Il doppiaggio e il “doppiaggese”

Il doppiaggio e il “doppiaggese”

Benvenuti su Podcast Italiano! Nell’episodio di oggi vi parlerò del doppiaggio e del doppiaggese: se non sapete cosa significhino questi termini, non importa, rimanete in ascolto perché parleremo di questo. Su podcastitaliano.com come sempre troverete la trascrizione del testo con le parole più difficili tradotte in inglese. Incominciamo.

Molte persone si chiedono perché noi italiani solitamente facciamo più fatica a parlare inglese degli scandinavi per esempio, o degli olandesi.  Secondo me ciò la ragione principale è che, a differenza di questi paesi, in Italia il doppiaggio è una pratica molto diffusa. Il doppiaggio, per chi non lo sapesse, è la sostituzione delle voci originali di un film, di una serie TV ecc. con voci di un doppiatore in una lingua diversa. In Italia, per esempio, alla  TV e al cinema quasi tutti i film, serie, cartoni sono doppiati in italiano, mentre in Scandinavia, in Islanda, nei Paesi Bassi, anche Portogallo se non mi sbaglio solitamente si preferiscono i sottotitoli. Di conseguenza, un bambino svedese fin da piccolo sarà esposto all’inglese dei programmi americani o britannici e vedrà in contempo sottotitoli in svedese, e ciò non può che essere d’aiuto nell’acquisizione dell’inglese. Noi italiani a volte non conosciamo nemmeno la voce originale di attori famosi americani, per esempio. Le voci originali vengono completamente sostituite dalle voci tradotte dei doppiatori, a parte alcuni casi come i documentari, in cui la voce originale viene solitamente tenuta a un volume più basso. L’Italia è uno dei paesi che utilizza (should be UTILIZZANO :D) di più il doppiaggio, e indubbiamente c’è sempre stata una spiccata professionalità e abilità che caratterizza i doppiatori italiani.
Ci sono diverse argomentazioni favorevole o contrarie al doppiaggio; io personalmente, da quando ho iniziato anni fa a vedere contenuti in lingua originale non sono tornato indietro. Se si hanno le conoscenze linguistiche che permettono di guardare un film in lingua originale, la fruizione è notevolmente più godibile  sotto molti aspetti. Ma per coloro che non conoscono l’inglese e non sono interessati ad impararlo, è più facile seguire una storia se la lingua adoperata è l’italiano, rispetto a essere costretti a seguire i sottotitoli.

Non mi soffermerò però esclusivamente sul doppiaggio, perché voglio parlarvi anchedi un’altra conseguenza curiosa del doppiaggio in Italia, ovvero la nascita del cosiddetto “doppiaggese”. Il “doppiaggese” è una variante della lingua (italiana nel nostro caso) che compare nei film come risultato del doppiaggio, della traduzione dall’inglese. Ovvero una lingua “artificiale”, modellata sulla base della lingua originale. Dato che non si possono sforare i tempi dei copioni originali, spesso nel doppiaggio è necessario trovare compromessi di traduzione per far stare una battuta nel tempo a disposizione. Questi compromessi sono per esempio parole ed espressioni innaturali, i cosiddetti calchi dall’inglese, che non sono propri della tradizione italiana. In altri casi si tratta solamente di cattive traduzioni, non causate da vincoli di tempo. In ogni caso, l’influenza e la pervasività del doppiaggio sono tali che, con il tempo, queste parole ed espressioni originariamente innaturali diventano parte integrante della lingua stessa! Questo in italiano è successo con molte parole. Una delle più famose è “realizzare”, dall’inglese “to realize”, per “rendersi conto”, “accorgersi”. In passato “realizzare” in italiano voleva solamente dire “creare,  far diventare reale qualcosa”.
Mentre adesso si può usare come in inglese “I realized that he was right”, oggi sarebbe normalissimo sentire una frase come: “Ho realizzato aveva ragione” al posto di “Mi sono reso conto/Mi sono accorto solo adesso che aveva ragione”. 50 anni fa,  però, “Ho realizzato che aveva ragione” sarebbe stata assolumente incomprensibile.
Altri esempi sono “assolultamente sì!” o “assolutamente no!”, modellati sulla base dell’inglese “absolutely!” e “absolutely not!”. In italiano sarebbe più naturale per esempio “certamente” o “certo che sì/no”.
Un altro esempio è – scusate per la volgarità – “fottuto”, come traduzione di “fucking”. In italiano ci sono moltissime parole volgari che si potrebbero utilizzare al posto di “fottuto”; idem nel caso di “dannazione/maledizione” che sono utilizzate nel doppiaggio per tradurre “goddammit!”, ma non si usano molto, o almeno non si usavano molto nell’italiano parlato dalle persone.
Persino espressioni come wow (la pronuncia è un po’ italianizzata quindi diventa “uau”) sono state introdotte nell’italiano dalla lingua dei doppiaggio.
Su Wikipedia potete trovare una lista delle numerose parole ed espressioni del “doppiaggese”:
https://it.wikipedia.org/wiki/Doppiaggese#Esempi_di_luoghi_comuni_del_doppiaggese

Non sono pochi coloro che hanno una visione negativa di questo tipo di linguaggio. Io mi limito a constatare l’impatto che ha avuto sull’italiano (molte di queste espressioni per me, persona cresciuta negli anni 2000, sono assolutamente comuni), che è un segno di quanto la televisione abbia un’influenza molto più importante della letteratura e dei libri. Ognuno può trarne le conseguenze che preferisce, detto questo io stesso mi rendo conto di quanto sia difficile “tenere a bada” l’influenza di una lingua straniera. Io stesso, conoscendo bene l’inglese e ascoltandolo tutti i giorni, mi ritrovo a usare involontariamente parole e modelli che sono calchi di parole inglesi o espressioni inglesi. Se sono solo io a utilizzare queste forme, gli altri non mi capiranno e dunque è meglio che eviti di usarle per evitare incomprensioni; ma se a usarle è un’intera generazione, influenzata dal linguaggio della televisione, è inevitabile che con il tempo, con i decenni  diventeranno la norma queste parole e queste espressioni, e proprio questo è sucesso con molte delle parole del cosiddetto “doppiaggese”.

Spero l’episodio vi sia piaciuto, andate su podcastitaliano.com per la trascrizione e date un’occhiata all’articolo di Wikipedia sul doppiaggese, è abbastanza divertente e interessante. Detto questo, vi auguro una buona giornata e alla prossima!