Episodi senza trascrizioni, Podcast

#45 – La mia esperienza linguistica! (parte 1) – Riflessioni senza trascrizioni

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In questa serie di tre episodi di Riflessioni senza trascrizioni vi parlo della mia esperienza linguistica. Se volete sentire una versione breve di ciò che dirò in questi tre episodi potete vedere questo video:

(trascrizione del video) 

Oppure su questo mio canale segreto ci sono altri video linguistici in cui ho raccontato parti della storia.

Oggi però ho deciso di parlare di questo argomento in estremo dettaglio. Dato che posso essere logorroico quando parlo di lingue, ho deciso che forse era meglio dividere questo episodio di quasi un’ora e mezza in 3 parti. Questa è la prima parte del racconto. Qua sotto, come sempre, alcune parole che ho spiegato mentre parlavo. Buon ascolto!

Rimedio
Logorroico
Figo
Essere in confidenza
Dare del tu, dare del lei
Cieca
Dell’anteguerra
Aggeggio
Schermata
Pignola
Compiti
Incavolare
Sull’allora nascente YouTube
Conscio, consapevole
Incapace
Simil-inglese

 

Podcast, Principiante

La storia di Italo, cap. 4 – Principiante #9

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Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 5

Ciao a tutti. Benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il quarto capitolo de “La Storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l’italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello, ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. In questo episodio c’è la partecipazione speciale di Elissa del canale itselissanotalyssa. È un ottimo canale, dateci un’occhiata, ve lo consiglio. Se non avete sentito il primo, il secondo  ed il terzo episodio, ascoltateli prima di ascoltare questo. Leggete anche la trascrizione e la traduzione di questo episodio in inglese su podcastitaliano.com.
Buon ascolto!

Il sole di agosto brucia sulla mia pelle quando arrivo in via Madama Cristina. È una strada molto lunga, vicino al centro della città.
The (hot) august sun burns my skin when I arrive in via Madama Cristina. It’s a very long street, close to downtown.

Cammino cinque minuti prima di trovare il negozio: “Sartoria Su Misura” leggo sopra la porta. Faccio un bel respiro, poi entro.
I walk five minutes before finding the shop: “tailor’s shop ‘Su misura’”, I read above the door.
I take a deep breath, then I go in.

“Buonasera” saluto.
“Buonasera signore, come posso aiutarla?” risponde un uomo anziano, con grandi baffi bianchi. Ha gli occhi azzurri, come i miei. I capelli sono bianchi, ma ricci come i miei. Forse sono stato fortunato… ci spero tanto.
“Good evening,” I greet the owner.
“Good evening sir, how can I help you?” replies an old man, with a big, white moustache. He has blue eyes, like mine. His hair is white, but curly like mine. Maybe I got lucky.. I really hope so.


“Cerco il signor Carlo Baldini” dico.
“Sono io!” sorride l’uomo.
“I’m looking for Mr. Carlo Baldini” I say.
“That’s me!” says the man with a smile.

Inizio a raccontare la mia storia: la guerra, l’infanzia in America, gli indizi che ho e il viaggio in Italia per ritrovare i miei genitori.
I start telling him my story: the war, my childhood in America, the clues I have and the trip to Italy to find my parents.

Quando finisco di parlare, l’uomo inizia a dirmi qualcosa, ma parla troppo veloce e non capisco niente. Lo interrompo: “Mi scusi, non ho capito. Potrebbe parlare più lentamente? Sa, sono straniero…”
When I’m done talking, the man starts saying something to me, but he speaks too fast and I can’t understand a word. I interrupt him: “Sorry, I didn’t understand. Could you speak more slowly? You know, I’m a foreigner…”

“Certo, certo, scusami” sorride ancora, forse è felice di avere ritrovato suo figlio?
Ma le sue parole mi deludono: “Dicevo che purtroppo non sono io tuo papà. Mi dispiace tanto. Io ho solo una figlia, Elisa, che ora vive fuori città.”
“Sure, of course, I’m sorry” he smiles again. Maybe he’s happy to have found his son?
But his words disappoint me: “I was saying that I’m not your dad, unfortunately. I’m sorry. I only have a daughter, Elisa, but she lives out of town.”

‘Non importa’ penso, ho appena cominciato le ricerche. L’uomo però non ha finito: “Aspetta un momento”.
‘That’s not a big deal’ I think, I have only just started my search.
The man is not done: “Wait a minute”.

