Intervista a Yana da Mosca

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Benvenuti su Podcast Italiano. Questo episodio è il primo di una serie di interviste che intendo fare, interviste a persone che imparano o hanno imparato l’italiano. Penso che possa essere interessante, utile e magari fungere da motivazione. Oggi parlo con Yana, una mia amica russa di Mosca che studia italiano da tre anni. Su podcastitaliano.com troverete la trascrizione dell’intervista in cui correggo gli errori fatti da Yana o propongo alcune frasi in un modo più naturale per un madrelingua italiano. Per problemi logistici in questa intervista Yana ha risposte alle domande che le ho inviato in precedenza, quindi non è una conversazione vera e propria; le prossime interviste però saranno delle conversazioni, perché penso sia interessante ascoltare l’italiano in un dialogo reale. Penso comunque sia interessante anche questa intervista.  Detto questo, buon ascolto!

La prima domanda è molto semplice. Chi sei? Introduciti brevemente a chi ci ascolta.
Ciao, mi chiamo Yana. Sono (una) studentessa dell’istituto (di un istituto) letterario a Mosca. Studio nella facoltà di traduzione e imparo l’italiano quasi per tre anni (da quasi tre anni).

Perché hai iniziato a imparare l’italiano?
Per dir la verità non è la scelta mia (meglio: non è stata una mia scelta), perché io penso quando passo tutti gli esami, dopo gli esami faccio una possibilità di scegliere tra alcune lingue (meglio: Pensavo che dopo aver passato tutti gli esami avrei avuto la possibilità di scegliere tra alcune lingue), ma questo non funziona così nel nostro istituto. Perché ogni anno c’è solo un gruppo di traduttori e nel 2013 era un gruppo di traduttori italiani (meglio: di italiano)

Secondo te qual è l’aspetto più  difficile dell’italiano?
Per me ci sono (ce ne sono) molti. Il primo aspetto è (anche possibile: sono) le preposizioni. Perché quando parlo e uso le preposizioni inglesi, norvegesi, ma non italiane, non so perché, [ho qualche problema]. Magari è difficile solamente per me , ma non è la (una) difficoltà comune. Poi la cosa difficile è (meglio: un’altra cosa/aspetto difficile sono) i pronomi, perché neanche in inglese, neanche in norvegese, neanche in russo ( in inglese, in norvegese, ecc.) non ci sono pronomi così diversi, così differenti. E’ difficile da ricordarli (oppure: sono difficili da ricordare). Ok, l’altra cosa è il congiuntivo, che gli italiani non si usano, ma è obbligatorio da impararlo. Anche ci sono (ci sono anchele forme dei verbi al passato remoto.

Che cosa pensano i russi dell’italia e degli italiani?
Per i russi l’Italia è un paese di pizza (è il paese della pizza), del vino, del formaggio, anche il paese dello stile, della moda, della musica, ma della musica popolare negli anni ’80, ’90, non è la musica contemporanea. Ci sono molti russi che guardano Sanremo (ed: the most popular italian music festival). Anche l’Italia per i russi è un il paese del teatro, o il paese del ciclismo, perché molti seguono il Giro d’Italia. (meglio: L’italia per i russi è anche ecc., oppure Inoltre l’italia per i russi è ecc. / Anche l’Italia means “Italy too” not “Also, Italy”). L’Italia per i russi è un paese fraterno, se si può dire così, perché gli italiani sono fratelli, ma fratelli un po’ più fortunati, magari. Perché la Russia è il (un) paese grosso, con i problemi grossi, l’Italia sembra un paese più piccolo con i problemi più piccoli. Magari non è vero ma per molti russi si pare così (a molti russi sembra sia così / “pare” can’t be used like that in italian. It’s used mostly in phrases like “pare che/a quanto pare” (it seems that), “mi pare che” (“it seems to me that”) or “così pare” (so it seems), but  “sembrare” is more often used).

