’importanza dei contenuti è il caso della lingua tedesca. Forse sapete, se avete visto il mio video sul… che si chiama “Failing to learn languages” in inglese, è un video in cui spiego praticamente perché ho, diciamo, ho fallito, non ho avuto molto successo nell’apprendimento di alcune lingue tra cui il tedesco. Il tedesco è l’ultima lingua che (meglio: in cui) in un certo senso pensavo di aver fallito. Ebbene, ho ripreso a imparare il tedesco e l’ho fatto per due motivi. Uno perché ho trovato un canale davvero molto interessante che si chiama MrWissen2go, è un canale di un ragazzo tedesco che parla di temi socio-culturali, politici che io trovo davvero molto interessanti per me. E questa è una cosa importante, è che sono interessanti per me, perché se per me non sono interessanti, se io non li trovo interessanti è inutile. E voi siete persone diverse, io spero che quello di cui parlo possa essere interessante, però se non vi interessa quello di cui parlo non ascoltate perché non è utile per l’apprendimento dell’italiano. Deve essere interessante, se no smetterete di ascoltare. Se faccio un episodio su un argomento che non vi interessa non lo ascoltate, lo dico contro i miei interessi ma non ascoltatelo perché non serve ed è una cosa frustrante. Io in tedesco ho ascoltato forse per troppo tempo cose che non mi interessavano, che erano troppo complicate per me e questo non mi aiutato molto. Ma adesso avendo trovato questo canale sono davvero pieno di energia e di voglia di imparare il tedesco tutti i giorni.

contro i miei interessi = against my own interests
non serve = è inutile

[9:34]
E un’altra cosa che faccio – e qui entra in gioco lo sponsor di oggi che è LingQ – è, appunto… ho ripreso, ho ricominciato ad utilizzare wink.com è una piattaforma creata dal Poliglotta straordinario Steve Kaufman (o “Kaufman” in tedesco) che ho intervistato di recente.
È una piattaforma che permette di leggere e ascoltare in una maniera semplificata… anzi, direi ascoltare e leggere in maniera semplificata. Loro hanno Innanzitutto una biblioteca di materiali davvero molto vasta in ogni lingua, chiaramente più vasta nelle lingue principali. Materiali che si compongono di testo e audio, quindi potete leggere e ascoltare. Leggere in maniera semplificata perché voi potete evidenziare le parole che non sapete, oppure blocchi di parole, frasi intere anche che non sapete, e praticamente ricevete una traduzione – in realtà loro la chiamano “hint”, o diverse “hints”, suggerimenti li chiamerei in italiano – che, allora, se si tratta di una parola abbastanza comune o di una frase abbastanza comune, cioè tre o quattro parole che, diciamo, occorrono spesso, che tornano spesso, spesso questi suggerimenti sono fatti dagli utenti. Se è una frase molto particolare che c’è in un testo ma non è comune nella lingua allora il sistema usa Google Translate, che comunque è utile e in questo modo, davvero, si semplifica e si velocizza l’apprendimento o la lettura davvero moltissimo. Non so quanto ci metterei a leggere gli stessi testi se dovessi cercare sul dizionario anche online – ma comunque lento anche il dizionario online – tutte le parole che non so. E come uso i video di Mr. Wissen 2 Go? Praticamente LingQ ha un’estensione per il browser. Voi potete importare con questa estensione i sottotitoli dei video di YouTube e studiarli su LingQ, che è una cosa davvero eccezionale perché io importo i video in maniera totalmente automatica di Mr. Wissen2Go e studio il testo in questa maniera, potete farlo con i miei video, con i video di altri youtuber che hanno magari i sottotitoli sotto i loro video. Ci sono anche i sottotitoli automatici fatti da YouTube e a volte funzionano piuttosto bene devo dire se l’audio è buono e se l’articola-… il modo in cui parla lo speaker, diciamo, è abbastanza buono. Non sempre sono perfetti e soprattutto non c’è una divisione molto corretta in frasi, quindi è meglio forse sei trovato i video con i sottotitoli. Però sì, questa è davvero un’ottima cosa, potete farlo anche con Netflix – non potete vedere Netflix sul LingQ perché non c’è l’embedding, non c’è l’incorporazione su LingQ – però sì, date un’occhiata a LingQ. Se volete iscrivervi potete fare un abbonamento annuale, avete un 5% di sconto se utilizzate il link che metterò nelle shownotes, nelle note di questo episodio, che si aggiunge al già presente 30% di sconto se fate un abbonamento annuale, cioè 30% sconto rispetto a pagare ogni mese. Quindi vi consiglio di dare un’occhiata e io sono molto contento di utilizzare LingQ adesso tutti i giorni per il mio tedesco.

smettere = to stop
riprendere (a fare qualcosa) = start again
comporsi di = to consist of
evidenziare = to highlight
velocizzarsi = to get faster
quanto (tempo) ci metterei = how long it would take me to…
abbonamento = subscription

Risultati immagini per lingq
LingQ, lo sponsor di questo episodio

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[13.12]
Passiamo all’argomento di oggi, appunto, per offrirvi un po’ di contenuti spero interessanti. Volevo raccontarvi la storia di come sono diventato musicista e un po’ della mia esperienza come musicista. Partiamo dalle origini: io non ascolto la musica che ascoltano le altre persone. So che questa frase mi può far sembrare un po’ uno snob. Si da il caso che quando avevo 12 o 13 anni mi sono interessato a un gruppo musicale chiamato Dream Theater e questa è successo a causa di mio fratello perché a quell’età, avendo un fratello più grande, un fratello maggiore, si fa e si copia e si imita tutto quello che fa il proprio fratello. E mio fratello, che era interessato soprattutto alla musica rock e Metal – e io lo copiavo, ascoltavo le stesse cose che ascoltava lui – aveva trovato un gruppo musicale che faceva questo genere molto particolare che si chiama Progressive Metal, metal progressivo possiamo dire. Magari non ascoltate Metal non avete idea di che cosa sia questo strano genere. Per spiegarvi che cos’è questo genere vi posso dire che è la fusione tra metal, magari avete più o meno un’idea di cosa sia il metal, qualcosa così.

[Pantera – Walk]

[14:57]
E il cosiddetto genere del progressive Rock, o rock progressivo, che è un genere nato negli anni 70 che praticamente fondeva il rock con altri generi musicali come il jazz, la musica classica. Un genere che era molto eclettico, che aveva molte influenze. Se avete mai sentito parlare di gruppi come i Genesis, gli Yes, oppure che ne so… in Italia abbiamo anche tanti gruppi come la PFM. PFM è un acronimo di Premiata Forneria Marconi, oppure Le Orme, oppure il Balletto di Bronzo. In Italia la scena progressive Rock negli anni 70 era davvero molto molto florida e questi gruppi italiani venivano ascoltati all’estero, che è una cosa che secondo me oggi non esiste più. Cioè, forse all’epoca, negli anni 70, ascoltavano più i nostri gruppi italiani rispetto ad adesso. Sicuramente più di quanto adesso all’estero si ascoltino le nostre band ma forse anche i nostri cantanti pop, non lo so a dire il vero. Però sì, era un periodo molto florido per l’Italia ma soprattutto anche in Inghilterra, devo dire l’Inghilterra era il paese dove questo genere di fatto è nato. Anche i Pink Floyd avevano alcune influenze progressive possiamo dire.
Ebbene questo gruppo di cui vi dicevo, che in realtà è un gruppo degli anni 90 e 2000 – che è ancora in attività, appunto si chiamano Dream Theater – fa un genere che unisce metal e progressive rock,  che è una strana fusione. Vi faccio un esempio di un loro pezzo per farvi capire più o meno di che cosa si tratta.