“Marta!” chiama a voce alta. Da una porta esce una ragazza, alta, magra e dai capelli biondi e lisci.
“Italo, ti presento Marta. Lavora qui da qualche settimana”.
“Marta!” he calls out. A girls comes out of a door. She’s tall, slim, with straight, blond hair.
“Italo, this is Marta. She’s been working here for a few weeks”.

“Piacere, Marta Bianchi”.
Quel cognome riaccende la mia speranza. Carlo Bianchi è uno dei nomi sulla piccola lista che mi ha dato il signore di Mirafiori, la lista con gli uomini di nome Carlo che lavoravano alla Fiat quando sono nato io .
“Marta Bianchi, nice to meet you”. That last name renews my hope. Carlo Bianchi is one of the names on the short list the man at Mirafiori gave me, the list with men named Carlo who used to work at Fiat when I was born.

“Italo, molto piacere. Marta, ti posso dare del tu?”
“Certo”
“Italo, nice to meet you. Marta, can I [dare del tu = addressing each other using the informal “you”]?
Of course!

“Volevo chiederti, qualche tuo parente si chiama per caso Carlo Bianchi? E lavorava magari alla Fiat?” le domando.
“Sì, mio padre! Carlo Antonio Bianchi. Ha lavorato in Fiat prima di partire per la guerra”
Non ci credo, che fortuna!
“I wanted to ask you, do you happen to have a relative names Carlo Bianchi? Who maybe used to work at Fiat?” I ask.
“Yes, my father! Carlo Antonio Bianchi. He worked at Fiat before leaving for the war”
I can’t believe it, what a stroke of luck.

“Purtroppo però è morto due anni fa” aggiunge triste. Divento triste anche io. Ripeto anche a lei la mia storia, lei ascolta attentamente.
“Unfortunately he died two years ago” she adds saddened. I become sad, too. I tell my story to her, too. She listens attentively.

“I miei genitori non mi hanno mai parlato di figli in America. E poi, siamo nati lo stesso anno, sarebbe impossibile. Molte persone si chiamano Carlo Bianchi, però. Forse mio padre non è quello giusto. Mi dispiace, Italo”.
“My parents have never told me about children in America. Besides, we were born the same year, it would be impossible. But there are a lot of Carlo Bianchi’s. Maybe my father is not the right one. I’m sorry, Italo.”

Dispiace anche a me, tanto. Non ho più molta voglia di parlare. Sono deluso, ma ho ancora una piccola speranza, anche se è solo un nome: Carlo Rastrelli, l’ultimo sulla mia lista.
I’m very sorry, too.
I don’t really feel like talking anymore. I’m disappointed, but I still have some hope, even if it’s just a name: Carlo Rastrelli, the last one on my list.

Capitolo 5

 

Episodi senza trascrizioni, Podcast

Studierò a Budapest! + altre informazioni e domande per voi – Riflessioni senza trascrizioni #44

Qualche aggiornamento e qualche domanda per voi! Come di consueto qua sotto le parole più difficili che ho spiegato durante l’episodio.

Penultimo
Terzultimo
Tempo addietro
Fidato
Strampalato
Sarebbe un peccato non farci niente
Portatile
Di listino
Listino prezzi
Se ne intende di più
Colpo di fortuna – colpo di culo
Sedere – didietro – culo
Famigerato
Vedremo di trovare un modo di farlo
Attrezzatura
Vi ho rotto

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Il mio viaggio in Germania – Riflessioni senza trascrizioni #43

Sono finalmente tornato e vi parlo del viaggio da cui sono appena tornato. Ecco alcune parole che ho spiegato.

Buca (per la strada)
Buco (negli altri luoghi)
Tappabuchi
Spunta (tick)
Me la studierò
Tappa
Ti pare e piace
Scendere a patti / compromessi
Scambiare qualcosa per qualcos’altro
Hotel / albergo
Scrivergli / scrivere loro
Lussuosi
Menzo/bugia
Essere sul pezzo
Avere dimestichezza con  / essere pratici di..
intatto
Tornelli
Limitrofa
Multe salate
Mettere in sesto
Prendere / perdere la mano

Episodi senza trascrizioni, Podcast

La moda – Riflessioni senza trascrizioni #42


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Secondo episodio registrato prima che io (Davide) partissi per la Germania. Spero che non stiate soffrendo troppo durante la mai assenza! Se è così, ecco a voi una registrazione della mia voce che spero vi possa dare conforto. In questo episodio io ed Erika parliamo di moda (decisamente non il mio forte). Ecco alcune parole che abbiamo usato.

Abbigliamento
Casa di moda
Abiti firmati
Optare
Emulare
Non intendersene
La vedo dura
Appariscente
Grembiule
Divisa
Attillato
Taglie
Interiorizzare