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Carnevale in Italia (storia)

Principiante
#
59

February 27, 2025

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Note e risorse

In questo episodio, seguiamo la storia di Chiara, una ragazza canadese che riscopre le sue radici italiane attraverso le tradizioni del carnevale e l'incontro con la signora Matilde.

Scopri La Storia di Italo, il mio corso per raggiungere il livello intermedio.

Trascrizione

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Questo Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi. Questa è una storia, una storia a tema “carnevale”, che ci leggerà la nostra Irene. Sul mio sito, troverai, come sempre, la trascrizione con il glossario con tutte le parole difficili spiegate. Trovi il link nelle note di questo episodio, su Spotify o dove mi stai ascoltando. A proposito, ora, sul mio sito, puoi anche commentare gli episodi: è una nuova funzione che avevo sul mio sito vecchio, anni fa, ma ora puoi di nuovo commentare. Quindi puoi farlo lì, puoi farlo anche su Spotify, se preferisci. Ti aspetto, dunque, sul mio sito.

Scarica la versione PDF della trascrizione
Trascrizione interattiva dell'episodio

24 febbraio 2025

Caro diario,

Febbraio è arrivato e ho deciso di regalarmi un viaggio. Un viaggio in Italia, il Paese di origine della mia famiglia. Infatti, caro il mio diario, non so se te l'ho mai detto, ma i miei genitori sono italiani. Per quanto riguarda me, io sono canadese. E, anche se nelle mie vene scorre sangue italiano, non ho mai avuto un vero legame con l'Italia, con la cultura, né con le tradizioni, né con la lingua… anche se il mio italiano è perfetto, perché parlo italiano con i miei genitori da sempre. Sono bilingue, parlo perfettamente inglese e italiano, sono madrelingua inglese e madrelingua italiana.

Ma torniamo a noi: ho lavorato e studiato così tanto in questi mesi che ho deciso di regalarmi un viaggio. Tutto mio, solo mio. Solo io e l’Italia, io e gli italiani. Non so che cosa succederà, non so se resterò delusa o contenta di questo viaggio, ma vale la pena provare. Ormai ho quasi trent’anni e devo assolutamente scoprire di più delle mie radici. Comunque, posso essere sincera con te, perché sei solo un diario e non puoi giudicarmi. La verità è che… non sono molto entusiasta di partire. I miei genitori sono felicissimi, amano l’Italia, sono nati e cresciuti lì. Ma io… non ho molta voglia di partire. Comunque non voglio deluderli, quindi… fingo di essere contenta, sorrido e indosso una maschera. La maschera di chi è felice di partire per un viaggio avventuroso. Comunque, parto domani. Adesso ti saluto, vado a fare le valigie. Speriamo bene.

Chiara atterra in Italia, il cielo è grigio, piove, è nuvoloso e fa freddo. Chiara non si aspettava un clima tanto triste. Comunque, con tanta buona volontà e tanta positività, prende un taxi e arriva in hotel:

“Salve, ho una prenotazione per quattro notti.”

“Come si chiama?” chiede la receptionist mentre mastica una gomma rumorosamente.

“Sono Chiara Bianchi.”

Documento, prego”

Eccolo…” dice Chiara mentre consegna il documento alla ragazza.

“Perfetto. La stanza è la numero 12. La colazione non è inclusa. Arrivederci.” dice la ragazza che, alzandosi, non dà il tempo a Chiara di rispondere.

“Oh. Va bene. Arrivederci…”

Chiara arriva nella sua stanza. È piccola e arredata in modo modesto. Chiara si lava le mani, beve un po’ d’acqua dalla sua borraccia e apre il suo diario.

25 febbraio 2025

Caro diario,

Sono appena arrivata all'hotel che ho prenotato nel paesino dei miei genitori. Non è stato difficile arrivare. Ovviamente ho preso un taxi. L’hotel è piccolo, a conduzione familiare. Le persone non sono molto gentili qui. Nella mia stanza non c’è cibo né acqua… ma non è un problema. Tra poco esco a fare un po’ di spesa e un po’ di shopping.

Chiara esce e gira per negozi. Compra un maglione caldo e qualche souvenir. Decide poi di andare a cena fuori. Le strade sono piene di ristoranti.

“Buonasera. Un tavolo per una persona, grazie!”

“Signorina, sono le 6 di pomeriggio.”