[Dream Theater – Breaking All Illusions]

si dà il caso che = it just so happens that
eclettico = che ha molte influenze
florido = thriving / in piena attività
rispetto a = compared to
in attività = active, in business

I Dream Theater

[17:32]
Ebbene ascoltare questo gruppo ha molto cambiato la mia vita per due motivi, e un motivo è che io a 12 anni iniziai ad andare su internet, andare sui forum per leggere cosa dicevano in fan sul gruppo, per vedere le discussioni che facevano, tutte queste cose che io trovavo molto interessanti. E queste discussioni avvenivano naturalmente in inglese, era tutto in inglese e era un inglese che io capivo con molta difficoltà, a fatica, capiva fatica perché il mio inglese in inglese delle scuole medie, quindi non era affatto facile per me capire. Ma per me era molto interessante e questo mi ha permesso di espormi, non so, di avere un input in lingua inglese davvero molto molto grande. Sì, questo è il mio primo modo, in cui mi ha cambiato la vita, diciamo, ascoltare questo gruppo. A livello linguistico.
Seconda influenza è che questo gruppo aveva – e ha ancora – un tastierista. Cioè, un tastierista… forse sapete cos’è una tastiera, una tastiera è [suoni di tasti]. Questa è una tastiera, una tastiera per computer. Una tastiera come strumento musicale è uno strumento che sembra un po’ un pianoforte, di fatto la tastiera sono i tasti bianco e neri o bianchi e neri. Bianconeri bianchi e neri. Ok, potete dire in entrambi i modi. Il pianoforte ha una tastiera.
Però ci sono tanti strumenti che hanno una tastiera, l’organo di chiesa ha una tastiera. L’organo elettrico, l’organo Hammond, Hammond Organ ha una tastiera. Ci sono tanti strumenti, la fisarmonica ha una tastiera. La tastiera può essere anche elettronica, che è lo strumento di cui stiamo parlando in questo caso. Ebbene questo gruppo aveva,  ha, un tastierista davvero molto bravo, molto virtuoso, non avevo mai visto una cosa del genere. Questo tastierista si chiama Joan rudens e potete cercare su YouTube, magari vi metto uno spezzone, un piccolo spezzone di come suona. È davvero un tastierista ottimo, un pianista anche, davvero, fenomenale virtuosissimo, con una tecnica incredibile.

[Assolo Jordan Rudess]

Iniziai = passato remoto di “iniziare”, prima persona singolare
a fatica = barely, with difficulty
tastierista = keyboard player
tastiera = keyboard
pianoforte = piano
fisarmonica = accordion
spezzone = clip / un estratto

[20:45]
E la cosa che mi affascinava è che con questo strumento puoi fare davvero qualsiasi cosa, puoi fare qualsiasi suono, puoi farel’orchestra, puoi fare il piano, puoi fare un sintetizzatore, puoi fare, non so, un violino puoi fare un… non lo so, delle campane, puoi fare, puoi essere tutto. puoi fare, emulare qualsiasi suono. E questa cosa mi aveva davvero colpito e poi vedere come suonava lui mi aveva a maggior ragione, cioè ancora di più, mi aveva colpito moltissimo.
A differenza di tanti ragazzini che magari ascoltano rock vogliono fare i chitarristi o i cantanti o i batteristi io ero un po’ un’eccezione perché volevo fare il tastierista e ci sono pochi tastieristi in circolazione, devo dire la verità, perché ci sono c’è un’inflazione di chitarristi, ci sono tantissimi chitarristi, tantissimi cantanti, ma tastieristi ce ne sono pochissimi, non se ne vede nemmeno l’ombra, che significa che siamo pochissimi.

[21:51]
E allora come si fa a diventare tastierista? C’è una scuola di tastieristi? C’è un corso? Ci sono degli insegnanti? Non sapevo come diventare tastierista e allora quello che abbiamo fatto – e avevo 12 anni 13 anni, quindi con i miei genitori – siamo andati a una scuola di musica, un istituto musicale qui vicino e abbiamo scoperto che facevano corsi di tastiera. Quindi si poteva almeno teoricamente imparare la tastiera, e io ho detto: “Mmm, ma perché no? Mi piace molto questo strumento, magari posso imparare a suonare in questa maniera, come Jordan rudess. Sarebbe interessante, sarebbe molto divertente”. In realtà poi devo dire che io mi sono iscritto a questa scuola di musica, ho iniziato a frequentare i corsi di musica, ma il professore in realtà non ne sapeva così tanto di tastiere, non era un esperto di tastiere, era un pianista eccezionale, davvero un pianista fantastico. E quello che ha fatto è… lui mi ha promesso di insegnarmi a suonare la tastiera, in un certo senso mi ha un po’ ingannato, perché io non ho mai imparato a suonare la tastiera, perché di fatto fin da subito ho iniziato imparare pianoforte, pianoforte classico, quindi a imparare, non so i sonetti, gli studi… con il passare degli anni [ho iniziato] a suonare Bach… (“bac”, diciamo noi), Mozart o, non lo so… piano classico, quindi musica classica. E non era davvero il mio interesse iniziale, poi devo dire che con il tempo mi ha iniziato a piacere molto anche questo genere musicale, che sicuramente è un genere musicale vastissimo. Però io non sono mai stato un fan totale della musica classica, cioè a me è sempre piaciuto il rock e il metal e il progressive rock e il progressive metal, ed è ciò che ascolto ancora oggi con piacere. Poi devo dire che adesso ascolto cose diverse, mi piace ascoltare generi diversi e devo dire che anche grazie al fatto che ho iniziato a ascoltare questo gruppo, i Dream Theater, che di per sé hanno tante influenze musicali, che ha aperto molto la mia… i miei orizzonti e i miei gusti musicali e ho iniziato ad ascoltare tanti generi diversi. Penso che senza di loro magari ascolterai musica pop, e non c’è nulla di male nell’ascoltare musica pop, se vi piace il pop ascoltate il pop, a me non piace il pop, quasi per nulla, il pop contemporaneo non mi attira per nulla, non fa per me, lo trovo l’altro generalmente abbastanza banale, con qualche eccezione, ma musicalmente non interessante. Ed è una cosa di cui mi lamento sempre e  Erika lo sa molto bene, mi lamento molto della banalità della musica pop, a maggior ragione la musica pop italiana, ma anche quella internazionale musicalmente è molto molto ripetitiva. E quindi non l’ascolto di fatto, ed è anche per questo che quando mi chiedono di consigliare musica pop [italiana] io sono sempre un po’, diciamo, in difficoltà perché non so mai… non ascolto musica pop, di fatto, quindi non so mai che cosa consigliare.

campane = bells
a maggior ragione = even more so
non se ne vede l’ombra = qualcosa non esiste/esistono affatto
saperne tanto/poco di qualcosa = be knowledgeable about a topic / es. ne sa molto di cinema
ingannare = to deceive, to trick
fin da subito = right from the start
non mi attira = it doesn’t appeal to me
non fa per me = it’s not for me
essere in difficoltà = to be in trouble

