Avanzato #9 – Che cosa succede nella politica italiana? – VIDEO


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Nota: l’episodio audio ha un aggiornamento che il video non ha.

Ciao a tutti! Io mi chiamo Davide, bentornati su Podcast Italiano, il podcast/canale YouTube per imparare l’italiano attraverso contenuti autentici e interessanti.
Qualcuno di voi mi ha chiesto di parlare della situazione politica italiana dopo le elezioni dello scorso 4 marzo 2018. Immagino che da stranieri questa situazione possa sembrarvi decisamente confusa e bizzarra e dunque cercherò di chiarirvi un po’ le idee (shed some light). Innanzitutto un disclaimer: io non sono esperto di politica e dunque non farò un episodio dettagliato e complicato (spero), anche perché sospetto che molti di voi non siato al corrente (aware, in the loop) di come funziona la democrazia italiana. Dunque direi di iniziare proprio da qua.


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La forma di governo dell’Italia è una repubblica parlamentare, che significa che abbiamo un parlamento, che ha (meglio: esercita) la funzione legislativa (ovvero, fa le leggi). Il Parlamento è composto da due camere: la Camera dei deputati e il Senato.
Inoltre ci sono due cariche (office, post) molto importanti, che sono quella del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei ministri, anche noto come Presidente del Consiglio, Primo Ministro o Premier. Il Presidente del Consiglio è a capo del Governo, che detiene (holds) il potere esecutivo (ovvero attua le leggi [enforces the laws]). Presiede il – quindi è a capo del – Consiglio dei ministri ed è la più importante figura politica in Italia.
Il Presidente della Repubblica, che per le sue funzioni potrebbe essere paragonato un po’ alla Regina d’Inghilterra o al Re di Spagna – diciamo a monarchi di altri paesi – ha tra queste funzioni una che è molto importante in questa fase in cui ci troviamo adesso. Il Presidente della Repubblica si consulta con  (consults) le forze politiche – soprattutto quelle che hanno ottenuto molti voti o che hanno vinto le elezioni per numero di voti – (questa fase si chiama “consultazioni”) e nomina il Presidente del Consiglio. Gli dà quindi l’incarico (task, assignment) di formare un governo, una squadra di governo composta da ministri. Questo è molto molto importante, perché in Italia dunque il Presidente del Consiglio, il Primo Ministro, non viene eletto dai cittadini. Per questo non si parla di repubblica presidenziale come negli Stati Uniti o in Francia, ma viene viene eletto (corretto: nominato) dal Presidente della Repubblica, che gli dà l’incarico. I cittadini invece votano i parlamentari (members of parliament), la composizione del Parlamento, ed è per questo motivo che si parla di Repubblica parlamentare.
I parlamentari a loro volta ogni sette anni eleggono un Presidente della Repubblica (quello attuale si chiama Sergio Mattarella) che, come abbiamo detto, dà l’incarico di formazione del governo, e questo è il ciclo di pesi e contrappesi (checks and balances) del sistema democratico italiano.


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Dunque, il 4 marzo 2018 si sono svolte le elezioni parlamentari. La situazione che si è venuta a creare – e che è in realtà esiste già da qualche anno – è quella di un vero e proprio tripolarismo, ovvero tre poli (=forze, attori), tre forze politiche principali. Il Partito Democratico, principale partito di sinistra e pilastro del governo precedente, ha ottenuto un risultato pressoché (nearly, pretty much) disastroso (18,72 %), il suo minimo storico (all-time low). A livello di singolo partito ha vinto il cosiddetto Movimento 5 Stelle, con il 32,6 %. Il M5S è un partito di stampo populista (populist in nature), che intende superare i partiti di sinistra e di destra e posizionarsi come un partito anti-estabilishment. I suoi membri spesso vengono chiamati pentastellati (da penta = cinque in greco) e a volte anche grillini dal nome del suo fondatore Beppe Grillo, comico che ha fondato di fatto il Movimento e che adesso è una figura di secondo piano e comunque non è mai entrato in parlamento per precedenti giudiziari, ma che per molto tempo ne è stato la figura principale. Quindi “grillini”, spesso con tono ironico o dispregiativo (derogatory).