“Sì, lo so, grazie. Ho l’orologio. È ora di cena!”

“È ora di cena? Il ristorante apre tra due ore, signorina…”

“Oh, mi scusi. Ripasso dopo, allora. Arrivederci!”

Chiara è scioccata: lei mangia sempre abbastanza presto, è abituata a cenare alle 6 di pomeriggio, ma qui i ristoranti sembrano aprire molto tardi. Alla fine decide di prendere un pezzo di pizza al taglio e di mangiare all’aperto, mentre passeggia per la piazza principale.

Quando era piccola, i suoi genitori le raccontavano sempre della pace e della tranquillità che caratterizzava le strade del paese. Ma ora, camminando per quelle stesse vie, Chiara si sente confusa: c'è musica ad altissimo volume, davvero fastidiosa, tantissima gente che corre, balla, canta e urla ovunque. Tutti fanno fotografie mentre indossano strane maschere. L’aria è densa e c’è puzza di fumo, perché stanno facendo i fuochi d’artificio. I bambini corrono e urlano senza sosta. Alcuni piangono, perché non vogliono tornare a casa. Tutto è troppo rumoroso, troppo colorato, troppo strano.

In questo caos tremendo, Chiara nota una signora all'angolo della strada. È una vecchina molto carina, ha una faccia simpatica, e i lineamenti dolci. La signora vende qualcosa e Chiara si avvicina, incuriosita.

“Buonasera…” le dice Chiara sorridendo.

“Ciao tesoro, buonasera” dice la vecchina con voce dolce, calda, flebile e delicata.

“Che cosa vende?”

“Tesoro, queste sono frappe. Non conosci le frappe?”

“No, sono solo una turista. Cosa sono le frappe?”

“Le frappe sono un dolce tipico italiano che facciamo a carnevale! Ti piacciono i dolci?”

“Oh, sì! Sono molto golosa…”

“Allora devi provarle. Ecco. Offre la casa. Mangia, bella, mangia!”

Chiara morde una frappa e rimane senza parole. Sono croccanti ma anche soffici, dolci ma non troppo, fritte, ma leggere.

“Grazie, signora, sono deliziose!”

“Le frappe sono un dolce povero, umile, ma unico. Di dove sei tu, bella?”

“Sono canadese. I miei genitori però sono cresciuti qui. Io parlo italiano perfettamente, senza accento. Sembro una vera italiana!”

“Beh, se i tuoi genitori sono italiani, nelle tue vene scorre sangue italiano. No? Eheh..”

“Ha ragione.”

“E dimmi, come si chiamano i tuoi genitori?”

“Anna Di Girolamo e Leonardo Bianchi. Perché?”

“Leonardo Bianchi! Quel furfante! Ahah! E Anna! Annina, piccola! Allora si sono sposati! Mamma mia, non ci credo! Sei la figlia di Leonardo e Anna! Oddio, Antonio! Vieni qui, Antonio! C’è la figlia di Leonardo e Anna!”

La signora chiama suo marito, Antonio, e gli presenta Chiara.

“Salve, signorina. Guarda, Matilde, è uguale a sua mamma! Come stanno Anna e Leonardo?”

“Stanno b…”

“Chiara, bella, devi sapere che noi conosciamo molto bene i tuoi genitori. Soprattutto tuo padre! Eravamo amici dei tuoi nonni, Ilario e Lucetta. Abitavamo nella stessa via. Guarda, guarda, loro abitavano proprio lì, all’angolo. Lo vedi quel palazzo rosso? Comunque io sono Matilde” dice la vecchina mentre prende la mano della ragazza e la stringe.

Entrambe si commuovono.

Com’è piccolo il mondo, signora Matilde!”

“Eh già, è vero! Senti, vuoi venire con me nel mio laboratorio? Ti insegno a fare le frappe. È facile facile.”

Le due, sottobraccio, iniziano a camminare in direzione del laboratorio. Intanto parlano, e il caos delle strade non sembra essere più tanto pesante per Chiara, ora che è con la giusta compagnia. Intanto, un gruppo di bambini mascherati, uno da leone, una da astronauta e l’altro da principe, si rincorrono, mentre lanciano i coriandoli.

“Ecco, questo è il mio laboratorio. È piccolo, anzi, è giusto per due persone” dice la vecchina sorridendo.

