Categoria: Principiante

Principiante/pre-intermedio #5: Le scimmie in viaggio – Favola di Gianni Rodari


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Bentornati su Podcast Italiano, in questo episodio vi leggerò di nuovo un favola di Gianni Rodari, tratta da “Favole al telefono”. E’ molto breve ma ci sono comunque delle espressioni interessanti che magari non conoscete.

Le scimmie in viaggio (monkeys on a trip)

Un giorno le scimmie dello zoo decisero di fare un viaggio di istruzione (field trip). Cammina, cammina, si fermarono e una domandò:

Cosa si vede? (what can you see?)

– La gabbia (cage) del leone, la vasca delle foche (the seals’ tank / vasca can also be “tub”) e la casa della giraffa.

Com’è grande il mondo, e com’è istruttivo viaggiare (com’è + adjective + noun = how + adj. is + noun / com’è bello l’italiano!) .

Ripresero il cammino (they started wakling again / riprendere + noun OR verb = restart, resume (ricominciare) / Ho ripreso a studiare l’italiano = I went back to studying italian) e si fermarono soltanto a mezzogiorno.

– Cosa si vede adesso?

– La casa della giraffa, la vasca delle foche e la gabbia del leone.

– Come è strano il mondo e come è istruttivo viaggiare.

Si rimisero in marcia (“they got back on the road/resumed walking / “rimettersi in marcia”) e si fermarono solo al tramonto del sole (sunset, usually we just say “tramonto” and “alba”, “sunrise”).

Che c’è da vedere? (what’s there to see?)

– La gabbia del leone, la casa della giraffa e la vasca delle foche.

– Come è noioso il mondo: si vedono sempre le stesse cose. E viaggiare non serve proprio a niente (is useless /non servire a niente = to be useless)

Per forza (no wonder, of course!): viaggiavano, viaggiavano, ma non erano uscite dalla gabbia e non facevano che (they kept / non fare che = to keep doing sth / la situazione non fa che peggiorare) girare in tondo (going in circles) come i cavalli di una giostra (merry-go round).

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Principiante/pre-intermedio #4 – Torino

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Benvenuti su Podcast Italiano. Questo è il quarto episodio di livello principiante/pre-intermedio e oggi volevo parlarvi di Torino. Nel precedente episodio vi ho parlato della maratona di Torino, che si svolge (takes place) a Torino. Oggi invece volevo parlare più in generale di Torino stessa, la mia città. In realtà non abito dentro Torino, ma non lontano, in quella che chiamiamo “prima cintura” (first belt), ovvero un anello (ring) di città e cittadine (small towns) attorno a Torino. Torino è il capoluogo (capital of one of the 20 italian regions) del Piemonte e si trova a nord-ovest della penisola, dello stivale (boot), non lontano dalla Francia e dalle Alpi, che sono le famose montagne dell’Europa centrale. La sua popolazione è di quasi 900.000 abitanti, quarta in Italia quindi, ed è un importante centro per l’arte, lo studio, la scienza, la cultura, il cinema e molto altro, ma è conosciuta soprattutto (mostly known) per l’industria di automobili.
Infatti nel ventesimo secolo Torino aveva infatti la fama (fame) di città industriale: a Torino c’era la sede (headquarters) della FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino), la più famosa casa automobilistica italiana, fondata all’inizio del 1900. Moltissimi emigranti dal Sud e dal Veneto si sono trasferiti (moved to) a Torino, soprattutto nel secondo dopoguerra (aftermath of WWII), per lavorare alla Fiat. Forse è a causa di questa fama di città industriale che il turismo per molto tempo non è decollato (didn’t take off, from “decollare”), o forse semplicemente perché in Italia ci sono città come Roma, Firenze, Venezia, Napoli, e moltissime altre, che sono città ricchissime di arte in ogni angolo, sicuramente più di Torino.  Torino però negli ultimi vent’anni è cambiata molto, soprattutto nel 2006 in occasione delle olimpiadi invernali (winter olympics), ed è diventata più bella e più turistica.
Alcune curiosità: Torino ospita la cosiddetta “sindone(known in english as “Shroud of Turin”), un telo (a shroud) in cui i cristiani pensano fosse avvolto Gesù (in which christians believe Jesus was wrapped)  al momento della sua morte, ed è quindi la reliquia (relic) più importante della religione cristiana.
Inoltre è stata la prima capitale (first capital) del regno d’Italia (kingdom of Italy) dal 1861 al 1865.

A Torino sono stati creati alcuni famosissimi simboli dell’Italia, come il caffè espresso, il Martini e il cioccolato gianduja, o anche conosciuto come giandujotto, ovvero un cioccolatino a forma di barca.

Molti personaggi famosi hanno vissuto a Torino, tra cui il filosofo Nietzsche (che a Torino è morto), che ha detto:” « Trovo ch qui valga la pena di vivere sotto tutti gli aspetti (I find it a place worth living in under all aspects)“. Ma molti altri filosofi, letterati italiani ma anche personaggi storici stranieri come Mark Twain, Jean Jacques Rousseu, hanno descritto Torino come una città molto bella e molto valida (valuable) dal punto di vista artistico.

