Come ho imparato quattro lingue straniere? – Intervista a Davide


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E. Ciao a tutti! Bentornati su Podcast italiano. Oggi come vedete Davide non c’è, ma sarò in compagnia di un ospite di eccezione (special guest) per un’intervista sicuramente molto interessante.

D. Scusate, sono arrivato un po’ in ritardo. Piacere!

E. Piacere, ospite d’eccezione.

D. Scusate, non siamo attori, ve lo abbiamo già detto. Comunque sì, oggi Erika intervisterà me. Ha avuto questa idea (non so se buona o cattiva): in ogni caso, dato che intervisto spesso altre persone, oggi abbiamo detto perché non posso raccontare qualcosa io e annoiare io i nostri ascoltatori?
In ogni caso prima di iniziare volevo pubblicizzare il nostro Instagram, che abbiamo appena aperto; ci sono alcune foto carine che riguardano i temi di cui parliamo nel podcast e che gestisce la qui presente Erika. Dunque, iscrivetevi subito: Podcast_italiano e aspettatevi diverse immagini, diversi video.

E. OK, direi che possiamo cominciare. Come dicevi tu, hai già intervistato diverse persone che parlano numerose lingue e sono quindi dei poliglotti, ma anche tu conosci diverse lingue. Vuoi raccontarci le lingue che sai? Vuoi raccontarci come le hai imparate?

D. Sì, io non sono al livello di queste persone che parlano un sacco di lingue, 10, 15, però vediamo.. io conosco, oltre all’italiano, l’inglese, lo spagnolo, il francese, il russo e ho iniziato da un mese circa a studiare il tedesco.

E. Quindi la prima lingua che hai imparato è stata l’inglese.

D. Sì, l’inglese l’ho iniziato a imparare alle scuole medie, che è una stranezza (= è strano) perché di solito si inizia alle scuole elementari, quindi a 6 anni, ma io ho iniziato a 11. L’inglese mi è sempre piaciuto, mi piaceva già da prima e ho iniziato a immergermi nel mondo di questa lingua soprattutto grazie alla musica e grazie a un gruppo in particolare, di cui sono ancora fan, perché mi piaceva molto cercare le interviste o andare sui forum di questo gruppo e vedere di cosa discutevano le persone, i fan di questo gruppo, anche se capivo ben poco (very little) di quello che dicevano. Poi sono migliorato, diciamo, ho migliorato il mio livello e ho aumentato le mie conoscenze guardando serie, diciamo le cose tipiche che si fanno; ho iniziato a parlare la lingua, soprattutto su Skype, ed è sicuramente la lingua che, al giorno d’oggi, parlo meglio ed è l’unica per cui ho una certificazione linguistica, il C2 di Cambridge Proficiency exam. La seconda è stata lo spagnolo che ho iniziato da autodidatta (=da solo, self-taught), quindi quando avevo circa 15-16 anni credo, adesso ne ho 22 per informazione vostra. Sì, ho iniziato da autodidatta ed è stata la prima lingua che ho iniziato ad imparare da solo, e quindi non sapevo che metodo utilizzare, come approcciarmi (approcciarsi a qualcosa = approach sth), perché l’inglese come ho detto è vero che lo studiavo a scuola, ma la scuola è responsabile per una piccola parte di ciò che uno impara, secondo me. Quindi dovevo capire da solo, perché con l’inglese era stato tutto molto casuale (random – not casual!), in un certo senso. L’ho anche abbandonato per qualche mese, però poi sono riuscito a riprenderlo. Lo spagnolo non è così difficile per un italiano e dunque adesso lo parlo abbastanza bene. La lingua dopo lo spagnolo è stata il francese, che a onor del vero (truth be told) avevo già imparato molto male alle scuole elementari, anche perché non si può imparare molto di una lingua alle elementari. E lo odiavo alle scuole elementari, poi è cambiato il mio rapporto con questa lingua e l’ho iniziata ad imparare anche questa da solo, ed è stato un po’ più difficile dello spagnolo per me, però direi che, soprattutto passivamente, la conosco abbastanza bene, non la parlo moltissimo quindi se c’è qualche francese fra di voi che vuole praticare il suo italiano e fare uno scambio, che mi scriva. Dopo il francese c’è stato il russo, che è la lingua a cui dedico ancora adesso la maggior parte dei miei sforzi d’apprendimento, che ho iniziato a studiare in concomitanza con (contemporaneamente a) l’inizio dell’Università, che è un’università di traduzione ed interpretariato. Sì, il russo l’ho iniziato da zero, però ho fatto fatto moltissimo da solo, anche qui credo che questo sia la fonte della maggior parte delle mie conoscenze e sono contento di aver studiato il russo. Molti mi chiedono: perché hai iniziato a studiare il russo? Diciamo, io non conoscevo niente della Russia, della sua cultura, però è stato comunque un percorso interessante, ho conosciuto molte persone, ho imparato molte cose, dunque non mi pento (I don’t regret it), ma penso che ogni lingua alla fine (after all) ti porti a scoprire un universo sia umano sia culturale. Come ultima lingua che ho iniziato, come detto, un mese fa circa o poco più di un mese fa, è il tedesco. Non posso dire di conoscerlo, però sto facendo i primi passi, vedremo dove mi porterà. Anche qui, se c’è qualche tedesco tra voi, che mi scriva. Magari possiamo parlare su Skype.