“Qui è dove avviene la magia! Allora, Matilde, come si fanno le frappe?”

“La ricetta è facile. Servono: farina, zucchero, uova, burro e un pizzico di sale. Si impasta tutto bene, poi stendiamo l'impasto e lo tagliamo a strisce. Lo sai che il nome delle frappe cambia di regione in regione? In alcune regioni le chiamano chiacchiere, in altre bugie, poi cenci, guanti, lattughe, fiocchetti…” dice Matilde mentre prende gli ingredienti.

“Wow, quanti nomi diversi! E la ricetta sembra facile davvero! Ma… le frappe sono l’unico dolce tipico del carnevale in Italia?”

“No, no, certo che no! Ci sono anche le castagnole! Sono delle palline soffici soffici, morbide. Spesso ripiene di crema o Nutella. Mmmh, che delizia. E poi, in ogni regione d’Italia, ci sono dolci diversi e speciali, e ogni famiglia ha la sua ricetta segreta! Carnevale è il momento giusto per divertirsi e mangiare qualcosa di speciale”.

Chiara e Matilde preparano le frappe: quando l'impasto è pronto lo friggono, e un profumo dolcissimo si diffonde nel laboratorio. Intanto chiacchierano, ridono e si godono la compagnia l’una dell’altra.

“Adesso che sono pronte e belle calde, il mio momento preferito: dobbiamo mettere lo zucchero a velo! Sei pronta? A te l’onore!

Che emozione!”

Mentre cucinano, Matilde racconta a Chiara del carnevale in Italia. Le parla dei bambini che si mascherano da principi, fate, pirati e supereroi, delle strade piene di coriandoli e delle vetrine delle pasticcerie con frappe, castagnole e altri dolci tipici.

“C’è anche un famoso proverbio, che dice “a carnevale ogni scherzo vale”! Però, Chiara, non mettere il sale sulla frappe, eh! Ahahahahah”

Chiara sorride. Si sente meglio… si sente a casa. Quando finiscono di cucinare, escono dal laboratorio e si abbracciano. Matilde regala un sacchetto di frappe a Chiara, poi si salutano, promettendosi di rivedersi il giorno dopo. Chiara arriva in hotel distrutta: non riesce neanche a scrivere una pagina di diario. Si addormenta.

Il giorno dopo, Matilde porta Chiara nei luoghi in cui sono cresciuti i suoi genitori. Chiara vede la vecchia casa di suo padre, una piccola abitazione con le persiane verdi e i gerani sul balcone. Poi vede la scuola che frequentavano sua madre e suo padre, un edificio in mattoni con il cortile dove giocavano da bambini. Poi va nel famoso forno storico in cui i suoi genitori, da bambini, compravano pane, pizza e biscotti ogni mattina. Poi va al bar dove prendevano il caffè da adolescenti e nei bar in cui bevevano i primi drink.

26 febbraio 2025

Caro diario,

Finalmente trovo il tempo di scriverti di nuovo. Questi giorni in Italia sono stati speciali. Ho conosciuto una persona meravigliosa, la signora Matilde, che porterò sempre nel cuore. Mi ha fatto scoprire la vera anima di questo piccolo paesino. Ogni angolo ha una storia: Matilde mi racconta di quando mia madre correva per queste strade con il grembiule di scuola, di quando mio padre giocava a calcio nella piazza con gli amichetti, di come… i miei genitori, piano piano, si sono innamorati mentre passeggiavano per i giardini e le ville di questo paesino. Mi sembra quasi di vederli, da bambini, da ragazzi… spensierati, in un’Italia che ora mi appare più… vicina, più… parte di me. Sento una strana nostalgia per un passato che non ho vissuto, ma che… in qualche modo, mi appartiene. E per la prima volta da quando sono arrivata, sorrido davvero. Non devo più fingere, non devo indossare maschere, se non… quella di carnevale che mi ha regalato Matilde. Ora ti saluto, ho un carnevale da festeggiare e delle frappe da sfornare! Ci sentiamo quando torno in Canada.

Ciao, diario!