Beppe Grillo in comizio a Torino nel 2014:
Uno arriva qua e dice che io sono Stalin. Schulz, un tedesco. Che se non era per Sta-.. i tedeschi dovrebbero ringraziarlo Stalin, perché Stalin ha vinto.. l’ultima guerra contro i nazisti l’hanno i vinta i russi con Stalin. E se non vinceva Stalin, Schulz era (corretto: sarebbe) dentro il parlamento con una svastica sulla fronte. E se non è successo è grazie a Stalin. E mi danno dello stalinista a me. Tu offendi me e offendi 10 milioni di italiani. Schulz, vedi di andare a*****lo. Perché.. ecco..

Ad oggi la figura più importante del Movimento – ed è una figura centrale in questa fase della politica italiana è Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento. Il Movimento 5 stelle, come dimostra questo risultato esorbitante (=estremamente alto), in quasi 10 anni è cresciuto tantissimo. Dal 2009, quando è nato, ad oggi è passato da essere un nuovo partito al partito più votato. Il primo partito d’Italia.

Luigi Di Maio in comizio il 2 marzo a Roma:
E inizia l’epoca di una politica che lavora per le persone fuori dalle istituzioni, per i cittadini. […]  Ogni sei mesi ci dicevano state per morire, è finita. Siete un fuoco di paglia (flash in the pan, qualcosa destinato a morire in fretta), è finita. E oggi siamo qui con un consenso ancora maggiore rispetto al 2013. E se nel 2013 siamo entrati in parlamento come opposizione, stasera finisce l’era dell’opposizione ed inizia quello del governo del Movimento 5 Stelle. […] A quelli là, che ci hanno governato per 20 anni ed hanno ancora il coraggio di dire che vogliono cambiare le cose, perché non le avete cambiate quando stavate governando?! Perché?! Perché?!
In Italia si possono anche formare le coalizioni. E alle ultime elezioni si sono presentate due coalizioni, una di centro-sinistra – abbiamo già parlato del Partito Democratico, che di fatto era l’unica forza davvero consistente di questa coalizione – e poi la coalizione di centro-destra, formata da da 3 partiti principali (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia), che insieme hanno ottenuto il 37 % dei voti. La figura più importante della Coalizione di centro-destra è quella di Matteo Salvini, leader della Lega. La Lega in passato si chiamava Lega Nord, che era un partito per molti aspetti xenofobo che si proponeva (aimed at) di mettere al primo posto il Nord Italia. E come potrete capire non era molto apprezzato al Sud Italia, per questo misteriosamente è scomparsa la dicitura Nord ed è rimasta solamente Lega. E questa tattica ha funzionato perché adesso la Lega, che non si occupa più del Nord Italia, ma si occupa della lotta all’immigrazione clandestina (illegal immigration) principalmente ha vinto moltissimi voti, raggiungendo il 17 %.

Matteo Salvini in comizio a Pontida nel 2016:
Ebbene se qualcuno oggi, ieri o domani pensa che il futuro della Lega sia ancora quello di un partitino servo di qualcun’altro, di Berlusconi o di Forza Italia ha sbagliato a capire. Noi non saremo più schiavi di nessuno! Non voglio tornare al 4% per portarmi a casa 20 parlamentari di cui non me ne faccio un c***o. Voglio cambiare questo paese! Voglio cambiarlo! Ma alle nostre condizioni!

Ma della coalizione di centro-destra fa anche parte un personaggio che immagino molti di voi abbiano visto e di cui abbiano sentito parlare, ovvero Silvio Berlusconi, noto anche per le sue frequenti e infelici battute e gaffe (frequent and bad jokes and gaffes), anche in campo internazionale.

Silvio Berlusconi a Camp David (inizio anni 2000) che parla in inglese pessimo e viene preso in giro da Bush.
Berlusconi in comizio: Continuano a dire “Berlusconi a casa” creandomi un certo disagio, perché disponendo (=possedendo) di 20 case non saprei in quale andare.

E benché non possa essere eletto in Parlamento (UPDATE: ora può) perché è stato condannato per frode fiscale (tax fraud), quindi secondo una legge anti-corruzione è ineleggibile (unelectable), rimane comunque al capo del suo partito, Forza Italia, ed è una pedina fondamentale, importantissima, nello scacchiere (metaforico: chessboard) (anche: scacchiera) della politica italiana.
Dunque, M5s da solo ha ottenuto il 32%. Tre partiti di centro-destra insieme hanno ottenuto il 37% ma nessuna di queste due forze politiche da solo più governare e ottenere la maggioranza.