Una volta avevo i capelli lunghi…

[25:04]
Quindi ho iniziato a imparare il pianoforte classico, ho fatto anche alcune esibizioni, che noi chiamiamo i “saggi”. Un saggio è… sapete la parola “assaggiare”? Beh, saggio è simile perché “saggiare”, o “un saggio” significa una sorta di prova, un saggio delle abilità di una persona. Quando uno fa una scuola di musica, ma anche una scuola di danza o di altre discipline artistiche a fine anno di solito c’è un saggio, ovvero un’esibizione di tutti gli allievi che di fronte ai genitori di tutti gli allievi devono suonare questo saggio. Era sempre un momento molto… diciamo, per me di nervosismo e di ansia, perché sì, io ho sempre avuto paura di esibirmi e anche di parlare in pubblico e non mi è mai piaciuto farlo molto, devo dire. Però sì, l’ho fatto per diversi anni. Parallelamente ai miei studi di pianoforte classico però io ho indipendentemente – dato che il mio professore, il mio maestro non mi aiutava – sviluppato il mio lato di tastierista, che in fin dei conti era quello che volevo fare fin dall’inizio. Quindi ho iniziato a imparare da solo cercando su internet, guardando video su YouTube, tutorial, lezioni, [su] come si diventa tastieristi- come si sviluppano, come si creano questi suoni. C’è tutto un mondo che ruota attorno alle tastiere, un mondo molto interessante di creazione di suoni, diciamo, ci sono tanti aspetti molto interessanti e purtroppo i tastieristi sono sempre… hanno sempre un ruolo abbastanza minore, almeno nella musica pop, hanno sempre un ruolo abbastanza minore. Ma in realtà le tastiere sono uno strumento che ha potenzialità infinite, perché come ho detto la tastiera può fare qualsiasi suono. In realtà al giorno d’oggi sempre più spesso… non sono nemmeno le tastiere che creano i suoni, ma sono i computer alle quali le tastiere sono collegate. Quindi praticamente tu suoni delle note sulla tastiera ma il segnale va praticamente a un computer con un software. È il software che di fatto crea i suoni e questo si fa perché… beh, i computer sono più potenti, abbiamo computer come i Mac, MacBook Pro che sono molto utilizzati perché sono più potenti di quanto possa essere una tastiera e per questo motivo, se fate attenzione, potrete vedere che molti musicisti, molti tastieristi usano proprio i computer per suonare dal vivo.i I computer sono ovunque nel nostro mondo, anche nei concerti dal vivo. Quindi ho sviluppato quel lato lì, il lato del tastierista e ho anche fatto parte di alcuni gruppi musicali di vario genere, adesso non so quanti esattamente, penso quattro… tre o quattro gruppi musicali e ho fatto alcuni concerti. Devo dire, non ho fatto parte di tantissimi gruppi, non ho mai suonato molto, forse anche un po’ per la mia personalità un po’ introversa e non ho neanche fatto così tanti concerti penso, non so esattamente, forse 10 o 15 nella mia vita in totale, non lo so. Però devo dire che è molto bello fare concerti, è una cosa che un po’ mi manca, perché era davvero divertente. Fare concerti è sicuramente meglio, almeno per me, di fare esibizioni da solo, da solista, come nei saggi di cui vi parlavo prima, perché quando sei in gruppo la pressione si scarica su tutti, si divide tra tutti e in questo modo sì, è un po’ un po’ più facile, ci si sente meno sotto pressione, individualmente parlando, e ci si diverte molto poi perché c’è anche questa questa “chemistry”, questa come dire… non so neanche come dire in italiano, ci si diverte molto in gruppo per il fatto che, appunto si è in gruppo e si sta facendo qualcosa di molto adrenalinico, ed è una cosa molto molto divertente che un po’ mi manca, come ho detto.

saggio = recital
parallelamente = (qui) at the same time
in fin dei conti = after all / alla fin fine
ruotare attorno qc = to center around sth
dal vivo = live
di vario genere = of various kinds
solista = solo artist
la pressione si scarica su tutti = the pressure is discharghed on everybody

[29:19]
In ogni caso sì, ho fatto un po’ di concerti, ci sono anche dei video. Un’esperienza interessante che ho fatto una volta, e questo non è un concerto con un gruppo, ma da solo in realtà. Una volta ho suonato in un contest per artisti, diciamo, emergenti, un contest che esiste, diciamo, dalle mie parti, non lontano dalla mia città, nella cui giuria -“giuria” è praticamente come “jury” in inglese, le persone che giudicano gli artisti e che decidono chi premiare alla fine della serata.  I vincitori riceveranno un premio, credo dei soldi, proprio. Iin questa giuria c’era Mogol. Se non sapete chi è Mogol, è un cantautore italiano, uno che ha scritto molte canzoni famose di cantanti famosi degli anni 70-80 italiani, che ormai è una persona anziana, e lui faceva parte della giuria e giudicava le esibizioni degli artisti. Io praticamente avevo fatto domanda di partecipazione a questo concorso con un pezzo strumentale di sole tastiere, potete immaginare che era una cosa abbastanza particolare, fuori dal comune, tra l’altro potete ancora ascoltare la mia musica su SoundCloud vi mando un link, vi lascio un link magari nella descrizione, se vi interessa. E questo pezzo si chiamava “Lithe Fluctuation”, un nome molto strano come è normale che sia per un pezzo progressive, il genere che come vi ho detto, piace a me. Ed è un pezzo di 10 minuti, quindi potete capire che 10 minuti è uno sproposito, uno sproposito significa che assolutamente troppo per un contest del genere, dove le persone che facevano pezzi di 3 minuti 4 minuti. E quindi l’organizzatore mi ha detto: “Ok, ho ascoltato il tuo pezzo che mi hai mandato, è davvero interessante, è davvero particolare, ci interessa molto, hai molto talento puoi partecipare ma devi accorciare questo pezzo, perché non puoi suonare per 10 minuti se le altre persone persone suonano 4 minuti”. E quindi quello che ho fatto, effettivamente è stato accorciare questo pezzo da 10 minuti a 4 minuti e suonarlo davanti a centinaia di persone, ma purtroppo non di fronte al maestro Mogol perché era malato, o forse aveva avuto un imprevisto –Un “imprevisto” significa un un problema imprevisto, che non si può prevedere – e non poteva essere lì, quindi non c’era Mogol. Non ho vinto, non ho vinto chiaramente, forse quello che ho fatto un po’ troppo strano, però è stata un’esperienza interessante suonare di fronte a così tante persone e sicuramente avevo un po’ di paura, posso dirvi questo.

dalle mie parti = where I come from
premiare = to award
cantautore = singer-songwriter
fare domanda = to apply / sign up for something
fuori dal comune = out of the ordinary
uno sproposito = an arm and a leg
accorciare = to shorten
centinaia = hundreds (compare with “migliaia”)
imprevisto = accident, unexpected event


[32:10]
Questa era la mia storia di musicista, non vi ho raccontato tutto ma non voglio parlare troppo. Questo è un esperimento, diciamo, voglio vedere quante persone ascoltano quest’episodio e quante persone lo ascoltano fino alla fine, perché io posso vedere le statistiche, quindi se vedo che tipo solo 15% di persone arriva alla fine forse vuol dire che dovrei fare come ho fatto finora. Se siete arrivati fin qui magari vi piace quello che faccio e se vi piace quello che faccio magari potete fare anche una donazione, ovviamente non siete obbligati ma sarei infinitamente grato. Recentemente ho ricevuto alcune donazioni dopo il mio video sulla politica e voglio ringraziare Steven, Bernadette, Nelson, Ronald… ah, e anche Zoltan, Marie-Laure, credo si dica, Barbara e Frerk, il fantastico Frerk, ascoltatore dalla Germania, e tanti altri diciamo mi avete fatto diverse donazioni nel corso del… diciamo dei mesi e adesso non voglio tornare troppo indietro nel tempo, nella cronologia, però penso che sia anche giusto dire i vostri nomi e… per ringraziarvi pubblicamente. Davvero mi aiutate a mandare avanti questo progetto e davvero vi ringrazio di cuore, siete persone fantastiche, e se qualcun’altro volesse fare la stessa cosa vi lascio il link al mio PayPal, per… diciamo… se volete supportare il mio lavoro.
Grazie ancora per avermi ascoltato e speriamo che questa volta l’audio sia venuto bene, perché non ho voglia di parlare altri 40 minuti. Grazie per l’ascolto, e… ah, fatemi sapere che cosa ne pensate, cosa vi è parso di questo episodio, perché mi interessa sapere davvero la vostra opinione, se no non so se ha senso fare episodi così lunghi, oppure [dovrei] tornare a un formato un po’ più breve. Smetto di parlare.
Grazie per l’ascolto e alla prossima!

sarei infinitamente grato = to be immensely grateful
spero che sia venuto bene = I hope it came out well

Avanzato, Podcast

Che cosa succede nella politica italiana? – Edizione 2019 Avanzato #20 – VIDEO

Listen to this episode on Apple PodcastsSpotify, or any podcast app of your choice.