Spero che l’episodio ti sia piaciuto. Ti ricordo che, sul mio sito, trovi la trascrizione con glossario di questo episodio. Se vuoi andare a controllare il significato di alcune parole. Ti ricordo anche che ora puoi anche commentare l’episodio sul mio sito, e puoi farlo anche su Spotify, come dicevo prima. Ah, se ti piace Podcast Italiano, Principiante, mi aiuterebbe un voto positivo, magari cinque stelle. E poi, ti ricordo, che abbiamo un corso, che si chiama La Storia di Italo, che ti racconta una storia coinvolgente e appassionante e ti insegna tutta la grammatica necessaria per arrivare a livello B1, quindi intermedio. Centinaia di studenti l’hanno già fatto e l’hanno molto apprezzato. Penso proprio piacerà anche a te. Trovi il link nelle note di questo episodio, ma anche sul mio sito podcastitaliano.com, vai a dare un’occhiata e… alla prossima!

Questo Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi. Questa è una storia, una storia a tema “carnevale”, che ci leggerà la nostra Irene. Sul mio sito, troverai, come sempre, la trascrizione con il glossario con tutte le parole difficili spiegate. Trovi il link nelle note di questo episodio, su Spotify o dove mi stai ascoltando. A proposito, ora, sul mio sito, puoi anche commentare gli episodi: è una nuova funzione che avevo sul mio sito vecchio, anni fa, ma ora puoi di nuovo commentare. Quindi puoi farlo lì, puoi farlo anche su Spotify, se preferisci. Ti aspetto, dunque, sul mio sito.

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Trascrizione interattiva dell'episodio

24 febbraio 2025

Caro diario,

Febbraio è arrivato e ho deciso di regalarmi un viaggio. Un viaggio in Italia, il Paese di origine della mia famiglia. Infatti, caro il mio diario, non so se te l'ho mai detto, ma i miei genitori sono italiani. Per quanto riguarda me, io sono canadese. E, anche se nelle mie vene scorre sangue italiano, non ho mai avuto un vero legame con l'Italia, con la cultura, né con le tradizioni, né con la lingua… anche se il mio italiano è perfetto, perché parlo italiano con i miei genitori da sempre. Sono bilingue, parlo perfettamente inglese e italiano, sono madrelingua inglese e madrelingua italiana.

Ma torniamo a noi: ho lavorato e studiato così tanto in questi mesi che ho deciso di regalarmi un viaggio. Tutto mio, solo mio. Solo io e l’Italia, io e gli italiani. Non so che cosa succederà, non so se resterò delusa o contenta di questo viaggio, ma vale la pena provare. Ormai ho quasi trent’anni e devo assolutamente scoprire di più delle mie radici. Comunque, posso essere sincera con te, perché sei solo un diario e non puoi giudicarmi. La verità è che… non sono molto entusiasta di partire. I miei genitori sono felicissimi, amano l’Italia, sono nati e cresciuti lì. Ma io… non ho molta voglia di partire. Comunque non voglio deluderli, quindi… fingo di essere contenta, sorrido e indosso una maschera. La maschera di chi è felice di partire per un viaggio avventuroso. Comunque, parto domani. Adesso ti saluto, vado a fare le valigie. Speriamo bene.

Chiara atterra in Italia, il cielo è grigio, piove, è nuvoloso e fa freddo. Chiara non si aspettava un clima tanto triste. Comunque, con tanta buona volontà e tanta positività, prende un taxi e arriva in hotel:

“Salve, ho una prenotazione per quattro notti.”

“Come si chiama?” chiede la receptionist mentre mastica una gomma rumorosamente.

“Sono Chiara Bianchi.”

Documento, prego”

Eccolo…” dice Chiara mentre consegna il documento alla ragazza.

“Perfetto. La stanza è la numero 12. La colazione non è inclusa. Arrivederci.” dice la ragazza che, alzandosi, non dà il tempo a Chiara di rispondere.

“Oh. Va bene. Arrivederci…”

Chiara arriva nella sua stanza. È piccola e arredata in modo modesto. Chiara si lava le mani, beve un po’ d’acqua dalla sua borraccia e apre il suo diario.

25 febbraio 2025

Caro diario,

Sono appena arrivata all'hotel che ho prenotato nel paesino dei miei genitori. Non è stato difficile arrivare. Ovviamente ho preso un taxi. L’hotel è piccolo, a conduzione familiare. Le persone non sono molto gentili qui. Nella mia stanza non c’è cibo né acqua… ma non è un problema. Tra poco esco a fare un po’ di spesa e un po’ di shopping.

