Caparezza, rapper italiano


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Mi chiamo Davide e nell’episodio di oggi ho deciso di parlare di musica, di un artista che mi sta molto a cuore (is close to my heart) che si chiama Caparezza. Caparezza è un rapper pugliese (viene dalla Puglia), di quasi 44 anni – tra l’altro tra pochi giorni, compirà 44 anni dunque non è più un giovanotto (he’s not a young boy anymore). È un rapper, ma un rapper atipico, nel senso che il suo stile è molto diverso dalla maggior parte degli altri rapper mainstream. Premetto che (Let me start by saying) io non sono un intenditore (connoisseur) di rap e a dire il vero non mi piace molto il rap come genere musicale. A me piacciono di più altri generi come il rock e il metal, diversi generi.. il rap non è esattamente il mio genere preferito, nonostante ci siano alcuni artisti italiani e stranieri che ascolto. Ed è proprio per il fatto che Caparezza è un rapper atipico, diverso dalla maggior parte degli altri rapper, che a me piace così tanto. Si distingue (he stands out) da tutti gli altri – o se non da tutti (perché, come ho detto, non me ne intendo molto di rap) dalla stragrande maggioranza (vast majority) di loro. In che cosa si distingue Caparezza dagli altri rapper?

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Beh, innanzitutto il genere musicale, perché Caparezza fa ampio uso (often uses) di chitarre elettriche, di diversi strumenti, diverse sonorità (sounds), diversi stili. Molto spesso, appunto, ci sono chitarre elettriche, dunque la musica ha contaminazioni rock (rock influences). Ma non solo rock, perché ci sono canzoni che hanno sonorità degli anni 80, 70, 60; Caparezza sperimenta (experiments) molto con lo stile della sua musica e questa è una cosa che io adoro, perché ogni volta che ascolto un suo nuovo disco non so cosa aspettarmi (I don’t know what to expect) dalle sue canzoni. Ogni canzone è una vera sorpresa dal punto di vista musicale.

La seconda ragione che lo distingue dalla maggior parte degli altri rapper sono i temi trattati (topics covered) nelle sue canzoni. Perché molto spesso nel Rap ci sono cliché, i tre cliché principali sono il sesso, la droga e soldi. Caparezza si distanzia (stays away) il più possibile da questi temi e tratta temi completamente diversi. È difficile dire di cosa parli, perché parla davvero di qualsiasi cosa. Nelle sue canzoni ci sono riferimenti (references) letterari, riferimenti culturali, musicali, cinematografici (relating to films), può parlare di politica, può parlare di mitologia, può parlare di tantissime cose. Pensate che il suo sesto e penultimo (second to last) album è un concept album basato sulle opere d’arte, su quadri (paintings). Ogni canzone è ispirata da un quadro da cui lui parte per parlare di qualcos’altro. Questo è qualcosa che non penso nessun altro rapper, almeno in Italia, abbia mai fatto. Qualcosa di molto innovativo. Infatti non è facile cogliere tutti i riferimenti (grasp all the references) presenti nelle sue canzoni, perché bisogna avere una grande cultura per poterlo fare. Al primo ascolto viene colta una piccola percentuale – almeno io colgo una piccola percentuale dei riferimenti che fa Caparezza nel testo della canzone. Solamente cercando su internet, oppure utilizzando per esempio il sito Genius.com, in cui una comunità di persone spiega ogni verso  della canzone (line of the song).. solo in questo modo (this is the only way) si possono cogliere tutti i riferimenti inseriti o nascosti nel testo di una canzone, che sono davvero tantissimi.

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Il terzo punto è il timbro, la voce che usa Caparezza quando canta, Il timbro vocale (voice, vocals), che per alcune persone è fastidioso e penso che quello fosse l’intento (intention) di Caparezza quando decise di cantare in questo modo. È un timbro unico che, appunto,  a molti non piace ma è il suo marchio di fabbrica (trademark), per così dire. A questo proposito penso sia più semplice farvi ascoltare un estratto di una sua canzone. Non preoccupatevi se capite poco o niente perché anche per noi italiani è difficile capire i testi, perché il linguaggio è complicato e ci sono molti riferimenti non immediati da capire. Vi riprodurrò un estratto (I will play an excerpt) dal pezzo “Mica Van Gogh” che appartiene al concept album di cui vi parlavo, basato su sull’arte, sui quadri. In questo pezzo Caparezza paragona Van Gogh, che era considerato pazzo, con un uomo o un ragazzo moderno, e mostra come quest’ultimo (the latter) sia più pazzo di quanto lo fosse Van Gogh.
Buon ascolto!