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Per formare un governare è necessario formare un’alleanza, ma questa alleanza non è stata ancora trovata e a questo punto, dopo due mesi, non si sa se verrà trovata. In questi due mesi ci sono stati molti colloqui, molti dialoghi tra le forze. Sostanzialmente, il M5S sarebbe disponibile ad un accordo con la Lega, ma non sarebbe disponibile ad accettare Silvio Berlusconi (Forza Italia) all’interno governo, mentre Forza Italia pretende di far parte di questo governo, così come la lega vuole mantenere questo patto, questa coalizione di centro-destra e non vuole “tradire” Berlusconi. Dall’altro lato (a sinistra) Luigi Di Maio (M5S) ha provato ad allearsi con il Partito Democratico, ma senza successo perché il PD, nonostante alcuni all’interno del partito siano più aperti al dialogo (open to dialogue), sostanzialmente si è rifiutato di accettare un ruolo collaborativo e sostenere un governo, anche perché durante questi anni il M5S è stato molto duro a parole nei confronti del Partito Democratico; poi, nel 2013, praticamente c’era la stessa situazione e il M5S all’epoca non accettò di formare un governo con il PD. Matteo Renzi, ex-premier ed ex-segretario (=capo) del PD, si è espresso negativamente rispetto a un possibile accordo. Nonostante lui non sia più né Presidente del Consiglio né capo del partito – segretario del partito – rimane comunque una voce molto influente – probabilmente la voce più influente del partito. Ed è per questo che l’accordo sostanzialmente non è andato a buon fine. (didn’t end well, was not successful)

Come abbiamo detto sono passati ormai più di 2 mesi e tre tornate di consultazioni (three rounds of consultation), ovvero dialoghi intavolati (dialogues held, initiated) dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con le varie forze politiche, che non hanno portato a nulla. Sergio Mattarella non ha potuto dare l’incarico a nessuno perché nessuna forza ha la maggioranza.

Sergio Mattarella in conferenza stampa: nel corso dei colloqui di oggi ho chiesto alle varie forze politiche, particolarmente a quelle più consistenti, se vi fossero delle possibilità di intesa, se ne fossero emerse (whether they had emerged). Registrando che non ve ne sono, come è evidente non vi è alcuna possibilità di formare un governo sorretto (=sostenuto) da una maggioranza nata da un accordo politico


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A meno che improvvisamente nelle prossime ore, nei prossimi giorni Lega e M5S non trovino un accordo – il che sembra difficile, perché la lega non vuole abbandonare Silvio Berlusconi – c’è la seria possibilità che si vada di nuovo alle urne (we might go to the polls), ovvero che si vada di nuovo a votare.

Quando non si sa, perché Lega e Movimento 5 Stelle spingono per votare a luglio, però il presidente Mattarella non vorrebbe, non è molto favorevole a questa a questa eventualità, perché luglio vorrebbe probabilmente dire forte astensionismo (low turnout) (ovvero molte persone che sarebbero in vacanza non andrebbero a votare). Seconda cosa: luglio è relativamente vicino e quindi, probabilmente, non ci sono i tempi tecnici, ovvero non c’è tempo per preparare una delle nuove elezioni.

Sergio Mattarella in conferenza stampa: Non vi sono i tempi per un voto entro giugno. Sarebbe possibile svolgerle in piena estate, ma sinora si è sempre evitato di farlo ,perché questo renderebbe difficile l’esercizio del voto agli elettori. Si potrebbe quindi fissarle per l’inizio di autunno.

Sergio Mattarella ha ipotizzato dunque la formazione di un governo neutrale, temporaneo tecnico – chiamatelo come come volete, può avere vari nomi – che sostanzialmente non sarebbe un governo politico, né di destra né di sinistra, ma che sarebbe semplicemente avrebbe la funzione il compito di traghettare (lead, lett. “to ferry across”), di portare il paese fino a probabilmente nuove elezioni o fino al raggiungimento di un accordo tra le forze politiche che si sono dimostrate le più forti in queste elezioni.

