Episodi senza trascrizioni, Podcast

Anglicismi nella tecnologia – Riflessioni senza trascrizioni #32

Vi racconto dove sono finito gli ultimi giorni e che sto facendo attualmente. Qualche parola utile per voi:

è scoppiato il finimondo
Bollare
Sa di (qualcosa)
Rivedibili
Risaputo
Toccare con mano
Che gli pare e piace
Fa figo

3 thoughts on “Anglicismi nella tecnologia – Riflessioni senza trascrizioni #32”

  1. Ciao Davide
    Molto interessante questo episodio. Se vivo in italia un giorno, dirò “topo” e non “mouse”.
    Sono d’accordo con cio che hai detto sulla ligua francese et l’inglese. Come hai un dubbio ti confermo che non si dice “device” in francese.
    Sfortunamente il nostro stato (di sinistra) non ascolta l’Académie Française (di destra) ma la DGLFLF (acronimo tipicamente francese)
    Sull sitio del Ministerio de la Cultura puoi leggere :
    “La délégation générale à la langue française et aux langues de France (DGLFLF) est chargée d’animer et de coordonner la politique linguistique du Gouvernement et d’orienter son évolution dans un sens favorable au maintien de la cohésion sociale et à la prise en compte de la diversité de notre société. ”
    Mi piaccerebbe tanto essere une esperto :-) Ho la passione delle lingue ma purtoppo ho studiato la biologia… Comunque, ti auguro molto successo per la tua carriera!

  2. Un’altro esempio dell’inglese italiano è “good standing”. “È richiesto good standing”, come scrivono negli annunci di lavoro dedicati alla gente di buon aspetto fisico. In inglese “good standing” è non avere carichi pendenti.

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