In conclusione, Torino è una città che, secondo me, non è conosciuta e apprezzata abbastanza dai turisti (isn’t known and appreciated enough by tourists). Forse sono di parte (biased), sicuramente lo sono perché ci vivo (here, ci here means “there, inside of it”), ma penso che l’atmosfera elegante della sua architettura e dei suoi portici (arcades, see here) la rendono unica nel suo genere in Italia (make it [a] one of kind [city] in Italy). Se visitate l’Italia e avete tempo e modo, vi consiglio caldamente (I strongly recommend) di visitare Torino!

Questo era l’episodio di oggi, su podcastitaliano.com troverete la trascrizione con la traduzione tra parentesi delle parole più difficili, vi consiglio di riascoltare l’episodio più di una volta perché questo aiuterà la vostra comprensione. Detto questo grazie dell’attenzione, alla prossima!

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Principiante #3 -La maratona di Torino


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Oggi a Torino si è svolta (took place / svolgersi = take place) la maratona. Ogni anno si svolge più a meno in questo periodo, a inizio ottobre. Io volevo partecipare, infatti più o meno a dicembre dell’anno scorso ho iniziato a correre. A maggio ho corso (I ran) la mezza maratona di Torino –  e in realtà la prima gara, prima gara della mia vita –  ovvero (that is) 21 chilometri circa. Non è stato facile ma sono riuscito a (I managed to) finirla tutto intero (in one piece), che era la cosa più importante, e il mio tempo non è stato nemmeno troppo lento (my time wasn’t that bad), 1:41 per chi interessato. Il mio obiettivo era prepararmi per la maratona che si è svolta oggi, ma più o meno a giugno il ginocchio (knee) destro ha iniziato a farmi male (started to hurt), quindi per tutta l’estate praticamente non ho mai corso. Ho ricominciato a correre (I started to run again) solamente qualche settimana fa. Oggi comunque anch’io ho corso: infatti a Torino, oltre alla maratona, si sono tenute (took place, were held / “tenersi” is pretty much synonim of “svolgersi”) una corsa di 30 chilometri e una di 8. Io ho corso la gara di 8 km, anche se in realtà erano meno, probabilmente 6,5. Il tempo e le posizione (placing) non erano cronometrati (weren’t timed, from “cronometrare”), dato che (since, because) non era una corsa competitiva; in ogni caso è stato un buon allenamento (training, from “allenarsi”) per me. Per il momento il ginocchio va bene e corro senza problemi. Voglio riprendere (=ricominciare) a correre seriamente per partecipare a una maratona, magari quella di Milano che si terrà (will take place, again from “tenersi”)  ad aprile 2017.

Da più di anno lo sport, non solo la corsa, è diventato una parte molto importante della mia vita. Faccio attività fisica (I exercise) quasi tutti i giorni e per me è molto importante. Non sempre ho voglia (I don’t always want to, feel like it), ma la sensazione che ho dopo l’allenamento è davvero fantastica! E questo è solo uno dei tanti vantaggi dello sport.

Se non fate attività fisica, vi consiglio di provare semplicemente ad andare a correre. Tutti (meaning “noi tutti”, we all) abbiamo delle scarpe, dei pantaloncini (shorts) e una maglietta (t-shirt). Non serve altro (You don’t need anything else), questo è il bello della corsa (this is what’s beatiful about running). Correte 10 minuti se siete fuori forma (out of shape), poi aumentate pian piano (increase little by little) il tempo. Ci vuole (you need, like “serve”) pazienza e perseveranza, ma i risultati ne valgono la pena (are worth it / from “valere la pena”, to be worth it). Come per le lingue.

Questo era l’episodio di oggi, farò altri episodi di questo tipo perché penso possa essere utile per voi sentire come gli italiani parlano veramente, un italiano molto semplice conversazionale.

Detto questo ci vediamo nel prossimo episodio, alla prossima!

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Principiante #2 – Lo spaventapasseri – Favola di Gianni Rodari

Benvenuti su Podcast Italiano. In questo episodio della serie “Principiante” vi leggerò una favola scritta dal famoso scrittore italiano Gianni Rodari, tratta (taken from, used for stories or excerpts from books) dalla celebre (famous / sinonym of “famosa”) raccolta (collection, compilation) “Favole al telefono”, uscita nel 1962. La favola si chiama “Lo spaventapasseri”. Sul sito podcastitaliano.com troverete la trascrizione e la traduzione delle parole e frasi più difficili. Buon ascolto!