Sergio Mattarella in conferenza stampa: Ma nel frattempo, in mancanza di accordi, consentano attraverso il voto di fiducia che nasca un governo neutrale, di servizio, un governo neutrale rispetto alle forze politiche

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Un gran casino (mess). Che è esattamente come si potrebbe riassumere la politica italiana in tre parole. Pensate solo: dopo più di due mesi dalle elezioni siamo senza governo, che è davvero una situazione paradossale e anomala (unusual). Si potrebbero dire tante cose sulla politica italiana, ma non che i suoi governi siano caratterizzati da stabilità e solidità. Basti pensare a questa cifra: dal 1948, quando entrata in vigore l’attuale Costituzione (che ci ha reso una repubblica parlamentare) ci sono stati ben 64 governi. Quindi: 70 anni e 64 governi. Un mandato di un governo dovrebbe durare in teoria 5 anni ma in realtà la media per governo è di circa poco più di un anno. Adesso addirittura il governo nemmeno c’è. Abbiamo appena fatto le lezioni e il risultato è un vero e proprio nulla di fatto (=no decision made). Vedremo come andrà a finire. Ci sono sviluppi continuamente, anche se in realtà è uno stallo: ci sono molte parole ma molti pochi fatti. Dunque vedremo se per caso le cose cambieranno nei prossimi giorni..

AGGIORNAMENTO:
Le cose effettivamente sono cambiate: ci sono degli sviluppi, proprio delle ultime ore, di cui è importante parlare, se no questo video non ha alcun senso.

Dunque, proprio nelle ultime ore sembra che si sia trovato un accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Io nel video dicevo che era (meglio: sarebbe stato) difficile, però improvvisamente questo accordo sembra essere stato trovato, tra Di Maio e Salvini. Il ruolo di Berlusconi in questo governo sarebbe [quello di] alleato della Lega, che però non impedisce (prevents) alle due forze di formare un partito. Quindi non darebbe non darebbe la cosiddetta fiducia al Governo – perché in Parlamento bisogna votare la fiducia al Governo, è un modo di dire “sì, ci fidiamo, diamo la fiducia a questo governo” e il governo quindi può lavorare. È una fase che deve essere superata all’inizio di ogni nuova legislatura (parliamentary term)

Quindi, questo sarebbe lo sviluppo delle cose. Non si sa ancora chi sarà il premier, probabilmente né Di Maio, né Salvini, ma una persona terza (a third person). Però non si sanno altri dettagli, per esempio chi saranno i ministri In ogni caso mi sembrava importante fare questo aggiornamento. Seguite anche voi la situazione perché in queste ore stan mutando gli scenari che si erano venuti a creare, quindi non ci sarà nessun voto apparentemente. Dunque è cambiato tutto molto molto in fretta .Quindi continuiamo a seguire la situazione, però a quanto sembra con grande probabilità ci sarà un governo Lega-Movimento 5 Stelle, come era in realtà auspicato (called for, desired) da molti dopo le votazioni del 4 marzo. Torniamo al video.

AGGIORNAMENTO EPISODIO AUDIO:
È passato qualche giorno dall’upload del video e ci sono ulteriori aggiornamenti. Il dialogo tra Lega e M5S continua e dunque sembrerebbe effettivamente che si vada verso un governo “giallo-verde” (questi sono i colori rispettivamente del Movimento e della Lega). Un’altra notizia di oggi (12 maggio) è che il Tribunale di Milano ha dichiarato Berlusconi nuovamente candidabile. Ho detto nel video che era stato reso incandidabile per una legge anti-corruzione. Berlusconi era stato condannato per frode fiscale relativamente alla sua rete televisiva Mediaset. Vedremo cosa cambierà questa decisione negli scenari politici, in ogni caso Berlusconi non è più incandidabile (=non può essere candidato) e quindi teoricamente potrà ripresentarsi (show up again) a nuove elezioni e tornare a sedere in parlamento. Fine aggiornamento.

 

Vi consiglio di seguire la situazione, magari ora che sapete qualcosa in più potrete comprendere meglio cosa sta succedendo. In ogni caso la politica italiana non annoia mai, è sempre frizzante (lett. sparkling – lively) e mai banale. Spero di avervi chiarito le idee.

Se avete visto questo episodio YouTube potete riascoltarlo come episodio audio. Potete cercare su iTunes o sulla vostra applicazione di podcast preferita Podcast Italiano. Vi ricordo che ho anche una nuova serie di episodi chiamati “riflessioni senza trascrizioni”, che non hanno trascrizioni – mentre questo episodio ha l’intera trascrizione di tutte le cose che ho appena detto. Ho usato parole complicate, ma potete rileggere tutto e dunque potrete capire tutto ciò che ho appena detto.

Questo per oggi è tutto. Spero vi sia piaciuto e ci vediamo. Alla prossima!

 

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