Ciao! Questo episodio super lungo sulla politica italiana è uscito anche in formato video sul mio canale YouTube. Se preferisci vedere il video al posto di ascoltare l’audio beh, puoi farlo. Il vantaggio del video è che mi permette di utilizzare alcune grafiche, alcune immagini che aiutano a capire meglio ciò di cui sto parlando. Il vantaggio dell’audio è che non devistare davanti a uno schermo, ma puoi andare a farti una passeggiata e respirare dell’aria pulita. In ogni caso trovate la trascrizione dell’episodio su Podcast Italiano, il link si trova nella descrizione di questo episodio. Buon ascolto!

Iscriviti a LingQ seguendo il link per avere uno sconto del 5% sul piano annuale (35% in totale di sconto)  

Mi sa che è arrivato il momento… di parlare di politica italiana. Non sarà facile. Ho scritto ben sette pagine di copione, quindi sarà un video piuttosto lungo.

[solo nel video]
Ho bisogno di energia, ho bisogno di energia, scusate! Spero che questo caffè mi darà le energie per affrontare questo tema così difficile.

Siete confusi dalla politica italiana? Sentite notizie provenienti dall’Italia, tipo di governi che cadono, che vi lasciano confusi? Guardate questo video e capirete tutto, o magari non capirete nulla. Proverò comunque a parlarvene nella maniera più chiara possibile.

Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano! Prima di tutto grazie mille per i 5000 iscritti! È un grande traguardo per me, e mi fa piacere che questo piccolo canale pian piano cresca. Grazie davvero e se non sapete chi sono… io mi chiamo Davide e questo è un podcast e canale youtube per imparare l’italiano attraverso contenuti autentici e interessanti. Se siete italiani e avete iniziato a seguirmi… beh, mi fa piacere che vi interessi ciò di cui parlo, anche se si tratta in realtà di contenuti per stranieri.
So che facendo un video sulla politica arriveranno persone a cui non piace quello che dico. So che tanti preferiscono non parlare di politica, soprattutto su questi canali per imparare l’italiano, un po’ per non sporcarsi le mani, un po’ perché la politica è un argomento altamente polarizzante. La mia intenzione è di rimanere generalmente neutrale, ma inevitabilmente in alcuni momenti lascerò trasparire le mie opinioni personali. Se non siete d’accordo con quello che dico – e parlo sia agli stranieri che mi seguono, sia agli italiani che magari hanno trovato questo canale o questo video grazie all’algoritmo di YouTube che ve lo ha consigliato – vi invito a discutere pacificamente qua sotto, nei commenti. Potete ovviamente non essere d’accordo con alcune cose che dico, ma non sarà tollerato alcun tipo di insulto o di attacco, ve lo dico subito. “Uomo avvisato, mezzo salvato“, diciamo in italiano.

copione = script
traguardo = achievement
non sporcarsi le mani = to get one’s hands dirty
uomo avvisato, mezzo salvato = forewarned is forearmed

Un anno e mezzo fa pubblicai un video in cui spiegavo la situazione politica italiana di allora. Molte cose sono successe in un anno e mezzo, ed è arrivato il momento di fare il punto della situazione adesso, ottobre 2019. Vi consiglio di riguardare il primo episodio perché davo diverse informazioni non solo sulla situazione di allora, ma anche sul sistema politico in generale. Ma per chi ha fretta, vi farò un breve riassunto. Vi ricordo che se state guardando questo video su youtube potete attivare i sottotitoli per seguire con più facilità quello che sto dicendo. Se invece state ascoltando questo episodio sotto forma di podcast potete rileggere la trascrizione dell’episodio sul sito podcastitaliano.com.
Il 4 marzo 2018 abbiamo votato alle elezioni parlamentari. Vi ricordo che in Italia non eleggiamo il Primo Ministro come in altri paesi, ma eleggiamo i parlamentari, la composizione del Parlamento, che a sua volta si divide in due Camere: la Camera dei Deputati e il Senato. I parlamentari da noi eletti formano a loro volta un governo con a capo un Primo Ministro, che noi in realtà più spesso chiamiamo Presidente del Consiglio (ovvero il Consiglio dei Ministri), o anche Premier. Il risultato che si era delineato un anno e mezzo fa, che era emerso dopo le elezioni, era questo: il Movimento 5 stelle, partito anti-establishment, contrario alla politica tradizionale, ideologicamente trasversale, quindi né di sinistra né di destra, era il primo partito d’Italia, con il 32% dei voti. Al secondo posto c’era il Partito Democratico, anche chiamato PD, che aveva governato per cinque anni, dal 2013 al 2018, e aveva subito un tracollo, ovvero una grande sconfitta, passando dal 30% nel 2013 al 18 nel 2018. Infine era emersa la Lega di Matteo Salvini, con il 13%, un partito di destra, a volte anche ammiccante all’estrema destra – “ammiccare” in italiano significa questo, fare l’occhiolino – che faceva parlare di sé e fa ancora parlare di sé per le sue posizioni fortemente conservatrici, anti-migratorie, euroscettiche, populiste e in fin dei conti sovraniste. Il sovranismo è una tendenza adesso molto diffusa in Europa e in altri Paesi del mondo, che accomuna Salvini a leader come Trump, Orban, Bolsonaro… e altri leader in Europa e nel mondo. La lega si era presentata alle elezioni in una coalizione, una coalizione con Forza Italia di Berlusconi – sì, perché Berlusconi fa ancora il politico, alla sua età, un po’ addormentato, ma fa ancora il politico – e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che è un altro partito di destra – non centrodestra, ma vera destra – per molti aspetti e per molte posizioni simile alla Lega di Salvini. Questi tre partiti insieme avevano raggiunto il 37% dei voti, un ottimo risultato, ma non sufficiente per governare.

fare il punto della situazione = take stock of the situation
parlamentari = members of parliament
si era delineato = became apparent
traversale = across the spectrum
tracollo = caduta / downfall
ammiccare = to wink
fare parlare di sé = essere discusso in maniera controversa

Quindi né il PD e la sua coalizione, la coalizione di sinistra, né la coalizione di destra con la Lega al centro, né il Movimento 5 stelle avevano la maggioranza sufficiente per governare. Si era quindi entrati in una fase di stallo, una crisi di governo durata 88 giorni, quasi tre mesi senza un governo! Potete immaginare che era una situazione abbastanza complicata, e se vi ricordate alla fine del precedente video avevo detto che la situazione sembrava… diciamo, sembrava quasi essersi risolta, perché Lega e Movimento 5 stelle avevano trovato un accordo. Fin dall’inizio c’erano tanti dubbi perché Lega e Movimento 5 stelle si erano scambiati tante tante critiche in passato. Inoltre il Movimento 5 stelle aveva sempre dichiarato di voler governare da solo, senza scendere a compromessi con nessun’altra forza politica. Nonostante i dubbi, Lega e Movimento 5 stelle sembravano comunque le due forze politiche più compatibili. E visto che altre soluzioni che non fossero ritorno alle urne, ovvero ritorno a votare, non ce n’erano, i due partiti si sono messi d’accordo e hanno redatto un “Contratto di Governo”, come lo chiamavano loro, un accordo con alcuni punti che i due partiti si impegnavano a seguire. E a guidare questo governo, a fare il Presidente del Consiglio, avevano trovato una persona esterna al mondo della politica, ovvero l’avvocato e professore di giurisprudenza Giuseppe Conte. E Giuseppe Conte è una figura che in realtà è rimasta abbastanza in ombra in questi 14 mesi di governo, rispetto almeno ai suoi due “vice”, i due Vicepremier, ovvero Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ma soprattutto di Matteo Salvini, che ha fatto molto parlare di sé. Matteo Salvini, leader della lega e Ministro dell’Interno.
Il Governo Conte, chiamato anche dai giornalisti il “governo giallo-verde” perché il Movimento 5 stelle ha le stelle gialle nel suo simbolo e la Lega in passato aveva il colore verde, ha quindi governato sì e no 14 mesi. “E com’è andata?” vi chiederete voi. Beh, si tratta di politica, quindi ognuno vi darà una risposta diversa. Una cosa è certa: le due forze politiche alleate spesso si sono scontrate su tanti argomenti e hanno assunto posizioni diverse su diverse questioni. Questi scontri alla fine hanno portato il governo a cadere lo scorso agosto, come vedremo dopo. Vediamo però su cosa si sono scontrate le due forze politiche.