Prima di dare del pazzo  a Van Gogh (calling Van Gogh crazy) sappi che lui è terrazzo (terrace), tu ground floor
Prima di dire che era fuori di senno (out of his mind), fammi un disegno con fogli di carta e crayon
Van Gogh, mica quel tizio là, ma uno che alla tua età, libri di Emile Zola
Shakespeare nelle corde (familiar with, right up his alley)
Dickens nelle corde
Tu, leggi manuali (user’s guides) di DVD Recorder
Lui, trecento lettere, letteratura fine (fine literature)
Tu, centosessanta caratteri, due faccine (smileys), fine (that’s all)
Lui, London, Paris, Anvers
Tu, megastore, iper, multiplex
Lui, distante ma sa tutto del fratello Teo
Tu, convivi (live together) e non sai nulla del fratello Tuo
Lui a piedi per i campi, lo stimola
Tu, rinchiuso con i crampi (holed up with cramps) sul Tapis Roulant
Beh, da una prima stima (on a first estimation) mio caro ragazzo
Dovresti convenire (agree) che
Tu sei pazzo
Mica (Not) Van Gogh
Tu sei pazzo
Mica Van Gogh

Dunque questa era la prima strofa (verse) di “Mica Van Gogh”. Non intendo spiegarvi verso per verso (line by line) il significato di questa strofa, anche se è qualcosa che potrei fare in episodi successivi. Potrebbe essere un’idea interessante prendere una canzone e spiegare il significato di ogni verso della canzone, e magari spiegare alcune espressioni contenute nella canzone che possono essere complicate a livello di linguaggio per uno straniero che impara l’italiano.

Ma non è quello che voglio fare in questo episodio del podcast, perché verrebbe troppo lungo (It would be too long) Volevo solo darvi un’idea di chi è Caparezza, dello stile  (anche se è difficile parlare di stile perché ogni canzone ha un suo stile proprio) anche per farvi sentire come canta e per spiegarvi semplicemente chi sia Caparezza.

Ho deciso di parlarvi di lui, uno (meglio dire: prima di tutto, first of all) perché è uno dei pochi artisti italiani che ascolto; non ascolto molta musica italiana a dire il vero. A volte gli stranieri mi chiedono consigli (recommendations) di musica italiana e io non ne ho perché non ascolto molta musica italiana, non ascolto pop italiano praticamente. Caparezza è uno dei pochi artisti italiani che ascolto.

E il secondo motivo è perché è appena uscito il settimo disco che si chiama Prisoner Seven o Nine. Il titolo e le canzoni rientrano in (form part of) un Concept album molto interessante e come ho detto Caparezza osa (dares) fare cose che molti altri artisti non fanno e nella scena rap direi che è unico in questo. Inoltre Caparezza suonerà a Torino a inizio dicembre e andrò a vederlo. Sono andato a vederlo una volta nel passato qualche anno fa e mi è piaciuto davvero moltissimo.

In conclusione vi faccio sentire un altro estratto di un pezzo (song=canzone) che a me piace molto, un singolo che penso molti italiani abbiano sentito. Anche questo del 2014 dall’album “Museica”, quello che parla di quadri in sostanza. Questo pezzo si chiama “Non me lo posso permettere” e questo pezzo è stato passato alla radio (aired on the radio) per un certo periodo. Anche in questo caso troverete la trascrizione di questo estratto del pezzo. Non vi preoccupate, lo ripeto, non vi preoccupate se capite poco o non capite proprio niente perché è assolutamente normale. Il linguaggio non è affatto facile. Detto questo buon ascolto questa è la prima strofa di “Non me lo posso permettere” di Caparezza.

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Come medico non posso farmi un tattoo sulla faccia, non me lo posso permettere (I can’t afford it)
Come donna ho peli (hair) sulle gambe e le braccia e non me li posso permettere
Quando supero gli ‘anta (after 40 years of age, quarANTA, cinquANTA, ecc.) metto su panza (I get fatter), lascio i capelli sul pettine (on the comb) 
Vorrei provarci con te (hit on you), ma ho la faccia da rettile, non me lo posso permettere
Pensioni come i senatori non me le posso permettere
Stasera niente cena fuori, non me la posso permettere
E tra l’altro qui passano i mesi ma non ho riscosso (earned) per niente, man
Era meglio la Roma dei sette re, di un futuro che fa bubu settete (peekaboo!) 
Non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
Non me lo posso permettere… Quindi ti dico di no!

Non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
E non ci devo riflettere (I don’t have to think about it), te lo dico a chiare lettere,
Non me lo posso permettere… Quindi ti dico di no!

Grazie di aver ascoltato Podcast Italiano. Troverete la trascrizione di quest’episodio nella descrizione dell’ episodio sull’applicazione di podcast che usate per ascoltarlo o sul sito podcastitaliano.com. Grazie di nuovo e alla prossima.

Ciao!

 

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