E. Quindi ci stavi dicendo che nel tuo percorso di studi hai comunque scelto degli indirizzi (=area di studi – indirizzi universitari) che avessero a che fare con le lingue. Quello che volevamo chiederti è: secondo te, qual è la situazione dell’insegnamento delle lingue nella scuola italiana e perché gli italiani fanno così tanta difficoltà ad imparare le lingue?

D. Ma, diciamo che è un argomento che è già stato sviscerato in molti luoghi e anche dallo stesso Luca Lampariello, nella nostra intervista. La situazione secondo me non è buona e – diciamo – ci sono molte persone che si chiedono se le lingue sono qualcosa che può essere insegnato a scuola o no. Diciamo, io non ho una posizione; penso che sicuramente si possa fare molto meglio di quanto si faccia adesso in Italia, perché l’approccio è sbagliato, l’approccio secondo me non è motivante per per gli studenti. Questo è un problema molto grande e secondo me molti insegnanti sono poco preparati, magari sono un po’ un po’ troppo anziani e hanno un po’ troppo poca voglia di motivare gli studenti ad apprendere una lingua – la lingua che insegnano. Oltre a questo, il problema di cui si parla sempre è che in italiano tutti i film e le cose che vengono mostrate in televisione sono doppiate, e questo è abbastanza sorprendente. Sorprendente quando vedi che se vuoi vedere un film come Star Wars devi andare in un cinema specifico, almeno qua nella zona di Torino, ad un orario (time – es. 8:30) specifico (o forse c’erano tre sessioni e basta). Questo secondo me è abbastanza significativo (telling) se uno pensa che un film così importante – si è parlato di quello per per un mese –In altri paesi non è così la situazione però questo influenza molto i nostri successi – o insuccessi.

E. OK. Un’altra cosa che volevo chiederti sempre per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue è secondo te quanto è importante essere come si dice, portati (=dotati – gifted), per imparare una lingua e quanto invece è possibile farlo per chiunque?

D. Ma, guarda, secondo me non è così importante il talento. Secondo me è più importante l’interesse e la motivazione. E questo interesse può avere diverse cause: può essere un interesse verso un paese, verso una cultura, verso magari una persona particolare, può essere un interesse al suono della lingua. Però secondo me è quello che è importante. Magari all’inizio non c’è un vero e proprio interesse, come nel mio caso con il russo: non è che ci fosse un interesse originario, però poi si è sviluppato. Però dev’esserci quello. Se non c’è quello, secondo me non si avrà mai successo nell’imparare una lingua. Non credo che il talento sia importante, perché si può imparare una lingua anche a 60 anni, se uno ha una determinazione sufficiente. Ovvio che quando uno è più giovane gli riuscirà meglio perché ha un cervello più plastico, però non ci sono ostacoli che impediscono (prevent) in maniera assoluta l’apprendimento di una lingua. Quindi: motivazione e interesse.

E. Sì, anche perché come dicevi tu, è difficile che a scuola si faccia la quantità di lavoro sufficiente per imparare effettivamente una lingua, quindi è importante essere motivati per continuare a fare cose da soli.

D. Sì, sì, sicuramente! Io faccio sempre l’analogia con l’imparare uno strumento. Io ho studiato pianoforte per diversi anni e se io avessi sperato di imparare a suonare lo strumento andando alla lezione e cercando di leggere gli spartiti (sheet music) e di provare a strimpellare (=suonare male, strum) qualcosa nell’ora alla settimana che facevo non avrei imparato niente, perchè è un lavoro che dev’essere quotidiano (day-to-day) – poi spesso io lo facevo non tutti i giorni perché non ero il migliore allievo, comunque, diciamo, dovrebbe essere un lavoro quotidiano.