fase di stallo = standstill, deadlock
urne = ballot boxes
giurisprudenza = legge / law
sì e no = più o meno, all’incirca
si sono scontrate su tanti argomenti = clashed on many matters


Risultati immagini per lingq
LingQ, lo sponsor di questo episodio

Ma prima volevo fare una piccola pausa e ringraziare lo sponsor di questo video. Sono molto contento di poter essere sponsorizzato da… LingQ! Lingq.com è una compagnia, un’azienda che forse avete già sentito nominare, magari dall’intervista che ho fatto con Steve Kauffman, e lingQ uno dei miei modi preferiti per imparare una lingua in maniera naturale tramite esposizione a contenuti audio e testuali. LingQ praticamente è una piattaforma che vi permette di leggere e ascoltare tantissimi contenuti. Loro hanno tantissimi contenuti già caricati, più di 1000 ore di contenuti per più di venti lingue. Potete ascoltare questi materiali, questi corsi che hanno e leggere in maniera semplificata, perché vi permettono di salvare le parole e le espressioni, senza dover aprire un’altra finestra e andare a cercare le parole in un dizionario. Io ritengo di aver imparato il russo grazie a LingQ, in buona parte grazie a LingQ, perché ci sono davvero ottimi contenuti, ma anche per la lingua italiana ci sono tantissimi contenuti e potete utilizzare anche i miei contenuti per imparare l’italiano. So che qualcuno già utilizzava i miei contenuti che qualcuno aveva caricato sul sito, però dato che non ero io… diciamo, non erano sotto il mio controllo, ho preferito, diciamo prendere il controllo della situazione e adesso ricomincerò io a caricare alcuni contenuti su LingQ. Farò dei corsi separati e caricherò una selezione dei miei episodi, ma potete anche voi caricare gli episodi se preferite, se volete fare questo lavoro per voi stessi, oppure potete caricare qualsiasi altra cosa: audiolibri, potete anche importare i sottotitoli dei video di YouTube, quindi guardare video di YouTube e lavorare sul testo con LingQ. Potete fare la stessa cosa con i sottotitoli presi da Netflix, che è davvero una cosa ottima!
Se seguite il link in descrizione avrete uno sconto del 5% sul piano annuale, e considerando che pagare il piano annuale costa il 30% in meno di pagare ogni mese… 30+5, 35% di sconto… e penso che ne valga davvero la pena se state imparando l’italiano, ma anche se state iniziando a imparare una nuova lingua, perché è davvero un metodo davvero efficace che vi permette di risparmiare un sacco di tempo, un sacco di ore, non dovete andare a cercare sul vocabolario ogni parola. Quindi, ne vale la pena!

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Lo scontro sul tema del reddito di cittadinanza

E ora, torniamo alla politica! Il primo scontro riguarda una norma previdenziale, fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. Quando parliamo di “previdenza sociale” intendiamo tutte quelle leggi che offrono una protezione economica ai cittadini, per esempio nei casi di disoccupazione o di povertà. Infatti il reddito di cittadinanza è proprio questo: è un provvedimento che assiste chi è disoccupato, oppure chi si trova in condizioni di povertà. Con diverse restrizioni, perché non è facilissimo ottenere questo reddito. Apro una parentesi: la denominazione, il nome “reddito di cittadinanza” è abbastanza fuorviante, non è molto corretto, perché in realtà non si tratta di un reddito tipo Universal Basic Income, ovvero una somma di denaro che viene data a tutti i cittadini indiscriminatamente. La norma del Movimento 5 stelle è molto più simile a un semplice sussidio di disoccupazione, dei soldi che vengono dati a chi non ha un lavoro. Sull’efficacia del reddito di cittadinanza si potrebbe discutere. Sta di fatto che è stato molto criticato da Matteo Salvini, che lo ha firmato e lo ha votato anche lui, però… qualche mese dopo diciamo ha mosso alcune critiche. Per esempio si è detto preoccupato che il reddito di cittadinanza possa promuovere il lavoro in nero, il lavoro irregolare. Ossia: una persona potrebbe dichiararsi disoccupata, ricevere teoricamente fino a 780 euro al mese, e poi in realtà lavorare in nero e ricevere altri soldi in quel modo.

previdenza sociale = social security
reddito di cittadinanza = basic income
fuorviante = misleading

Lo scontro sul rapporto deficit/PIL

Un altro punto di disaccordo è il cosiddetto rapporto tra deficit e PIL. Se non siete cittadini europei, ma forse anche se lo siete, non sapete bene di che cosa sto parlando. Questo rapporto è stato determinato praticamente da un patto, il Patto di Stabilità e Crescita, che è un accordo tra gli Stati Membri dell’Unione Europea firmato nel 1997. E una delle cose che dice questo patto è che gli Stati Membri si devono impegnare a non superare un rapporto del 3% tra deficit pubblico e PIL. Che cosa vuol dire? Il deficit pubblico è – detta semplicemente – ciò che lo Stato paga in più rispetto a ciò che guadagna in un anno. E il PIL – credo lo sappiate – è il Prodotto Interno Lordo, cioè la somma del valore dei beni e servizi prodotti da uno Stato, dai cittadini di uno Stato, durante un anno. Ora, Salvini come ho detto non ama l’Europa e non ama le regole che a sua detta impone o CI impone l’Europa. In realtà, questa come tante altre, sono regole che abbiamo firmato, abbiamo firmato noi volontariamente, quindi non ce le impone l’Europa, siamo noi che le abbiamo accettate. E Salvini riteneva che questo tetto, questo numero del 3% fosse assolutamente… che fosse assolutamente legittimo sforarlo. Quindi, andare oltre, “sforare” significa andare oltre una certa quantità massima. E Di Maio ha criticato apertamente il suo collega Salvini affermando che questa sarebbe stata una una mossa assolutamente irresponsabile che avrebbe mandato in fibrillazione i mercati finanziari, che avrebbe… dato un sacco di problemi all’Italia, per farla semplice.