Chiara esce e gira per negozi. Compra un maglione caldo e qualche souvenir. Decide poi di andare a cena fuori. Le strade sono piene di ristoranti.

“Buonasera. Un tavolo per una persona, grazie!”

“Signorina, sono le 6 di pomeriggio.”

“Sì, lo so, grazie. Ho l’orologio. È ora di cena!”

“È ora di cena? Il ristorante apre tra due ore, signorina…”

“Oh, mi scusi. Ripasso dopo, allora. Arrivederci!”

Chiara è scioccata: lei mangia sempre abbastanza presto, è abituata a cenare alle 6 di pomeriggio, ma qui i ristoranti sembrano aprire molto tardi. Alla fine decide di prendere un pezzo di pizza al taglio e di mangiare all’aperto, mentre passeggia per la piazza principale.

Quando era piccola, i suoi genitori le raccontavano sempre della pace e della tranquillità che caratterizzava le strade del paese. Ma ora, camminando per quelle stesse vie, Chiara si sente confusa: c'è musica ad altissimo volume, davvero fastidiosa, tantissima gente che corre, balla, canta e urla ovunque. Tutti fanno fotografie mentre indossano strane maschere. L’aria è densa e c’è puzza di fumo, perché stanno facendo i fuochi d’artificio. I bambini corrono e urlano senza sosta. Alcuni piangono, perché non vogliono tornare a casa. Tutto è troppo rumoroso, troppo colorato, troppo strano.

In questo caos tremendo, Chiara nota una signora all'angolo della strada. È una vecchina molto carina, ha una faccia simpatica, e i lineamenti dolci. La signora vende qualcosa e Chiara si avvicina, incuriosita.

“Buonasera…” le dice Chiara sorridendo.

“Ciao tesoro, buonasera” dice la vecchina con voce dolce, calda, flebile e delicata.

“Che cosa vende?”

“Tesoro, queste sono frappe. Non conosci le frappe?”

“No, sono solo una turista. Cosa sono le frappe?”

“Le frappe sono un dolce tipico italiano che facciamo a carnevale! Ti piacciono i dolci?”

“Oh, sì! Sono molto golosa…”

“Allora devi provarle. Ecco. Offre la casa. Mangia, bella, mangia!”

Chiara morde una frappa e rimane senza parole. Sono croccanti ma anche soffici, dolci ma non troppo, fritte, ma leggere.

“Grazie, signora, sono deliziose!”

“Le frappe sono un dolce povero, umile, ma unico. Di dove sei tu, bella?”

“Sono canadese. I miei genitori però sono cresciuti qui. Io parlo italiano perfettamente, senza accento. Sembro una vera italiana!”

“Beh, se i tuoi genitori sono italiani, nelle tue vene scorre sangue italiano. No? Eheh..”

“Ha ragione.”

“E dimmi, come si chiamano i tuoi genitori?”

“Anna Di Girolamo e Leonardo Bianchi. Perché?”

“Leonardo Bianchi! Quel furfante! Ahah! E Anna! Annina, piccola! Allora si sono sposati! Mamma mia, non ci credo! Sei la figlia di Leonardo e Anna! Oddio, Antonio! Vieni qui, Antonio! C’è la figlia di Leonardo e Anna!”

La signora chiama suo marito, Antonio, e gli presenta Chiara.

“Salve, signorina. Guarda, Matilde, è uguale a sua mamma! Come stanno Anna e Leonardo?”

“Stanno b…”

“Chiara, bella, devi sapere che noi conosciamo molto bene i tuoi genitori. Soprattutto tuo padre! Eravamo amici dei tuoi nonni, Ilario e Lucetta. Abitavamo nella stessa via. Guarda, guarda, loro abitavano proprio lì, all’angolo. Lo vedi quel palazzo rosso? Comunque io sono Matilde” dice la vecchina mentre prende la mano della ragazza e la stringe.

Entrambe si commuovono.

Com’è piccolo il mondo, signora Matilde!”

“Eh già, è vero! Senti, vuoi venire con me nel mio laboratorio? Ti insegno a fare le frappe. È facile facile.”

Le due, sottobraccio, iniziano a camminare in direzione del laboratorio. Intanto parlano, e il caos delle strade non sembra essere più tanto pesante per Chiara, ora che è con la giusta compagnia. Intanto, un gruppo di bambini mascherati, uno da leone, una da astronauta e l’altro da principe, si rincorrono, mentre lanciano i coriandoli.