Sei stata in Italia. Che cosa ti è piaciuto e che cosa invece NON ti è piaciuto dell’Italia?
Mi piace la gente, la gente mi piace moltissimo. Anche il cibo, anche la birra, questa birra sarda, come si chiama, Ichnusa, mi piace moltissimo. Mi piacciono i treni, perché in Russia la ferrovia (meglio: le ferrovie) è un incubo infinito, se si può dire così, ma in Italia i treni sono benissimi (i treni sono buonissimi/bellissimi, oppure i treni funzionano bene), anche i regionali. Anche l’atmosfera, non so perché ma quando arrivo in Italia mi sento più tranquilloa che qua a in Russia. La cosa che non mi piace (meglio: quello/ciò che non mi piace).. ah, in Italia non c’è Internet gratis. Non c’è il wi-fi gratis, e per gli stranieri è un problema perché internet in roaming è molto caro.

Tra le città che hai visitato qual è la tua preferita?
La mia città preferita è Roma. Ma anche mi piace (meglio: ma mi piace anche) Pisa, e Torino è bella. Ma la Roma mi piace di più (if you say “La Roma” it sounds like you’re talking about AS Roma, the football club. Same with “Mi piace Torino” (I like Turin) vs “Mi piace il Torino” (I like Torino FC) or “Mi piace Napoli” vs “Mi piace IL Napoli” (I like SSC Napoli). As a rule cities don’t need the article, but cities’ clubs do)

Da dove nasce il tuo interesse per i dialetti, in particolare quello napoletano?
Ok, tutte le cose più belle nella mia vita succedono all’improvviso, anche questa (e questa anche/pure). Ho visto il film Gomorra, e poi Gomorra la serie e questo è un punto quando nasce il mio interesse per il dialetto (in quel momento è nato il mio interesse per il dialetto / ed è li che è nato il mio interesse per il dialetto). Poi sento (o ascolto) alcuni rapper napoletani, che recitano (cantano) in dialetto. Ora sto* innamorata nella della lingua napoletana. Anche ho letto (ho anche letto) qualche poesia qualche fiaba in napoletano. (“qualche” is always followed by a singular noun)

*(we can see here how Yana listens to neapolitan and southern italian 🙂  In standard or northern italian we would say “sono innamorato della lingua napoletana”, but in central and southern italian “sto innamorato” is perfectly fine).

Leggi o guardi film in italiano?
Guardo il i film con i sottotitoli inglesi (in inglese) a volte per imparare due lingue, l’italiano è l’inglese. Leggo molto, non solo letteratura  come letteratura (meglio: letteratura vera e propria) ma anche le notizie nel (sul) giornale nell‘internet (su/in internet), qualche articolo, tutto questo. In russia è difficile da guardare film in italiano senza traduzione, si può solo scaricarli ma è difficile. Per i libri è (persino) più difficile che per i film.

C’è qualcosa in particolare che consiglieresti a una persona che impara l’italiano?
Posso consigliere (consigliare / “consigliere” is counsellor) da di andare in Italia, da di sentire, da di vedere tutto per  con i propri occhi, per sentire come la lingua funziona in Italia, non in Russia, e anche per di leggere molto, guardare il film, non solo film ma tv, magari in streaming, per di ascoltare la radio, la musica. Oh, lo so: il mio consiglio è per di trovare una cosa che t’interessi in Italia, magari la musica, il teatro, letteratura, il calcio. E poi seguire il tuo interessoe

Hai dei trucchi nell’apprendimento dell’italiano che chiunque lo studi dovrebbe conoscere?
Per me il trucco è  per traducere (tradurre / the infinitive is irregular, as it is in verbs like “condurre”, “produrre”, “indurre” ecc.) i miei pensieri, i miei sogni non so, tutto ciò che leggo in russo ad esempio provo a traducere (tradurlo) in italiano, e viceversa, per parlare l’italiano, anche l’italiano molto sbagliato, per (con) i miei amici, per mandare i messaggi, sms o sui social network, non in russo ma in italiano. Poi non so, Il meglio (miglior) trucco è da non avere paura, da di comunicare in italiano, non solo in italiano ma in alcune (tutte le) lingue che impari. Perché senza comunicazione non esistono le lingue.

Questa era l’intervista con Yana, spero vi sia piaciuta. Sul sito podcastitaliano.com troverete la trascrizione , in cui correggo gli errori di Yana oppure riformulo alcune frasi in un italiano più naturale (anche se parla bene Yana!) . Spero di fare presto altre interviste. Ascoltate gli altri episodi, e ci vediamo nel prossimo episodio. Alla prossima!

 

 

 

 

 

 

 

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