sforare = go over, exceed
in fibrillazione = in a frenzy, in a state of anxiety

La questione dei migranti

Un altro tema di cui si è parlato in questo anno e mezzo fino alla nausea, cioè decisamente troppo, è la questione dei migranti. Come forse saprete, avrete sentito, questo è un tema abbastanza complesso, che l’Italia sta affrontando dal 2013, da quando è iniziata la cosiddetta “crisi europea dei migranti”. Le cause di questa crisi migratoria sono tante, sono molteplici e accertare i motivi, le cause per cui i migranti migrano dal proprio Paese non è affatto facile. Molti di loro sono veri e propri rifugiati che scappano dai propri Paesi di origine, altri scappano dalla povertà e sarebbero dunque migranti economici, che non avrebbero diritto all’asilo politico e dovrebbero essere rimpatriati, ovvero rimandati in patria, rimpatriati. Chiaramente – perché siamo in Italia – la situazione migratoria non è stata gestita nella maniera più ottimale in questi anni, anche se probabilmente l’Europa avrebbe potuto… gli altri Stati europei avrebbero potuto dare una mano maggiore a Paesi come l’Italia e anche la Grecia, che hanno dovuto sorbirsi la maggiore quantità di migranti. Anche se poi per esempio la Germania ha accolto un grande numero di migranti per decisione di Angela Merkel. In ogni caso Salvini ha sempre criticato apertamente l’Europa per il fatto che non ci aiuti in alcun modo in questa crisi migratoria, salvo poi non presentarsi quasi mai durante le riunioni a livello europeo in cui si si discutevano soluzioni a questo problema. Salvini non si presentava, non ci andava. È importante sottolineare però che l’entità della crisi migratoria è comunque molto minore rispetto ad anni fa, rispetto anche solo al 2017. Nel 2017 gli sbarchi erano stati 100.000, nel 2018 20.000 circa, nel 2019 finora 7.000, quindi è chiaramente una tendenza a diminuire.

fino alla nausea = ad nauseam
molteplici = several
rimpatriare = repatriate / rimandare qualcuno nel paese di origine
sorbirsi = put put with

La riduzione però non è tanto da attribuire a Salvini, che ha sì contrastato apertamente la migrazione, ma in realtà non è l’artefice del calo vero e proprio del numero di arrivi, di migranti.
La persona che davvero ha causato questa drastica riduzione è l’ex ministro Marco Minniti, ministro del precedente governo, quindi del Partito Democratico. Marco Minniti era riuscito, facendo accordi con la milizia libica e con la guardia costiera libica, sostanzialmente a ridurre di molto il numero dei migranti che partivano dalla Libia, appunto percorrendo la rotta libica – dalla Libia all’Italia – che purtroppo ha causato molti morti nel mediterraneo negli scorsi anni. E questo ex ministro Marco Minniti è stato criticato molto molto duramente, perché i migranti che vengono rispediti in Libia poi finiscono imprigionati, in centri di detenzione. E in questi centri di detenzione, a quanto pare, i migranti – che in realtà vengono non solo dalla Libia, da tanti paesi africani – vengono duramente torturati. Chiaramente questo non rispetta il Diritto Internazionale perché a un migrante che è a rischio di torture, di prigionia, bisognerebbe dare asilo politico, dovrebbe essergli concesso lo status di rifugiato politico. Comunque questo è successo durante il precedente governo. Con il governo attuale la situazione dei migranti è stata dominata – almeno mediaticamente – da Matteo Salvini, di nuovo, strenuo oppositore degli sbarchi. Che cosa significa “sbarcare”? “Sbarcare” significa “scendere da una barca”, ovvero arrivare in un porto e scendere da una nave. Salvini ha combattuto duramente contro gli sbarchi di migranti, dalle cosiddette navi delle ONG, le organizzazioni non governative, che si occupano di girare nel Mediterraneo, trasbordare i migranti dalle imbarcazioni pessime, precarie, sulle quali stanno navigando, portarli sulle loro imbarcazioni e portarli fino in Italia dove potrebbero sbarcare e chiedere asilo politico. La loro missione è quindi quella di un soccorso umanitario perché queste imbarcazioni rischiano davvero di affondare in mare e molte persone, molti migranti sono morti, affondati nel Mediterraneo, perché viaggiano su imbarcazioni davvero precarie. Salvini ha intrapreso una dura lotta contro le ONG, accusandole di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ovvero di favorire, di promuovere in un certo senso l’immigrazione clandestina. Inoltre secondo lui questa cosa dell’immigrazione è un business in mano a delle persone chiamate da lui “scafisti” – non solo da lui, dalla stampa – ovvero persone libiche che ricevono da questi migranti un sacco di soldi per ottenere, diciamo, un biglietto per l’Italia a bordo di queste imbarcazioni davvero da buttare via, da rottamare.
Quindi Salvini, da un lato dicendo che lui era contro il business dell’immigrazione clandestina, da un lato dicendo che voleva proteggere il Paese da tutti questi migranti considerati una minaccia incredibile, ha chiuso il porto a ben undici navi, trattenendo più di una volta – 11 volte – le persone che erano a bordo su queste navi delle ONG, senza cure mediche, senza dargli l’accesso alla terraferma. Questo è successo per esempio nel caso della nave Diciotti, una nave a bordo della quale viaggiavano – se non sbaglio – 177 migranti, una nave che è stata in mare – trattenuta in alto mare – 10 giorni, perché né l’Italia né Malta volevano questi migranti, volevano accogliere questi migranti. Per questo caso specifico della nave Diciotti Salvini ha rischiato di essere processato!

calo = decrease
strenuo oppositore = staunch opponent
trasbordare = trasportare da una nave a un’altra
soccorso umanitario = humanitary rescue
affondare = to sink
favoreggiamento = aiding and abetting
accogliere = to welcome, to accept

Il mancato processo a Salvini

Tenete conto che Salvini è un Ministro e per processare un Ministro deve esserci l’approvazione della Camera, quindi Camera dei Deputati o Senato, dove lavora diciamo il Ministro. Nel caso di Salvini, il Senato.
Il Senato ha dovuto votare l’autorizzazione da parte della giustizia – diciamo – di processare Salvini. E cosa ha fatto il Senato? Ha detto “No, non potete processare Salvini per il caso della nave Diciotti!” E quindi niente, Salvini è stato salvato, è stato salvato dai suoi stessi compagni del Movimento 5 stelle.
Questo ha creato molte polemiche, tra le altre cose, anche all’interno del Movimento 5 stelle che, diciamo che si è sempre battuto per la giustizia e per l’onestà e per il fatto che politici non dovessero godere di immunità parlamentare, immunità dalla giustizia, che i politici dovessero essere processati come tutti i normali cittadini. In ogni caso la questione dei migranti ha polarizzato e ha monopolizzato il discorso politico di questo anno e mezzo, con Salvini che era la figura centrale contro i migranti.
Le azioni di Salvini, efficaci o non efficaci che fossero, gli hanno fatto guadagnare molti consensi tra gli italiani. La Lega adesso è a più del 30% dei consensi secondo i sondaggi più recenti. Come ho detto però non ha fatto nulla all’atto pratico per risolvere il problema alla radice perché ha saltato – ovvero non si è presentato – a quasi tutti gli incontri a livello europeo dove si sarebbe discusso del problema, lui non andava. In questo modo la minaccia esterna dei migranti continuava ad esistere e si sa che da quando esiste la propaganda è fondamentale avere un nemico esterno, una minaccia esterna reale, o di solito immaginaria in realtà, per incutere paura nella tua popolazione e in questo modo guadagnare consensi. Ed è quello che ha fatto Salvini, che ha fatto abilmente Salvini sui social: su Facebook, su Twitter, su Instagram. Salvini ha creato una efficacissima ed anche costosissima macchina di propaganda sui social, che è stata addirittura definita dalla stampa come “la Bestia”. E la Bestia, seguendo questa strategia appunto di selezione, di condivisione su Facebook, su Twitter, di notizie di un certo tipo, ovvero notizie diciamo che mostrano che i migranti sono delle bestie, dei criminali, ha fatto leva sui timori, perché alla fine la migrazione è sempre qualcosa che mette un po’ di paura, è naturale. Ha fatto leva sui bias psicologici delle persone, ed è una strategia che ha avuto successo, perché adesso la Lega ha più del 30%.
E di fatto l’Italia in questi anni è diventato un paese molto più razzista e molto più intollerante di quanto era anche solo 5 o 10 anni fa. Tornando al discorso dei migranti, anche questo è stato un terreno di scontro tra Lega e Movimento 5 stelle, perché se da un lato il Movimento 5 stelle ha firmato i provvedimenti di Salvini che impedivano lo sbarco alle navi delle ONG, non tutti all’interno del Movimento 5 stelle erano apertamente contro i migranti. Anzi, ci sono altre opinioni all’interno del Movimento che non provavano questa diciamo… ossessione da parte di Salvini, ossessione nei confronti dei migranti.

immunità parlamentare = parliamentary immunity / privilege
incutere paura = strike fear
fare leva su qualcosa = to leverage / utilizzare a proprio vantaggio
terreno di scontro = battlefield

[Solo nel video]
Mi si è scaricata la macchina fotografica da quanto sto parlando e non avevo più spazio! E inoltre è diventata notte, quindi non so se si vede qualcosa… Dicevo, in alcuni casi si è arrivati addirittura allo scontro tra Ministero dell’Interno, ovvero Salvini stesso, e altri Ministeri, come il Ministero della Difesa o Ministero dell’Economia, controllati dal Movimento 5 stelle. Quindi molti disaccordi interni anche su questa questione.