E. Parliamo invece un po’ dell’italiano. Dato che tu sei insegnante di italiano su Italki. Volevo chiederti: qual è la ragione principale per cui le persone studiano l’italiano, che comunque non è una lingua così diffusa (widespread) come potrebbe essere lo spagnolo o l’inglese. Perché le persone studiano l’italiano e quindi per quale motivo hai deciso di creare il podcast?

D. È una domanda che anch’io pongo spesso alle persone che fanno lezione con me, anzi direi che forse è la prima o una delle prime. La risposta assolutamente più comune che sento è per interesse. (Per esempio:) sono interessato alla cultura italiana, sono attratto anche da qualcosa di magari un po’ magico dell’Italia, dal suono dell’italiano, da questa idea che si ha dell’Italia di un paese solare, di un paese accogliente (welcoming), di un paese in cui a uno straniero può piacere molto passare del tempo. Quindi sì, principalmente per ragioni culturali e per viaggiare, direi. Io ho creato questo podcast perché questo è quello che vorrei da un podcast di lingua e non sempre ne ho trovati in altre lingue. Alcuni sì, ce ne sono di ottimi (there are a few that are great), però ho pensato: perché non fare qualcosa che corrisponde a quello che io vorrei , quindi un podcast che parla di..- innanzitutto per persone che hanno superato il livello principiante, quindi dal livello intermedio in su, e che poi fosse abbastanza naturale: io non parlo di grammatica, parliamo di usi colloquiali, però sono spiegazioni della lingua come viene usata tutti i giorni, che magari non si trovano da nessun’altra parte. Però non mi piace parlare, non so, del verbo essere o del verbo avere o di come si usano le preposizioni articolate; non è escluso che magari poi lo possa fare, però in questo momento secondo me è più interessante utilizzare questa risorsa come una fonte di lingua un po’ più, diciamo, naturale e autentica, come dice lo slogan di questo podcast.

E. D’accordo. Quindi cosa consiglieresti a persone che vogliono imparare l’italiano come risorse oltre ovviamente al tuo podcast?

D. Ma, innanzitutto c’è un post che ho fatto in cui ho fatto una collezione di risorse per imparare l’italiano. Se state capendo quello che diciamo probabilmente avete già superato la fase iniziale, quindi non vi do consigli per principianti. Però se siete a un livello intermedio e volete migliorare il vostro italiano posso consigliarvi di leggere molto, secondo me è molto utile leggere e ascoltare contemporaneamente. Io utilizzo molto un sito che si chiama readlang.com, in passato utilizzavo anche un altro sito, lingq.com, che semplificano la lettura dei testi: quindi tu puoi schiacciare (=cliccare, click on) su una parola e ottenere la traduzione di questa parola, risparmiandoti  tutta la fatica (saving yourself the effort of) di doverla cercare sul dizionario. Oltre a questo sito, secondo me YouTube è una risorsa immensa (=enorme, huge), c’è qualsiasi cosa. Per le lingue più grandi ancora di più, però sono sicuro che per l’italiano ci sono tantissime cose. Se siete qualcuno di più giovane a cui può interessare la cultura degli YouTuber, questo tipo di contenuti, cioè ci sono moltissime cose anche in italiano, ma se non vi interessa questo comunque ci sono altri tipi di contenuti su youtube, film, documentari, qualsiasi cosa, dunque sfruttate questa risorsa enorme. E voglio ancora menzionare il diciamo il grande Alberto Arrighini, che ha fatto un sacco di video e di materiali per chi vuole imparare l’italiano, con Italiano Automatico, dunque andatevelo a vedere se non lo conoscete.

E. Va bene. Per oggi non ho altre domande per te.

D. Come al solito, la trascrizione di tutte le cose che abbiamo detto si trova sul sito podcastitaliano.com

E. Ricordatevi di seguire la pagina Instagram.

D. Sì. Ricordatevi di lasciare una recensione su iTunes, perché sarebbe molto utile avere recensioni. Se avete idee di argomenti di cui potremmo parlare scrivetecele, ci farebbe molto piacere. Detto questo, grazie ancora per la visione o per l’ascolto e ci vediamo nel prossimo video/episodio.

E. Ciao!

D. Ciao!

 

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