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Una storiella per capire i verbi potere, sapere, riuscire, essere capace, essere in grado – Intermedio #31

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Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Il podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti naturali e autentici. Io mi chiamo Davide e questo episodio di livello intermedio è un pochino diverso dagli altri, perché si tratta di una storia, scritta dall’abile penna (o meglio, tastiera) di Erika, in cui sono contenuti alcuni verbi che molti stranieri spesso confondono: potere, sapere, riuscire e anche “essere capace” e “essere in grado”. Vi ricordo che potete rileggere la trascrizione di questo episodio sul sito, podcastitaliano.com, trovate un link nella descrizione dell’episodio nell’applicazione che probabilmente state usando per ascoltarmi. 
Riassumiamo ora brevemente come si usano questi verbi e poi ascoltiamo la storia.

– potere si usa quando la possibilità di fare qualcosa dipende da noi o da altre persone o circostanze esterne. 
Posso guidare la macchina perché ho la patente. 
Non si può fumare nei ristoranti.

– sapere si usa per una capacità, un’abilità, come andare in bici, parlare una lingua, disegnare, ecc. “essere capace” è sostanzialmente un sinonimo ma si usa meno frequentemente e con una sfumatura un pochino diversa, un po’ come in inglese “can” e “be able to”.
So guidare la macchina, ho imparato. 
Sono capace di guidare la macchina.

– riuscire indica il risultato: magari possiamo fare qualcosa e sappiamo fare qualcosa, ma riusciamo a farla? Abbiamo successo o no?  
So guidare la macchina ma non riesco perché ho un braccio rotto.
So parlare inglese ma non riesco a farlo di fronte a tante persone.

– essere in grado di fare qualcosa è a metà tra “essere capace” e “riuscire”. A volte indica una capacità, a volte indica una condizione che ci permette di fare o non fare qualcosa.
Si è rotta la lampadina del salotto. Sei in grado di ripararla? = sei capace?
Piove a dirotto fuori, sei in grado di guidare con questo tempo? = riesci?

Non preoccupatevi di queste spiegazioni, non è importante impararle a memoria. Sentite la storia e cercate di capire come si usa ogni verbo in contesto. Se volete, potete tornare alla spiegazione dei verbi e anche ascoltare la storia tante volte per interiorizzare l’uso dei verbi. Pronti?

Almerino era un giovane inventore: era l’uomo più intelligente della città, un vero e proprio genio! Poteva inventare qualsiasi cosa e sapeva trovare la soluzione ad ogni problema. Aveva però un difetto: era molto distratto, completamente sbadato, sempre con la testa fra le nuvole. Si racconta che, un giorno, mentre era occupato a fantasticare, la testa rimase proprio lì, in mezzo alle nuvole.
La testa era in cielo mentre lui era rimasto con i piedi per terra. La testa, tra le nuvole, gridava: “Aiuto, aiuto! Non riesco a scendere!”
Almerino, che era un inventore, era in grado di risolvere qualsiasi problema, lo abbiamo detto. Ma come poteva fare, ora che la sua testa era lontana da tutto il resto? I pensieri erano da una parte e le mani da un’altra e così non riusciva a inventare nulla. Era disperato, non sapeva proprio dove sbattere la testa… perché non poteva, non ce l’aveva! 
In città si era diffusa la notizia: “Ha perso la testa, ha perso la testa!” e così tutti pensavano che il genio fosse impazzito, ma no! Aveva davvero perso la testa tra le nuvole. “Cosa possiamo fare per aiutarlo?” si chiedevano tutti, ma nessuno sapeva risolvere i problemi meglio di Almerino. In cielo, la testa faceva l’unica cosa che poteva fare, continuava a gridare in cerca di aiuto: “Aiuto, aiuto! Non riesco a scendere!” 
Passava di lì un uccellino. “Uccellino, uccellino! Aiuto, Aiutami tu! Non riesco a scendere! Sei l’unico che può aiutarmi!”L’uccellino era molto sveglio: sapeva trasportare grandi pesi e trovare la strada tra le nuvole e gli alberi. Era l’unico in grado di fare qualcosa.
“Ti aiuto io, amico! Ora ti prendo con il mio becco e ti riporto sulla terra con le mie ali!”
Che aiuto prezioso quello dell’uccellino!
Solo grazie a lui la testa poté ritornare sulla terra insieme al suo corpo. Almerino era felicissimo: finalmente aveva di nuovo la sua testa! Il corpo non era stato capace di trovare una soluzione, ma la testa aveva saputo come fare. Una cosa però era importantissima: doveva riuscire subito a legarla al corpo, per non perderla mai più!
Da quel giorno Almerino esce sempre con la testa legata al corpo e, quando gli chiedono il perché, racconta questa storia. 
Ma tutti si chiedono: è vera? O è solo una delle sue numerose invenzioni? 
Una cosa è certa: solo un inventore poteva inventare una storia così assurda!

Speriamo che vi sia piaciuta questa storia e vi sia servita per capire in maniera pratica come si usano questi verbi. Vi consiglio, come ho già detto di riascoltarla più di una volta. Per tutte le persone che hanno iniziato ad ascoltare Podcast Italiano di recente, beh, prima di tutto benvenuti e, seconda cosa, se non lo sapevate già ho anche un canale su YouTube dove posto video di vario genere, che spero possano piacervi. Andate a dargli un’occhiata e noi ci vediamo nel prossimo episodio. Alla prossima! Ciao!

scritto dall’abile penna: “by the pen of

tastiera
keyboard

riassumere: to sum up

imparare a memoria: to learn by heart 

interiorizzare: internalize.

Sbadato: careless, absent-minded

Con la testa fra le nuvole: avere la testa tra le nuvole significa essere distratto, sbadato, ecc. in questo caso la testa di Almerino rimane letteralmente tra le nuvole

Non sapere dove sbattere la testa: non sapere cosa fare per risolvere un problema 

Perdere la testa: impazzire / to lose one’s mind, to freak out

Uccellino: little bird (uccello)

Becco: beak

Legare: to tie

2 thoughts on “Una storiella per capire i verbi potere, sapere, riuscire, essere capace, essere in grado – Intermedio #31”

  1. Bravo. Me piace tante questa história. Aiuta con vocabolario, con verbi, e a pensieri in l’italiano. Per me difficile. Grazie.

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