Il terremoto in Italia centrale

Benvenuti su Podcast Italiano. Questo è un episodio di livello intermedio, in cui vi parlerò del terremoto avvenuto ad Agosto in Italia centrale, e in generale del problema delle catastrofi naturali in Italia. Su podcastitaliano.com troverete la trascrizione con la traduzione delle parole più difficili.

Come forse saprete il 24 agosto 2016 c’è stato un forte terremoto nel centro Italia, nella cosiddetta “Valle del Tronto”, al confine tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Tre sono i comuni che hanno subito danni ingenti: Accumoli, Amatrice (famosa per il famoso sugo all’Amatriciana, conosciuto in tutto il mondo) e Arquata del Tronto. Le scosse sono state numerose, e l’attività sismica non è ancora conclusa del tutto. Infatti oggi, 16 ottobre, c’è stata un’ulteriore scossa di magnitudo 4,1. Ma la scossa principale è avvenuta appunto il 24 agosto alle 3:36:32 con una magnitudo di circa 6 gradi della scala Richter. Le vittime sono state 298, i feriti 388. Numerosi sono inoltre i danni al patrimonio culturale locale, come chiese ed edifici. I danni stimati dal presidente del consiglio Matteo Renzi sono di 4 miliardi di euro.
L’Italia, specialmente il centro e il sud, è notoriamente una zona ad alto rischio sismico – ovvero la probabilità che avvengano terremoti è estremamente elevata. Tra i paesi europei infatti l’Italia è quello storicamente più colpito da sismi, che in diverse occasioni sono stati distruttrici. Uno dei più famosi negli ultimi anni è stato quello che ha colpito e devastato l’Aquila, in Abruzzo, nel 2009, causando ben 309 morti. Nel 1980 il famoso terremoto dell’Irpinia causò quasi 300 morti, e se torniamo indietro di circa un secolo, nel 1908, il terremoto di Messina fu la più grande catastrofe naturale di cui si ha memoria in Europa per numero di vittime (circa 100.000, forse di più)
I terremoti dunque sono molte frequenti in Italia. Ma perché allora, si potrebbe obiettare, ci troviamo ogni volta così impreparati? Perché terremoti di 6 gradi di magnitudo, che in Giappone non provocherebbero nemmeno una vittima, in Italia ne causano centinaia? E’ una questione difficile.

Uno dei problemi principali che rendono i terremoti in Italia così pericolosi è la grande ricchezza di edifici storici, di antica costruzione. L’Italia ha un patrimonio culturale e artistico gigantesco (è il paese che ha il numero maggiore di siti storici inseriti nella lista dell’Unesco), e comuni come quelli colpiti dal sisma dallo scorso agosto non hanno edifici moderni, costruiti secondo le moderne tecnologie anti-sismiche; è per questo che spesso subiscono danni ingenti quando capitano terremoti di questo tipo. Ristrutturare un così grande numero di edifici antichi non a norma comporterebbe un costo secondo alcuni non sostenibile per le casse dello stato. Dall’altro lato però, i terremoti in Italia sono una realtà tristemente nota e se non si trova una soluzione periodicamente ci toccherà assistere a tragedie di questo tipo  .
Ma non sono solamente i terremoti a causare problemi al nostro paese: le alluvioni e inondazioni che si verificano puntualmente ogni anno con l’arrivo dell’inverno e della pioggia (soprattutto in regioni come Liguria, Toscana, Emilia-Romagna), sono una piaga dell’Italia.
E’ un dato di fatto che la nostra penisola sia spesso colpita da catastrofi naturali, come è un dato di fatto che non si sia fatto abbastanza in passato al fine di prevenirne e limitarne i danni. A mio parere però, è necessario intervenire in maniera sistematica e soprattutto avere memoria storica. Terremoti e inondazioni sono la norma per il nostro paese, e purtroppo possono solo continuare ad esserlo.

Grazie per aver ascoltato l’episodio. L’argomento non è per niente facile, è un argomento controverso e spesso dibattuto e quindi sono rimasto sul generico per non dire imprecisioni, non sono un esperto in materia e quindi non voglio dire cose non vere; spero che vi sia comunque piaciuto e abbiate imparato qualcosa. Per la trascrizione visitate podcastitaliano.com e riascoltate l’episodio più di una volta per migliorare la vostra comprensione. Alla prossima! Ciao.