Lo scontro sulla TAV

Ma passiamo all’ultimo scontro, che è quello che ha portato alla crisi politica vera e propria: sto parlando dello scontro sul tema della TAV. Che cos’è la TAV? TAV è un acronimo che sta per “treno ad alta velocità ” ed è un progetto di una costruzione di una linea ferroviaria tra Torino – dove abito io – e Lione, in Francia. È un progetto che è nato in realtà negli anni 90, quindi se ne parla da tanto tempo, quasi 30 anni, ed è stata fin da subito un tema, un motivo di dibattito politico e quasi fin da subito è nato un movimento contro la TAV, il movimento “No TAV”, che dalle mie parti, soprattutto nella valle cosiddetta “Valle di Susa” è abbastanza forte.
Ci sono opinioni diverse sulla TAV: c’è chi pensa che si tratti di un’opera molto utile e importante per lo sviluppo dell’economia e del commercio e c’è chi è contrario alla TAV e afferma che c’è già una linea ferroviaria sottoutilizzata e che dunque la TAV è uno spreco di soldi e non va fatta. Il Movimento 5 stelle storicamente è contrario alla TAV, ed è al fianco del movimento No TAV. Al contrario la Lega è favorevole alla TAV e dunque anche questo è stato un nodo cruciale nello scontro tra Movimento 5 stelle e Lega.

linea ferroviaria = railway line
spreco = waste
nodo cruciale = crucial issue

La crisi di governo

Ed è proprio da qui che è nata la crisi di governo perché il Movimento 5 stelle ha presentato una mozione, cioè – anche questo è un procedimento parlamentare – sostanzialmente voleva bloccare quest’opera. La Lega invece era favorevole a continuare i lavori che sono in realtà già iniziati, anche se non è stato fatto molto. La mozione non ha avuto effetto e l’opera non è stata bloccata, almeno per il momento. Salvini ha proprio usato questo pretesto, diciamo questo disaccordo, questo ennesimo punto di scontro tra i due partiti per staccare la spina, che significa, diciamo, togliere il suo sostegno, il suo appoggio al governo. A sua detta non aveva senso andare avanti con questo governo dato che 5 stelle e Lega si facevano battaglia praticamente quotidianamente. E il piano di Salvini, ammesso da lui stesso, era di tornare al voto, tornare il prima possibile alle elezioni per capitalizzare il consenso politico che ha guadagnato in questo anno e mezzo. Perché se a marzo 2018 Salvini aveva il 13%, adesso, come abbiamo detto, il suo consenso, il consenso della Lega è superiore al 30%!
Questa grande crescita è avvenuta a scapito del Movimento 5 stelle, che è passato dal 30% addirittura a meno del 20%! Questo è davvero un disastro politico per il Movimento 5 stelle, probabilmente causato dal fatto che si sono alleati con un politico furbo e abile come Salvini, abile per lo meno nel senso della propaganda e abile nel senso che è in grado di fare campagna elettorale costantemente e in maniera molto efficace. Ha portato la Lega da percentuali bassissime del 4% al 30% in qualche anno.

Salvini quindi lo scorso agosto sembrava intenzionato ad avanzare una mozione di sfiducia contro il Premier Conte. Cos’è una mozione di sfiducia? La mozione di sfiducia è un procedimento politico, parlamentare, per cui una forza politica dice “Io non appoggio il governo, non ho fiducia in questo governo” E quindi il Parlamento deve votare se dà la fiducia in generale, come Parlamento, oppure no a una determinata forza politica. E questo doveva accadere il 20 agosto scorso. E aspettandosi che sarebbe successo proprio questo, il Premier Conte – tra l’altro, vi ricordate di Conte? perché ho sempre parlato di Salvini e Di Maio al massimo in questo video, Conte non l’ho mai menzionato, perché a dire il vero è rimasto molto in ombra in questo governo, si parlava quasi sempre di Salvini che come ho detto ha monopolizzato l’attenzione mediatica del Paese. Ebbene, Conte si era preparato e si è rivolto alle camere per rassegnare le dimissioni. “Rassegnare le dimissioni” è un’espressione che significa dimettersi, licenziarsi da Presidente del Consiglio. Quando un Premier, un Presidente del Consiglio si dimette, il governo cade, ovvero finisce la sua esperienza. Ma stranamente la Lega ha deciso di non presentare una mozione di sfiducia e quindi di fatto Conte si è dimesso, ma poi la Lega non l’ha sfiduciato, non si è capito bene il perché di questa azione della Lega. Fatto sta che il dado era tratto, Conte non poteva più cambiare idea, aveva annunciato di dimettersi, ed è proprio quello che ha fatto.
E allora cosa si deve fare quando cade un governo? Si fa la stessa cosa che si fa dopo le elezioni, ovvero bisogna creare un nuovo governo oppure andare nuovamente alle elezioni. Il Presidente della Repubblica deve parlare alle varie forze politiche per capire se si può creare un nuovo governo con il sostegno del Parlamento, della maggioranza.

staccare la spina = pull the plug
furbo = sly
intenzionato = willing, determined
mozione di sfiducia = vote of no confidence
rassegnare le dimissioni = to resign
il dado è tratto = the die is cast