“Ecco, questo è il mio laboratorio. È piccolo, anzi, è giusto per due persone” dice la vecchina sorridendo.

“Qui è dove avviene la magia! Allora, Matilde, come si fanno le frappe?”

“La ricetta è facile. Servono: farina, zucchero, uova, burro e un pizzico di sale. Si impasta tutto bene, poi stendiamo l'impasto e lo tagliamo a strisce. Lo sai che il nome delle frappe cambia di regione in regione? In alcune regioni le chiamano chiacchiere, in altre bugie, poi cenci, guanti, lattughe, fiocchetti…” dice Matilde mentre prende gli ingredienti.

“Wow, quanti nomi diversi! E la ricetta sembra facile davvero! Ma… le frappe sono l’unico dolce tipico del carnevale in Italia?”

“No, no, certo che no! Ci sono anche le castagnole! Sono delle palline soffici soffici, morbide. Spesso ripiene di crema o Nutella. Mmmh, che delizia. E poi, in ogni regione d’Italia, ci sono dolci diversi e speciali, e ogni famiglia ha la sua ricetta segreta! Carnevale è il momento giusto per divertirsi e mangiare qualcosa di speciale”.

Chiara e Matilde preparano le frappe: quando l'impasto è pronto lo friggono, e un profumo dolcissimo si diffonde nel laboratorio. Intanto chiacchierano, ridono e si godono la compagnia l’una dell’altra.

“Adesso che sono pronte e belle calde, il mio momento preferito: dobbiamo mettere lo zucchero a velo! Sei pronta? A te l’onore!

Che emozione!”

Mentre cucinano, Matilde racconta a Chiara del carnevale in Italia. Le parla dei bambini che si mascherano da principi, fate, pirati e supereroi, delle strade piene di coriandoli e delle vetrine delle pasticcerie con frappe, castagnole e altri dolci tipici.

“C’è anche un famoso proverbio, che dice “a carnevale ogni scherzo vale”! Però, Chiara, non mettere il sale sulla frappe, eh! Ahahahahah”

Chiara sorride. Si sente meglio… si sente a casa. Quando finiscono di cucinare, escono dal laboratorio e si abbracciano. Matilde regala un sacchetto di frappe a Chiara, poi si salutano, promettendosi di rivedersi il giorno dopo. Chiara arriva in hotel distrutta: non riesce neanche a scrivere una pagina di diario. Si addormenta.

Il giorno dopo, Matilde porta Chiara nei luoghi in cui sono cresciuti i suoi genitori. Chiara vede la vecchia casa di suo padre, una piccola abitazione con le persiane verdi e i gerani sul balcone. Poi vede la scuola che frequentavano sua madre e suo padre, un edificio in mattoni con il cortile dove giocavano da bambini. Poi va nel famoso forno storico in cui i suoi genitori, da bambini, compravano pane, pizza e biscotti ogni mattina. Poi va al bar dove prendevano il caffè da adolescenti e nei bar in cui bevevano i primi drink.

26 febbraio 2025

Caro diario,

Finalmente trovo il tempo di scriverti di nuovo. Questi giorni in Italia sono stati speciali. Ho conosciuto una persona meravigliosa, la signora Matilde, che porterò sempre nel cuore. Mi ha fatto scoprire la vera anima di questo piccolo paesino. Ogni angolo ha una storia: Matilde mi racconta di quando mia madre correva per queste strade con il grembiule di scuola, di quando mio padre giocava a calcio nella piazza con gli amichetti, di come… i miei genitori, piano piano, si sono innamorati mentre passeggiavano per i giardini e le ville di questo paesino. Mi sembra quasi di vederli, da bambini, da ragazzi… spensierati, in un’Italia che ora mi appare più… vicina, più… parte di me. Sento una strana nostalgia per un passato che non ho vissuto, ma che… in qualche modo, mi appartiene. E per la prima volta da quando sono arrivata, sorrido davvero. Non devo più fingere, non devo indossare maschere, se non… quella di carnevale che mi ha regalato Matilde. Ora ti saluto, ho un carnevale da festeggiare e delle frappe da sfornare! Ci sentiamo quando torno in Canada.

Ciao, diario!

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