Interviste, Podcast

Il nostro cane, Giotto – Intermedio #21

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Ho pensato per un po’ in quale categoria di episodi mettere questo episodio, se metterlo tra gli episodi per principianti oppure tra gli episodi intermedi. Ho deciso di metterlo tra gli episodi intermedi perché nonostante l’argomento possa sembrare abbastanza semplice, ovvero l’arrivo del nostro cane nelle nostre vite, in realtà la lingua utilizzata in questo testo, che ha scritto e letto mia madre, non è così elementare.
Quindi questo è un episodio di livello intermedio, di cui potete leggere la trascrizione seguendo il link che trovate nella descrizione, nelle informazioni di questo podcast. Se siete abituati agli episodi intermedi normali forse questo è un po’ più facile, ma è comunque un buon esercizio.

Ma prima di incominciare volevo dire che ho l’onore per la prima volta di dire che questo episodio è sponsorizzato, e soprattutto ho l’onore di dire che è sponsorizzato da italki! Penso che molti di voi conoscano italki. Italki è una piattaforma per imparare le lingue, dove si possono trovare degli insegnanti madrelingua e dove insegno da più di 2 anni, a dire il vero, e  ho fatto quasi 600 lezioni. Italki è secondo me è un ottimo servizio, che mi ha permesso di incontrare tantissimi studenti, alcuni… tra cui anche tanti ascoltatori di Podcast Italiano e mi ha permesso di aiutarli con il loro italiano. E quindi sono molto contento perché i prossimi episodi del podcast saranno sponsorizzati da Italki. Davvero non posso consigliarvelo abbastanza (I can’t recommend it enough), è un servizio comodissimo (very convenient – in this case “convenient” doesn’t mean “comfortable”), potete fare lezione su Skype senza spostarvi, pagando un molto meno di quanto paghereste in una scuola di lingue fisica. E quindi niente, se volete fare lezione con me oppure con altri insegnanti seguite il link che trovate nella descrizione del podcast, avrete diritto (you’re entitled to) a $10 di lezione gratuita, e facendo così aiuterete anche Podcast Italiano, ovvero me. Se non lo sapete io sono Podcast Italiano. Quindi sì, ci vediamo su Italki, spero di vedervi su Skype. E detto questo, sentiamoci l’episodio.

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A fine marzo di due anni fa è entrato nella nostra casa e nella nostra vita Giotto, uno Schnauzer nano nero di due mesi. È il nostro primo cane. La prima volta che l’ho visto, all’allevamento, tremava tutto (he was shaking) e si nascondeva sotto i mobili. Quando siamo andati a prenderlo, invece, era allegro e vivace (lively, energetic) e scodinzolava (was wagging its tail – da “coda” = tail) facendoci le feste (un cane o un animale “fa le feste”, ovvero “acts very friendly”).
Si è subito adattato alla nostra casa e ai due gatti presenti. Il compito più arduo è stato di abituarlo a fare i suoi bisogni (his needs, meaning pee and poo) fuori e non sul pavimento dell’appartamento. Nel giro di due mesi la questione si è risolta con successo. Fin da subito abbiamo iniziato a portarlo a passeggio (to walk him) con noi durante le gite (trips) in montagna. Lo teniamo quasi sempre legato, per timore che scappi o incontri una vipera o un cane più grosso e pericoloso.
Adesso  Giotto è un cagnetto di circa 9 kg, e sfoga la sua energia (“pours out” its energy – sfogare is a very hard word to translate, check out Elissa’s explanation) con lunghe corse in giardino. Gli piace molto giocare con la pallina, che si fa lanciare e poi riporta, anche se  non sempre se la lascia prendere. Oltre ai suoi croccantini (dog food, from “croccante”, meaning “crunchy, crispy”), che mangia due volte al giorno, gli piacciono molto le mele, le pere, le croste di formaggio, il pane e i grissini, che sgranocchia  con gran gusto (munches/crunches and really enjoys) .

Di notte dorme nella sua cuccia (doghouse) in una comoda gabbia chiusa, così non disturba il nostro riposo. Non  uggiola (whine) quasi mai, tranne quando si accorge che ci prepariamo per la passeggiata, per far capire che vuole uscire anche lui.
Non ama molto essere spazzolato (being brushed) e perciò, per tenerlo in ordine, lo porto in un centro di toelettatura (grooming – where dogs are shave/trimmed and cleaned), dove lo tosano (they shave him),  lo lavano e lo profumano.
È un ottimo cane da guardia (guard dog), perché ci avverte abbaiando quando passano estranei (strangers)davanti a casa, ma fa le feste a tutte le persone che ci vengono a trovare. È anche un ottimo cagnolino da compagnia (companion dog), ma ama anche la vita all’aria aperta e quando incontra altri cani pensa di essere uno schnauzer gigante!


Questo era tutto sul nostro cane Giotto. Tra l’altro una piccola nota interessante, il nome “Giotto” l’ho proposto io per la prima volta. Dato che è un cane di razza vige questa regola (there’s a rule – vigere = to be active, in force) per cui in un determinato anno, se non mi sbaglio, tutti i cani di razza devono essere chiamati con un nome che inizi con una determinata lettera. Nell’anno di Giotto la lettera era, appunto, la G. Secondo me il nome “Giotto” è bello sia come suono – “Giotto!”,  suona bene, no? – ma anche perché è un omaggio al celebre pittore e architetto italiano. E voi avete cani, o animali in generale? Scrivetemi nei commenti al post.
Ci sentiamo nel prossimo episodio! Ah, e ci vediamo su Italki.
Alla prossima!
Ciao.

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