Il nuovo governo

E ciò che è successo ha dell’incredibile perché Partito Democratico e Movimento 5 stelle hanno trovato un accordo. Perché dico che ha dell’incredibile, cioè è davvero stata una svolta inaspettata? Perché PD (Partito Democratico) e Movimento 5 stelle sono stati per anni acerrimi nemici, soprattutto il PD nei confronti del Movimento. Il movimento ha sempre criticato molto molto duramente il PD e anche insultato in diversi casi. Il PD ha anche ricambiato, forse non con la stessa forza, ma diciamo che si sono scambiati molte critiche pesanti negli anni passati.
Solamente un mese prima di raggiungere questo accordo Di Maio e Renzi – che è l’ex Presidente del Consiglio, diciamo uno dei Presidenti del Consiglio del precedente governo del PD – si sono insultati, si sono criticati pesantemente su Facebook. Quindi un mese prima di allearsi, vi rendete conto? Ed è proprio Renzi che si è inventato questa nuova alleanza, si è inventato questa alleanza – ovviamente “nel nome del bene del Paese” come tutti dicono da quando esiste la politica, penso.
Ma uno dei motivi che ha giustificato questo accordo è anche che c’è una certa urgenza, l’urgenza di fare una norma che scongiuri – ovvero che eviti – l’aumento dell’IVA, l’imposta sul valore aggiunto, che per motivi che non vi sto a spiegare perché se no parlo ancora per troppo tempo, rischia di aumentare per un meccanismo automatico e dunque il governo deve trovare i soldi per evitare che questo accada.
Se l’IVA aumentasse ci sarebbe una crisi dei consumi e questa non sarebbe una notizia positiva dato che l’economia italiana non cresce! È una delle economie che crescono più lentamente in Europa, praticamente non cresce, c’è una vera e propria stagnazione.
Ma la cosa divertente è che Renzi, che ha sempre fatto parte del Partito Democratico da quando esiste, ha abbandonato il Partito Democratico! Si è staccato, si è separato, e ha creato un suo nuovo partito chiamato “Italia Viva”. Questo partito comunque sostiene il nuovo governo: sarebbe stato strano se avesse rinnegato questa sua idea politica, questa macchinazione politica. Ma comunque ha abbandonato il Partito Democratico dopo di fatto averli portati a un accordo con i loro acerrimi nemici. È una cosa davvero… un piano quasi diabolico in un certo senso! E il nuovo governo è il governo non più giallo-verde, ma giallo-rosso: giallo è sempre il Movimento, rosso la Sinistra. Rosso… avete capito!
Ovviamente Salvini non è rimasto a guardare, non è rimasto con le mani in mano come diciamo noi, ma si è subito fiondato all’attacco di Conte. Conte che tra l’altro ha assunto un nuovo ruolo importante: lui è di nuovo il Presidente del Consiglio, anche di questo nuovo governo. E Conte ha pesantemente criticato Salvini nel suo discorso finale: l’ha accusato di essere ossessionato dai migranti, l’ha accusato di essersi comportato in maniera poco professionale in varie situazioni. Dunque non ha risparmiato nemmeno un colpo nei confronti di Salvini. È sembrato davvero un politico, prima sembrava una figura che doveva di fatto fare da mediazione ed è stato anche definito da qualcuno un “burattino” nelle mani di Salvini e Di Maio. Adesso è diventato un vero e proprio politico e ovviamente Salvini ha creato una teoria del complotto nei confronti di Conte e ha anche accusato i suoi ex alleati di essere rimasti attaccati alla poltrona. Cosa significa “la poltrona”? “Essere attaccati alla poltrona” è un’espressione che si usa per criticare i politici che non abbandonano mai la propria carica politica, che viene definita in maniera metaforicamente “poltrona”. E su questo non posso dargli torto, dato che una alleanza del genere sembrava davvero improponibile poco tempo prima.

ha dell’incredibile = è qualcosa di incredibile / is incredibile
scongiurare = prevent, to avoid / evitare
crisi dei consumi = consumer crisis
rimanere a guardare = to stand by / non fare nulla
rimanere con le mani in mano = sit on one’s hands
fiondarsi = to rush (to do something)
burattino = puppet
poltrona = armchair / intesa come “posizione di potere”
improponibile = out of the question, impossible

Come detto, il Movimento 5 stelle prima di allearsi con la Lega non era mai sceso a compromessi, aveva sempre detto di voler governare da solo e soprattutto non avrebbe mai accettato di governare col PD, che hanno attaccato pesantemente durante i cinque anni di governo del PD, hanno attaccato il PD e Renzi – Matteo Renzi – in particolare… con cui adesso sono alleati!? Questa alleanza dunque secondo me può essere un po’ pericolosa, perché secondo me porterà ulteriori voti a Salvini, inevitabilmente. Un elettore del Movimento 5 stelle che ha sempre visto il PD come l’acerrimo nemico del Movimento e adesso vede che il Movimento si allea con il PD probabilmente rimane un po’ confuso, no? Per usare un eufemismo… perché in realtà probabilmente si sente tradito e deluso. Ma l’alternativa forse sarebbe stata addirittura peggiore, perché sarebbero state le elezioni e se ci fossero nuove elezioni adesso il Movimento prenderebbe una batosta, davvero una sconfitta clamorosa! E molti parlamentari del Movimento chiaramente non vogliono smettere di fare i parlamentari, e quindi anche loro, in un certo senso, quando hanno assaporato quanto è bello il potere hanno deciso di rimanere, in un certo senso, “attaccati alla poltrona” come alla fine fanno tutti i politici, ed è normale. Quindi questa è la situazione: abbiamo un nuovo governo, il “governo giallorosso” e vedremo come si svilupperà la situazione!

scendere a compromessi = to make compromises
batosta = beating, pounding / una brutta sconfitta o risultato
assaporare = to savor

Spero di avervi dato le chiavi per capire meglio il futuro della politica italiana. Non so se e quando tornerò a parlare di politica, magari lo farò tra un anno/un anno e mezzo e vedremo che cosa sarà successo… Però vi consiglio di informarvi e di leggere, se vi interessa questo argomento. Vi consiglio caldamente di guardare i video di questo ragazzo che ha un canale su YouTube che si chiama “Breaking Italy“, dove parla di notizie e molto spesso anche di politica. Io trovo che fa davvero un ottimo lavoro. Chiaro, è un po’ più difficile come livello rispetto al mio, ma se capite tutto quello che ho detto potete provare a seguire anche lui e sì, magari vi può piacere!

Grazie per aver visto questo episodio fino alla fine, mi ha richiesto molto lavoro come avete visto, e me ne richiederà altro per editare tutto questo. Se vi piace ciò che faccio mi aiutereste molto se faceste una donazione su Paypal, se vi piace questo progetto, vi piacciono questi contenuti che spero siano interessanti per voi e vi aiutino ad apprendere l’italiano e imparare qualcosa sulla situazione politica, sociale, culturale italiana.
Vi ricordo che potete seguirmi sui social: su Facebook, su Instagram (podcast_italiano), su VK se siete russi, per rimanere al corrente di tutto ciò che faccio. Se vi piace quello che faccio vi consiglio anche di parlare di questo progetto ad altre persone che conoscete che stanno imparando l’italiano, di diffondere questi materiali ovunque, su Internet o anche parlarne a voce, perché questo mi aiuta molto e vedere che tante nuove persone arrivano mi incoraggia a continuare questo progetto. Siamo arrivati davvero alla fine, grazie per avermi seguito fino qua e… ci rivediamo presto, alla prossima!

Episodi senza trascrizioni, Podcast

Tesi di laurea, monopattini elettrici e molto altro! – RST #65

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Nuovo episodio di riflessioni senza trascrizioni, la rubrica in cui blatero stupidaggini per mezz’ora o più senza alcun testo o copione! Oggi vi parlo (da solo, purtroppo) della mia vita e di che cosa faccio di questi tempi. Buon ascolto!
Ecco alcune parole difficili:

Risultare = essere / prove to be, turn out to be
È anche un esercizio per me, perché non è facile parlare e risultare interessante per mezz’ora o quaranta minuti
[00:50]

Demoralizzante = disheartening
È stato un po’ demoralizzante, scoraggiante vedere alcuni commenti
[03:48]

Sulle orme di = following / on the footsteps of
Sulle orme della parola inglese “divisive”, anche noi in italiano diciamo “divisivo”
[05:00]

Cavarsela = to handle it, to manage
È riuscito a cavarsela, se l’è cavata.
[06:35]

Mettersi l’anima in pace = accettare qualcosa di negativo
Mi sono messo l’anima in pace e ho iniziato a scrivere.
[12:00]

Vertere = be about
Su che cosa verte la mia tesi?
[13:22]

Relatore/relatrice (di una tesi) = supervisor, mentor
Dovrò pensare a quali domande fare, anche con l’aiuto della mia relatrice.
[15:00]

Figata = a cool thing
È una figata questo monopattino!
[17:46]

Patate bollente = un problema
Il ministero passa la patata bollente

Piste ciclabili = Bicycle paths
Le piste ciclabili sono poche in Italia
[19:30]

Vuoto legislativo = quando non c’è una legge che regolamente qualcosa
C’è una sorta di vuoto legislativo
[20:27]

Ridere a crepapelle = ridere molto fortemente
Magari se vivete in Germania o in Olanda state ridendo a crepapelle.
[22:00]

Superare = go beyond, exceed
Spero di superare la qualità di questo video
[23:50]

Blaterare = blabber
Grazie per avermi sentito blaterare stupidaggini per 28 o 29 minuti
[24:30]