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Lo spaventapasseri (scarecrow, literally “scaresparrow”) Gonario era l’ultimo (last, meaning youngest) di sette fratelli. I suoi genitori non avevano soldi per mandarlo a scuola, perciò lo mandarono a lavorare in una grande fattoria (farm, not factory). Gonario doveva fare lo spaventapasseri, per tener lontani gli uccelli dai campi (keep the bird off the crops, lontano = far). Ogni mattina gli davano un cartoccio (paper cone) di polvere da sparo (gunpowder) e Gonario, per ore ed ore (for hours on end), faceva su e giù (went up and down) per i campi, e di tratto in tratto (from time to time) si fermava e dava fuoco (set fire to) a un pizzico (a pinch) di polvere. L’esplosione spaventava (scared) gli uccelli che fuggivano (ran away), temendo i cacciatori (fearing the hunters). Una volta il fuoco si appiccò  alla giacca di Gonario (Gonario’s jacket caught fire), e se il bambino non fosse stato svelto a tuffarsi (hadn’t been quick enough to jump) in un fosso (ditch) certamente sarebbe morto (would have died) tra le fiamme. Il suo tuffo spaventò le rane (frogs), che fuggirono con clamore (loudly /clamore = hubbub, loud noise), e il loro clamore spaventò i grilli (crickets) e le cicale (cicadas), che smisero (stopped / smettere = to stop) per un attimo (for a moment) di cantare. Ma il più spaventato di tutti era lui (the most scared of all was him), Gonario, e piangeva tutto solo in riva (at the edge) al fosso, bagnato come un brutto anatroccolo (ugly duckling), piccolo, stracciato (tattered) e affamato (hungry). Piangeva così disperatamente che i passeri (sparrows) si fermarono su un albero a guardarlo, e pigolavano (chirped) di compassione (with compassion / to say e.g. “cry with joy”, “scream in pain” we say “piangere DI gioia” e “urlare DI dolore”) per consolarlo (to cheer him up / console him). Ma i passeri non possono consolare uno spaventapasseri. (it’s a play on words, sparrows can’t cheer up “scaresparrows”, or in english, scarecrows) Questa storia è accaduta (happened / accadere = to happen / sinonym of “succedere”) in Sardegna.

 

Questa era la favola “Lo Spaventapasseri” di Gianni Rodari. Se non avete capito tutto vi consiglio di riascoltarla, e utilizzate la trascrizione perché questo vi aiuterà moltissimo. E’ molto importante leggere e ascoltare allo stesso tempo. Le favole inoltre aiutano molto quando si inizia a imparare una lingua e si vuole utilizzare dei materiali veri, autentici.

Spero che questo episodio vi sia piaciuto. Alla prossima!

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Principiante #1: Episodio introduttivo

italy_round_icon_64Il primo testo contiene traduzioni (tra parentesi) delle parole e delle strutture più complicate. Questo è un testo di livello principiante/pre-intermedio. 

Più in basso troverai il link allo stesso testo ma senza suggerimenti. Ti consiglio di utilizzare il primo testo se alcune delle parole ed espressioni non ti sono chiare, per poi rileggere il testo ma questa volta senza traduzioni. Ascolta contemporaneamente la registrazione.

united_kingdom_round_icon_64The first text contains translations (in parenthesesof complicated words and structures. This is a beginner/pre-intermediate level text.

Scroll down to find the link to the same text  without any hints. I recommend that you read the first text if you don’t understand some of the words or phrases, and then try to read the same text without any translations. Listen to the audio at the sime time.


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Benvenuti su Podcast Italiano! Mi chiamo Davide e abito in provincia di Torino, nel Nord Italia. Ho ventuno anni e amo le lingue. Infatti oltre all’italiano (apart from..), la mia lingua madre, parlo l’inglese, lo spagnolo, il francese e il russo.

Ho deciso di creare Podcast Italiano per aiutare coloro che (those who) studiano l’italiano.

Quali saranno i contenuti di questo podcast? Beh, innanzitutto, non parlerò di grammatica, almeno non troppo. Se vi interessa (if you’re interested in) la grammatica ci sono molti siti e molti libri dove potete studiarla. Secondo me (in my opinion) leggere ed ascoltare qualcosa di interessante (something of interest) non solo è (is not only..) più divertente, ma anche (.. but also) più utile. Quindi vi consiglio (I suggest) di ascoltare e leggere il più possibile (as much as possible), perché questo è il modo migliore per progredire (to make progress) in una lingua.

Ogni episodio è accompagnato dalla  (is accompanied by) sua trascrizione. Le parole e le espressioni più difficili sono tradotte in inglese. Gli episodi si dividono in (are divided into)  tre livelli di difficoltà: principiante, intermedio e avanzato. I contenuti e i temi dei testi non sono fissi, ma vari (not fixed, but varying)

C’è chi (there are those who..) inizia a parlare l’italiano (o qualsiasi lingua) fin da subito (since the very beginning) e chi  (and those who) preferisce aspettare un po’ di tempo. Dipende dalla persona. (it depends on the person). In ogni caso è importantissimo leggere e ascoltare sempre!

Detto questo (With that being said), buon ascolto e buona lettura! (in italian we wish something by using “buon/buono/buona” all the time. “buon lavoro”, “buona lezione”, “buon divertimento”, “buon viaggio” etc.)

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